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Niente di nuovo sul fronte occidentale

By Erich Maria Remarque

(213)

| Paperback

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Book Description

Gli orrori del conflitto 1914-18, attraverso le vicende di un gruppo di studenti tedeschi. Un drammatico messaggio di pace, un'appassionata requisitoria contro le spaventose conseguenze della guerra. Pubblicato nel 1929, fu uno dei primi best-seller Continue

Gli orrori del conflitto 1914-18, attraverso le vicende di un gruppo di studenti tedeschi. Un drammatico messaggio di pace, un'appassionata requisitoria contro le spaventose conseguenze della guerra. Pubblicato nel 1929, fu uno dei primi best-seller del Novecento.

355 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Nessuna valutazione. Troppo drammatico per definirlo solo bello. Erano anni che avrei dovuto leggerlo ma la lettura è arrivata nel tempo in cui si celebra il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. La voce narrante, Paolo di vent'anni, ...(continue)

    Nessuna valutazione. Troppo drammatico per definirlo solo bello. Erano anni che avrei dovuto leggerlo ma la lettura è arrivata nel tempo in cui si celebra il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. La voce narrante, Paolo di vent'anni, ti porta in trincea e quello che più colpisce oltre alla devastazione che la guerra è in sé, soprattutto agli occhi di un giovane, è che essa porta via con sè tutto, anche la vita interiore. Più volte ritorna nel libro questo aspetto. Prima la cultura imparata sui banchi di scuola appare inutile chiacchiericcio, poi le convenzioni e anche i valori insignificanti di una società che manda in trincea gli alunni di una classe, il proprio futuro, le proprie speranze.
    I sentimenti reggono, il cameratismo obbligato, le amicizie che rimangono sono l'ultima certezza prima della fine.

    La lettura è scorrevole perché il testo è scritto bene, ma il contenuto inchioda, abbatte, e mette di fronte all'assurdità della guerra, cosa che oggi nel mondo ancora non si capisce.

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    BetaFi said on Aug 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Stupenda, mite rappresentazione degli orrori della prima G.M., vista, narrata, cogli occhi di un giovanissimo coscritto, che racconta in modo realistico quell'orribile, inutile evento, alidila' di ogni retorica. Uno sguardo dal basso, che fa giustizi ...(continue)

    Stupenda, mite rappresentazione degli orrori della prima G.M., vista, narrata, cogli occhi di un giovanissimo coscritto, che racconta in modo realistico quell'orribile, inutile evento, alidila' di ogni retorica. Uno sguardo dal basso, che fa giustizia di ogni retorica e ipocrisia, attraverso un tessuto narrativo di grande effetto emotivo.

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    Romeomuratori said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ormai un classico

    Desideravo rileggere questo libro incontrato ormai molti anni fa alle scuole medie. Mi pare una lettura molto pertinente rispetto al centenario della Grande Guerra, e così è parso anche a radio3 che ha pensato di proporlo nella trasmissione "Ad alta ...(continue)

    Desideravo rileggere questo libro incontrato ormai molti anni fa alle scuole medie. Mi pare una lettura molto pertinente rispetto al centenario della Grande Guerra, e così è parso anche a radio3 che ha pensato di proporlo nella trasmissione "Ad alta voce". Ritratto disincantato di un giovane cui come molti altri fu rubata violentemente la spensieratezza. Stile secco e crudo, molto efficace. Emblematico l'incontro-scontro con il "nemico francese" durante la ricognizione.

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    Maestrolu said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Guerra 14-18! E continua!

    “Io sono giovane, ho vent’anni: ma della vita non conosco altro che la disperazione, la morte , il terrore e la insensata superficialità congiunta con un abisso di sofferenza. Io vedo dei popoli spinti l’uno contro l’altro, e che senza una parola, in ...(continue)

    “Io sono giovane, ho vent’anni: ma della vita non conosco altro che la disperazione, la morte , il terrore e la insensata superficialità congiunta con un abisso di sofferenza. Io vedo dei popoli spinti l’uno contro l’altro, e che senza una parola, inconsciamente, stupidamente, in una incolpevole obbedienza si uccidono a vicenda. Io vedo i più acuti intelletti del mondo inventare armi e parole perché tutto questo si perfezioni e duri più a lungo. E con me lo vedono tutti gli altri uomini della mia età, da questa parte e da quell’altra del fronte, in tutto il mondo; lo vede e lo vive la mia generazione. Che faranno i nostri padri, quando un giorno sorgeremo e andremo davanti a loro a chieder conto? Che aspettano essi da noi, quando verrà il tempo in cui non vi sarà guerra? Per anni e anni la nostra occupazione è stata di uccidere, è stata la nostra prima professione nella vita. Il nostro sapere della vita si limita alla morte. Che accadrà dopo? Che sarà di noi?

    Mi chiedo che cosa è cambiato in 100 anni? Abbiamo avuto una seconda guerra! E ora c’è guerra in troppi luoghi! Chi la fa per una terra e chi la fa in nome di un Dio.

    Che orrore!
    Ci chiederanno conto anche i nostri figli??

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    *__* Rigoletto*__* said on Aug 7, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Niente di nuovo sul fronte occidentale è romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scritto nel 1929.

    La trama è decisamente scarna: un ragazzo e alcuni suoi compagni di classe vengono convinti da un loro insegn ...(continue)

    Niente di nuovo sul fronte occidentale è romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scritto nel 1929.

    La trama è decisamente scarna: un ragazzo e alcuni suoi compagni di classe vengono convinti da un loro insegnante ad arruolarsi volontari nell’esercito tedesco per andare a combattere sul fronte francese durante la prima guerra mondiale, facendo leva sui valori di onore, Patria, Nazione, orgoglio tedesco. Le ambientazioni sono pochissime: la trincea, qualche villaggio semi-distrutto, il paese natio del protagonista Paul Bäumer durante la sua unica licenza… Non ci sono grosse azioni. “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non è la narrazione di vicende belliche, ma la storia di un ragazzo di diciotto anni che viene ingannato e va volontariamente a combattere una guerra in cui in fondo non crede. E di cui, dopo tre anni di morte, patimenti e sofferenze, se ne chiede le ragioni.

    Mentre leggevo la conclusione del libro pensavo a tutti i proiettili, a tutte le granate, a tutte le malattie che hanno risparmiato Remarque permettendogli di scrivere queste parole e permettendo a noi di leggerlo. Un libro messo al bando dal nazismo (come tutte le sue opere), che ha costretto l’autore all’esilio prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dopo l’accusa di essere un ebreo francese con il cognome Kramer (il suo vero cognome scritto al contrario!!!). Un libro che fortunatamente possiamo permetterci di leggere.
    Credo che questo romanzo sia un capolavoro assoluto. Uno dei libri migliori sulla guerra e sulle sue motivazioni, sulla sua critica, sulla sua analisi. Una lucidità incredibile per un ragazzo che ha davvero vissuto quelle esperienze, che le ha superate e ha trovato la forza di ricordarle e diffonderle. Perché è importante far conoscere queste sue considerazioni. Perché chiunque legga “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non può che essere d’accordo: la guerra è inutile, senza senso. E soprattutto lo è per chi viene mandato a combatterla.

    In effetti il romanzo di Remarque non è un libro sulla prima guerra mondiale. E’ un libro sulla pace.

    Tra i libri che tutti dovrebbero leggere prima di uscire dalle scuole dell’obbligo.

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    Zorba said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima ...(continue)

    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima pagina. Estremamente duro - non potrebbe essere diversamente - ma bellissimo.

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    Maria Giovanna said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

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