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Niente e così sia

Di

Editore: RCS quotidiani (opere di Oriana Fallaci ; 6)

4.3
(1707)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 428 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Lorenzo Cremonesi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Io amo ricordare Oriana Fallaci per questo libro che mi ha rivelato tanti anni fa la tragica ambiguità della guerra, la diversità degli sguardi con i quali la si puo' vedere, la sua truce grandezza qu ...continua

    Io amo ricordare Oriana Fallaci per questo libro che mi ha rivelato tanti anni fa la tragica ambiguità della guerra, la diversità degli sguardi con i quali la si puo' vedere, la sua truce grandezza quando ti ci trovi dentro perché rivela il peggio e il meglio di un uomo. Quello che rende notevole questo libro è la mobilità dello sguardo, la sua capacità di aderire all'umano: non antiamericano, non filoamericano, tutto condotto su una costante riflessione su un aspetto e sul suo contrario.
    Ma al fondo il libro cerca di capire il mistero dell'uomo che fa la guerra. E anche se non ci riesce, non puo' riuscirci, offre magnifici spunti di riflessione. I colloqui col collega e allora compagno, il giornalista francese François Pelou, tutti tramati sul filo di Pascal (nell'uomo c'è l'angelo e la bestia) sono illuminanti come eccezionale è l'intervista con un tenente dei marines che spiega magnificamente la psicologia del soldato e il tormento di un uomo che voglia restare pensante in un ginepraio come quello del Vietnam che ti costringe a interrogarti sulle intime ragioni dell'istinto distruttivo che è nell'uomo: "Intelligenza e crudeltà si eguagliano come il polo positivo e il polo negativo nell'elettricità: più cresce l'una più cresce l'altra. e cosi' da una parte produci cose splendide , dall'altra le distruggi. E più sono splendide più le distruggi".
    Ma ci sono anche le ragioni dei vietnamiti nel libro in un caleidoscopio di immagini che chiede al lettore di farsi la sua. E gli episodi, le immagini che lasciano il segno sono davvero tanti.
    Il finale è, come tutto il libro, in bilico sul nulla di una vita umana che potrebbe pero' sempre avere un senso. Come nel discorso con Pelou sulla parafrasi quasi blasfema del Padre Nostro "... dacci oggi il nostro massacro quotidiano, liberaci dalla pietà, dall'amore, dall'insegnamento che tuo Figlio ci ha dato. Tanto non è servito a niente, non serve a niente, e cosi' sia" "Che non si sia servito a niente è vero." "Lo so" "Che non serva a niente è vero." "Lo so." "Ma è anche vero che potrebbe servire, che dovrebbe servire, che bisogna impedire il massacro."
    Appunto.

    ha scritto il 

  • 5

    Resoconto duro e vero

    Non conoscevo Oriana Fallaci, se non per i suoi ultimi strali contro l'islam. Che ovviamente non ho molto apprezzato. Ma quando ho letto i suoi libri ho trovato uno stile di scrittura eccezionale, dur ...continua

    Non conoscevo Oriana Fallaci, se non per i suoi ultimi strali contro l'islam. Che ovviamente non ho molto apprezzato. Ma quando ho letto i suoi libri ho trovato uno stile di scrittura eccezionale, duro, crudo eppure vero. Una donna forte ma con le sue debolezze. Il suo descrivere è oggettivo quando parla di fatti ma assolutamente riflettutto, commentato, "digerito" dalla sua personale lente interna. E mi è piaciuta. Mi è piaciuta soprattutto per il suo rifiutare qualsiasi etichetta, per il suo essere mentalmente indipendente da entrambi gli schieramenti, filoamericani e filocomunisti, in un'epoca in cui perfino i cantanti dovevano per forza essere schierati e se non lo erano gli si appiccicava un'adesivo di comodo. Non condivido tutto il modo di vedere della Fallaci, siamo profondamente diverse, ma ammiro in lei la grande scrittrice, la grande giornalista, la donna coraggiosa, la mente indipendente. E il riuscire a distinguere l'uomo oltre il marchio (bellissime le interviste con il generale Loan e tutte le interviste ai grandi che ha realizzato). Una denuncia della irragionevolezza della guerra, dal punto di vista dei "piccoli" che non decidono niente, nello stesso tempo descrizione del colonialismo violento americano e della feroce dittatura comunista, coi contadini costretti a rifornire di riso entrambi che poi facevano la fame. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente Oriana

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale, ho deciso di affrontare una mia paura letteraria.
    La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fin ...continua

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale, ho deciso di affrontare una mia paura letteraria.
    La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fino in fondo.
    Alla fine mi sono convinta.
    Questo libro mi ha lasciato senza fiato eppure ingorda,avida di ogni sua parola.
    Come intingere un dito nella marmellata.
    é iniziato un amore che non finirà mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci è già una giornalista affermata, è conosciuta in tutto il mondo come inviata de "L'Espresso"; sta per partire per il Vietnam, siamo sul finire degli anni '60 e, mentre sta facendo la va ...continua

    Oriana Fallaci è già una giornalista affermata, è conosciuta in tutto il mondo come inviata de "L'Espresso"; sta per partire per il Vietnam, siamo sul finire degli anni '60 e, mentre sta facendo la valigia nella sua casa nella campagna toscana, la sua sorellina piccola le si avvicina e le chiede: "Cos'è la vita?".
    Con questa domanda in testa Oriana parte per il Vietnam e due anni dopo, rileggendo gli appunti e le impressioni che annotava continuamente sui suoi inseparabili taccuini, scrive un diario, che diventa un libro bellissimo.
    Non è un libro facile da leggere, tutt'altro.
    E' un libro duro, violento, spietato, a tratti perfino grottesco. Esattamente come la guerra. Dura, violenta, spietata, spesso grottesca.
    E' un reportage scritto come un romanzo, è una serie di fotografie scattate con gli occhi e raccontate con voce chiara e polemica, con una maestria nella quale si intravede una immensa, passatemelo, toscanità. Acida e cinica e profondamente umana, scopro con venti anni di ritardo una scrittrice vera, che non ha paura delle proprie opinioni, che non ha paura di cambiare idea, di mettere in dubbio ciò che ha detto cinque minuti prima.
    Un racconto strepitoso, mi viene voglia di prendere un taccuino, la macchina fotografica e mettermi a girare il mondo, raccontando.

    http://readergonewild.blogspot.it/2015/04/niente-e-cosi-sia-oriana-fallaci.html

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana, "che cos'è la vita?"

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, sc ...continua

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, scopre le infinite sfaccettature sul valore della vita (la morte di un uomo rispetto ai milioni di morti in guerra), sulla natura dell'essere umano (né angelo né bestia), sul male e sul bene (mai solo da un lato), sulla guerra (tutti quegli orrori serviranno a qualcosa?). Ci accompagna così, tra le tragedie e le assurdità della guerra in Vietnam, in un percorso di continue riflessioni, che sono principalmente le sue e che la ossessioneranno per anni, fino al ferimento a Città del Messico, dove riuscirà a capire tante cose, tra le quali anche a come non odiare gli esseri umani, perché ce ne sono tanti di buoni, e i cattivi non stanno solo da una parte. Tra le miserie del silenzio, dell'apatia e dell'ignoranza, c'è sempre "un eroe" che combatte per la Libertà (quella vera!), senza cattiverie, neanche quando uccide. Uno spaccato della raccapricciante realtà, all'epoca letta solo sui giornali, da lei vissuta in prima persona (sul campo!), che ci fa rabbrividire e ci scuote le coscienze: grazie Oriana (sempre grande!).

    ha scritto il 

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