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Niente si oppone alla notte

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

4.2
(105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 311 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804621168 | Isbn-13: 9788804621164 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Bellini

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nel 2008, a sessantun anni, Lucile si toglie la vita. A scoprirla è sua figlia Delphine, l'autrice di questo libro. Un mattino di gennaio è entrata nel suo appartamento e l'ha trovata così, distesa sul letto, senza vita. Perché? Non è una domanda a cui si possa dare risposta, e Delphine de Vigan, già affermata scrittrice, per molto tempo resiste all'idea di dedicarle un libro. Ma c'è una "luce segreta venuta dal nero" a sedurla e a farle riprendere la penna in mano. Con la certezza che "la scrittura non può nulla. Tutt'al più permette di porre le domande e interrogare la memoria". Lucile era una donna bellissima, ammirata e desiderata, che portava in sé da sempre una ferita profonda. "Il suo dolore ha fatto parte della nostra infanzia e, più tardi, della nostra vita adulta, il dolore di Lucile fa indubbiamente parte del nostro essere, mio e di mia sorella. Eppure, ogni tentativo di spiegazione è votato alla sconfitta." Ma questa morte esige almeno di avvicinarlo, quel dolore, di esplorarne i contorni, i recessi segreti, l'ombra che proietta. È dunque per combattere il potere distruttivo del silenzio che Delphine inizia a scavare nella memoria familiare, a partire dai nonni un po' bohème e anticonformisti e dai loro nove figli, per ricomporre il quadro di una "famiglia che ha suscitato lungo tutta la sua storia numerosi commenti" e ha proiettato intorno a sé un'inconsueta fascinazione. Una famiglia "allegra e devastata" in cui la tragedia si è insinuata presto e si è riprodotta con inusitata acrimonia, alternandosi a momenti di sublime felicità. Una famiglia in cui ci si è amati, ci si è detestati, ci si è ritrovati, un nucleo anche un po' bislacco che Delphine interroga, inquieta e appassionata, per arrivare a scoprire il coraggio e l'amore che stavano dietro il sorriso d'oscura dolcezza di sua madre. E renderle così l'omaggio più bello: un ricordo di carta e un destino di personaggio. Chi ha letto e amato Gli effetti secondari dei sogni ritroverà in questo libro la sensibilità, la grazia e lo stile ineguagliabili di Delphine de Vigan. Perché Niente si oppone alla notte è un libro "scritto in punta di penna", per citare un critico francese, "quasi a non voler bucare il foglio bianco della storia"
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  • 4

    quando si preferisce morire viva...

    Un libro autobiografico dell'autrice, raccontare la storia, la vita di sua mamma ed è inevitabile portarsi dietro le vite di tutta la numerosa famiglia materna. In ogni caso il protagonista principale è il dolore, e l'autrice è molto brava a descriverlo, a sviscerarlo, un dolore continuo ripetit ...continua

    Un libro autobiografico dell'autrice, raccontare la storia, la vita di sua mamma ed è inevitabile portarsi dietro le vite di tutta la numerosa famiglia materna. In ogni caso il protagonista principale è il dolore, e l'autrice è molto brava a descriverlo, a sviscerarlo, un dolore continuo ripetitivo che non dà tregua per sessanta anni. Non anticipo nulla di proposito, e lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Il titolo vale il libro.
    L'autrice ricerca nella storia familiare, tutto ciò che può aver influenzato la vita di Lucile, sino al tragico epilogo del suicidio.
    L'estrema bellezza del libro, per me, é quella che traspare un pò dappertutto il risentimento di una figlia che non ha mai avu ...continua

    Il titolo vale il libro.
    L'autrice ricerca nella storia familiare, tutto ciò che può aver influenzato la vita di Lucile, sino al tragico epilogo del suicidio.
    L'estrema bellezza del libro, per me, é quella che traspare un pò dappertutto il risentimento di una figlia che non ha mai avuto un'infanzia ed adolescenza normale a causa della madre, ma proprio per la ricerca fatta e con la scrittura del libro riesce meglio a comprendere se non addiritura a capire Lucile.
    C'é molto in questo libro e Delphine de Vigan é bravissima.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tremendo..

    E' un libro devastante. E quando chiudi l'ultima pagina, e sai chi è quella bellissima ragazza in copertina, ancor di più.
    Non sono avvezza a leggere questo tipo di libri-sofferenza, solitamente li evito; però sono stata ingannata da mia madre.
    In effetti, come ha propagandato lei, il ...continua

    E' un libro devastante. E quando chiudi l'ultima pagina, e sai chi è quella bellissima ragazza in copertina, ancor di più.
    Non sono avvezza a leggere questo tipo di libri-sofferenza, solitamente li evito; però sono stata ingannata da mia madre.
    In effetti, come ha propagandato lei, il libro è molto bello e prende; ma fin dall’inizio ho avuto il timore che non bastassero le morti, che il disastro a cui si fa cenno misteriosamente in copertina doveva essere collegato ad un pedofilo, o a un incesto.
    E infatti. Ma ormai era troppo tardi per smettere di leggere.
    La sofferenza mentale, la malattia di Lucile, i cenni agli squilibri dell’autrice, il terribile rimosso su cui si fonda la vita dell’intera famiglia… sono strazianti. Non ci sono parole.
    E nonostante ciò, il libro è davvero molto bello, molto misurato e ben scritto; è indubbiamente un grande atto di coraggio, è il frutto di una sofferenza evidente e farà vivere Lucile per sempre, ma io nel mio buonismo disneyano avrei preferito che..
    non fosse esistito nessun motivo per scriverlo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Mi sembrava che fosse meglio contenere il dolore, trattenerlo, soffocarlo, farlo tacere, fino al momento in cui mi fossi ritrovata finalmente sola, piuttosto che lasciarmi andare a ciò che non avrebbe potuto essere altro che un lungo ululato o, peggio ancora, un rantolo, che mi avrebbe certament ...continua

    "Mi sembrava che fosse meglio contenere il dolore, trattenerlo, soffocarlo, farlo tacere, fino al momento in cui mi fossi ritrovata finalmente sola, piuttosto che lasciarmi andare a ciò che non avrebbe potuto essere altro che un lungo ululato o, peggio ancora, un rantolo, che mi avrebbe certamente fatta stramazzare a terra."

    ha scritto il 

  • 5

    Il coraggio di essere se stessi

    La storia che ci regala Delphine de Vigan, è la storia di sua madre. Una madre profondamente bella, sensibile, ma anche profondamente fragile e come l'autrice stessa dice, una madre "murata nella propria solitudine". E' una storia ricca di vita, speranza, quella della protagonista ed anche della ...continua

    La storia che ci regala Delphine de Vigan, è la storia di sua madre. Una madre profondamente bella, sensibile, ma anche profondamente fragile e come l'autrice stessa dice, una madre "murata nella propria solitudine". E' una storia ricca di vita, speranza, quella della protagonista ed anche della figlia Delphine, che racconta il suo amore immenso e la riconoscenza di coraggio della donna che l'ha messa al mondo. Questo libro, è anche, la storia di una sofferenza terribile, dilatata nell'arco di molti anni....un libro che invita a riflettere. Semplicemente stupendo, ed uno dei libri più belli mai letti.

    ha scritto il 

  • 5

    Lucile e la ricerca dell'origine di tutta la sua intima e profonda sofferenza sono le indiscusse protagoniste di questo romanzo "biografico". Il racconto della figlia, di un equilibrio assoluto, senza una drammaticità inutile ed esagerata, sa toccare le giuste corde del cuore, fino a farti commuo ...continua

    Lucile e la ricerca dell'origine di tutta la sua intima e profonda sofferenza sono le indiscusse protagoniste di questo romanzo "biografico". Il racconto della figlia, di un equilibrio assoluto, senza una drammaticità inutile ed esagerata, sa toccare le giuste corde del cuore, fino a farti commuovere e a riconoscere la grande complessità della natura umana, di fronte alla quale troppe volte l'uomo non può che soccombere spaventato.

    ha scritto il 

  • 5

    ❝ Mi sembrava che fosse meglio contenere il dolore, trattenerlo, soffocarlo, farlo tacere, fino al momento in cui mi fossi ritrovata finalmente sola, piuttosto che lasciarmi andare a ciò che non avrebbe potuto essere altro che un lungo ululato o, peggio ancora, un rantolo, che mi avrebbe certa ...continua

    ❝ Mi sembrava che fosse meglio contenere il dolore, trattenerlo, soffocarlo, farlo tacere, fino al momento in cui mi fossi ritrovata finalmente sola, piuttosto che lasciarmi andare a ciò che non avrebbe potuto essere altro che un lungo ululato o, peggio ancora, un rantolo, che mi avrebbe certamente fatta stramazzare a terra. Nel corso degli ultimi mesi le vicende che mi riguardavano erano singolarmente precipitate a vita, ancora una volta, fissava l’asticella troppo in alto. Così, finché durava la caduta, potevo fare buon viso o farvi fronte ( a costo di fingere ) , nient’altro, mi sembrava.
    Quanto a questo, so da molto tempo che è meglio stare in piedi piuttosto che sdraiati ed è preferibile evitare di guardare in basso. ❞

    Posso dire di aver scelto il periodo giusto per leggere questo libro, mi sento molto vicina al dolore di Lucile, ed è per questo che ho impiegato molto tempo per terminarlo: per l'intensità e per l'infelicità che ho percepito, per tutte quelle sensazioni dolorose che sono riuscita a rendere un po' mie. Non me la sento di commentare o di aggiungere altro a queste ferite profonde che si trascinano dietro e dentro queste righe.
    Lucile desiderava morire da viva e così è stato, come la figlia riesco ad ammirare il suo coraggio, perché nessuno può impedire un suicidio. Spesso ci sono persone che tendono a giudicare chi compie un gesto del genere, invece io cerco di comprenderne i motivi, perché non si può lasciare nulla al caso, c'è sempre una ragione a prescindere dalla condivisione altrui, dal fatto che possa risultare giusto o sbagliato.
    Un cuore non si può giudicare, solo lei sa quanto ha sofferto e probabilmente leggendo queste pagine possono riuscire a capirlo anche i nostri occhi, gli stessi che non possono fare a meno di commuoversi, quelli che si sono chiusi per un momento e sono riusciti a vedere tutto quel nero.

    'Il nero di Lucille è come quello del pittore Pierre Soulages. Il nero di Lucille è Outrenoir, il cui riverbero, i cui riflessi intensi e la cui luce misteriosa rimandano a un altrove.'

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro si apre con la scoperta che Lucile, la madre dell'io narrante, si è suicidata. Il romanzo è colmo di dolore, d'amore, di desiderio di comprendere, di capacità di fare i conti con il proprio passato. Commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Per diverse notti ho sognato i miei familiari, quelli vivi e quelli morti, tanto è stata l'impressione che mi ha fatto questo libro e ringrazio il cielo che, con tutti i loro limiti e i loro difetti, gli adulti della mia famiglia siano stati moralmente ineccepibili.

    ha scritto il 

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