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Niente

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(570)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Basco , Catalano , Francese

Isbn-10: 8807018853 | Isbn-13: 9788807018855 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Valeria D'Avino

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Teens

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Descrizione del libro
"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.
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  • 4

    E' un libro terribile, crudele e spiazzante. E' un libro senza redenzione. Un centinaio di pagine in cui, attraverso le parole di una ragazzina, si racconta un mondo di adolescenti che vengono, a mano ...continua

    E' un libro terribile, crudele e spiazzante. E' un libro senza redenzione. Un centinaio di pagine in cui, attraverso le parole di una ragazzina, si racconta un mondo di adolescenti che vengono, a mano a mano che si svolge la narrazione, rapiti dal male e incapaci ad uscirne. Il motivo scatenante le loro azioni è l'improvvisa decisione di un loro compagno di classe, Pierre Anthon, di abbandonare la scuola, e la vita in generale, ed appollaiarsi sui rami di un susino da cui intimare, ogni giorno, ai suoi compagni la totale mancanza di senso in qualsiasi azione e aspetto della vita.
    E' tentando di rispondere a Pierre Anthon, per dimostrargli invece il significato delle cose, che entreranno in un vortice di vicende che li spoglierà della loro innocenza.

    ha scritto il 

  • 5

    一旦翻開就停不下來!!!
    當有一個小朋友能像[喬斯坦賈德]所謂站在兔毛尖上看清所有真相-一切都是虛無、沒有意義,原本看似睿智的作為卻帶來毀滅性的結局,孩子們的單純演變為殘酷,這恐怕就是人性本惡吧。

    看完之後令人不寒而慄。

    ha scritto il 

  • 3

    La fragilità e la spietatezza, fino alla crudeltà, la maturità, di cui può essere capace un gruppo di ragazzini. Di “non adulti”.
    Uno dei pregi del libro è lo sguardo attento e continuo sulle dinamich ...continua

    La fragilità e la spietatezza, fino alla crudeltà, la maturità, di cui può essere capace un gruppo di ragazzini. Di “non adulti”.
    Uno dei pregi del libro è lo sguardo attento e continuo sulle dinamiche organizzative e di leadership all’interno di un gruppo di adolescenti (Il Signore delle mosche?)
    Le conclusioni sono tutte sul tavolo del lettore. Senso e significato della vita? A noi la risposta. Cosa siamo in grado id accumulare e accatastare nella nostra personale segheria?
    E’ vero che nella vita tutti fingono, e soprattutto fingono che ciò che non è importante lo sia invece molto. Tutti pagliacci nel circo. La vita, del resto più di qulcuno l’ha detto prima, è un grnade palcoscenico.
    Capisco che in qualce scuola il libro possa aver dato fastidio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ero indeciso tra le 4 e le 5 stelline per un unico fattore puramente "tecnico". A mio avviso non è credibile che, con tutte le prove a sfavore, i ragazzini non abbiamo affrontato nessun processo e nes ...continua

    Ero indeciso tra le 4 e le 5 stelline per un unico fattore puramente "tecnico". A mio avviso non è credibile che, con tutte le prove a sfavore, i ragazzini non abbiamo affrontato nessun processo e nessuna litigata con i genitori. Forse l autrice voleva enfatizzare il mal funzionamento della società, dove molto spesso i criminali rimangono impuniti, forse voleva enfatizzare certi aspetti come la poca attenzione che la società adulta da ai ragazzi, o...ce ne sono di cose! forse è più realistico di quanto io creda, o forse semplicemente l autrice lo ha ritenuto un passaggio non importante ai fini della storia, chissà. Ho anche pensato che forse l autrice ha ignorato un processo perché avrebbe fatto crollare i ragazzi, forse in caos del genere avrebbe portato alla coscienza dei ragazzi ciò che avevano fatto (non sempre è così) e sarebbero forse diventati diversi, lasciando le cose così non penso che i protagonisti abbiamo elaborato ciò che hai fatto, ma forse sbaglio, le mie sono tutte ipotesi. Il finale è bello e raggelante. Il il libro è molto bello e significativo (che paradosso)

    ha scritto il 

  • 4

    Niente

    Un gruppo di compagni di scuola, per dimostrare ad uno di loro, colto improvvisamente da nichilismo, che la vita invece è colma di significato, decidono di rinunciare alle loro cose più preziose. E' q ...continua

    Un gruppo di compagni di scuola, per dimostrare ad uno di loro, colto improvvisamente da nichilismo, che la vita invece è colma di significato, decidono di rinunciare alle loro cose più preziose. E' quasi un gioco, all'inizio, ma via via diventa una pratica sempre più crudele, alimentandosi dello spirito di vendetta dovuto alle privazioni forzatamente subite. Ma il premio e l'appagamento finale per il raggiungimento di un grande quanto insperato significato e senso d'identità trova però rapidamente la strada del più triste e doloroso degli epiloghi. Che cosa rappresenta questa favola per adulti? Forse un attimo di riflessione sul senso della vita, attimo che rischia drammaticamente di trasformarsi in una perenne attesa di una riposta impossibile? O una velata condanna delle democrazie occidentali, ormai irrimediabilmente assoggettate alla dittatura dei mercati finanziari e del capitalismo globalizzato? Comunque sia, un grande racconto sul nostro tempo che lascerà sicuramente il segno.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo da linea d'ombra (in inglese lo dicono: coming of age, ed è la definizione giusta, perché "di formazione" è insieme poco, e troppo) davvero molto significativo. E' una narrazione che per lungh ...continua

    Romanzo da linea d'ombra (in inglese lo dicono: coming of age, ed è la definizione giusta, perché "di formazione" è insieme poco, e troppo) davvero molto significativo. E' una narrazione che per lunghezza è abbastanza breve da essere a tutti gli effetti una novella (del resto Stand By Me sta lì a fare, ben evidente, da modello. Ambientata in una cittadina danese, la storia vede un gruppo di pari come collettivo protagonista. Si parte con una citazione dal Barone rampante: all'inizio del nuovo anno scolastico un alunno, Pierre Anthon, decide di salire su un susino, senza mai più scendere. Se la protesta di Cosimo Piovasco, però, aveva una radice profondamente laica, e illuminista, e lo conduce a una integrazione da una prospettiva diversa, certo, ma ugualmente produttiva (e quanto) con la comunità di appartenenza, l'atto di Pierre Anthon, viceversa, si configura subito (come ben dice la voce narrante di Agnes, una dei ragazzi del gruppo) come un atto solo rinunciatario e nichilista. Cosimo sale sull'albero per trovare (e dare) a tutto (i rapporti familiari, la società, la storia) un nuovo senso (cosa che gli riuscirà egregiamente), Pierre Anthon si arrampica sul susino per sostenere, viceversa, la mancanza attiva di quello stesso significato, a tutto campo, denunciando la vita degli adulti (conniventi e consapevoli) come mero teatrino di vuote convenzioni. Per il gruppo degli (ex) amici, per i quali l'orologio del tempo ticchetta inesorabile (e qui i riferimenti a Peter Pan, ma anche a un classico della letteratura scandinava come Pippi Calzelunghe sono evidenti, per quanto sotto traccia), e verrà presto dunque il tempo di entrare, volenti o nolenti, nella vita adulta, la scelta si polarizza: o accettare di morire un po', per poter vivere, negando il cammino adolescenziale che porta a uscire dall'infanzia (come avviene con il personaggio-mito reinventato da James Barrie, o, in maniera paradossale, al termine del libro di Astrid Lindgren), oppure opporsi all'affermazione agita, prima ancora che proclamata, dal compagno, opponendovisi con ogni mezzo, per dimostrare che crescere si può accettare senza elaborazione del lutto, intraprendendo volontariamente il proprio cammino adolescenziale. Nasce così la decisione di creare una "catasta del significato", per opporre - azione vs azione, cosa vs cosa - a quelli di Pierre altre parole e altri gesti. E così il gruppo di pari, crudele, eppure spietatamente coerente, si sfiderà a deporre nel mucchio, uno alla volta, ciò che ciascuno ha di più caro. Si innesca un meccanismo di sfida, cui nessuno può, sa o vuole sottrarsi, che involverà in una spirale perversa di violenza, che appare solo - così come tutto ciò che è frutto della logica, insieme fanatica e purissima, dell'adolescenza - ovvia. Nel mezzo (ma la scelta del narratore tra pari, con facile artificio narrativo, ovviamente lo permette), latitano gli adulti, e i ragazzi appaiono sempre più come la comunità auto(?)regolamentata del Signore delle mosche. Fino a che il punto di rottura non sarà raggiunto, gli adulti saranno costretti a rientrare in gioco (anche se per poco), brutalmente, e poi una strana, eppure di nuovo coerentissima forma di catarsi arriverà potente a chiudere il sipario.
    Si può aggiungere, infine, che, come molti romanzi contemporanei (seconda metà del Novecento abbondante: il già citato Stand By Me, Fuhrman, la Susani , Lansdale i Bambini bonsai di Zanotti - giusto per limitarsi ai più ovvi e pescare pure in casa italica.), la morte sembra essere una risorsa necessaria, di fronte a un futuro che sembra porre la rinuncia a crescere quasi come un comando, e non una alternativa di scelta. E proprio per queste tematiche estreme, eppure così necessarie, e primarie, vale la pena di far leggere il romanzo agli adolescenti nostrani.

    ha scritto il 

  • 4

    Catasta del significato

    Un bambino si arrampica su un albero e non ne vuole più scendere perchè per lui niente ha un significato, allora i suoi compagni di scuola, cercando un modo di farlo tornare tra loro, decidono di crea ...continua

    Un bambino si arrampica su un albero e non ne vuole più scendere perchè per lui niente ha un significato, allora i suoi compagni di scuola, cercando un modo di farlo tornare tra loro, decidono di creare una "catasta del significato" in cui deporre oggetti per loro importanti.
    E' un gioco al massacro che per certi aspetti mi ha ricordato "Il signore delle mosche" di Golding. Il finale è amaro, ma lascia comunque un barlume di speranza. Di certo è un libro che fa riflettere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un ragazzino ribelle e pessimista decide che nella vita nulla ha senso, e si rifugia su un albero. I compagni di scuola per cercare di convincerlo del contrario iniziano a imporsi uno dopo l'altro una ...continua

    Un ragazzino ribelle e pessimista decide che nella vita nulla ha senso, e si rifugia su un albero. I compagni di scuola per cercare di convincerlo del contrario iniziano a imporsi uno dopo l'altro una serie di sacrifici che vanno in crescendo di importanza, fino a diventare un gioco sempre più crudele e macabro. Una favola nera originale e senza pretese che mi è piaciuta moltissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente... è tutto.

    "Niente"... è tutto. La domanda sul senso, la purezza dei ragazzi che rispondono con i "loro" piccoli grandi significati, il legame criminoso e incrollabile del gruppo, il sangue degli innocenti e il ...continua

    "Niente"... è tutto. La domanda sul senso, la purezza dei ragazzi che rispondono con i "loro" piccoli grandi significati, il legame criminoso e incrollabile del gruppo, il sangue degli innocenti e il superfluo di un paio di sandali a fondare, inseparabili, lo stesso totem, il mondo degli adolescenti come un pianeta lontano dagli occhi e dalle leggi del mondo, la favola cambiata di senso ed eternata nell'orrido (chi non ripenserà a questo libro quando sentirà parlare di Cenerentola?), l'eternità del divino resa fantoccio e il cuore pornografico della modernità messo a nudo di fronte ai suoi giudici: se il significato viene messo in vendita, che valore ha? Un cane e Cristo condividono lo stesso calvario, un dito mozzato finisce dentro una vergine sverginata. Janne Teller condensa la catasta del significato in una manciata indimenticabile di pagine: orrendo, persino fastidioso, tagliato con stile essenziale e fanciullesco come solo sanno essere i piccoli capolavori sul tutto. Perciò, magistrale.

    ha scritto il 

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