Niente e così sia

Di

Editore: Rizzoli

4.3
(1761)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 380 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817038822 | Isbn-13: 9788817038829 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Le riflessioni della Fallaci prendono spunto in questo libro da un'innocente domanda della sorellina Elisabetta: "La vita, cos'è?". È il novembre del 1968 alla vigilia della partenza, e questo interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio verso il Vietnam. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale: del conflitto si sentono soltanto vaghi echi lontani, e più che in un Paese in piena guerra sembra di trovarsi in un Paese che dalla guerra è appena uscito. Ma è soltanto un'illusione. Bombardamenti, imboscate, attacchi incrociati ma soprattutto tanta paura: paura di morire, di sbagliare anche una sola minuscola mossa, che il "nemico" sia più rapido o più lucido nel momento della verità. Testimone di scontri atroci e di una violenza che spesso travalica ogni limite etico, la Fallaci da vita a un reportage straordinario che tra le sue mani, giorno dopo giorno, si trasforma in un vero e proprio romanzo. Il Vietnam, Dak To, Saigon, americani e vietcong diventano una parte di sé dalla quale non può più prescindere.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Su questo pianeta dove gli uomini fanno miracoli per salvare un moribondo e le creature sane le ammazzano a cento,mille,un milione per volta.

    Niente e così sia è probabilmente uno dei libri che più mi incuriosivano della Fallaci, il racconto della sua esperienza in Vietnam. Nel 1967 Oriana viene inviata in Vietnam come corrispondente di gue ...continua

    Niente e così sia è probabilmente uno dei libri che più mi incuriosivano della Fallaci, il racconto della sua esperienza in Vietnam. Nel 1967 Oriana viene inviata in Vietnam come corrispondente di guerra per L'Europeo, nel corso degli anni tornò più volte in Vietnam documentando l'atrocità di quella guerra. In Niente e così sia sono raccolte le testimonianze di un anno passato al fronte, racconti di azioni di guerra, di soldati, senza far differenza tra americani e vietcong, condannando le atrocità, svelando i retroscena di una guerra che più volte definì una sanguinosa follia.
    Non è possibile trovare le parole per parlare di questo libro, che più che un libro è un vero e proprio diario in cui la Fallaci parla della sua esperienza al fronte in Vietnam. Iniziando dal primo periodo che passò al fronte, la Fallaci parla della guerra, ci rende partecipi delle azioni a cui partecipò, intervista soldati, comandanti e personaggi influenti, sia americani che vietnamiti. Il libro inizia con il quesito posto da Elisabetta, sorellina della scrittrice, a Oriana alla vigilia della partenza. Elisabetta le chiede: La vita, cos'è? Oriana non sa rispondere, ma continua a cercare la risposta e lo fa anche in Vietnam, usando la questione come filo conduttore del libro.
    Io ammiro moltissimo la Fallaci, come scrittrice e giornalista ma sopratutto come donna. Fu una persona coraggiosa, coerente, sempre pronta a dire la verità e sincera, anche quando quella sincerità rischiava di metterla in pericolo. Mi sono proposta di leggere tutto quello che ha scritto e questo romanzo era in cima alla lista. Niente e così sia è un diario onesto, sincero, spesso brutale, che ci racconta della terribile guerra del Vietnam, guerra durata quasi 20 anni e che causò la morte di milioni di soldati e civili.
    La Fallaci racconta le esperienze che visse in prima persona e lo fa col suo solito stile diretto, senza alcun filtro, asciutto ma che riesce a catturare chi legge. La narrazione si divide in vari capitoli che vanno a suddividere alcune tra le esperienze più importanti che si trovò ad osservare. Non si tratta di un libro semplice, non lo è affatto. E' un pugno che colpisce dritto allo stomaco, che ti lascia senza respiro. La Fallaci non risparmia nulla al lettore ed è difficile credere che l'uomo si sia macchiato di tali atrocità, di crimini tanto orribili che sembrano solo dei brutti racconti.
    Oriana lo ribadisce più volte quanto quella guerra sia folle, completamente folle. La guerra del Vietnam ha fatto milioni di vittime, ha distrutto un paese, intere città sono state rase al suolo e il prezzo più caro l'hanno pagato come sempre i civili, che si sono trovati in mezzo a un conflitto che non volevano e che probabilmente neanche capivano.
    Nonostante tutto la storia non ci ha insegnato nulla, non sta succedendo lo stesso oggi? Non continuiamo a ucciderci per arricchirci, espanderci, per dimostrare di essere migliori o addirittura spinti da insensato pregiudizio? Sinceramente questo libro mi ha scombussolata, non vi nascondo che spesso durante la lettura mi sono dovuta fermare, era troppo, mi sembrava di essere lì e di vedere con i miei occhi quelle atrocità, quelle sanguinose battaglie, tutti i giovani morti inutilmente.

    "Ma che senso ha andar sulla Luna quando sulla Terra facciamo quello che oggi ho visto a Huè? Passano i secoli, i millenni, diventiamo sempre più bravi a inventare le macchine,a volare più lontano e più in alto, eppure restiamo le squallide bestie che non sapevano accendere un fuoco, rotolare una ruota. E se ne usassimo un poco di quel grande ingegno, per non ammazzarci, per non distruggere le nostre città?"

    Niente e così sia è una potente testimonianza, un diario e un saggio insieme che raccontano di eventi che hanno interessato il mondo in tempi relativamente recenti, è il racconto e insieme la condanna di una guerra inutile vista attraverso gli occhi e le parole di una donna che rifiutò qualsiasi etichetta, che non credette mai a nulla per sentito dire, che volle vedere e raccontare onestamente quello che lei aveva visto senza filtri e senza contentini. Un reportage di guerra crudo e brutale ricco di splendide riflessioni sulla guerra, sull'uomo che la combatte e sulla vita. Una lettura imperdibile e indimenticabile!

    ha scritto il 

  • 0

    Reportage di una guerra crudele

    Mi dispiace ma non sono riuscita a terminare il libro. È ricco di punti di riflessione,di storia vera che ci sembra lontana anni luce ma è la nostra storia.
    Però è un libro impegnativo, non un romanzo ...continua

    Mi dispiace ma non sono riuscita a terminare il libro. È ricco di punti di riflessione,di storia vera che ci sembra lontana anni luce ma è la nostra storia.
    Però è un libro impegnativo, non un romanzo ma un vero reportage...bisogna essere dello stato d'animo giusto per dedicarsi fino in fondo a questa lettura.
    Prometto di riprenderlo in mano quando sarà il momento.

    ha scritto il 

  • 4

    La piramide di Maslow

    La piramide di Maslow

    Chi si approccia a scrivere un saggio storico, oltre alle date e agli avvenimenti deve tenere in considerazione le implicazioni economiche, sociali, politiche e compagnia bella, ...continua

    La piramide di Maslow

    Chi si approccia a scrivere un saggio storico, oltre alle date e agli avvenimenti deve tenere in considerazione le implicazioni economiche, sociali, politiche e compagnia bella, con sguardo oggettivo.
    Leggere un periodo storico scritto da chi lo ha vissuto in modo diretto è molto più intimo.
    Oriana Fallaci ha trascorso quasi un anno in Vietnam durante i conflitti e il suo approccio a quegli avvenimenti che entreranno nella pagine dei libri di storia è molto più intimo e personale. La domanda ricorrente è PERCHE'?, perché è difficile trovare una giustificazione alle tante morti.
    Che senso ha parlare di potere esecutivo, potere legislativo, libertà di parola, quando il primo bisogno è una ciotola di riso per sopravvivere?

    E ho ripensato alla piramide dei bisogni di Maslow.
    http://www.costellazionifamiliariesistemiche.it/teoria/i-bisogni-fondamentali
    Semplicistica e banale? Forse.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione di guerra nuda e cruda, ma non manca anche l'umanità di alcuni personaggi che non erano proprio dalla parte dei "buoni" anche se in guerra è molto difficile fare distinzioni. Consigliato ...continua

    Recensione di guerra nuda e cruda, ma non manca anche l'umanità di alcuni personaggi che non erano proprio dalla parte dei "buoni" anche se in guerra è molto difficile fare distinzioni. Consigliato a coloro a cui piaccio o reportage e storia

    ha scritto il 

  • 4

    Io amo ricordare Oriana Fallaci per questo libro che mi ha rivelato tanti anni fa la tragica ambiguità della guerra, la diversità degli sguardi con i quali la si puo' vedere, la sua truce grandezza qu ...continua

    Io amo ricordare Oriana Fallaci per questo libro che mi ha rivelato tanti anni fa la tragica ambiguità della guerra, la diversità degli sguardi con i quali la si puo' vedere, la sua truce grandezza quando ti ci trovi dentro perché rivela il peggio e il meglio di un uomo. Quello che rende notevole questo libro è la mobilità dello sguardo, la sua capacità di aderire all'umano: non antiamericano, non filoamericano, tutto condotto su una costante riflessione su un aspetto e sul suo contrario.
    Ma al fondo il libro cerca di capire il mistero dell'uomo che fa la guerra. E anche se non ci riesce, non puo' riuscirci, offre magnifici spunti di riflessione. I colloqui col collega e allora compagno, il giornalista francese François Pelou, tutti tramati sul filo di Pascal (nell'uomo c'è l'angelo e la bestia) sono illuminanti come eccezionale è l'intervista con un tenente dei marines che spiega magnificamente la psicologia del soldato e il tormento di un uomo che voglia restare pensante in un ginepraio come quello del Vietnam che ti costringe a interrogarti sulle intime ragioni dell'istinto distruttivo che è nell'uomo: "Intelligenza e crudeltà si eguagliano come il polo positivo e il polo negativo nell'elettricità: più cresce l'una più cresce l'altra. e cosi' da una parte produci cose splendide, dall'altra le distruggi. E più sono splendide più le distruggi".
    Ma ci sono anche le ragioni dei vietnamiti nel libro in un caleidoscopio di immagini che chiede al lettore di farsi la sua. E gli episodi, le immagini che lasciano il segno sono davvero tanti.
    Il finale è, come tutto il libro, in bilico sul nulla di una vita umana che potrebbe pero' sempre avere un senso. Come nel discorso con Pelou che culòina in una parafrasi quasi blasfema del Padre Nostro "... dacci oggi il nostro massacro quotidiano, liberaci dalla pietà, dall'amore, dall'insegnamento che tuo Figlio ci ha dato. Tanto non è servito a niente, non serve a niente, e cosi' sia" "Che non si sia servito a niente è vero." "Lo so" "Che non serva a niente è vero." "Lo so." "Ma è anche vero che potrebbe servire, che dovrebbe servire, che bisogna impedire il massacro."
    Appunto.

    ha scritto il 

  • 5

    Resoconto duro e vero

    Non conoscevo Oriana Fallaci, se non per i suoi ultimi strali contro l'islam. Che ovviamente non ho molto apprezzato. Ma quando ho letto i suoi libri ho trovato uno stile di scrittura eccezionale, dur ...continua

    Non conoscevo Oriana Fallaci, se non per i suoi ultimi strali contro l'islam. Che ovviamente non ho molto apprezzato. Ma quando ho letto i suoi libri ho trovato uno stile di scrittura eccezionale, duro, crudo eppure vero. Una donna forte ma con le sue debolezze. Il suo descrivere è oggettivo quando parla di fatti ma assolutamente riflettutto, commentato, "digerito" dalla sua personale lente interna. E mi è piaciuta. Mi è piaciuta soprattutto per il suo rifiutare qualsiasi etichetta, per il suo essere mentalmente indipendente da entrambi gli schieramenti, filoamericani e filocomunisti, in un'epoca in cui perfino i cantanti dovevano per forza essere schierati e se non lo erano gli si appiccicava un'adesivo di comodo. Non condivido tutto il modo di vedere della Fallaci, siamo profondamente diverse, ma ammiro in lei la grande scrittrice, la grande giornalista, la donna coraggiosa, la mente indipendente. E il riuscire a distinguere l'uomo oltre il marchio (bellissime le interviste con il generale Loan e tutte le interviste ai grandi che ha realizzato). Una denuncia della irragionevolezza della guerra, dal punto di vista dei "piccoli" che non decidono niente, nello stesso tempo descrizione del colonialismo violento americano e della feroce dittatura comunista, coi contadini costretti a rifornire di riso entrambi che poi facevano la fame. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente Oriana

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale, ho deciso di affrontare una mia paura letteraria.
    La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fin ...continua

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale, ho deciso di affrontare una mia paura letteraria.
    La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fino in fondo.
    Alla fine mi sono convinta.
    Questo libro mi ha lasciato senza fiato eppure ingorda,avida di ogni sua parola.
    Come intingere un dito nella marmellata.
    é iniziato un amore che non finirà mai.

    ha scritto il 

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