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Niente e così sia

Di

Editore: Rizzoli

4.3
(1694)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 380 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817038822 | Isbn-13: 9788817038829 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Le riflessioni della Fallaci prendono spunto in questo libro da un'innocente domanda della sorellina Elisabetta: "La vita, cos'è?". È il novembre del 1968 alla vigilia della partenza, e questo interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio verso il Vietnam. All'arrivo a Saigon l'atmosfera è sospesa, surreale: del conflitto si sentono soltanto vaghi echi lontani, e più che in un Paese in piena guerra sembra di trovarsi in un Paese che dalla guerra è appena uscito. Ma è soltanto un'illusione. Bombardamenti, imboscate, attacchi incrociati ma soprattutto tanta paura: paura di morire, di sbagliare anche una sola minuscola mossa, che il "nemico" sia più rapido o più lucido nel momento della verità. Testimone di scontri atroci e di una violenza che spesso travalica ogni limite etico, la Fallaci da vita a un reportage straordinario che tra le sue mani, giorno dopo giorno, si trasforma in un vero e proprio romanzo. Il Vietnam, Dak To, Saigon, americani e vietcong diventano una parte di sé dalla quale non può più prescindere.
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  • 5

    Semplicemente Oriana

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale ho deciso di affrontare una mia paura letteraria. La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fino ...continua

    Dopo anni passati a scansarne lo scaffale ho deciso di affrontare una mia paura letteraria. La Fallaci mi ha sempre messo soggezione, non so perché, forse il timore di non riuscire a comprenderla fino in fondo.Alla fine mi sono detta "ho aspettato abbastanza ,male che mi vada abbandonerò la lettura".
    Questo libro mi ha lasciato senza fiato eppure ingorda,avida di ogni sua parola. Come intingere un dito nella marmellata.
    è iniziato un amore che non passerà mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci è già una giornalista affermata, è conosciuta in tutto il mondo come inviata de "L'Espresso"; sta per partire per il Vietnam, siamo sul finire degli anni '60 e, mentre sta facendo la va ...continua

    Oriana Fallaci è già una giornalista affermata, è conosciuta in tutto il mondo come inviata de "L'Espresso"; sta per partire per il Vietnam, siamo sul finire degli anni '60 e, mentre sta facendo la valigia nella sua casa nella campagna toscana, la sua sorellina piccola le si avvicina e le chiede: "Cos'è la vita?".
    Con questa domanda in testa Oriana parte per il Vietnam e due anni dopo, rileggendo gli appunti e le impressioni che annotava continuamente sui suoi inseparabili taccuini, scrive un diario, che diventa un libro bellissimo.
    Non è un libro facile da leggere, tutt'altro.
    E' un libro duro, violento, spietato, a tratti perfino grottesco. Esattamente come la guerra. Dura, violenta, spietata, spesso grottesca.
    E' un reportage scritto come un romanzo, è una serie di fotografie scattate con gli occhi e raccontate con voce chiara e polemica, con una maestria nella quale si intravede una immensa, passatemelo, toscanità. Acida e cinica e profondamente umana, scopro con venti anni di ritardo una scrittrice vera, che non ha paura delle proprie opinioni, che non ha paura di cambiare idea, di mettere in dubbio ciò che ha detto cinque minuti prima.
    Un racconto strepitoso, mi viene voglia di prendere un taccuino, la macchina fotografica e mettermi a girare il mondo, raccontando.

    http://readergonewild.blogspot.it/2015/04/niente-e-cosi-sia-oriana-fallaci.html

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana, "che cos'è la vita?"

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, sc ...continua

    La Fallaci cerca una risposta alla domanda della sorellina: "che cos'è la vita?". E l'unica risposta che le viene in mente è "il tempo che intercorre tra la nascita e la morte". Ma poi, in Vietnam, scopre le infinite sfaccettature sul valore della vita (la morte di un uomo rispetto ai milioni di morti in guerra), sulla natura dell'essere umano (né angelo né bestia), sul male e sul bene (mai solo da un lato), sulla guerra (tutti quegli orrori serviranno a qualcosa?). Ci accompagna così, tra le tragedie e le assurdità della guerra in Vietnam, in un percorso di continue riflessioni, che sono principalmente le sue e che la ossessioneranno per anni, fino al ferimento a Città del Messico, dove riuscirà a capire tante cose, tra le quali anche a come non odiare gli esseri umani, perché ce ne sono tanti di buoni, e i cattivi non stanno solo da una parte. Tra le miserie del silenzio, dell'apatia e dell'ignoranza, c'è sempre "un eroe" che combatte per la Libertà (quella vera!), senza cattiverie, neanche quando uccide. Uno spaccato della raccapricciante realtà, all'epoca letta solo sui giornali, da lei vissuta in prima persona (sul campo!), che ci fa rabbrividire e ci scuote le coscienze: grazie Oriana (sempre grande!).

    ha scritto il 

  • 5

    Sensazionale

    Oriana Fallaci ha vissuto in prima persona la guerra in Vietnam. E qui ce la racconta con il suo stile inconfondibile, tra le cronache precise delle battaglie che si mischiano con vicende personali, i ...continua

    Oriana Fallaci ha vissuto in prima persona la guerra in Vietnam. E qui ce la racconta con il suo stile inconfondibile, tra le cronache precise delle battaglie che si mischiano con vicende personali, intime, strazianti, umane.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro crudo, violento e autobiografico sulla guerra del Vietnam, in cui non risparmia nessuno, nemmeno se stessa. Le assurdità della guerra, i suoi paradossi, la natura dell'uomo.
    Mi spiace averlo ...continua

    Un libro crudo, violento e autobiografico sulla guerra del Vietnam, in cui non risparmia nessuno, nemmeno se stessa. Le assurdità della guerra, i suoi paradossi, la natura dell'uomo.
    Mi spiace averlo letto solo ora e non molti anni fa...

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana scrive questo "diario" raccogliendo le esperienze del suo primo anno in Vietnam, ma le sue riflessioni vanno al di là dello specifico conflitto, del preciso momento storico, e io trovo così att ...continua

    Oriana scrive questo "diario" raccogliendo le esperienze del suo primo anno in Vietnam, ma le sue riflessioni vanno al di là dello specifico conflitto, del preciso momento storico, e io trovo così attuali le sue domande su cosa sia la morte, cosa sia l'uomo, cosa sia la vita, che é poi la domanda da cui nasce questo libro. Grande scrittrice, giornalista, donna.

    ha scritto il 

  • 5

    Brutale.
    Non c'è altro modo per definirlo se non in questo modo.
    E' faticoso pensare che sia un racconto reale, una descrizione vera di quello che l'autrice ha vissuto in Vietnam.
    Le atrocità sono cos ...continua

    Brutale.
    Non c'è altro modo per definirlo se non in questo modo.
    E' faticoso pensare che sia un racconto reale, una descrizione vera di quello che l'autrice ha vissuto in Vietnam.
    Le atrocità sono cosi ben descritte,così assurde da renderti difficile credere che possano essere frutto di azioni reali e non della mente fantasiosa di uno scrittore assai bravo.
    La Fallaci è quanto mai brava con le parole, lei riesce a rendere reali le immagini, è come essere là con lei, presente.
    Sono parole che arrivano all'anima e la bucano.
    E' un libro che in un certo senso t'angoscia, ti svuota. Viaggi ogni giorno con lei, vivi con lei i suoi giorni nei paesini e sulle colline usate da trincea.
    Incontri la gente, i personaggi che l'hanno colpita e ad ogni storia non puoi far altro che commuoverti.
    E pensare che un pò della loro anima è finita fra quelle pagine.
    Pensi che alla fine del libro rimarrai svuotata anche tu ma non è affatto così.
    Il finale... è un finale che non ti aspetti, un cerchio che si chiude e un sentirsi colmare.
    Chiudi quel libro con il sorriso sulle labbra,amaro ma pur sempre un sorriso.

    ha scritto il 

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