Nel 2008, a sessantun anni, Lucile si toglie la vita. A scoprirla è sua figlia Delphine, l'autrice di questo libro. Un mattino di gennaio è entrata nel suo appartamento e l'ha trovata così, distesa sul letto, senza vita. Perché? Non è una domanda a c ...Continua
Cento_book
Ha scritto il 22/09/18
«La scrittura non può nulla. Tutt’al più permette di porre domande e interrogare la memoria»
GEORGES 06.09.17- 2000 LIANE 07.12.1919 LISBETH 19.971944 BARTHELEMY 15.11.1945 LUCILE 17.11.1946 ANTONIN 10.05.1948 – 1954 JEAN-MARC 07.07.1948 – 1963 MILO 07.07.1950 – 1978 JUSTINE 18.03.1952 VIOLETTE 06.11.1954 TOM 10.07.1962 Chi sono queste perso...Continua
Ida
Ha scritto il 18/09/18
Un libro doloroso e forse proprio per questo non sempre lucido e lineare. Non posso dire che sia il miglior libro della De Vigan ma di sicuro è quello più intimo. Il coinvolgimento dell'autrice nelle vicende che narra si sente tutto e questo conferis...Continua
orio il gatto -...
Ha scritto il 24/08/18
per l'autrice forse è stato liberatorio
ma penso che avrebbe dovuto essere un diario. Ovviamente si partecipa alle innumerevoli disgrazie di questa famiglia, davvero sfortunata. Ma a parte la partecipazione al dolore a me non è rimasto niente. Troppo esclusivamente personale. Le autocritic...Continua
Grazia
Ha scritto il 15/08/18
"Preferisco morire viva"
Delfine de Vigan, l'autrice, ricostruisce la storia della madre Lucile, della sua vita, del suo irrisolto rapporto con lei, per ritrovare la pace a fronte al di lei suicidio. Le pagine iniziali in cui parla dell'infanzia della madre parlano di una f...Continua
Ccriss
Ha scritto il 25/07/18
Doloroso da leggere
Discontinuo; la prima parte è la migliore, lontana dal dramma e dal dolore, ma poi tutto si fa più oscuro e ingarbugliato, probabilmente perché reticente. Il confine fra sincerità e spudoratezza, fra voglia di raccontare per prendere le distanze dal...Continua

Speechless
Ha scritto il Oct 09, 2013, 00:42
Il nero di Lucille è come quello del pittore Pierre Soulages. Il nero di Lucille è Outrenoir, il cui riverbero, i cui riflessi intensi e la cui luce misteriosa rimandano a un altrove.
Pag. 311
Speechless
Ha scritto il Oct 09, 2013, 00:39
'Conosci quella febbre malsana che ci assale nel freddo della miseria, quella nostalgia di un paese mai visto, quell’angoscia della curiosità? C’è una contrada che ti somiglia, dove tutto è bello, ricco, tranquillo e onesto, dove la fantasia ha costr...Continua
Pag. 303
Speechless
Ha scritto il Oct 09, 2013, 00:35
'La noia non è mai passeggera. Ci sarebbe un rimedio a questa noia, ma gli altri lo ritengono radicale e sgradevole (alcuni invecchieranno, altri moriranno).'
Pag. 270
Speechless
Ha scritto il Oct 09, 2013, 00:31
A Lucile non piacevano la folla, la multitudine, la gente, le grandi tavolate, rifuggiva dalle occasioni mondane, si lasciava ammansire a quattr'occhi, fra pochi intimi, oppure durante una passeggiata, nel movimento della marcia. Lucile teneva per sé...Continua
Pag. 259
Speechless
Ha scritto il Oct 09, 2013, 00:27
Sono nella stessa posizione di attesa, ignoro dove sia, cosa faccia, anche adesso quelle ore si sottraggono al racconto, e a me non resta che misurare la dimensione dell'enigma.
Pag. 249

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