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Niente di nuovo sul fronte occidentale

By Erich Maria Remarque

(60)

| Paperback

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Book Description

350 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima ...(continue)

    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima pagina. Estremamente duro - non potrebbe essere diversamente - ma bellissimo.

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    Maria Giovanna said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto questo libro in quinta superiore per la scuola...ammetto che ho fatto un po' di fatica a finirlo,non perché fosse brutto o altro,non so,forse non era il periodo...Non sono una grande lettrice di libri storici,ma posso dire che in molte descr ...(continue)

    Ho letto questo libro in quinta superiore per la scuola...ammetto che ho fatto un po' di fatica a finirlo,non perché fosse brutto o altro,non so,forse non era il periodo...Non sono una grande lettrice di libri storici,ma posso dire che in molte descrizioni questo libro potrebbe risultare assai cruento,descrive nel dettaglio molte cose,molti avvenimenti,che riescono in qualche modo a farti provare lo stesso dolore che sicuramente stavano provando i protagonisti....

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    Arda <3 said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    esperienze dalla trincea - I Guerra Mondiale

    "la bruna terra, le terra rotta, scheggiata e scura coi suoi riflessi grassi sotto il sole, è come lo sfondo di questo incessante, sordo automatismo" romanzo straordinario dell'esperienza della trincea vista attraverso lo sguardo di un giovane soldat ...(continue)

    "la bruna terra, le terra rotta, scheggiata e scura coi suoi riflessi grassi sotto il sole, è come lo sfondo di questo incessante, sordo automatismo" romanzo straordinario dell'esperienza della trincea vista attraverso lo sguardo di un giovane soldato tedesco

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    Insideout said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Questo libro non vuole essere
    né un atto d'accusa né una confessione.
    Esso non è che il tentativo di raffigurare
    una generazione la quale - anche se sfuggì alle granate -
    venne distrutta dalla guerra.”

    Già l’incipit dell’opera si presenta come ...(continue)

    “Questo libro non vuole essere
    né un atto d'accusa né una confessione.
    Esso non è che il tentativo di raffigurare
    una generazione la quale - anche se sfuggì alle granate -
    venne distrutta dalla guerra.”

    Già l’incipit dell’opera si presenta come una efficace recensione della stessa. Niente di nuovo sul fronte occidentale difatti, si presenta prima di tutto come un diario proveniente dalla trincea: nelle sue pagine si può leggere della vita quotidiana di un gruppo di ragazzi, poco più che adolescenti, che dal loro mondo da liceali fatto di interrogazioni e calzoncini corti, vengono proiettati su un campo di battaglia dal quale, chi tornerà vivo, non tornerà più lo stesso.
    È la storia di vite spezzate sulla soglia dei diciotto anni, di ragazzi che prendono parte a uno dei più cruenti e logoranti conflitti d’Europa, convinti a parteciparvi in nome dei nobili ideali d’onore e di difesa della patria inculcatigli dalla propaganda militarista insinuatasi anche tra i banchi di scuola.

    “Ha ragione: non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d'assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stesso, la nostra vita. Avevamo diciott'anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l'esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall'attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra.”

    L’autore non ci risparmia niente di una guerra vissuta con gli occhi innocenti di un gruppo di amici in un primo momento giovani e scanzonati ma che, un colpo alla volta, perderanno la loro grazia e scopriranno le crudele inutilità di una guerra che segnerà per sempre le loro vite. Nonostante tutto questo, Remarque è capace di scrivere in maniera infallibile, accattivante, coinvolgente ed anche capace di strappare diversi sorrisi, questa autobiografia che diventerà in poco tempo uno dei grandi classici antimilitaristi della letteratura mondiale.

    “Io sono giovane, ho vent'anni: ma della vita non conosco altro che la disperazione, la morte, il terrore e la sua insensata superficialità congiunta con un abisso di sofferenze. Io vedo dei popoli spinti l'uno contro l'altro, e che senza una parola, inconsciamente, stupidamente, in una incolpevole obbedienza si uccidono a vicenda. Io vedo i più acuti intelletti del mondo inventare armi e parole perché tutto questo si perfezioni e duri più a lungo. E con me lo vedono tutti gli altri uomini della mia età, da questa parte e da quell'altra del fronte, in tutto il mondo; lo vede e lo vive la mia generazione. Che faranno i nostri padri, quando un giorno sorgeremo e andremo davanti a loro a chieder conto? Che aspettano essi da noi, quando verrà il tempo in cui non vi sarà guerra? Per anni e anni la nostra occupazione è stata di uccidere, è stata la nostra prima professione nella vita. Il nostro sapere della vita si limita alla morte. Che accadrà, dopo? Che sarà di noi?”

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    Brillo85 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una lettura doverosa nel centenario dall'inizio della Grande Guerra. Sul racconto della guerra di trincea ha iniziato a formarsi il mio interesse per la storia: se fossi un professore, ai miei allievi lo darei sicuramente da leggere: più incisivo di ...(continue)

    Una lettura doverosa nel centenario dall'inizio della Grande Guerra. Sul racconto della guerra di trincea ha iniziato a formarsi il mio interesse per la storia: se fossi un professore, ai miei allievi lo darei sicuramente da leggere: più incisivo di qualche narrazione astratta da manuale, più crudo delle immagini di un documentario.

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    density said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

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