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Niebla

By Miguel de Unamuno

(74)

| Softcover | 9788420633251

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Book Description

Coleccion Biblioteca Juvenil

51 Reviews

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    Amo ergo sum, cogito ergo sum, edo ergo sum.
    Un romanzo indefinibile, bellissimo, filosofico -grottesco dove il personaggio Augusto vive il suo malessere esistenziale nella sua non-realtà di ente di finzione dall'identità incerta, dai desideri stran ...(continue)

    Amo ergo sum, cogito ergo sum, edo ergo sum.
    Un romanzo indefinibile, bellissimo, filosofico -grottesco dove il personaggio Augusto vive il suo malessere esistenziale nella sua non-realtà di ente di finzione dall'identità incerta, dai desideri strani. Augusto si innamora di una donna, Eugenia, e quindi delle donne in generale. In particolare si innamora di due donne (o forse tre) tra le quali non sa decidersi. Ma è importante decidersi? La donna, pare, ha un'anima collettiva; ha più individualità dell'uomo e meno personalità. Conosciuta una, conosciute tutte. La cosa importante non è tanto la scelta, è importante non essere soli. Il povero Augusto confiderà infatti al suo più fidato consigliere, il cane Orfeo, queste parole: "Ahi, Orfeo, Orfeo, dover dormire da solo, solo; dormire un solo sogno! Il sogno di uno è solo l'illusione, l'apparenza; il sogno di due è già verità, realtà. Cos'è il mondo reale se non il sogno che tutti sognano, il sogno comune a tutti?"
    L'importante dunque non è tanto non essere soli, quanto essere reali.
    C'è un senso nel romanzo e nelle preoccupazioni di AUgusto Perez. Augusto per anni si è sentito un'ombra, una finzione, un fantasma fatto di nebbia, dubbioso della propria esistenza, forse inventato da un misterioso genio.Di che cosa si dovrebbe preoccupare un personaggio se non della sua realtà o non realtà?
    Perciò la storia che all'inizio sembra soprattutto grottesca, con Augusto che dubita di se stesso e gli altri personaggi, molto più concreti di lui, si fa seria. Gli interrogativi che sono buttati sul tavolo non sono solo un divertimento di Unamuno, un gioco con i personaggi a suon di filosofia.
    La storia grottesca si chiude, intrappola a poco a poco il lettore nei fili invisibili del suo sottile ragionamento. Augusto non è così irreale, non più di noi. Lui personaggio nivolesco di una storia di Unamuno e noi, personaggi altrettanto nivoleschi di un'altra storia inventata da un altro misterioso genio, Dio. Il riferimento si fa preciso e letterale: il mondo non è stato forse creato dalle Parole (Verbo) di Dio? Così è detto, effettivamente, nelle Scritture. Perciò, chi si crede dio della sua storia e creatore dei suoi personaggi a sua volta ha un altro Dio sopra di sè e, forse, non è altro che un personaggio nivolesco lui stesso di un altra nivola; un Altro deciderà quando farlo morire.
    Ma, anche i personaggi di una nivola non sono del tutto privi di libertà e quindi hanno una dignità perchè, protesta Augusto con Unamuno-autore, i personaggi hanno una loro coerenza e non li si può costringere a fare o dire qualsiasi cosa. Da qui la disputa che inizia il libro: Augusto non è stato ucciso da Unamuno ma si è suicidato (atto di volontà, quella volontà che scarseggiava quando veniva sballottato tra le due donne). E poi chi è più reale il sognato o il sognatore? Don Chishotte o Cervantes?
    Tempo verrà che spariranno imperi, l'universo, la natura sarà spenta. Tutto si dileguerà ma non il Cantico del gallo silvestre insieme al sussurro di Jehova. "Rimarrà il verbo che fu in principio e sarà infine, il soffio e il suono spirituale che raccoglie le nebbie e le condensa." "L'immortalità o è di tutti o non è" "Per questo vi dico, lettori della mia Nebbia, che sognate il mio Augusto Perez e il suo mondo, che ciò è nebbia, nivola leggenda: è storia, è vita eterna.".

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    Mario Inisi said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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    Un romanzo intriso di esistenzialismo; la narrativa si mescola con la filosofia.
    La parte iniziale promette bene, ma dalla parte centrale in poi inizia a diventare piuttosto noiosa e pesante.

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    *Fata Serena* (NO E-BOOKS) said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

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    Es la segunda vez que lo leo. Lo leí en el instituto y me gusto mucho. He de reconocer que, ahora, se me ha echo mas pesado, pero a pesar de todo, es un libro que te hace pensar mucho en la importancia que tiene la vida.

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    Angela*77 said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

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    La lettura di questo testo ha rappresentato per me una piacevole ed inaspettata rivisitazioni di alcune problematiche pirandelliane, ben difficili da dimenticare. Vi ho ritrovato infatti molti spunti presenti in vari lavori del nostro autore sicilia ...(continue)

    La lettura di questo testo ha rappresentato per me una piacevole ed inaspettata rivisitazioni di alcune problematiche pirandelliane, ben difficili da dimenticare. Vi ho ritrovato infatti molti spunti presenti in vari lavori del nostro autore siciliano come “Sei personaggi in cerca di autore”, “Uno, nessuno, centomila”, “Il fu Mattia Pascal” o “Questa sera si recita a soggetto”. In effetti ci fu all’epoca un avvicinamento tra i due scrittori.
    Quello che appare molto importante e che certamente rappresenta l’aspetto più significativo del romanzo è il rapporto tra la vita e la finzione, tra il personaggio e l’autore, ma soprattutto il nodo cruciale dell’identità, del senso della vita. Qui il termine Nebbia indica proprio la situazione in cui si trova il personaggio, il suo vivere cercando dei punti di appiglio che appaiono e poi scompaiano come sommersi da una nebbia. Eugenia, come Dulcinea per Don Chisciotte o Adriana per Adriano Meis, rappresentano un ideale,uno scopo che dà senso alla vita, che le dà quella chiarezza che prima mancava. Certo, l'Augusto Pérez di Unamunocerca la propria identità e il suo cammino si dipana tra innamoramenti, delusioni, riflessioni esistenziali e filosofiche fino a raggiungere la consapevolezza di sapere chi è e di poter disporre di una propria libertà. Ma in quel momento si accorge che tutto è fittizio, che lui è fittizio, una “maschera”, un personaggio- pupazzo nelle mani di uno scrittore- padrone, pure scorbutico!. Il personaggio però alla fine, con un gesto di estrema dignità, forzerà la mano proprio al suo autore! Ma ecco che subentra l’altro grande problema, cioè quello della scrittura. Nel romanzo lo scrittore è solo un “puparo” o è anche “pupo”? Le riflessioni che fa un personaggio in un testo non sono forse le riflessioni che fa l’autore su se stesso? Ma allora che differenza c’è tra la fantasia e la realtà? Tra la forma e la sostanza? Quanto contano nella realtà e nella finzione le convenzioni sociali? Si potrebbe continuare ancora. Vorrei solo sottolineare la piacevole parodia che Unamuno fa proprio delle convenzioni sociali, del ruolo di genitori,per esempio o dei figli, delle mogli. Anche se datata questa “nivola”, come la definisce lo scrittore basco, possiede ancora molti spunti interessanti ed attuali!

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    elettra said on Dec 24, 2013 | Add your feedback

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    Se trata de una novela o como decía Unamuno, su autor, una nivola, es decir, una novela particular.
    El autor además de ser un reconocido escritor también destacó como filósofo

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    Mariacuevas22 said on Apr 23, 2013 | Add your feedback

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