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Nietzsche

Una tragedia borghese

By Althaus Horst

(27)

| Others | 9788842045380

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Book Description

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita, una biografia fondamentale per capire dall'interno uno dei pensatori più sfuggenti, affascinanti e influenti di fine Ottocento. Non soltanto un filosofo e scrittore dallo stile particolarmente brilla Continue

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita, una biografia fondamentale per capire dall'interno uno dei pensatori più sfuggenti, affascinanti e influenti di fine Ottocento. Non soltanto un filosofo e scrittore dallo stile particolarmente brillante, ma anche un critico della cultura occidentale, in grado di coglierne chiaramente e in anticipo i nodi problematici.
Seguendo l'impostazione già collaudata con la grande biografia di Hegel (pubblicata in questa stessa collana nel 1993), Althaus intreccia strettamente gli avvenimenti personali di Nietzsche alle sue riflessioni, in modo da chiarire anche i brucianti ed enigmatici aforismi caratteristici del suo pensiero maturo. Da questa ricostruzione emerge così finalmente un Nietzsche nella completezza dei suoi aspetti.

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    http://antoniodileta.wordpress.com/2012/07/14/nietzsche… “Le errate interpretazioni, i tentativi illegittimi di rivendicarlo a sé, hanno contribuito dopo la fine della seconda guerra mondiale al pregiudizio contro ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2012/07/14/nietzsche…

    “Le errate interpretazioni, i tentativi illegittimi di rivendicarlo a sé, hanno contribuito dopo la fine della seconda guerra mondiale al pregiudizio contro Nietzsche. Ma in questa autonoma rinuncia a interrogare Nietzsche si gettava via il bambino insieme all’acqua del bagno. Ciò ha provocato un grande spostamento di competenze. La Francia – così come Nietzsche si era augurato – è diventata di colpo la nazione dove lo si è compreso, dove personaggi non sospetti come Sarte e Camus hanno raccolto la sua eredità…alla Francia si è aggiunta l’Italia, il paese preferito di Nietzsche, dove oggi si trovano gli editori delle sue opere complete…oggiogiorno non hanno più credito le critiche che vedono in Nietzsche, più che un filosofo, un intelletto geniale e un artista dello stile. Troppo a fondo è inciso il suo nome nella tavola dei pensatori che hanno contribuito al progresso della storia. Ai classici interrogativi circa “Dio”, la “libertà” e l’ “immortalità” egli ha dato risposte che per la forma e il contenuto non è lecito ignorare.
    E il futuro? Secondo Nietzsche, “nichilista estatico”, il futuro non promette nulla per il “principio speranza”, con la sua fede banale nel crescente benessere dell’umanità: il futuro si è già dato da tempo in Eschilo, Leonardo o Beethoven”.
    (Horst Althaus, “Nietzsche. Una tragedia borghese”).
    In un celebre aforisma Nietzsche scrisse che “bisogna avere il caos dentro per generare una stella danzante”. Scherzosamente, qualche tempo fa mi permisi di correggerlo, perché “bisogna essere Friedrich Nietzsche per avere il caos dentro e trasformarlo in una stella danzante, altrimenti resta solo il caos”. Aforismi a parte, con quest’articolo intendo consigliare la lettura del libro di Althaus, che può aiutare chi ha letto Nietzsche, o ha intenzione di leggerlo, a comprendere meglio questo personaggio enigmatico che si è prestato a così tante e differenti interpretazioni.
    L’approccio dell’autore è in prevalenza biografico. Non si tratta di un tentativo di “spiegare” la filosofia di Nietzsche, come hanno fatto altri autori, per esempio quelli citati nel passaggio sopra riportato, o Gilles Deleuze nel suo “Nietzsche e la filosofia”, o ancora Mazzino Montinari e Giorgio Colli, gli “italiani” ai quali allude Althaus, che hanno curato l’edizione critica delle opere di Nietzsche, quelle della Adelphi, per intenderci. L’autore ci accompagna in un viaggio immaginario nei luoghi dove Nietzsche è vissuto, con un lavoro di ricostruzione certosino che personalmente ho molto apprezzato, pur non potendo avere la certezza che tutto quello che Althaus scrive corrisponda alla verità (qui si aprirebbe una mega-parentesi su “cos’è la verità”, sulle “interpretazioni” e i “fatti”, ma è meglio chiuderla subito).
    Naumburg, Pforta, Bonn, Lipsia, Basilea, Genova, Venezia, Torino e altre sono le città del “nostro” viaggio in compagnia di Althaus e soprattutto di Nietzsche, che ci è descritto nei suoi atteggiamenti pubblici e nelle sue relazioni interpersonali, ricostruite attraverso le lettere e le testimonianze di chi lo aveva conosciuto.
    Il libro non è un’apologia di Nietzsche. L’autore non tralascia di sottolineare le contraddizioni e le spigolosità del filosofo tedesco, a partire dal suo bisogno di amicizia e dall’anelata solitudine, dal rapporto travagliato con la madre e la sorella, dall’iniziale venerazione per Wagner – Dioniso scaduto in rancore. Ogni aspetto della vita di Nietzsche è analizzato con cura, dall’infanzia a Naumburg, al liceo a Pforta, dal cambio di università, da Bonn a Lipsia, dalla precoce e discussa cattedra universitaria a Basilea, per giungere, attraverso quattro decenni, ai drammatici giorni del gennaio 1889 a Torino, laddove la follia ebbe il definitivo sopravvento su di lui relegandolo a vegetare, accudito dalla madre e della sorella.
    Gli spunti di riflessione e le occasioni di confronto che mi ha offerto questo testo sono talmente tanti che me li sono appuntati su dei fogli, per poterli meglio esporre in quest’articolo. Alla fine della lettura (600 pagine) mi sono accorto che avevo riempito cinque fogli formato A4. Ho preferito quindi lasciar perdere gli appunti e scrivere (più o meno) in maniera più “istintiva” e magari caotica. La sostanza, comunque, non cambia, cioè il consiglio di leggerlo, fosse anche per contestare, confrontare con altre ricostruzioni della vita e del pensiero di Nietzsche.
    Chiudo con un brano del libro che si riferisce all’arrivo a Torino (in quel gennaio del 1889) dell’amico Overbeck, una delle poche presenze costanti in tutta la vita di Nietzsche. Più sotto, un filmato nel quale dovrebbe essere presente Nietzsche nei suoi ultimi giorni. Uso il condizionale perché non ho ancora capito se si tratta di un falso. Pare sia vero, ed è abbastanza “toccante”, ma non ho certezze al riguardo (ovviamente, se qualcuno ne sa qualcosa in più me lo faccia sapere).
    “…Overbeck prende il treno della notte. Il pomeriggio del martedì, dopo un viaggio spossante di dodici ore, arriva a Torino e trova con difficoltà l’indirizzo di Nietzsche. Lo attende uno spettacolo sconvolgente. – Scorgo Nietzsche rannicchiato nell’angolo di un sofà, intento a leggere (come si seppe poi, si trattava delle bozze di “Nietzsche contro Wagner”), terribilmente emaciato; egli mi vede a sua volta e mi si precipita incontro, mi abbraccia vigorosamente e scoppia in un mare di lacrime, poi si lascia ricadere sul sofà, scosso da sussulti…”

    http://www.youtube.com/watch?v=Fzp7iCaWNvE

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    Sisifo77 said on Jul 14, 2012 | Add your feedback

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    Una biografia fondamentale per capire uno dei pensatori più sfuggenti, affascinanti e influenti di fine Ottocento. Althaus intreccia sapientemente gli avvenimenti biografici di Nietzsche con le riflessioni sul suo pensiero, offrendone una ricostruzio ...(continue)

    Una biografia fondamentale per capire uno dei pensatori più sfuggenti, affascinanti e influenti di fine Ottocento. Althaus intreccia sapientemente gli avvenimenti biografici di Nietzsche con le riflessioni sul suo pensiero, offrendone una ricostruzione completa e chiara

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    Andycarb said on Dec 27, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (27)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Others 628 Pages
  • ISBN-10: 8842045381
  • ISBN-13: 9788842045380
  • Publisher: Laterza
  • Publish date: 1994-01-01
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