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Nicolas Eymerich, inquisitore

Di

Editore: CDE

3.7
(2414)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Altri

Isbn-10: A000055051 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non sono un appassionato di fantascienza ma questo libro mi ha colpito positivamente. Scritto bene, con una sua logica che tiene alta l'attenzione e la voglia di proseguire.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo interessante.
    Ci sono ben due protagonisti che sono alquanto atipici: Marcus Frullifer e Nicolas Eymerich. Entrambi in qualche modo accomunati dall'essere uomini soli, anche se molto diversi. Il primo è uno scienziato che è riuscito a creare un'incredibile teoria per riallacciare insieme ...continua

    Romanzo interessante. Ci sono ben due protagonisti che sono alquanto atipici: Marcus Frullifer e Nicolas Eymerich. Entrambi in qualche modo accomunati dall'essere uomini soli, anche se molto diversi. Il primo è uno scienziato che è riuscito a creare un'incredibile teoria per riallacciare insieme e spiegare apparizioni mistiche, materia oscura e svariati altri problemi di fisica e astrofisica che al momento vanno al di là della mia comprensione. Il secondo diventa a inizio romanzo inquisitore generale d'Aragona.

    Nicolas sembra rifuggire volontariamente dai legami con altre persone, rinchiudendosi in un carattere scontroso e implacabile. Detesta la calca, la sporcizia, ma soprattutto l'eresia. E' disposto alle violenze più atroci pur di snidare quello che per lui è il Male. Eppure, sebbene in certi momenti mi abbia disgustato, non ho potuto fare a meno di restarne anche affascinato. Potenza della narrativa. La sua intelligenza, la sua fredda logica e il suo credere con fermezza nell'ordine divino del mondo, in qualche modo mi seducono. A quanto pare, c'è un qualche fascino nell'intransigenza, in quel credere di avere tutte le verità in mano e di essere legittimati ad annientare le altre. Mi viene da pensare che un po' tutti abbiamo anche questo lato, dentro di noi. Capita di essere stanchi delle discussioni, delle polemiche, di cose che ci sembrano manifesta stupidità. Capita di pensare "ah, se tutti la pensassero allo stesso modo! (magari il mio)". Almeno capita a me. Nicolas è un Dr. Jekill convinto di essere Mr Hide. E poi, il suo fascino è accresciuto dalla sua abilità nel gestire le situazioni che gli capitano per le mani, dal suo lavorare instancabilmente per raggiungere i propri obiettivi.

    Marcus è un "fessacchiotto". Geniaccio, sembrerebbe, visto che, per quanto strampalate, le sue teorie, nella finzione del romanzo, svelano praticamente i segreti del mondo. Anche nei suoi confronti provo una certa empatia, ma ci sono stati momenti in cui avrei voluto prenderlo a sberle. Essenzialmente è uno che vive nel suo mondo (ah, quanto lo capisco). Non segue gli avvenimenti politici (e infatti quasi non si accorge della fascistizzazione in corso intorno a lui, con tanto di accompagnamento religioso-fondamentalista) ed è una frana completa nelle relazioni sociali. Penso che molti lo troverebbero semplicemente un personaggio patetico. Lo è. Ma personalmente non posso fare a meno di sentirmi molto molto vicino a lui. In fondo non è che non ci prova; è che proprio non ci riesce. Si innamora di questa Cynthia ma è miseramente destinato a non essere ricambiato. Incredibile il livello di caratterizzazione che prende il suo personaggio, considerando che in realtà le pagine a lui dedicate sono pochine e per di più non gli succede molto. Ma sono quei monologhi pseudo-scientifici (e inutili da leggere cercando di capire più di tanto, secondo me :D l'essenziale si capisce andando avanti) inframmezzati da sogni erotici ad occhi aperti, atteggiamenti lusingati, desideri di gloria, a fare da biglietto da visita. Mi sarebbe piaciuto leggere di più su di lui, io che empatizzo tanto con questi "asociali involontari" (per dirla con le sue parole).

    Comunque, be'. Questi due personaggi mi hanno colpito molto, nella loro atipicità. Quanto alla storia, l'ho trovata affascinante. E impressionante. Perché questo è un romanzo che disturba, e non poco. Al di là di elementi macabri come lingue mozzate, corpi disfatti dalla peste e amenità di questo tipo, ci sono scene che sono proprio disturbanti al di là della violenza in sè. Il massacro raccontato nel capitolo "La strage", tanto per dirne una. E, in un modo più sottile, quello che accade in sottofondo alla vicenda di Frullifer. C'è un incubo che fa capolino fra le pagine, e che tra gli spunti fantastici non perde dell'efficacia data anche dal riferirsi a qualcosa di reale. L'incubo di una società intollerante e chiusa, che impone a tutti un ordine oppressivo e dogmatico. Una società fascista, direi, in senso largo. Potrebbe sembrare banale. Ma la storia, passo dopo passo, mi fa comunque passare un brivido sotto la pelle.

    Naturalmente (e ci mancherebbe) sono anche stato piacevolmente intrattenuto, nonostante il romanzo non sia privo di difetti (trovo lo stile parecchio grezzo, anche se nei passaggi giusti ha la sua bella forza evocativa). Incerto sul numero di stelle da affibbiargli opto per le quattro, anziché per le tre. Tanto in realtà non cambia nulla. Sono proprio curioso di leggere ancora dell'inquisitore, di scoprire se e come il suo personaggio evolve.

    ha scritto il 

  • 1

    Non ho molto da dire su questa lettura, la parte che si svolge nel Medio Evo è la migliore almeno nella prima parte, la seconda o meglio la parte conclusiva è piuttosto deludente.
    La parte futuro non si può classificare ma meno che mai i capitoli dello "scienziato", che a dire il vero alla fine d ...continua

    Non ho molto da dire su questa lettura, la parte che si svolge nel Medio Evo è la migliore almeno nella prima parte, la seconda o meglio la parte conclusiva è piuttosto deludente. La parte futuro non si può classificare ma meno che mai i capitoli dello "scienziato", che a dire il vero alla fine del libro ho saltato piè pari gli ultimi due o tre. All'inizio non sembrava male, ho avuto l'impressione che promettesse bene, non un capolavoro ma un romanzo di intrattenimento carino e leggero, così non è stato, piuttosto irritante.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo dalla struttura estremamente interessante, dove passato, presente e futuro si incontrano, intrecciano ed influenzano a vicenda. L'autore sceglie di tenerci in un limbo enigmatico fino alle ultime pagine tanto che, ad un certo punto, è impossibile non domandarsi "Si, ma tutto questo cos ...continua

    Romanzo dalla struttura estremamente interessante, dove passato, presente e futuro si incontrano, intrecciano ed influenzano a vicenda. L'autore sceglie di tenerci in un limbo enigmatico fino alle ultime pagine tanto che, ad un certo punto, è impossibile non domandarsi "Si, ma tutto questo cosa diavolo c'entra?" Però alla fine, quando il mistero si svela, rimaniamo stupiti nel riconoscere come tutto sia incredibilmente collegato. E questo è solo il primo episodio della lunga serie che Evangelisti ha dedicato al noto inquisitore Nicolas Eymerich... e vista la prima impressione, certamente positiva, non mancherò certo di leggere anche i libri successivi!!

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo

    All'inizio mi è sembrato lacunoso e poco approfondito e pur apprezzando la commistione di generi: fantascienza e romanzo storico mi ha infastidito il modo in cui la storia si districava.
    Gli indizi cadono ai piedi di Eymerich che si deve solo chinare a raccoglierli, non vi è spazio per l'indagine ...continua

    All'inizio mi è sembrato lacunoso e poco approfondito e pur apprezzando la commistione di generi: fantascienza e romanzo storico mi ha infastidito il modo in cui la storia si districava. Gli indizi cadono ai piedi di Eymerich che si deve solo chinare a raccoglierli, non vi è spazio per l'indagine. Il finale rafforza il romanzo e le teorie della "psitronica" che all'inizio collaboravano a creare un atmosfera estraniante in cui il lettore inevitabilmente si perde diventano più affascinanti. Eymerich inoltre ha il pregio di essere un bel personaggio: crudele, cinico, misantropo.

    ha scritto il 

  • 2

    l'inquisizione dov'è?

    Certamente non è quello che mi aspettavo. Mi sono lasciata trasportare dalla parola "inquisitore" e ho creduto di poter avere a che fare con un certo tipo di lettura, mentre mi sono ritrovata a leggere una confusa storia di fantascienza.
    Il tutto si articola su tre piani temporali diversi: passa ...continua

    Certamente non è quello che mi aspettavo. Mi sono lasciata trasportare dalla parola "inquisitore" e ho creduto di poter avere a che fare con un certo tipo di lettura, mentre mi sono ritrovata a leggere una confusa storia di fantascienza. Il tutto si articola su tre piani temporali diversi: passato, presente e futuro, e tutti e tre hanno un filo che li lega. Sinceramente sono arrivata a metà libro e il quadro della situazione non mi era ancora chiaro. La scrittura è scorrevole, ma le descrizioni degli psitroni sono lunghe e noiose, per non dire inutili. I personaggi sono poco legati al contesto e i fatti accadono in modo troppo rapido. Boh.

    ha scritto il 

  • 3

    La trama ha tutti gli ingredienti giusti: tre storie (quella principale, una più fantascientifica nel futuro e una più leggera nel presente) si incrociano mischiando elementi e richiamandosi qua e là con un buon ritmo. I meccanismi fantascientifici però mi sono sembrati un po' forzato ed espressi ...continua

    La trama ha tutti gli ingredienti giusti: tre storie (quella principale, una più fantascientifica nel futuro e una più leggera nel presente) si incrociano mischiando elementi e richiamandosi qua e là con un buon ritmo. I meccanismi fantascientifici però mi sono sembrati un po' forzato ed espressi in modo più contorto del necessario. Troppo poco verosimili rispetto alla relativa sobrietà del protagonista. Non è la prima volta che leggo un libro di questa serie e ho preferito gli altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Folgorante

    Tre linee temporali diverse che si intrecciano e risolvono in un finale mozzafiato. La figura dell'inquisitore Eymerich che non può non affascinare. Attenta la ricostruzione storica per quanto riguarda la linea temporale in cui è presente Eymerich. Ricostruzione però che non appesantisce la strut ...continua

    Tre linee temporali diverse che si intrecciano e risolvono in un finale mozzafiato. La figura dell'inquisitore Eymerich che non può non affascinare. Attenta la ricostruzione storica per quanto riguarda la linea temporale in cui è presente Eymerich. Ricostruzione però che non appesantisce la struttura della trama, ma che è presente solo per sorreggere il tutto. I romanzi di Evangelisti sono uno migliore dell'altro e il ciclo di Eymerich ne è una prova.

    ha scritto il 

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