Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Collana '900 capolavori della narrativa contemporanea

By Erich Maria Remarque

(105)

| Hardcover

Like Niente di nuovo sul fronte occidentale ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

365 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Grande libro

    uno dei libri più belli mai letti, indipendentemente dal genere, imperdibile!

    Is this helpful?

    jabakus said on Oct 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tante, troppe le citazioni; solo alcune:

    Il primo fuoco tambureggiante ci rivelò il nostro errore, e dietro ad esso crollò la concezione del mondo che ci avevano insegnata. Mentre essi continuavano a scrivere e a parlare, noi vedevamo gli ospedali e ...(continue)

    Tante, troppe le citazioni; solo alcune:

    Il primo fuoco tambureggiante ci rivelò il nostro errore, e dietro ad esso crollò la concezione del mondo che ci avevano insegnata. Mentre essi continuavano a scrivere e a parlare, noi vedevamo gli ospedali e i moribondi; mentre essi esaltavano la grandezza del servire lo Stato, noi sapevamo già che il terrore della morte è più forte. Non per ciò diventammo ribelli, disertori, vigliacchi espressioni tutte ch'essi maneggiavano con tanta facilità; - noi amavamo la patria quanto loro, e ad ogni attacco avanzavamo con coraggio; ma ormai sapevamo distinguere, avevamo ad un tratto imparato a guardare le cose in faccia.

    Gioventù di ferro. Gioventù! Nessuno di noi ha più di vent'anni. Ma giovani? La nostra gioventù se n'è andata da un pezzo. Noi siamo gente vecchia.
    non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d'assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stessi, la nostra vita. Avevamo diciott'anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l'esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall'attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra.
    Questo sì, lo abbiamo imparato: giocare a carte, bestemmiare e fare la guerra. Non è molto, a vent'anni, o forse è troppo.

    Per puro caso posso esser colpito, per puro caso rimanere in vita. In un ricovero a prova di bomba posso essere schiacciato come un topo e su terreno scoperto posso resistere incolume a dieci ore di fuoco tambureggiante Ciascuno di noi rimane in vita soltanto in grazia di mille casi; perciò il soldato crede e fida nel caso.

    Ma dimenticare no. Quello che i giornali di guerra stampano, intorno al morale altissimo, al sano umorismo delle truppe che organizzano balletti non appena tornano dal fuoco, sono tutte stupidaggini. Non si fa questo per umorismo, ma perché altrimenti si sarebbe perduti. Del resto anche questo giuoco non potrà durare a lungo, il buon umore si fa di mese in mese più amaro.

    Se fossimo tornati a casa nel 1916, dal dolore e dalla forza delle nostre esperienze si sarebbe sprigionata la tempesta. Ritornando ora, siamo stanchi, depressi, consumati, privi di radici, privi di speranze. Non potremo mai più riprendere il nostro equilibrio.
    E neppure ci potranno capire. Davanti a noi infatti sta una generazione che ha, sì, passato con noi questi anni, ma che aveva già prima un focolare ed una professione, ed ora ritorna ai suoi posti d'un tempo, e vi dimenticherà la guerra; dietro a noi sale un'altra generazione, simile a ciò che fummo noi un tempo; la quale ci sarà estranea e ci spingerà da parte. Noi siamo inutili a noi stessi.

    Is this helpful?

    LauraT said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    4.5

    A volte è il caso di ricordarsi cosa è significato servire durante la Grande Guerra. Un libro schietto ed essenziale nella prosa, che ciononostante emoziona enormemente: durante i primi capitoli ho "rischiato" di commuovermi, data la vicinanza di età ...(continue)

    A volte è il caso di ricordarsi cosa è significato servire durante la Grande Guerra. Un libro schietto ed essenziale nella prosa, che ciononostante emoziona enormemente: durante i primi capitoli ho "rischiato" di commuovermi, data la vicinanza di età con i protagonisti. Un libro che tutti dovrebbero leggere, fosse per me lo renderei obbligatorio nei licei.

    Is this helpful?

    Nico said on Oct 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Remarque scrive molto bene e alcune parti del libro sono davvero ben riuscite (ho apprezzato soprattutto la parte nell'ospedale o quello nella buca con il nemico ucciso). Però non apprezzo i libri di guerra perchè hanno tutti lo stesso fine e la stes ...(continue)

    Remarque scrive molto bene e alcune parti del libro sono davvero ben riuscite (ho apprezzato soprattutto la parte nell'ospedale o quello nella buca con il nemico ucciso). Però non apprezzo i libri di guerra perchè hanno tutti lo stesso fine e la stessa struttura priva di storia, la forma del diario e gli episodi raccontati si somigliato tutti.

    Is this helpful?

    KillDevilHill said on Oct 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro molto particolare, scarno, eppure incisivo, forte e coinvolgente. Una storia che ti catapulta in una realtà terribile come la guerra di trincea, che fa toccare con mano la disperazione di uomini scaraventati in mezzo ad un conflitto che non ...(continue)

    Un libro molto particolare, scarno, eppure incisivo, forte e coinvolgente. Una storia che ti catapulta in una realtà terribile come la guerra di trincea, che fa toccare con mano la disperazione di uomini scaraventati in mezzo ad un conflitto che non hanno voluto e di cui non capiscono fino in fondo l'utilità; di ragazzi senza un futuro, perché il primo assaggio che hanno avuto della vita adulta è stato il sapore del sangue, lo scoppio delle granate e la vista della carneficina. L'unico mestiere che hanno imparato è la guerra, dice affranto il protagonista, Paul, che ci guida in questa odissea tra Inferno (la trincea) e Purgatorio (gli ospedali da campo). Il Paradiso, il tanto sospirato ritorno a casa, è solo un miraggio che lascia l'amaro in bocca, come il finale.

    Per rivivere le emozioni provate durante la lettura del libro, consiglio la visione della serie tv "The Crimson Field", ambientata in un ospedale da campo britannico allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

    Is this helpful?

    ღŦคภtครץ (๔ยรtคภɠєl)ღ said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro assoluto

    Il capolavoro assoluto nel campo della narrativa sulla Prima Guerra mondiale, ma anche in generale della letteratura di guerra. Ogni riga è intrisa di antimilitarismo e di denuncia degli orrori e delle assurdità della vita nelle trincee. Il nemico no ...(continue)

    Il capolavoro assoluto nel campo della narrativa sulla Prima Guerra mondiale, ma anche in generale della letteratura di guerra. Ogni riga è intrisa di antimilitarismo e di denuncia degli orrori e delle assurdità della vita nelle trincee. Il nemico non è mai visto come l'entità misteriosa da abbattere, ma come un'assurda vittima di un meccanismo folle e spietato. Un libro da reintrodurre nelle scuole, da cui è stato accantonato troppo presto.

    Is this helpful?

    Facc8 said on Oct 4, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book