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Niente e così sia

Di

Editore: RCS quotidiani (opere di Oriana Fallaci ; 6)

4.3
(1665)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 428 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Lorenzo Cremonesi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 0

    Oriana, "che cos'è la vita?"

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, scopre le infinite sfaccettature sul valore della vita (la morte di un uomo rispetto ai milioni di ...continua

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, scopre le infinite sfaccettature sul valore della vita (la morte di un uomo rispetto ai milioni di morti in guerra), sulla natura dell'essere umano (né angelo né bestia), sul male e sul bene (mai solo da un lato), sulla guerra (tutti quegli orrori serviranno a qualcosa?). Ci accompagna così, tra le tragedie e le assurdità della guerra in Vietnam, in un percorso di continue riflessioni, che sono principalmente le sue e che la ossessioneranno per anni, fino al ferimento a Città del Messico, dove riuscirà a capire tante cose, tra le quali anche a come non odiare gli esseri umani, perché ce ne sono tanti di buoni, e i cattivi non stanno solo da una parte. Tra le miserie del silenzio, dell'apatia e dell'ignoranza, c'è sempre "un eroe" che combatte per la Libertà (quella vera!), senza cattiverie, neanche quando uccide. Uno spaccato della raccapricciante realtà, all'epoca letta solo sui giornali, da lei vissuta in prima persona (sul campo!), che ci fa rabbrividire e ci scuote le coscienze: grazie Oriana (sempre grande!).

    ha scritto il 

  • 5

    Sensazionale

    Oriana Fallaci ha vissuto in prima persona la guerra in Vietnam. E qui ce la racconta con il suo stile inconfondibile, tra le cronache precise delle battaglie che si mischiano con vicende personali, intime, strazianti, umane.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro crudo, violento e autobiografico sulla guerra del Vietnam, in cui non risparmia nessuno, nemmeno se stessa. Le assurdità della guerra, i suoi paradossi, la natura dell'uomo.
    Mi spiace averlo letto solo ora e non molti anni fa...

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana scrive questo "diario" raccogliendo le esperienze del suo primo anno in Vietnam, ma le sue riflessioni vanno al di là dello specifico conflitto, del preciso momento storico, e io trovo così attuali le sue domande su cosa sia la morte, cosa sia l'uomo, cosa sia la vita, che é poi la domanda ...continua

    Oriana scrive questo "diario" raccogliendo le esperienze del suo primo anno in Vietnam, ma le sue riflessioni vanno al di là dello specifico conflitto, del preciso momento storico, e io trovo così attuali le sue domande su cosa sia la morte, cosa sia l'uomo, cosa sia la vita, che é poi la domanda da cui nasce questo libro. Grande scrittrice, giornalista, donna.

    ha scritto il 

  • 5

    Brutale.
    Non c'è altro modo per definirlo se non in questo modo.
    E' faticoso pensare che sia un racconto reale, una descrizione vera di quello che l'autrice ha vissuto in Vietnam.
    Le atrocità sono cosi ben descritte,così assurde da renderti difficile credere che possano essere f ...continua

    Brutale.
    Non c'è altro modo per definirlo se non in questo modo.
    E' faticoso pensare che sia un racconto reale, una descrizione vera di quello che l'autrice ha vissuto in Vietnam.
    Le atrocità sono cosi ben descritte,così assurde da renderti difficile credere che possano essere frutto di azioni reali e non della mente fantasiosa di uno scrittore assai bravo.
    La Fallaci è quanto mai brava con le parole, lei riesce a rendere reali le immagini, è come essere là con lei, presente.
    Sono parole che arrivano all'anima e la bucano.
    E' un libro che in un certo senso t'angoscia, ti svuota. Viaggi ogni giorno con lei, vivi con lei i suoi giorni nei paesini e sulle colline usate da trincea.
    Incontri la gente, i personaggi che l'hanno colpita e ad ogni storia non puoi far altro che commuoverti.
    E pensare che un pò della loro anima è finita fra quelle pagine.
    Pensi che alla fine del libro rimarrai svuotata anche tu ma non è affatto così.
    Il finale... è un finale che non ti aspetti, un cerchio che si chiude e un sentirsi colmare.
    Chiudi quel libro con il sorriso sulle labbra,amaro ma pur sempre un sorriso.

    ha scritto il 

  • 5

    E' il secondo libro che leggo di Oriana.
    Ho letto proprio adesso le ultime pagine e sono sicuro che su queste righe la mia riflessione durerà giorni, forse mesi, forse anni.
    Cruda, profonda, riflessiva, accusatrice, curiosa, sentimentale, coraggiosa e a volte spaventata. Questa è l'Or ...continua

    E' il secondo libro che leggo di Oriana.
    Ho letto proprio adesso le ultime pagine e sono sicuro che su queste righe la mia riflessione durerà giorni, forse mesi, forse anni.
    Cruda, profonda, riflessiva, accusatrice, curiosa, sentimentale, coraggiosa e a volte spaventata. Questa è l'Oriana che troviamo in questo libro. Un Oriana che vive la guerra per riuscire a raccontarla, per trovare una giustificazione alle atrocità dell'uomo, e per trovare una risposta per la sua sorellina che nel 1967, prima della sua partenza per la guerra, le chiese: "Cos'è la vita?".
    VOTO: 10 e lode

    ha scritto il 

  • 5

    La Oriana Fallaci giovane mi strega con il suo modo di scrivere perfetto e con le sue idee forti e radicali. In molti aspetti della sua volubilità, del suo desiderio di capire, della sua rabbia, rivedo tratti che mi appartengono.


    Niente e così sia è il diario che la Fallaci ha scritto dura ...continua

    La Oriana Fallaci giovane mi strega con il suo modo di scrivere perfetto e con le sue idee forti e radicali. In molti aspetti della sua volubilità, del suo desiderio di capire, della sua rabbia, rivedo tratti che mi appartengono.

    Niente e così sia è il diario che la Fallaci ha scritto durante la sua esperienza di inviata di guerra in Vietnam. Io ne sono rimasta incantata. In primo luogo per il modo magnifico in cui è scritto, per la perfetta capacità di ammaliare, incuriosire, indignare il lettore. In secondo luogo per il contenuto. Secondo me andrebbe letto a scuola, perché illustra con occhio indipendente ed estremamente critico l’uomo e la guerra, prima ancora che la guerra in Vietnam nel suo specifico. Mostra il punto di vista dei soldati americani e subito dopo quello dei vietcong e dei vietnamiti in genere, mostra il fascino perverso che la guerra esercita su chi la vede da vicino. Pone interrogativi senza risposta sulla brutalità umana, cerca Dio e poi lo rinnega. Arriva dritto a colpire dove deve.

    ha scritto il 

  • 3

    e mezzo

    Cronaca di una carneficina: diario di guerra del Vietnam a cavallo tra il 67 e il 68. Interessante e a tratti emozionante; qua e là un poco altisonante ma date le vicende narrate è una cosa comprensibile; gli spunti di riflessione sulla guerra e sulla bellicosità in generale dell’essere umano son ...continua

    Cronaca di una carneficina: diario di guerra del Vietnam a cavallo tra il 67 e il 68. Interessante e a tratti emozionante; qua e là un poco altisonante ma date le vicende narrate è una cosa comprensibile; gli spunti di riflessione sulla guerra e sulla bellicosità in generale dell’essere umano sono infiniti e si applicano a qualsiasi altro conflitto precedente o successivo, del resto si tratta di domande che rimarranno per sempre senza risposta.

    La Fallaci parte in quarta a muso duro contro ogni preconcetto, dogma o mistero della fede. Il tono del diario è talmente sfrontato e lucido che anche le descrizioni delle violenze più tremende non riescono a commuovere il lettore - ma forse è proprio questo l’intento dell’autrice: dimostrare in maniera pratica come in guerra l’orrore diventi quotidianità, l’omicidio diventi eroismo e come il valore della persona ne venga completamente stravolto. Mi è mancata tuttavia quella scorrevolezza che ricordo invece di avere trovato in ‘Insciallah’ e ‘Un uomo’.

    Colpo di scena verso la metà del libro: davvero commovente il diario del vietcong anonimo.

    Infine, devo confessare di avere scoperto Pascal: “Gli uomini sono così necessariamente pazzi che bisognerebbe essere pazzi di un’altra follia per non essere pazzi”.

    ha scritto il 

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