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Niebla

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Publisher: Alianza Editorial, S.A.

4.0
(638)

Language:Español | Number of Pages: 281 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Italian , English

Isbn-10: 8420633259 | Isbn-13: 9788420633251 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
Coleccion Biblioteca Juvenil
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  • 3

    “Noi uomini non siamo soggetti né alle grandi gioie né ai grandi dolori, perché queste gioie e questi dolori ci giungono avvolti in un'immensa nebbia di piccoli eventi. E la vita non è altro che questo, nebbia". Lo è quella di Augusto Perez, che esce di casa e non sa se andare a destra o a sinist ...continue

    “Noi uomini non siamo soggetti né alle grandi gioie né ai grandi dolori, perché queste gioie e questi dolori ci giungono avvolti in un'immensa nebbia di piccoli eventi. E la vita non è altro che questo, nebbia". Lo è quella di Augusto Perez, che esce di casa e non sa se andare a destra o a sinistra che si innamora di una donna e di tutte le donne, che passa le sue giornate tra la filosofia e gli incontri con amici che lo catapultano in altre vite. Poi una cocente quanto banale delusione fa precipitare tutto e…non svelo di più perché in quel di più sta l’essenza e l’originalità del libro, in cui c’è tanto Pirandello.
    “La mia vita è un romanzo, una novella, una nivola, o che altro ancora? Tutto quello che succede a me, e a quelli che mi stanno intorno, è realtà o finzione? Non sarà forse un sogno di Dio o chissà chi, che svanirà nel nulla quando Lui si sveglierà? E non sarà per questo che Gli dedichiamo cantici e preghiere, per continuare a farlo dormire, per conciliargli il sonno? E se tutte le liturgie, di tutte le religioni, non fossero che un modo di cullare Dio mentre dorme, perché non possa mai svegliarsi e smettere di sognarci? […]”
    Il romanzo viene pubblicato per la prima volta nel 1914 e gettato tra le trincee della grande guerra a frantumare se stesso, il protagonista e l’autore. Credo che la congiuntura della sua “gestazione” ne spieghi anche tanta parte. Perché quella prima grande guerra è la massima spaccatura e divaricazione dell’individuo e cambierà anche la letteratura e poi perché gli inizi del 900 segnano anche il definitivo crollo delle geometrie euclidee e da lì in poi inizia un periodaccio per le idee di certezza assoluta, individuo e verità. Il surrealismo di Unamuno fotografa quella sensazione e quella perdita.
    Due chicche: il monologo di Orfeo (il cane) e la teorizzazione della differenza tra gli idioti puri e quelli spuri! Per il resto, il libro ha un suo perché senza perché…non che avvinca o se ne esca cambiati ma è piacevolmente e irridentemente diverso e a volte basta questo.

    said on 

  • 5

    Amo ergo sum, cogito ergo sum, edo ergo sum.
    Un romanzo indefinibile, bellissimo, filosofico -grottesco dove il personaggio Augusto vive il suo malessere esistenziale nella sua non-realtà di ente di finzione dall'identità incerta, dai desideri strani. Augusto si innamora di una donna, Eugen ...continue

    Amo ergo sum, cogito ergo sum, edo ergo sum.
    Un romanzo indefinibile, bellissimo, filosofico -grottesco dove il personaggio Augusto vive il suo malessere esistenziale nella sua non-realtà di ente di finzione dall'identità incerta, dai desideri strani. Augusto si innamora di una donna, Eugenia, e quindi delle donne in generale. In particolare si innamora di due donne (o forse tre) tra le quali non sa decidersi. Ma è importante decidersi? La donna, pare, ha un'anima collettiva; ha più individualità dell'uomo e meno personalità. Conosciuta una, conosciute tutte. La cosa importante non è tanto la scelta, è importante non essere soli. Il povero Augusto confiderà infatti al suo più fidato consigliere, il cane Orfeo, queste parole: "Ahi, Orfeo, Orfeo, dover dormire da solo, solo; dormire un solo sogno! Il sogno di uno è solo l'illusione, l'apparenza; il sogno di due è già verità, realtà. Cos'è il mondo reale se non il sogno che tutti sognano, il sogno comune a tutti?"
    L'importante dunque non è tanto non essere soli, quanto essere reali.
    C'è un senso nel romanzo e nelle preoccupazioni di AUgusto Perez. Augusto per anni si è sentito un'ombra, una finzione, un fantasma fatto di nebbia, dubbioso della propria esistenza, forse inventato da un misterioso genio.Di che cosa si dovrebbe preoccupare un personaggio se non della sua realtà o non realtà?
    Perciò la storia che all'inizio sembra soprattutto grottesca, con Augusto che dubita di se stesso e gli altri personaggi, molto più concreti di lui, si fa seria. Gli interrogativi che sono buttati sul tavolo non sono solo un divertimento di Unamuno, un gioco con i personaggi a suon di filosofia.
    La storia grottesca si chiude, intrappola a poco a poco il lettore nei fili invisibili del suo sottile ragionamento. Augusto non è così irreale, non più di noi. Lui personaggio nivolesco di una storia di Unamuno e noi, personaggi altrettanto nivoleschi di un'altra storia inventata da un altro misterioso genio, Dio. Il riferimento si fa preciso e letterale: il mondo non è stato forse creato dalle Parole (Verbo) di Dio? Così è detto, effettivamente, nelle Scritture. Perciò, chi si crede dio della sua storia e creatore dei suoi personaggi a sua volta ha un altro Dio sopra di sè e, forse, non è altro che un personaggio nivolesco lui stesso di un altra nivola; un Altro deciderà quando farlo morire.
    Ma, anche i personaggi di una nivola non sono del tutto privi di libertà e quindi hanno una dignità perchè, protesta Augusto con Unamuno-autore, i personaggi hanno una loro coerenza e non li si può costringere a fare o dire qualsiasi cosa. Da qui la disputa che inizia il libro: Augusto non è stato ucciso da Unamuno ma si è suicidato (atto di volontà, quella volontà che scarseggiava quando veniva sballottato tra le due donne). E poi chi è più reale il sognato o il sognatore? Don Chishotte o Cervantes?
    Tempo verrà che spariranno imperi, l'universo, la natura sarà spenta. Tutto si dileguerà ma non il Cantico del gallo silvestre insieme al sussurro di Jehova. "Rimarrà il verbo che fu in principio e sarà infine, il soffio e il suono spirituale che raccoglie le nebbie e le condensa." "L'immortalità o è di tutti o non è" "Per questo vi dico, lettori della mia Nebbia, che sognate il mio Augusto Perez e il suo mondo, che ciò è nebbia, nivola leggenda: è storia, è vita eterna.".

    said on 

  • 3

    Un romanzo intriso di esistenzialismo; la narrativa si mescola con la filosofia.
    La parte iniziale promette bene, ma dalla parte centrale in poi inizia a diventare piuttosto noiosa e pesante.

    said on 

  • 3

    Es la segunda vez que lo leo. Lo leí en el instituto y me gusto mucho. He de reconocer que, ahora, se me ha echo mas pesado, pero a pesar de todo, es un libro que te hace pensar mucho en la importancia que tiene la vida.

    said on 

  • 4

    La lettura di questo testo ha rappresentato per me una piacevole ed inaspettata rivisitazioni di alcune problematiche pirandelliane, ben difficili da dimenticare. Vi ho ritrovato infatti molti spunti presenti in vari lavori del nostro autore siciliano come “Sei personaggi in cerca di autore”, ...continue

    La lettura di questo testo ha rappresentato per me una piacevole ed inaspettata rivisitazioni di alcune problematiche pirandelliane, ben difficili da dimenticare. Vi ho ritrovato infatti molti spunti presenti in vari lavori del nostro autore siciliano come “Sei personaggi in cerca di autore”, “Uno, nessuno, centomila”, “Il fu Mattia Pascal” o “Questa sera si recita a soggetto”. In effetti ci fu all’epoca un avvicinamento tra i due scrittori.
    Quello che appare molto importante e che certamente rappresenta l’aspetto più significativo del romanzo è il rapporto tra la vita e la finzione, tra il personaggio e l’autore, ma soprattutto il nodo cruciale dell’identità, del senso della vita. Qui il termine Nebbia indica proprio la situazione in cui si trova il personaggio, il suo vivere cercando dei punti di appiglio che appaiono e poi scompaiano come sommersi da una nebbia. Eugenia, come Dulcinea per Don Chisciotte o Adriana per Adriano Meis, rappresentano un ideale,uno scopo che dà senso alla vita, che le dà quella chiarezza che prima mancava. Certo, l'Augusto Pérez di Unamunocerca la propria identità e il suo cammino si dipana tra innamoramenti, delusioni, riflessioni esistenziali e filosofiche fino a raggiungere la consapevolezza di sapere chi è e di poter disporre di una propria libertà. Ma in quel momento si accorge che tutto è fittizio, che lui è fittizio, una “maschera”, un personaggio- pupazzo nelle mani di uno scrittore- padrone, pure scorbutico!. Il personaggio però alla fine, con un gesto di estrema dignità, forzerà la mano proprio al suo autore! Ma ecco che subentra l’altro grande problema, cioè quello della scrittura. Nel romanzo lo scrittore è solo un “puparo” o è anche “pupo”? Le riflessioni che fa un personaggio in un testo non sono forse le riflessioni che fa l’autore su se stesso? Ma allora che differenza c’è tra la fantasia e la realtà? Tra la forma e la sostanza? Quanto contano nella realtà e nella finzione le convenzioni sociali? Si potrebbe continuare ancora. Vorrei solo sottolineare la piacevole parodia che Unamuno fa proprio delle convenzioni sociali, del ruolo di genitori,per esempio o dei figli, delle mogli. Anche se datata questa “nivola”, come la definisce lo scrittore basco, possiede ancora molti spunti interessanti ed attuali!

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  • 0

    Se trata de una novela o como decía Unamuno, su autor, una nivola, es decir, una novela particular.
    El autor además de ser un reconocido escritor también destacó como filósofo

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  • 5

    S T U P E N D O !!!
    Mi è piaciuto tantissimo, dall'inizio fino alla fine.
    La simbologia, che si presenta sin dal primo capitolo di quest'opera, rende Unamuno il più anti-letterario della Generazione '98. Gli stati d'animo più bizzarri del protagonista, Augusto Perez, sono tutti impres ...continue

    S T U P E N D O !!!
    Mi è piaciuto tantissimo, dall'inizio fino alla fine.
    La simbologia, che si presenta sin dal primo capitolo di quest'opera, rende Unamuno il più anti-letterario della Generazione '98. Gli stati d'animo più bizzarri del protagonista, Augusto Perez, sono tutti impressionati e trasferiti nella cosa più astratta e instabile che l'uomo conosce in natura; la "nebbia".
    Le teorie che si sviluppano in questo libro sono tra le più varie ed estremiste. Tra l'altro, la vivace discussione tra Unamuno e Perez giustifica la critica di Unamuno alla teoria dell'immortalità di Don Quijote rispetto al suo creatore, Cervantes, e dimostra una teoria disarmante riguardo la fama e il successo delle opere letterarie.
    Il personaggio che più ho apprezzato è Don Victor e le teorie fuori di testa, da nivola al divorarsi per confondere e neutralizzare i dolori.

    Credo di aver trovato il mio libro preferito!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Dos temas principales son los que se presentan en las obras de Unamuno: España (planteado como europeísmo frente a casticismo) y el tema existencial. De ellos es el segundo el que predomina (aunque el primero no está ausente) en Niebla, cuyo protagonista recoge las dudas y contradicciones de su c ...continue

    Dos temas principales son los que se presentan en las obras de Unamuno: España (planteado como europeísmo frente a casticismo) y el tema existencial. De ellos es el segundo el que predomina (aunque el primero no está ausente) en Niebla, cuyo protagonista recoge las dudas y contradicciones de su creador. En el 1907, año en que Unamuno escribe Niebla, las inquietudes existenciales de el prevalecen sobre sus preocupaciones sociales.

    El protagonista, Augusto Pérez, sale un día de su casa y se encuentra con Eugenia, de cuyos ojos se enamora. Empieza entonces un viaje iniciático, una odisea en busca de unas respuestas que nunca encontrará. Muchas son los personajes que Augusto encuentra en este viaje: Domingo y Fermir, los fieles criados, Victor, el intimo amigo, la portera, Mauricio, el novio vago de Eugenia, Ermelinda y Fermín, los tíos de ella, Rosario, la bella planchadora de que se enamora Augusto.
    Todo termina para Augusto, cuando abandonado por Eugenia, se presenta en casa de su creador en busca de una explicación de su propia existencia. Pero no consigue sino constatar que su vida de personaje de ficción está en manos del autor que le ha creado. Augusto muere, y el lector duda si el personaje ha tenido o no libertad de decidir sobre su propio final.

    Las tres partes en que puede dividirse la novela responden a las tres etapas por las que transcurre la vida interior del protagonista. En la primera etapa, Augusto sale de casa a conocer el mundo (La primera frase de la novela es: Al aparecer Augusto a la puerta de su casa…) y encuentra los ojos de Eugenia (…y tras de sus ojos se fue, como imantado y sin darse de ello cuenta). La segunda parte, la más extensa, abarca desde las dudas del protagonista (Di, Liduvina, ¿en qué se conoce que un hombre está de veras enamorado?) hasta el definitivo desdén de su amada expresado en una breve carta. La tercera y última parte incluye la visita del personaje a su creador y su muerte.

    La novela termina con una oración fúnebre a cargo de Orfeo, el perro de Augusto.

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  • 4

    Non so perché, ma gli ultimi capitoli li ho letti provando una commozione da lacrimoni (che non sono mai scesi) per Pérez. Il resto del romanzo mi sembra lasci il tempo che trova, una storia piuttosto debole e usata da Unamuno come semplice pretesto per le riflessioni filosofiche del protagonista ...continue

    Non so perché, ma gli ultimi capitoli li ho letti provando una commozione da lacrimoni (che non sono mai scesi) per Pérez. Il resto del romanzo mi sembra lasci il tempo che trova, una storia piuttosto debole e usata da Unamuno come semplice pretesto per le riflessioni filosofiche del protagonista, riflessioni comunque sempre degne di nota. Non è, insomma, un voto al libro come romanzo.
    P.S: l'epilogo con Orfeo è qualcosa di magnifico.

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