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Nicholas Nickleby

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Publisher: Oxford University Press

4.0
(131)

Language:English | Number of Pages: 918 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , German , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0192836234 | Isbn-13: 9780192836236 | Publish date:  | Edition New Ed

Paul Schlicke

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Others , Audio CD , Board Book , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Book Description
Our hero confronts a large and varied cast, including Wackford Squeers, the fantastic ogre of a schoolmaster, and Vincent Crummles, the grandiloquent ham actor, on his comic and satirical adventures up and down the country. Punishing wickedness, befriending the helpless, strutting the stage, and falling in love, Nicholas shares some of his creator's energy and earnestness as he faces the pressing issues of early Victorian society.
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  • 4

    Ora, io credo di essere il miglior giudice delle mie azioni.

    E dopo ben 27 giorni finisco questo libro.
    Ammazza, che fatica!
    Se penso che l'anno scorso in soli 3 mesi ho letto 5 romanzi di Dickens, resto sbalordita... e credo che il fatto che abbia trovato "Nic ...continue

    E dopo ben 27 giorni finisco questo libro.
    Ammazza, che fatica!
    Se penso che l'anno scorso in soli 3 mesi ho letto 5 romanzi di Dickens, resto sbalordita... e credo che il fatto che abbia trovato "Nicholas Nickleby" abbastanza pesante sia dovuto in parte a questo tour de force. Ma all'epoca ho come avuto un colpo di fulmine con "Oliver Twist" e da lì mi è partito un sincero entusiasmo per Charlie che non ho potuto frenare.
    Attenzione: a me Dickens piace. Però trovo che in certe parti sia prolisso e dispersivo. Solo il primo amore (O.T.) ho trovato super scorrevole, e "Tempi difficili"... con gli altri romanzi invece, tutta una serie di alti e bassi. All'inizio della lettura ho un interesse pazzesco, leggo spedita e sono curiosa di proseguire... poi arriva un momento in cui non ce la faccio più; mi sento stremata da capitoli che non finiscono mai, più quelli che non sono proprio importanti ai fini della storia. E' come se avessi fatto una lunga corsa costante e ad un certo punto mi fermassi di colpo per la troppa stanchezza. Proseguendo, Dickens mi sorprende con un colpo di scena e allora ricomincio a leggere con un vivo interesse. Poi ancora mi blocco; mi riprendo; e alla fine, appena mi mancano pochi capitoli leggo il più velocemente possibile perchè non ne posso più! Mi rendo conto che posso suonare incoerente ma la verità è questa. Ciò non toglie che a me D. PIACE. Ed è per questo che dopo 8 mesi ho voluto riprenderlo. Sentivo una certa nostalgia. Mi mancava... mi mancavano i suoi personaggi ben caratterizzati e approfonditi psicologicamente, il suo modo ironico sarcastico pungente e diretto di narrare, di renderci consapevoli di una brutta realtà, il suo essere attuale ma consolante e confortante, il suo modo di scaldare il cuore nonostante le disgrazie e i problemi personali.
    E' INIMITABILE!
    Ma passo ora a parlare del libro nello specifico. E' il terzo cronologicamente dopo O.T. e lo stile può forse sembrare a tratti acerbo essendo uno dei primissimi romanzi dell'autore; non per questo meno godibile, anzi.
    Ci troviamo di fronte alle avventure e disavventure di Nicholas, un giovane dal cuore generoso, buono e affabile ma anche dal carattere impulsivo, impetuoso, caparbio, ostinato e non sempre amabile. E' un bel personaggio seppur devo ammettere che mi son piaciuti altri protagonisti dickensiani... non ho provato una forte empatia come per David, Oliver o Pip. Comunque sia è un eroe con tutti i suoi difetti e per questo l'ho apprezzato.
    Poi in generale la storia mi è piaciuta perchè il Dickens "sociale" è quello che più preferisco. Ci sono tutti i temi a lui cari: sfruttamento minorile, nelle fabbriche, povertà. In questo senso ho provato dolore, angoscia e disgusto per la condizione del povero Smike, per il luogo di desolazione, sporcizia, inaridimento, disperazione in cui è cresciuto assieme ad altri bambini sventurati... non riesco davvero ad immaginare che a quei tempi esistevano istituti pietosi del genere e famiglie che abbandonavano lì i proprio figli. Sconvolgente!
    E non solo: Dickens ci descrive anche le insidie, la cattiveria, i lati più oscuri che si annidano nel cuore umano e che si risolvono principalmente nella figura di Ralph Nickleby. Ma si può essere così cattivi, meschini, insensibili, assetati di denaro? Devo ammettere che alla fine mi ha fatto molta pietà e compassione ma per tutto il tempo della lettura ho provato solo rabbia e ribrezzo per le sue azioni. Per fortuna ha quello che si merita perchè penso che prima o poi tutto ritorna e che i soprusi subiti verranno ripagati con molte soddisfazioni. E' questo quello che D. sostanzialmente ci insegna. E ce lo dimostra creando personaggi straordinari come Nicholas, i fratelli Cheeryble, Newman Noggs, John Browdie e tanti altri che se ce ne fossero di più il mondo sarebbe migliore!
    Comunque in definitiva consiglio questo classico solo per gli amanti dell'autore e delle tematiche sociali e per sorridere di tutti i messaggi positivi e la forza di volontà che ci vuole per andare avanti e crearsi un futuro.

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  • 4

    Non nascondo che leggere questo libro è un'impresa impegnativa, più per la mole e il melodramma vertiginoso che per la lingua originale (il linguaggio di Dickens risulta ostico solo all'inizio, finché ...continue

    Non nascondo che leggere questo libro è un'impresa impegnativa, più per la mole e il melodramma vertiginoso che per la lingua originale (il linguaggio di Dickens risulta ostico solo all'inizio, finché non si prende il ritmo, è molto più angosciante leggere questi incipit "Viveva un tempo, in una località appartata della contea del Devonshire, un certo signor Goffredo Nickleby"... Goffredo?).

    Nicholas Nickleby non è il romanzo migliore di Dickens. Passa da melodramma a farsa (avrei volentieri saltato tutta la parte dedicata al teatro onestamente) e ci sono tantissimi personaggi. Quello del protagonista non è il ritratto più riuscito (il più riuscito è sicuramente lo zio, Ralph - e non Rodolfo! - Nickleby) ma è il protagonista il mezzo tramite cui conosciamo così tante situazioni diverse, e tifiamo, non necessariamente i personaggi più buoni, ma i più interessanti. Menzione speciale a Newman Noggs, l'impiegato di Ralph Nickleby, e a Tim Linkinwater, l'impiegato dei fratelli Cheeryble, ma ce ne sono moltissimi di meritevoli, per esempio la stessa madre di Nicholas.

    Si sente ovviamente che il romanzo è stato concepito per la pubblicazione a puntate (anche da qui la lunghezza!) però proprio per questo motivo spesso il romanzo è avvincente, nonostante i colpi di scena e gli intrecci della trama siano francamente inverosimili. Infine, Dickens è sempre Dickens per cui leggetelo!

    said on 

  • 5

    Viveva un tempo, in una località appartata della contea del Devonshire, un certo signor Goffredo Nickleby.....

    Questo è il terzo romanzo di Charles Dickens, pubblicato originariamente in capitoli tra l’aprile del 1838 e l’ottobre del 1839.
    Nicholas Nickleby , più affettuosamente Nicola, è figlio di un gentilu ...continue

    Questo è il terzo romanzo di Charles Dickens, pubblicato originariamente in capitoli tra l’aprile del 1838 e l’ottobre del 1839.
    Nicholas Nickleby , più affettuosamente Nicola, è figlio di un gentiluomo caduto in disgrazia. E’ un bel ragazzo di sani principi, ma dal carattere impetuoso, il in cui dominano sentimento e passione. Non ha avuto molto dalla vita, ma ha saputo conquistarsi il suo posto in società con uno sforzo non indifferente, con lavoro e dedizione , spesso rischiando di perdere tutto. Le sue innumerevoli vicende iniziano con la morte di suo padre.

    Nicola rimasto senza mezzi, deve provvedere oltre che se stesso anche alla madre e alla sorella Kate. Lo zio Ralph, pur avendo la possibilità, si rifiuta di provvedere al loro sostentamento. Nasce così l’esigenza di trovare un lavoro. Nicola lo trova come assistente insegnante presso la scuola “Dotheboys Hall” nello Yorkshire diretta dal Signor Wackford Squeers, uomo spregevole e opportunista. Il suo arrivo alla scuola è una sorta di discesa agli inferi, qui iniziano tutta una serie di avventure e disavventure.

    In realtà tutto il romanzo è un alternarsi di tragedia e commedia in cui Dickens spesso insiste sulle caratteristiche drammatiche ( l’intento di denuncia sociale è evidente per i vari temi affrontati) per poi alleggerire il tutto sfumando talvolta con risoluzioni un tantino forzate che fanno sorridere.
    In questo romanzo ci sono moltissimi personaggi tra primari e secondari. Davvero tanti. Dickens rappresenta questa molteplicità di personaggi con una grande vitalità e caratterizzazione, talvolta i secondari sono superiori a quelli principali e per ognuno di loro si potrebbe scrivere un romanzo a parte.
    Il romanzo in realtà è un gran pentolone ribollente di episodi, personaggi, intrecci favorito senza dubbio dal fatto che l’intera opera fu composta a puntate. Resta difficile talvolta mantenere il controllo su tutto questo materiale. La sovrabbondanza è una caratteristica di questo scrittore amata da molti, ma al tempo stesso (per i nostri tempi moderni) è un tantino di difficile comprensione, insomma bisogna stare attenti a non perdere il filo. Nel complesso è un gran bel libro. Mi è piaciuto molto nonostante la sua mole imponente.
    Nicholas Nickleby è stato adattato anche per il cinema e per la televisore. Sono usciti diversi film anche recenti, ma uno dei più degni di nota è l’adattamento televisivo fatto dalla Rai con il super fantastico Arnoldo Foà, (Franco Volpi, Aroldo Tieri, Antonio Cifariello, Evi Maltagliati, Lyla Rocca, Grazia Maria Spina e molti altri bravissimi!) andato in onda in sei puntate nel 1958 che si può vedere qui :

    http://www.youtube.com/watch?v=kLSdNLt8wxk

    Guadatelo è un gran bel sceneggiato :)

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  • 4

    Davvero un racconto di avventure che, si sente, e' adattissimo alla pubblicazione a puntate (tipica dei romanzi ottocenteschi, Dickens soprattutto). Non e' tra i miei preferiti di questo autore amatis ...continue

    Davvero un racconto di avventure che, si sente, e' adattissimo alla pubblicazione a puntate (tipica dei romanzi ottocenteschi, Dickens soprattutto). Non e' tra i miei preferiti di questo autore amatissimo, ma la lettura e' piacevolissima, i personaggi delineati in modo superbo, la drammaticità ottimamente compensata dall'ironia sottile e caustica. Che dire, io un Dickens lo leggo sempre molto volentieri, penso possiate farlo anche voi con questo ed altri suoi romanzi, assolutamente senza rimpianti.

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  • 0

    incipit

    Abitava una volta, in un luogo appartato del Devonshire, certo Goffredo Nickleby ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/a/le-avventure-di-nicola-nickleby-charles-dickens/

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  • 4

    L'opera di Dickens è lunghissima ma si mantiene quasi sempre su altissimi livelli narrativi. Nicola è un personaggio di grande spessore, così come tutti i membri della sua famiglia (in bene e in male, ...continue

    L'opera di Dickens è lunghissima ma si mantiene quasi sempre su altissimi livelli narrativi. Nicola è un personaggio di grande spessore, così come tutti i membri della sua famiglia (in bene e in male, parlando dello zio Rodolfo). Le vicende si susseguono senza un attimo di respiro, mentre i rapporti tra i personaggi si fanno via via più complessi. L'unica pecca è che l'autore tende un po' troppo al melodramma e quindi a tratti il libro risulta un po' "sdolcinato".
    La conclusione, anche se molto prevedibile, è raccontata con tale maestria da risultare comunque commovente.

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  • 4

    Nicholas Nickleby es la tercera novela escrita por Charles Dickens, una novela escrita para ser publicada como folletín por entregas. Se pueden encontrar obras de Dickens mejor, pero precisamente, su ...continue

    Nicholas Nickleby es la tercera novela escrita por Charles Dickens, una novela escrita para ser publicada como folletín por entregas. Se pueden encontrar obras de Dickens mejor, pero precisamente, su puntos más débiles (ser una obra primeriza, atenerse a una forma de aparición seriada) son también puntos de interés para este texto. En ella vemos cómo Dickens intenta ajustar el contenido del folletín a la marcha general de la novela de forma satisfactoria (con resbalones realmente curiosos, de capítulos enteros e incluso arcos de trama que podrían desaparecer mejorando la novela). Y vemos cómo la técnica y los intereses de Dickens se van afianzando. La forma en que de un rasgo exagerado o extravagante de un personaje crece una actitud, una forma de comportamiento y finalmente una trama. La obra peca de discursos en los que los personajes aseveran sobre su condición moral, y en los que se trasluce el punto de vista ético del autor... Un autor en el que los personajes más positivos parecen diluirse con el discurso, mientras que los más negativos, los malvados, tienen una altura y al final una grandeza que contradice ese sentido moral tan dirigido y que nos hablan de un Dickens más oscuro. En mucho de esta novela, podemos advertir de fondo una escritura paralela a la de un Sade... Finalmente, la escritura de Dicknes, tran su gran carrera litararia, depurada, llegará a ser un puente hacia la literatura de Kafka...

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  • 4

    Dickens è sempre Dickens. Anche quando, come in questo romanzo ancora quasi di esordio, è incerto sulla strada da prendere e per questo oscilla tra i generi come un pendolo letterario. Così, se si arr ...continue

    Dickens è sempre Dickens. Anche quando, come in questo romanzo ancora quasi di esordio, è incerto sulla strada da prendere e per questo oscilla tra i generi come un pendolo letterario. Così, se si arriva alla lettura di Nicholas Nickleby dopo essere passati da altri (e maggiori, in tutti i sensi) cimenti, all'inizio si può restare un po' spiazzati. Perché il maestro di trama e storytelling ha ideato un congegno che a volte scricchiola (sia pure non troppo), e nel quale i tanti cambi di scenario arrivano all'improvviso, quasi casualmente, con poca preparazione. In particolare, tutta la sezione della "vocazione teatrale di Nicholas Nickleby" (sulla quale l'influsso dell'Ur-Meister è ben più che evidente), per quanto assai divertente, mantiene la sua funzione di 'a parte', elemento che porta ritardo, più che vero e proprio sviluppo, della trama. Una volta posto mente al gioco dei generi, però, tutto si fa più netto: perché il lettore allora comprende che Nicholas Nickleby è soprattutto un romanzo picaresco, così come il suo protagonista omonimo assomiglia molto meno a David Copperfield che a Tom Jones. Finalmente in modalità Fielding, il lettore può dunque godersi in pieno le avventure di questo giovane povero; e riconoscere i tratti di quelli che diventeranno i capisaldi di una dickensiana Bildung: la denuncia della povertà di Londra, la filantropia sociale che vi fa da controcanto, l'interesse per un mondo della scuola e dell'educazione, negletto, i nomi parlanti (che denunciano la vuota supponenza dei rappresentanti del bel mondo), l'ansia di accumulare soldi e ricchezze che porta a un fallimento esistenziale fatto di solitudine e grettezza (e qui Ralph Nickleby, l'antagonista, anticipa un bel po' di caratteri del futuro Scrooge). L'ultima parte prevede il tradizionale scioglimento, che non esita ad avvalersi di artifici (picareschi) da deus-ex-machina, anche se una serie di elementi già alludono a una più compiuta Bildung, e a un finale che sa di dolce-amaro.
    (N.B: Una traduzione antiquata, ma completa, del romanzo, si può scaricare in completa legalità qui, sul sito, benemerito, di Liber Liber: http://www.liberliber.it/libri/d/dickens/index.htm).

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