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Niente di nuovo sul fronte occidentale

By Erich Maria Remarque

(551)

| Mass Market Paperback

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Book Description

Niente di nuovo sul fronte occidentale è il primo romanzo di Remarque.Tradotto in quarantacinque lingue e venduto a milioni di copie in tutto il mondo,è universalmente considerato uno dei più significativi libri pacifisti del nostro secolo.
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Niente di nuovo sul fronte occidentale è il primo romanzo di Remarque.Tradotto in quarantacinque lingue e venduto a milioni di copie in tutto il mondo,è universalmente considerato uno dei più significativi libri pacifisti del nostro secolo.
Il conflitto 1914-1918 vi è visto dalla parte dei vinti, simbolicamente rappresentati da un gruppo di studenti tedeschi che, illusi dalla propaganda militarista, si arruolano nell'esercito.
Ma la vita di caserma e del fronte, le drammatiche esperienze in cui vengono gettati, li induce a meditare sull'assurdità della guerra e dei suoi mostruosi meccanismi del poterenazionalista che tendono a disumanizzare i combattenti.
Uno ad uno soccomberanno, non prima di aver preso coscienza del tragico inganno di cui sono stati vittime.
Denunciando l'ipocrita tentativo dei precursoridel nazismo di presentare come eroi un gruppo di ragazziche avrebbero solo voluto vivere, questo capolavoro di Remarque costituisce un'appassionata requisitoria contro tutte le guerre e le sofisticazioni politiche e ideologiche che le determinano.

351 Reviews

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    Niente di nuovo sul fronte occidentale è romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scritto nel 1929.

    La trama è decisamente scarna: un ragazzo e alcuni suoi compagni di classe vengono convinti da un loro insegn ...(continue)

    Niente di nuovo sul fronte occidentale è romanzo autobiografico di Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, scritto nel 1929.

    La trama è decisamente scarna: un ragazzo e alcuni suoi compagni di classe vengono convinti da un loro insegnante ad arruolarsi volontari nell’esercito tedesco per andare a combattere sul fronte francese durante la prima guerra mondiale, facendo leva sui valori di onore, Patria, Nazione, orgoglio tedesco. Le ambientazioni sono pochissime: la trincea, qualche villaggio semi-distrutto, il paese natio del protagonista Paul Bäumer durante la sua unica licenza… Non ci sono grosse azioni. “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non è la narrazione di vicende belliche, ma la storia di un ragazzo di diciotto anni che viene ingannato e va volontariamente a combattere una guerra in cui in fondo non crede. E di cui, dopo tre anni di morte, patimenti e sofferenze, se ne chiede le ragioni.

    Mentre leggevo la conclusione del libro pensavo a tutti i proiettili, a tutte le granate, a tutte le malattie che hanno risparmiato Remarque permettendogli di scrivere queste parole e permettendo a noi di leggerlo. Un libro messo al bando dal nazismo (come tutte le sue opere), che ha costretto l’autore all’esilio prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, dopo l’accusa di essere un ebreo francese con il cognome Kramer (il suo vero cognome scritto al contrario!!!). Un libro che fortunatamente possiamo permetterci di leggere.
    Credo che questo romanzo sia un capolavoro assoluto. Uno dei libri migliori sulla guerra e sulle sue motivazioni, sulla sua critica, sulla sua analisi. Una lucidità incredibile per un ragazzo che ha davvero vissuto quelle esperienze, che le ha superate e ha trovato la forza di ricordarle e diffonderle. Perché è importante far conoscere queste sue considerazioni. Perché chiunque legga “Niente di nuovo sul fronte occidentale” non può che essere d’accordo: la guerra è inutile, senza senso. E soprattutto lo è per chi viene mandato a combatterla.

    In effetti il romanzo di Remarque non è un libro sulla prima guerra mondiale. E’ un libro sulla pace.

    Tra i libri che tutti dovrebbero leggere prima di uscire dalle scuole dell’obbligo.

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    Zorba said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

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    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima ...(continue)

    Libro la cui lettura integrale dovrebbe essere "obbligatoria" in tutte le scuole come antidoto contro la stupidità della guerra (di ogni guerra), raccontata con uno stile asciutto,ma allo stesso tempo fluido e scorrevole, che avvince fino all'ultima pagina. Estremamente duro - non potrebbe essere diversamente - ma bellissimo.

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    Maria Giovanna said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto questo libro in quinta superiore per la scuola...ammetto che ho fatto un po' di fatica a finirlo,non perché fosse brutto o altro,non so,forse non era il periodo...Non sono una grande lettrice di libri storici,ma posso dire che in molte descr ...(continue)

    Ho letto questo libro in quinta superiore per la scuola...ammetto che ho fatto un po' di fatica a finirlo,non perché fosse brutto o altro,non so,forse non era il periodo...Non sono una grande lettrice di libri storici,ma posso dire che in molte descrizioni questo libro potrebbe risultare assai cruento,descrive nel dettaglio molte cose,molti avvenimenti,che riescono in qualche modo a farti provare lo stesso dolore che sicuramente stavano provando i protagonisti....

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    Arda <3 said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

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    esperienze dalla trincea - I Guerra Mondiale

    "la bruna terra, le terra rotta, scheggiata e scura coi suoi riflessi grassi sotto il sole, è come lo sfondo di questo incessante, sordo automatismo" romanzo straordinario dell'esperienza della trincea vista attraverso lo sguardo di un giovane soldat ...(continue)

    "la bruna terra, le terra rotta, scheggiata e scura coi suoi riflessi grassi sotto il sole, è come lo sfondo di questo incessante, sordo automatismo" romanzo straordinario dell'esperienza della trincea vista attraverso lo sguardo di un giovane soldato tedesco

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    Insideout said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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    “Questo libro non vuole essere
    né un atto d'accusa né una confessione.
    Esso non è che il tentativo di raffigurare
    una generazione la quale - anche se sfuggì alle granate -
    venne distrutta dalla guerra.”

    Già l’incipit dell’opera si presenta come ...(continue)

    “Questo libro non vuole essere
    né un atto d'accusa né una confessione.
    Esso non è che il tentativo di raffigurare
    una generazione la quale - anche se sfuggì alle granate -
    venne distrutta dalla guerra.”

    Già l’incipit dell’opera si presenta come una efficace recensione della stessa. Niente di nuovo sul fronte occidentale difatti, si presenta prima di tutto come un diario proveniente dalla trincea: nelle sue pagine si può leggere della vita quotidiana di un gruppo di ragazzi, poco più che adolescenti, che dal loro mondo da liceali fatto di interrogazioni e calzoncini corti, vengono proiettati su un campo di battaglia dal quale, chi tornerà vivo, non tornerà più lo stesso.
    È la storia di vite spezzate sulla soglia dei diciotto anni, di ragazzi che prendono parte a uno dei più cruenti e logoranti conflitti d’Europa, convinti a parteciparvi in nome dei nobili ideali d’onore e di difesa della patria inculcatigli dalla propaganda militarista insinuatasi anche tra i banchi di scuola.

    “Ha ragione: non siamo più giovani, non aspiriamo più a prendere il mondo d'assalto. Siamo dei profughi, fuggiamo noi stesso, la nostra vita. Avevamo diciott'anni, e cominciavamo ad amare il mondo, l'esistenza: ci hanno costretti a spararle contro. La prima granata ci ha colpiti al cuore; esclusi ormai dall'attività, dal lavoro, dal progresso, non crediamo più a nulla. Crediamo alla guerra.”

    L’autore non ci risparmia niente di una guerra vissuta con gli occhi innocenti di un gruppo di amici in un primo momento giovani e scanzonati ma che, un colpo alla volta, perderanno la loro grazia e scopriranno le crudele inutilità di una guerra che segnerà per sempre le loro vite. Nonostante tutto questo, Remarque è capace di scrivere in maniera infallibile, accattivante, coinvolgente ed anche capace di strappare diversi sorrisi, questa autobiografia che diventerà in poco tempo uno dei grandi classici antimilitaristi della letteratura mondiale.

    “Io sono giovane, ho vent'anni: ma della vita non conosco altro che la disperazione, la morte, il terrore e la sua insensata superficialità congiunta con un abisso di sofferenze. Io vedo dei popoli spinti l'uno contro l'altro, e che senza una parola, inconsciamente, stupidamente, in una incolpevole obbedienza si uccidono a vicenda. Io vedo i più acuti intelletti del mondo inventare armi e parole perché tutto questo si perfezioni e duri più a lungo. E con me lo vedono tutti gli altri uomini della mia età, da questa parte e da quell'altra del fronte, in tutto il mondo; lo vede e lo vive la mia generazione. Che faranno i nostri padri, quando un giorno sorgeremo e andremo davanti a loro a chieder conto? Che aspettano essi da noi, quando verrà il tempo in cui non vi sarà guerra? Per anni e anni la nostra occupazione è stata di uccidere, è stata la nostra prima professione nella vita. Il nostro sapere della vita si limita alla morte. Che accadrà, dopo? Che sarà di noi?”

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    Brillo85 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

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