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Niente di nuovo sul fronte occidentale

Di

Editore: Mondadori (Edizioni Scolastiche)

4.3
(3955)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 229 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Portoghese

Isbn-10: A000156963 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Capolavoro cult sulla Prima Guerra Mondiale

    Libro cult sulla Prima Guerra Mondiale, racconta in modo crudo e privo di retorica la storia di una generazione perduta, quella dei soldati nelle trincee della guerra di posizione, distrutti nel moral ...continua

    Libro cult sulla Prima Guerra Mondiale, racconta in modo crudo e privo di retorica la storia di una generazione perduta, quella dei soldati nelle trincee della guerra di posizione, distrutti nel morale anche se scampati alle bombe. Non c’è speranza nel futuro x chi ha visto tanta morte, vecchi a vent’anni. E’ il primo libro di Remarque e anche il suo capolavoro, tradotto in tutto il mondo e bruciato x il suo contenuto pacifista nel famoso rogo dei libri messi all’indice dal nazismo a Berlino. I soldati sono le vere vittime della guerra, oltre le nazionalità, accomunati dalla morte e dalla sofferenza, illusi dalla retorica nazionalista dei potenti. Il finale amarissimo, in poche righe, scritto in terza persona come un epitaffio, e che dà il titolo al libro, è un capolavoro assoluto. Letto a quindici anni, l’ho apprezzato allora come ora e mi ha indotto a leggere tutte le opere di Remarque, un grande scrittore oggi purtroppo quasi dimenticato.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno di quei romanzi in cui l'incipit ti strega, come se quelle parole fossero state create solo per essere messe in quella sequenza. Tempo fa avevo sfogliato questo libro ma mi era sembrato tremendame ...continua

    Uno di quei romanzi in cui l'incipit ti strega, come se quelle parole fossero state create solo per essere messe in quella sequenza. Tempo fa avevo sfogliato questo libro ma mi era sembrato tremendamente pesante, mentre una settimana fa è bastato che io leggessi l'incipit per rimanere totalmente assorbito da una scrittura cruda e vera. Una testimonianza che accede alla mente senza chiedere il permesso, srotolandovi del filo spinato e scuotendo tutto ciò che incontra con la forza di qualcosa che realmente è accaduto ma che, prima della lettura, rimaneva inimmaginabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "Questa vita ci ha ridotti ad animali appena pensanti, per darci l'arma dell'istinto; ci ha impastati di insensibilità, per farci resistere all'orrore che ci schiaccerebbe se avessimo ancora una ragio ...continua

    "Questa vita ci ha ridotti ad animali appena pensanti, per darci l'arma dell'istinto; ci ha impastati di insensibilità, per farci resistere all'orrore che ci schiaccerebbe se avessimo ancora una ragione limpida e ragionante; ha risvegliato in noi il senso del cameratismo, per strapparci all'abbisso del disperato abbandono; ci ha dato l'indifferenza dei selvaggi per farci sentire, ad onta di tutto, ogni momento della realtà, e per farcene come una riserva contro gli assalti del nulla. Così meniamo un'esistenza chiusa e dura, tutta in superficie, e soltanto di rado un avvenimento accende qualche scintilla. Ma allora divampa in modo inatteso una fiammata di passione aspra e terribile."

    ha scritto il 

  • 5

    L'esame di coscienza di una generazione...

    di 20enni inviati al massacro più inutile tra i tanti inutili massacri dell'umanità dagli ipocriti Kantorek che ad ogni latitudine e in ogni lingua inneggiano ai sacri destini, alle radiose giornate e ...continua

    di 20enni inviati al massacro più inutile tra i tanti inutili massacri dell'umanità dagli ipocriti Kantorek che ad ogni latitudine e in ogni lingua inneggiano ai sacri destini, alle radiose giornate e poi mandano i giovani e i contadini a morire di fango, fame, inedia, sporcizia nei hfanghi e nei ghiacciai....
    Per non dimenticare - Mai !

    ha scritto il 

  • 4

    Se l'opera letteraria ha una funzione estetica, in questa sembra complicato trovarla.
    La prosa di Remarque, che si nutre di un linguaggio quotidiano e obiettivo, ma anche di un forbito e composto less ...continua

    Se l'opera letteraria ha una funzione estetica, in questa sembra complicato trovarla.
    La prosa di Remarque, che si nutre di un linguaggio quotidiano e obiettivo, ma anche di un forbito e composto lessico militare, partorisce frasi à la Günther Eich, scarne, essenziali, volte a rinominare gli oggetti per ridar loro un senso, che oramai non abita più la realtà, dacché la guerra toglie senso al vivere, e anche al morire.
    Molti i passaggi illuminanti, diafani, gli squarci di poesia. Questi soldati che si ritrovano a combattere fra i cadaveri, la fame che contrae le viscere, il fango, il gelo, sono gli alfieri di una generazione di ventenni strappata ai banchi universitari e ai libri per dover combattere contro dei perfetti estranei. Kropp ipotizza un'arena come teatro di guerra in cui i due capi di stato si sfidino a duello. Perde chi soccombe, ma i civili non s'ammazzerebbero tra di loro. C'è un punto molto bello del romanzo in cui il protagonista tenta l'impossibile pur di salvare un francese ferito in più punti. Scene di una grande sensibilità, che mostrano ancora quanto i soldati fossero a tutti gli effetti esseri umani, prima che pedine da giocare.

    Una generazione perduta e senza prospettive riabilitative, senza possibilità di tornare in vita. C'è davvero vita, dopo l'orrore della guerra? Inquietante preambolo del secondo atto della tragedia "Guerra Mondiale".

    ha scritto il 

  • 0

    il prossimo pranzo

    alle 9.00 in via rizzoli non c'era praticamente nessuno
    solo forze dell'ordine

    alle 9.30 c'erano in compenso già dei ragazzi davanti sala
    borsa, in attesa dell'apertura
    io non ho mai visto gente in f ...continua

    alle 9.00 in via rizzoli non c'era praticamente nessuno
    solo forze dell'ordine

    alle 9.30 c'erano in compenso già dei ragazzi davanti sala
    borsa, in attesa dell'apertura
    io non ho mai visto gente in fila, davanti una biblioteca
    solo in un libro di cavazzoni si racconta qualcosa di simile, ma è

    cavazzoni
    alle 10.00 schizzo in biblio, consegno 5 libri

    la bibliotecaria ride perché trova diversi foglietti
    nei libri io rido e nego che siano miei (ma negando rido

    ancora e così mi tradisco ma lei non ha voluto farmi capire
    che aveva capito ma io ho capito benissimo invece) comunque non

    avevo tempo da perdere: schizzo al bar e prendo del bere perché alle
    10.00 ho il klacid-time

    poi schizzo verso la stazione devo prendere alle 10.26 il treno per piacenza
    ho un pranzo importante ma sulla strada devo fermarmi in un posto

    dove la mia ragazza ha scordato un mese fa un basco
    alle 10.18 sono in stazione

    alle 10.20 sono sul treno
    va tutto bene

    scendo, bevo un caffè, incontro una mamma con prole,
    due chiacchere poi vado dalla mia ragazza e subito mi mette al

    lavoro perché il pranzo è con le sue amiche
    allora monto un tavolo da mare perché siamo in tanti e non ci stiamo

    riesco benissimo nell'impresa
    poi arrivano le amiche

    sono un po' mamme, un po' altro c'è anche della prole
    essendo mamme parlano di parti e bimbi

    una dice che lei ha avuto un ginecologo gay e lei un ginecologo
    gay non lo tollera

    cominciamo proprio bene ho pensato e ho tirato una bestemmia
    sistemando le pizzette sul vassoio

    poi mi sposto in un altro gruppo e lì ci sono le
    mamme insegnanti e una dice che ha una studentessa testimone di

    geova e l'altra fa "i testimoni di geova sono peggio degli zingari"
    qui le bestemmie che mi correvano tra aorta e cuore mi hanno gonfiato

    la vena del collo che uno poteva aggrapparsi e dondolarsi
    fortuna che c'erano i bimbi ho raccontato loro la guerra civile russa

    lenin e denikin li ho tenuti col fiato sospeso fino all'ultimo
    perché ho aperto una parentesi su Kautsky e mi sono anche preso

    una licenza poetica perché ho inventato un episodio in cui c'entrava un
    ginecologo gay ma le mamme stavano sul divano quindi a posto

    poi la sera mi son ripromesso di telefonare alla tipa del ginecologo
    gay per dirle che un ginecologo non necessariamente se è gay viene preso

    da desideri libidinosi se vede una gnocca come lei, che quindi si mettesse l'
    anima in pace che anzi, a mio modo di vedere, ma tanto

    che poi sono brave persone però con queste piccole chiusure
    mentali che uno dice a vivere in un villaggio di montagna va così

    eh tu sogni
    questo è già analfabetismo di ritorno in metropoli

    eh va beh il prossimo pranzo comunque ciccia
    che perdo la sala borsa ciccia ciccia

    ha scritto il 

  • 3

    PARERE PERSONALE

    PRO Descrizioni assolutamente realistiche sia della realtà che delle sensazioni che si provano a subirla - coinvolgente ed emozionante - Riesce a tenere altissima la tensione e incerta la conclusione ...continua

    PRO Descrizioni assolutamente realistiche sia della realtà che delle sensazioni che si provano a subirla - coinvolgente ed emozionante - Riesce a tenere altissima la tensione e incerta la conclusione - perfetta stesura.
    CONTRO Esplicito il punto di vista sulla guerra - personaggi poco caratterizzati sembrano un unico gruppo omogeneo.

    ha scritto il 

  • 5

    fango, freddo, fame, fuoco...

    Un libro che denuncia la guerra, guerra di trincea fatta di fango e sangue.
    Dura, lunga, terrificante, estenuante. Unico conforto i tuoi compagni che diventano più che fratelli, con loro dividi ogni i ...continua

    Un libro che denuncia la guerra, guerra di trincea fatta di fango e sangue.
    Dura, lunga, terrificante, estenuante. Unico conforto i tuoi compagni che diventano più che fratelli, con loro dividi ogni istante in bilico tra la vita e la morte.
    Scritto in modo semplice eppur toccante, quasi un diario nozionistico -storico.
    Leggerlo per ricordare e capire dove nasce la nostra libertà.
    Curiosità:
    - è stato scritto in solo sei settimane
    - fu contestato, bruciato sul rogo (1933)
    - sei milioni di copie in venticinque lingue
    Non riporto alcuna citazione, sarebbero troppe.
    Solo una, pag. 165
    ...Sono più che la mia vita, quelle voci: sono più che l'amore e l'ansia materna; sono la cosa più fortificante e porotettrice che vi sia: sono le voci dei miei compagni. Non sono più un brandello tremante di vita, solo nelle tenebre: appartengo ad essi, ed essi a me, abbiamo tutti lo stesso terrore e la stessa vita, siamo legati fra noi in un modo semplice e solenne.
    Vorrei affondare il mio viso in quelle voci, in quelle poche parole che mi hanno salvato e che d'ora innanzi mi assisteranno.
    pag. 220
    Le nostre mani sono terra, i nostri corpi fango, i nostri occhi pozzanghere di pioggia.
    Non sappiamo quasi se siamo vivi ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni capitolo un diverso episodio di vita. La trincea, le retrovie, l’ospedale, la licenza. Ogni capitolo una pennellata per tratteggiare il terribile quadro della Grande Guerra. Un romanzo breve, ma ...continua

    Ogni capitolo un diverso episodio di vita. La trincea, le retrovie, l’ospedale, la licenza. Ogni capitolo una pennellata per tratteggiare il terribile quadro della Grande Guerra. Un romanzo breve, ma intenso, mi ha coinvolto e convinto di più rispetto ad Addio alle armi, forse anche perché quello lo lessi in giovane età. Un libro da leggere per non dimenticare mai quanto assurda e orribile sia la guerra, qualsiasi guerra, grande o piccola, per non lasciarsi trasportare mai da entusiasmi insensati verso qualcosa che visto in un film può anche apparire eroico e glorioso, ma nella realtà è fatto solo di freddo, fame, dolore e paura, dove non ci sono vincitori, ma solo, forse, sopravvissuti.

    ha scritto il 

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