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Niente di nuovo sul fronte occidentale

Di

Editore: Oscar Mondadori

4.3
(3849)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Portoghese

Isbn-10: A000032370 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Niente di nuovo sul fronte occidentale è il primo romanzo di Remarque.Tradotto in quarantacinque lingue e venduto a milioni di copie in tutto il mondo,è universalmente considerato uno dei più significativi libri pacifisti del nostro secolo.
Il conflitto 1914-1918 vi è visto dalla parte dei vinti, simbolicamente rappresentati da un gruppo di studenti tedeschi che, illusi dalla propaganda militarista, si arruolano nell'esercito.
Ma la vita di caserma e del fronte, le drammatiche esperienze in cui vengono gettati, li induce a meditare sull'assurdità della guerra e dei suoi mostruosi meccanismi del poterenazionalista che tendono a disumanizzare i combattenti.
Uno ad uno soccomberanno, non prima di aver preso coscienza del tragico inganno di cui sono stati vittime.
Denunciando l'ipocrita tentativo dei precursoridel nazismo di presentare come eroi un gruppo di ragazziche avrebbero solo voluto vivere, questo capolavoro di Remarque costituisce un'appassionata requisitoria contro tutte le guerre e le sofisticazioni politiche e ideologiche che le determinano.
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  • 5

    Ad alta voce

    E’ un periodo fortunato per i libri: ne ho letti diversi quasi tutti molto belli, ma questo li batte tutti! Si aggiunga anche che ho scoperto, sia pure quando mi mancavano solo una cinquantina di ...continua

    E’ un periodo fortunato per i libri: ne ho letti diversi quasi tutti molto belli, ma questo li batte tutti! Si aggiunga anche che ho scoperto, sia pure quando mi mancavano solo una cinquantina di pagine, che era stato oggetto di lettura alla trasmissione su radio tre “ad alta voce”: collegandomi al sito ho sperimentato la lettura in contemporanea con il bravo attore che leggeva il libro alla radio ed il risultato è stato grandioso. Ma immagino che il merito sia tutto del testo, estremamente coinvolgente. Un manifesto contro la guerra, assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Come molti altri testi incorsi nella censura e nella condanna di autorità politiche, racconta una scomoda verità. Remarque descrive la dura vita della trincea, una realtà in cui i proclami ...continua

    Come molti altri testi incorsi nella censura e nella condanna di autorità politiche, racconta una scomoda verità. Remarque descrive la dura vita della trincea, una realtà in cui i proclami patriottici suonano vuoti e ipocriti, in cui ci si attacca alla vita - e alla terra che la può salvare - con le unghie e con i denti, un'esistenza fatta di malattia, ferimenti, sangue e sporcizia che ha ben poco del sogno della libertà e tutto di una vergognosa operazione di governi che cercano la gloria sulle spalle dei miseri soldati mandati a morire. Il romanzo descrive i mesi trascorsi al fronte da Paolo Baümer e dai suoi compagni Alberto Kropp, Tjaden, Müller e Katzinski, improvvisamente strappati ai banchi di scuola e ad un mondo di ciechi professori idealisti e mandati nelle Fiandre, lungo una delle linee più calde del primo conflitto mondiale. Per loro diventa immediatamente chiaro che la guerra non è la gloriosa impresa al servizio della nazione, ma una carneficina inutile, in cui persone comuni, deboli e povere uccidono altre persone comuni, deboli e povere. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/11/niente-di-nuovo-sul-fronte-occidentale.html

    ha scritto il 

  • 3

    Per essere un libro che parla di guerra, argomento a me ostico, l'ho trovato bellissimo. Duro e crudo, lapidario, sofferente, vero. Mostra concretamente cosa fa la guerra, dentro e fuori. Come ...continua

    Per essere un libro che parla di guerra, argomento a me ostico, l'ho trovato bellissimo. Duro e crudo, lapidario, sofferente, vero. Mostra concretamente cosa fa la guerra, dentro e fuori. Come devasta e distrugge l'animo dei giovani, catapultati da un giorno all'altro dalla scuola in trincea. Una rivelazione. Perde una stella solamente perché il genere non è dei miei preferiti. Soggettività e oggettività si scontrano, in questo caso.

    ha scritto il 

  • 4

    Tante, troppe le citazioni; solo alcune:

    Il primo fuoco tambureggiante ci rivelò il nostro errore, e dietro ad esso crollò la concezione del mondo che ci avevano insegnata. Mentre essi continuavano ...continua

    Tante, troppe le citazioni; solo alcune:

    Il primo fuoco tambureggiante ci rivelò il nostro errore, e dietro ad esso crollò la concezione del mondo che ci avevano insegnata. Mentre essi continuavano a scrivere e a parlare, noi vedevamo gli ospedali e i moribondi; mentre essi esaltavano la grandezza del servire lo Stato, noi sapevamo già che il terrore della morte è più forte. Non per ciò diventammo ribelli, disertori, vigliacchi espressioni tutte ch'essi maneggiavano con tanta facilità; - noi amavamo la patria quanto loro, e ad ogni attacco avanzavamo con coraggio; ma ormai sapevamo distinguere, avevamo ad un tratto imparato a guardare le cose in faccia.

    Gioventù di ferro. Gioventù! Nessuno di noi ha più di vent'anni. Ma giovani? La nostra gioventù se n'è andata da un pezzo. Noi siamo gente vecchia. non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d'assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stessi, la nostra vita. Avevamo diciott'anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l'esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall'attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra. Questo sì, lo abbiamo imparato: giocare a carte, bestemmiare e fare la guerra. Non è molto, a vent'anni, o forse è troppo.

    Per puro caso posso esser colpito, per puro caso rimanere in vita. In un ricovero a prova di bomba posso essere schiacciato come un topo e su terreno scoperto posso resistere incolume a dieci ore di fuoco tambureggiante Ciascuno di noi rimane in vita soltanto in grazia di mille casi; perciò il soldato crede e fida nel caso.

    Ma dimenticare no. Quello che i giornali di guerra stampano, intorno al morale altissimo, al sano umorismo delle truppe che organizzano balletti non appena tornano dal fuoco, sono tutte stupidaggini. Non si fa questo per umorismo, ma perché altrimenti si sarebbe perduti. Del resto anche questo giuoco non potrà durare a lungo, il buon umore si fa di mese in mese più amaro.

    Se fossimo tornati a casa nel 1916, dal dolore e dalla forza delle nostre esperienze si sarebbe sprigionata la tempesta. Ritornando ora, siamo stanchi, depressi, consumati, privi di radici, privi di speranze. Non potremo mai più riprendere il nostro equilibrio. E neppure ci potranno capire. Davanti a noi infatti sta una generazione che ha, sì, passato con noi questi anni, ma che aveva già prima un focolare ed una professione, ed ora ritorna ai suoi posti d'un tempo, e vi dimenticherà la guerra; dietro a noi sale un'altra generazione, simile a ciò che fummo noi un tempo; la quale ci sarà estranea e ci spingerà da parte. Noi siamo inutili a noi stessi.

    ha scritto il 

  • 5

    4.5

    A volte è il caso di ricordarsi cosa è significato servire durante la Grande Guerra. Un libro schietto ed essenziale nella prosa, che ciononostante emoziona enormemente: durante i primi capitoli ho ...continua

    A volte è il caso di ricordarsi cosa è significato servire durante la Grande Guerra. Un libro schietto ed essenziale nella prosa, che ciononostante emoziona enormemente: durante i primi capitoli ho "rischiato" di commuovermi, data la vicinanza di età con i protagonisti. Un libro che tutti dovrebbero leggere, fosse per me lo renderei obbligatorio nei licei.

    ha scritto il 

  • 3

    Remarque scrive molto bene e alcune parti del libro sono davvero ben riuscite (ho apprezzato soprattutto la parte nell'ospedale o quello nella buca con il nemico ucciso). Però non apprezzo i libri ...continua

    Remarque scrive molto bene e alcune parti del libro sono davvero ben riuscite (ho apprezzato soprattutto la parte nell'ospedale o quello nella buca con il nemico ucciso). Però non apprezzo i libri di guerra perchè hanno tutti lo stesso fine e la stessa struttura priva di storia, la forma del diario e gli episodi raccontati si somigliato tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro molto particolare, scarno, eppure incisivo, forte e coinvolgente. Una storia che ti catapulta in una realtà terribile come la guerra di trincea, che fa toccare con mano la disperazione di ...continua

    Un libro molto particolare, scarno, eppure incisivo, forte e coinvolgente. Una storia che ti catapulta in una realtà terribile come la guerra di trincea, che fa toccare con mano la disperazione di uomini scaraventati in mezzo ad un conflitto che non hanno voluto e di cui non capiscono fino in fondo l'utilità; di ragazzi senza un futuro, perché il primo assaggio che hanno avuto della vita adulta è stato il sapore del sangue, lo scoppio delle granate e la vista della carneficina. L'unico mestiere che hanno imparato è la guerra, dice affranto il protagonista, Paul, che ci guida in questa odissea tra Inferno (la trincea) e Purgatorio (gli ospedali da campo). Il Paradiso, il tanto sospirato ritorno a casa, è solo un miraggio che lascia l'amaro in bocca, come il finale.

    Per rivivere le emozioni provate durante la lettura del libro, consiglio la visione della serie tv "The Crimson Field", ambientata in un ospedale da campo britannico allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto

    Il capolavoro assoluto nel campo della narrativa sulla Prima Guerra mondiale, ma anche in generale della letteratura di guerra. Ogni riga è intrisa di antimilitarismo e di denuncia degli orrori e ...continua

    Il capolavoro assoluto nel campo della narrativa sulla Prima Guerra mondiale, ma anche in generale della letteratura di guerra. Ogni riga è intrisa di antimilitarismo e di denuncia degli orrori e delle assurdità della vita nelle trincee. Il nemico non è mai visto come l'entità misteriosa da abbattere, ma come un'assurda vittima di un meccanismo folle e spietato. Un libro da reintrodurre nelle scuole, da cui è stato accantonato troppo presto.

    ha scritto il 

  • 4

    Triste come la guerra

    Un decrescendo continuo: si parte giovani a fare la guerra -- la prima guerra mondiale -- e si comincia a capire cosa voglia dire stare al fronte, al confine tra Germania e Francia. Le storie di vita ...continua

    Un decrescendo continuo: si parte giovani a fare la guerra -- la prima guerra mondiale -- e si comincia a capire cosa voglia dire stare al fronte, al confine tra Germania e Francia. Le storie di vita quotidiana, mescolate alla presa di coscienza sempre più evidente di questi giovani soldati che rischiano la vita in continuazione e si vedono ridurre di numero ogni giorno. I ragionamenti del protagonista su quale senso abbiano la guerra e l'amicizia.

    Inevitabilmente triste, ma comunque bello.

    ha scritto il 

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