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Niente

By Janne Teller

(432)

| Mass Market Paperback | 9788807018855

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Book Description

"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di Continue

"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.

151 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Nada importa. Hace mucho que lo sé. Así que no merece la pena hacer nada. Eso acabo de descubrirlo.

    Ya se han acabado las vacaciones en Taering, Dinamarca, y toca volver a la escuela. Todo está como siempre: el profesor esperando a que entren ...(continue)

    Nada importa. Hace mucho que lo sé. Así que no merece la pena hacer nada. Eso acabo de descubrirlo.

    Ya se han acabado las vacaciones en Taering, Dinamarca, y toca volver a la escuela. Todo está como siempre: el profesor esperando a que entren todos para empezar la clase, la pizarra limpia, los pupitres ordenados… pero todo cambia ese primer día del curso: Pierre Anthon abandona el aula y decide no volver nunca más a la escuela. Se sube a un ciruelo y desde allí les grita a sus compañeros que nada importa, que no merece la pena hacer nada puesto que nada tiene sentido. Sus compañeros de clase quieren convencerlo de lo contrario, de que sí que hay cosas que importan en su vida. Por eso, idean un plan para que Pierre baje del árbol: construirán un gran montón de significado y se lo enseñarán, y Pierre Anthon no tendrá más remedio que admitir que sí que hay cosas que importan y así tendrá que volver a la escuela con ellos.

    Sigue leyendo: http://www.eltemplodelasmilpuertas.com/critica/nada/829…

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    ElTemplodelasMilPuertas.com said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mah...

    Crudo, angosciante... non volevo un finale buonista, ma non credo nemmeno nel vuoto che l'autrice cerca di far passare. Per me non é così, credo che la vita sia piena di significati di ogni tipo e che molti adolescenti abbiano dentro molto di più. Un ...(continue)

    Crudo, angosciante... non volevo un finale buonista, ma non credo nemmeno nel vuoto che l'autrice cerca di far passare. Per me non é così, credo che la vita sia piena di significati di ogni tipo e che molti adolescenti abbiano dentro molto di più. Una storia, solo una storia, non lo specchio dei nostri ragazzi, comunque non di tutti.

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    Mirilla77 said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The kids are alright

    I giochi dei bambini sono la cosa più crudele che esista. Hanno la serietà e l’impegno che i giochi degli adulti non potranno più avere. I bambini sono spietati. E anche questo libro è spietato.
    La storia di Niente si può riassumere così (anche se è ...(continue)

    I giochi dei bambini sono la cosa più crudele che esista. Hanno la serietà e l’impegno che i giochi degli adulti non potranno più avere. I bambini sono spietati. E anche questo libro è spietato.
    La storia di Niente si può riassumere così (anche se è un peccato): un gruppo di compagni di scuola inizia un gioco crudele che peggiora col passare delle ore e dei giorni per dimostrare a Pierre Anthon, che ha deciso di appollaiarsi su un albero perché “se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa”, che si sbaglia di grosso. Ognuno deve rinunciare a qualcosa, quel qualcosa finisce in una “catasta”. Una catasta del significato. E sapete quando i ragazzini si impuntano su una cosa come sono fatti. Janne Teller pare lo sappia. Se ci penso, a quella catasta, mi vengono ancora i brividi. La catasta si svilupperà in verticale, ma per alzarla i ragazzi dovranno compiere una vera e propria catabasi infernale.

    Non ho voluto leggere nessuna recensione prima di aprire Niente. L’unica cosa che sapevo era che l’avevano censurato e durante la lettura mi sono interrogata molto su questo fatto. Nel libro ho individuato due mondi: quello dei ragazzi e quello degli adulti, quasi del tutto assente. Mondi separati e oscuri l’uno all’altro. Sebbene quello dei ragazzi diventi spaventoso e incredibile, quello degli adulti infine si rivela non all’altezza della serietà del primo. Il mondo degli adulti che indicano dove si possa andare e dove no, che mettono in castigo, che dicono cosa sia giusto e sbagliato, proprio loro che non ne sanno niente.

    (continua a leggere su The Book Girls http://blog.pianetadonna.it/thebookgirls/niente-solo-i-…

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    IN THE RYE said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

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    La insoportable nimiedad del vivir

    Reseña completa en: http://www.sopadelibros.com/review/3527

    Debo reconocer que no me atrapó el argumento hasta pasado aproximadamente el primer tercio de la trama. Hasta ese momento me pareció una amable e ingenua fábula moral, en la cual una escrit ...(continue)

    Reseña completa en: http://www.sopadelibros.com/review/3527

    Debo reconocer que no me atrapó el argumento hasta pasado aproximadamente el primer tercio de la trama. Hasta ese momento me pareció una amable e ingenua fábula moral, en la cual una escritura sencilla (a veces se puede tomar por simple), directa, sin estridencias, con escenas repetitivas y construcciones de personajes planos no ayudaban a enriquecer el motivo del relato. No obstante, conforme la historia va ganando en truculencia y dureza, mi perspectiva va cambiando hacia una mayor complejidad temática, un renovado interés en diálogos y circunstancias, donde la “fábula” se va desfigurando en una desgarradora narración crítica, alegórica, existencialista y metafísica; con un ligero “tufillo” al relato volteriano, lógicamente sin entrar en consideraciones estilísticas y el uso del sarcasmo.

    El inicio de la novela es un claro guiño a “El barón rampante” de Calvino: un niño se sube a un árbol que promete no volver a pisar el suelo. En este caso, Pierre Anthon de 14 años se encarama al árbol proclamando una revelación íntima: “Nada importa. No merece la pena hacer nada.” Ante tal desalentadora manifestación sus compañeros y amigos de clase intentaran demostrar su error buscando el sentido de la vida. Unos adolescentes que, como los juveniles personajes de Hesse, se cuestionan su propio interior y el mundo adulto que les ha tocado vivir. Una odisea introspectiva y vital que les hará revelar la importancia de símbolos transcendentales (lo material, la apariencia, la ilusión, la religión, amistad, amor, familia, inocencia, integridad, crueldad, intransigencia, muerte, etc.) en que se compone la vida. La identidad a estas edades, tan maleable, sensible y espontánea como cruel, hará aflorar la vena irracional y brutal del ser humano llegando hasta límites insospechados, un concepto anteriormente ya expuesto con acierto en “El señor de las moscas”. No sólo conocerán el valor (objetivo o subjetivo) de todo significado que se atribuye a la vida, sino el “precio” que les otorgamos, el hallazgo de nuestra genuina y fea personalidad desnuda o el siniestro conocimiento de una humanidad en la que todos estamos incluidos. En definitiva, un desconcertante retrato psicológico individual y social.

    Por todo lo expuesto me resisto a denominar novela juvenil a “Nada”, si bien las preguntas existenciales (atemporales y universales) se despiertan a estas edades, éstas nos acompañan ya durante todo nuestro efímero tiempo y sólo algunos podrán responderlas satisfactoriamente (¡menuda quimera!) tras un gran esfuerzo intelectual, espiritual, de creencia, de candidez…, vete tú a saber. La tesis de fondo va más allá de la esfera juvenil, no obstante, y es otra de sus virtudes, puede adaptarse a diferentes niveles de lectura.
    Una corta, inquietante y polémica novela que, además de entretener, espolea conciencias e incita a la reflexión. ¡Qué puñetera y traicionera llega a ser la vida!

    Mi nota: 7.

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    FAUSTO said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Grazie al cielo non mi sono lasciata sopraffare dal niente. Un libro duro, che mostra il lato peggiore degli esseri umani, che tra l'altro sono adolescenti che dovrebbero credere ancora nei sogni e nella felicità. Invece si accorgono che niente ha si ...(continue)

    Grazie al cielo non mi sono lasciata sopraffare dal niente. Un libro duro, che mostra il lato peggiore degli esseri umani, che tra l'altro sono adolescenti che dovrebbero credere ancora nei sogni e nella felicità. Invece si accorgono che niente ha significato, e cercano in ogni modo di trovarlo, senza badare alle conseguenze delle loro azioni e al male che ne scaturisce.

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    Gattogatto (No eBook) said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    niente di speciale..forse avevo aspettative troppo alte

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    la Ghirba said on May 19, 2014 | Add your feedback

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