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Niente di nuovo sul fronte occidentale

By Erich Maria Remarque

(215)

| Paperback

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Book Description

Gli orrori del conflitto 1914-18, attraverso le vicende di un gruppo di studenti tedeschi. Un drammatico messaggio di pace, un'appassionata requisitoria contro le spaventose conseguenze della guerra. Pubblicato nel 1929, fu uno dei primi best-seller Continue

Gli orrori del conflitto 1914-18, attraverso le vicende di un gruppo di studenti tedeschi. Un drammatico messaggio di pace, un'appassionata requisitoria contro le spaventose conseguenze della guerra. Pubblicato nel 1929, fu uno dei primi best-seller del Novecento.

359 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Triste come la guerra

    Un decrescendo continuo: si parte giovani a fare la guerra -- la prima guerra mondiale -- e si comincia a capire cosa voglia dire stare al fronte, al confine tra Germania e Francia. Le storie di vita quotidiana, mescolate alla presa di coscienza semp ...(continue)

    Un decrescendo continuo: si parte giovani a fare la guerra -- la prima guerra mondiale -- e si comincia a capire cosa voglia dire stare al fronte, al confine tra Germania e Francia. Le storie di vita quotidiana, mescolate alla presa di coscienza sempre più evidente di questi giovani soldati che rischiano la vita in continuazione e si vedono ridurre di numero ogni giorno. I ragionamenti del protagonista su quale senso abbiano la guerra e l'amicizia.

    Inevitabilmente triste, ma comunque bello.

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    kdm009 said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Indimenticabile.
    "Niente di nuovo sul fronte occidentale", lo dichiara l'autore all'inizio, vuole essere solo un racconto e non un atto d'accusa. Ma atto d'accusa - straordinario e terribile - lo diventa oggettivamente, proprio attraverso le semplici ...(continue)

    Indimenticabile.
    "Niente di nuovo sul fronte occidentale", lo dichiara l'autore all'inizio, vuole essere solo un racconto e non un atto d'accusa. Ma atto d'accusa - straordinario e terribile - lo diventa oggettivamente, proprio attraverso le semplici parole e i ricordi, traslati nella storia, di uno dei tanti giovani di una generazione che "anche se sfuggì alle granate venne distrutta dalla guerra".
    Se è vero, come ha detto Philip Roth, che dopo aver letto "Se questo è un uomo" nessuno potrà dire di non essere stato ad Auschwitz, è altrettanto vero che dopo "Niente di nuovo sul fronte occidentale" nessuno può dire di non essere stato in trincea, sotto il fuoco delle granate, ridotto come bestia, durante la Grande Guerra. E durante ogni guerra.

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    Emilians said on Sep 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Magistrale

    bellissimo libro su quella che è stata la "macelleria" della prima guerra mondiale...purtroppo sempre attuale

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    Stefano Nassetti said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo

    La crudezza e lo sguardo di chi ha vissuto davvero e di chi ha capito l'annullamento del soldato in guerra.

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    Laura said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non si può leggere "Niente di nuovo sul fronte occidentale" se non si é mai stati a Redipuglia, o in un luogo simile. Non sto pensando alla monumentale scalinata ricavata sul fianco di una montagna, che ospita i corpi di centomila caduti e che fa cos ...(continue)

    Non si può leggere "Niente di nuovo sul fronte occidentale" se non si é mai stati a Redipuglia, o in un luogo simile. Non sto pensando alla monumentale scalinata ricavata sul fianco di una montagna, che ospita i corpi di centomila caduti e che fa così impressione anche soltanto scivolandoci accanto in automobile: in questo momento ho in mente le trincee del Colle S. Elia, un luogo dove bisogna chiudere gli occhi e provare a immaginare i lampi dell'artiglieria, il fragore assordante delle bombarde, gli odori di una intera umanità macellata.

    Non é questione di retorica pacifista, non so se lo definirei - come é spesso accaduto - un "manifesto": é evidente che Remarque ha dato vita a personaggi che riescono perfettamente a esprimere l'assurdità e l'orrore di ogni conflitto, ma al centro di tutto, in questo romanzo come non mai, c'è l'Uomo. Gli eventi sono reali, certo, ma vengono raccontati dalla voce narrante in una prospettiva del tutto personale: una prospettiva che viene implicitamente criticata quando il protagonista ritorna a casa in licenza, ed un connazionale invasato gli fa notare che la sua non è una visione di insieme, che non gli è chiaro il contesto. Impossibile non pensare ad Ungaretti.

    È proprio così: soffriamo, ci indigniamo, stiamo male insieme al protagonista e ai suoi compagni d'arme, esattamente come ascoltavamo le storie del fronte dai nostri nonni, ed é uno struggimento che rende il racconto assolutamente personale, sganciato dai percorsi della storia che - Remarque é grande nel sottolinearlo - è composta da milione di piccole Storie.

    Asciutto, emotivamente intenso, ricchissimo di spunti di riflessione: "Niente di nuovo sul fronte occidentale" è un romanzo da leggere, anche soltanto per le ultime dieci righe, annoverabili fra i migliori finali di tutti i tempi della letteratura mondiale.

    http://www.masedomani.com/2014/09/08/recensione-niente-…

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    Alfonso76 said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nessuna valutazione. Troppo drammatico per definirlo solo bello. Erano anni che avrei dovuto leggerlo ma la lettura è arrivata nel tempo in cui si celebra il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. La voce narrante, Paolo di vent'anni, ...(continue)

    Nessuna valutazione. Troppo drammatico per definirlo solo bello. Erano anni che avrei dovuto leggerlo ma la lettura è arrivata nel tempo in cui si celebra il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. La voce narrante, Paolo di vent'anni, ti porta in trincea e quello che più colpisce oltre alla devastazione che la guerra è in sé, soprattutto agli occhi di un giovane, è che essa porta via con sè tutto, anche la vita interiore. Più volte ritorna nel libro questo aspetto. Prima la cultura imparata sui banchi di scuola appare inutile chiacchiericcio, poi le convenzioni e anche i valori insignificanti di una società che manda in trincea gli alunni di una classe, il proprio futuro, le proprie speranze.
    I sentimenti reggono, il cameratismo obbligato, le amicizie che rimangono sono l'ultima certezza prima della fine.

    La lettura è scorrevole perché il testo è scritto bene, ma il contenuto inchioda, abbatte, e mette di fronte all'assurdità della guerra, cosa che oggi nel mondo ancora non si capisce.

    La mia recensione è disponibile qui:

    http://www.criticaletteraria.org/2014/09/niente-di-nuov…

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    BetaFi said on Sep 1, 2014 | 2 feedbacks

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