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Night Shift

By Stephen King

(41)

| Paperback | 9780450042683

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227 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una colección de relatos dispares. Algunos están muy bien y han sido famosos por sus adaptaciones cinematográficas (Los chicos del maíz). Otros relatos son cortos y aburridos, mientras que la mayoría son de calidad aceptable y con el inconfundible se ...(continue)

    Una colección de relatos dispares. Algunos están muy bien y han sido famosos por sus adaptaciones cinematográficas (Los chicos del maíz). Otros relatos son cortos y aburridos, mientras que la mayoría son de calidad aceptable y con el inconfundible sello de Stephen King, que crea atmósferas asfixiantes y tétricas que hacen que no puedas dejar de leer en ningún momento.

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    Reah 29 said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tutto sommato una raccolta con alti e vertiginosi bassi.

    Qui di seguito note sui racconti (ociò ché può esserci qualche spoiler):

    Jerusalem's Lot Un ottimo pastiche dei racconti della vecchia guardia (Lovecraft, Hodgson, Blackwood ecc ...(continue)

    Tutto sommato una raccolta con alti e vertiginosi bassi.

    Qui di seguito note sui racconti (ociò ché può esserci qualche spoiler):

    Jerusalem's Lot Un ottimo pastiche dei racconti della vecchia guardia (Lovecraft, Hodgson, Blackwood ecc). Ambientato agli inizio dell'800, narra la storia del tipico benestante che riprende possesso di una casa sperduta nel Maine, e su cui gravano brutte voci. Il racconto non dice niente di veramente originale, ma lo dice ugualmente in modo superbo. Riesce a tenere viva la curiosità e, tranne che in un paio di occasioni in cui ho annusato l'anacronismo, sembra scritto proprio da un vecchio maestro. ****

    Secondo turno di notte Anche questo un valido racconto per scrittura. Ma qui c'è anche una bella idea. Forse non sarà originalissima anche questa, ma viene condotta con polso fermo e consapevolezza: riesce a mettere un po' di strizza. ****

    Risacca notturna Una cosetta che non va da nessuna parte, senza né capo né coda. E' una scena apocalittica, ma non ha risoluzione. Un gruppo di giovani sacrificano al mare un appestato dalla nuova malattia che sta portando all'estinzione l'umanità. Poi vanno sulla spiaggia e finisce quasi tutto lì. *

    Io sono la porta Sarebbe un gran bel racconto se non avesse una fetta di fantascienza RIDICOLA. Un astronauta di ritorno da Venere porta con sé una strana malattia dello spazio. Purtroppo linguaggio scientifico e astronautico sono chiaramente poco realistici, e la verosimiglianza cade del tutto. Pessima SF. Anche se non è il fulcro della storia, ne dà comunque la genesi. Ed è come dire: se rendi fragile il pianoterra di un palazzo, mentre tutti gli altri piani li fabbrichi coi migliori materiali, stai pur sicuro che tutto crollerà. E qui crolla. **

    Il compressore Una kinghiata bella buona, quindi orrida, illeggibile e stupida. Un'entità sovrannaturale s'mpossessa di una machina e comincia a uccidere o mutilare chi la adopera. La scintilla che ha scatenato la possessione? Una goccia di sangue di verginella più un paio di altri elementi casuali e tirati per i capelli. Tutto così scemo e stupido da sembrare una parodia. *

    Il baubau Un bel racconto rovinato dall'ultima frase. Il sovrannaturale che parla come un bullo è kinghiata all'ennesima potenza. **

    Materia grigia Questo è veramente bello. Non ha un solo difetto, sia nella tecnica che nella sostanza. Forse la storia dei batteri mutati... Ma è una teoria, né più, né meno. ****

    Campo di battaglia Altra kinghiata. Potrebbe essere un racconto fantastico buono, se solo si degnasse di arricchire un po' la trama e spiegare alcune cose che non tornano. la prima è: come fa la Mamma a scoprire chi ha ucciso il figlio? *

    Camion Pessimo, ridicolo, stupido. Anche qui le macchine vengono possedute e diventano carnefici. Che boiata. Questo racconto è alla base del film più brutto tratto da un racconto kinghiano. Ora mi rendo conto che il film è brutto mica solo perché diretto da King stesso... *

    A volte ritornano Altra kinghiata. Bella la scrittura veloce ma controllata... però l'idea, daje! La summa della stupidità si ha con l'incantesimo alla fine. La magia, negli autori che sanno come trattare la sostanza, è una scienza precisa e ostica da praticare; in King diventa un banale atto di fede: basta credere e ha effetto. Che stronzata. Ma poi i fantasmi dei bulli, così materiali, così in carne... Manco come racconto fantastico potrebbe funzionare. *

    Primavera da fragole Bellino, m'è piaciuto. In un campus, durante una falsa primavera, cominciano ad essere uccise povere ragazze che se ne vanno a zonzo. Finale a sorpresa che salva una storia che altrimenti sarebbe banale come tante. ***

    Il cornicione Leggerlo è cosa inutile. *

    La falciatrice Racconto fantastico abbastanza bellino, perché è divertente. Gli do solo tre punti perché non mi ha detto granché. ***

    Quitter's Inc. Nei '90 lessi un Zona X con un episodio in cui Martin Mystere scriveva una raccolta su tizi che volevano smettere di fumare. Con Quitter's Inc. ho capito a chi fare un ringraziamento per il gaudio ricevuto da quel fumetto! Bel racconto. L'unica cosa che fa tentennare un po' la sospensione dell'incredulità è il numero di righe destinate a spiegare come mai nessuno si rivolga alla polizia o denunci questa società. Ma è davvero ininfluente, per me... ****

    So di che cosa hai bisogno Peccato per il finale: avrei preferito che le cose si mettessero diversamente per lo sfigato... ***

    I figli del grano E' un peccato che avessi visto il film, perché mi ha rovinato in parte il piacere della scoperta. Un raccontino che ti spinge a proseguire per appunto sapere che diavolo stia succendento... ***

    L'ultimo piolo Stupendo. Mi ha fatto piangere. ****

    L'uomo che amava i fiori Pare essere solo un esercizio senza alcuna sostanza narrativa degna di nota. Utile per King, inutile per il lettore. *

    Il bicchiere della staffa Un capitolo aggiuntivo a Le notti di Salem. Non dice nulla di nuovo, tranne che ora sappiamo quale è stato il destino della cittadina... La cosa che non mi convince è la frettolosità con cui avviene la vampirizzazione. **

    La donna della stanza Una storia di eutanasia, né più né meno. Però in parte commuove. **

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    Gargaros said on Sep 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di breve o media lunghezza.
    Questa raccolta è una miniera ...(continue)

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di breve o media lunghezza.
    Questa raccolta è una miniera di ottimi racconti, che spaziano dall'horror sovrannaturale, a quello psicologico, a storie che di orrorifico hanno ben poco, se si esclude la dimensione dell'orrore quotidiano (fra questi "L'ultimo piolo", uno dei miei preferiti in assoluto). L'elemento che li accomuna è sicuramente quello dell'introspezione psicologica: uno dei doni di King, che in poche pagine riesce sempre a tratteggiare caratteri reali, vivi e memorabili.
    Alcuni racconti non mi hanno convinta del tutto (Materia Grigia e La falciatrice in particolare... perché, Stephen, PERCHE'?), ma non bastano a inficiare il mio giudizio sull'opera, che invece di saziare la mia curiosità di leggere altro King (dopo la full immersion di questa estate) la ha ulteriormente alimentata.
    Quattro stelline e mezzo.

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    Sonia Gabriev said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    “Uccidere me? Amico, credevo lo sapessi...io sono già morto"

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale.
    Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene tutti i racconti, sia brevi che lunghi, più famosi di K ...(continue)

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale.
    Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene tutti i racconti, sia brevi che lunghi, più famosi di King, un totale di venti racconti, alcuni agghiaccianti, alcuni macabri, altri profondamente tristi e suggestivi.
    Il primo della raccolta è Jerusalem’s Lot, il racconto più lungo dell’intera raccolta e dal sapore lovercraftiano(King ha ammesso di essersi volutamente ispirato al genio di Providence), con protagonista una casa maledetta e l’evocazione di immonde creature che abitano nei suoi sotterranei.
    Il secondo è Secondo turno di notte, il più mediocre dell’intera raccolta, anche se piuttosto cupo e claustrofobico, un racconto nel quale King si avvale della sua fobia nei confronti dei roditori, paura che lo accompagna da sempre.
    Risacca Notturna è un racconto particolare, infatti manca sia di un inizio che di una fine. Si svolge lungo una decina di pagina e ci presenta un mondo apocalittico, dove il genere umano è stato decimato da un’epidemia di influenza. Un racconto molto semplice quanto angosciante e terribilmente malinconico, permeato da un senso di ineluttabilità che non ti abbandona fino alla fine.
    Io sono la porta mi ha ricordato molto “la moglie dell’astronauta” con protagonista Johnny Depp. Altro racconto angosciante e claustrofobico con un finale inatteso.
    Il compressore è il secondo racconto mediocre della raccolta…non che sia scritto male, ma è proprio il soggetto in sé che non mi ha convinta. Protagonista è una macchina industriale che sembra avere una certa predilezione per il sangue degli esseri umani. Il racconto altro non è che un lungo esorcismo nei confronti di una macchina stiratrice affinché sputi fuori il demone che si è impossessata di lei…troppo inverosimile.
    Il baubau è molto simile a una fiaba nera, protagonista è la classica fobia infantile, quella dell’uomo nero, del mostro cattivo che viene dal buio a prendere i bambini che si comportano male. Una storiella macabra e dal finale tutto sommato divertente.
    Materia Grigia è il racconto più splatter dell’intera raccolta, molto più adatto a un pubblico di ragazzi per i suoi effettacci sanguinolenti, ma tutto sommato godibile.
    Campo di battaglia è il terzo racconto mediocre della raccolta, racconto che non mi ha minimamente coinvolta, ha una trama priva di interesse e una narrazione piuttosto scialba(nessuna descrizione, nessun personaggio interessante.
    Camion ricorda un po’ Duel e Christine, la macchina infernale, un racconto dove le macchine prendono il sopravvento sugli uomini e tentano di ucciderli.
    A volte ritornano, il racconto che da il titolo all’intera opera, è il più rappresentativo oltre che il più angosciante della raccolta, un racconto ben riuscito, ben descritto negli incubi del professor Norman. Il migliore della serie insieme a Jerusalem’s Lot.
    Primavera da fragole è un racconto lugubre e malinconico, in cui il protagonista narra le terribile e macabre vicende che avvengono nel campus dove vive durante la cosiddetta “primavera delle fragole” che si presenta ogni otto anni e consiste in un innalzamento della temperatura in pieno inverno e la neve inizia così a a sciogliersi.
    Il finale è piuttosto scontato, ma l’atmosfera cupa e di profonda tristezza che si respira me lo hanno fatto apprezzare molto.
    Il cornicione è il racconto più originale, uno di quelli che si ricordano nel tempo.
    La falciatrice invece è un racconto piuttosto banale e insignificante, il quarto più brutto della raccolta, un racconto che si salva solo per la magistrale descrizione dell’operaio.
    Quitters. Inc è un racconto adatto ai fumatori incalliti, protagonista è una ditta specializzata nel far smettere di fumare anche i fumatori più assidui, un racconto decisamente molto divertente e brillante.
    So di che cosa hai bisogno
    Racconto carino ma niente di più, con un finale piuttosto scialbo e frettoloso che appiattisce un po’ tutta la narrazione, ma che tutto sommato fa riflettere molto, soprattutto se ci si sente perennemente in secondo piano nella vita.
    I Figli Del Grano l’avevo già letto nella raccolta “Horroriana”…come scrissi all’epoca mi colpì molto, un racconto che fu fonte d’ispirazione a Fritz Kiersch per il suo film del 1984, “Grano rosso sangue” e ha una storia molto originale, che unisce perfettamente fantascienza, horror e superstizione religiosa.
    Un racconto mistico, che mi ha ricordato non poco uno dei capolavori della letteratura mondiale, “il signore delle mosche” di William Golding, ho provato la stessa angoscia, lo stesso terrore davanti alla follia di quel gruppo di ragazzi e bambini.
    Il finale poi è di una bellezza unica, triste e terribile allo stesso tempo.
    L’ultimo piolo è un racconto molto maturo e di fortissimo impatto emotivo, una breve storia che ci fa capire come spesso siamo troppo presi dai nostri impegni quotidiani senza preoccuparci minimamente delle persone che ci sono accanto.
    L’uomo che amava i fiori è un racconto breve di sole sei pagine e il protagonista è un ragazzo che passeggia per la strada con aria talmente imbambolata che i passanti lo prendono per uno che si è preso una bella cotta.
    Il bicchiere della staffa è il seguito di Jerusalem’s lot e il prequel de “le notti di Salem”. Un racconto molto inquietante e suggestivo.
    La donna nella stanza è l’ultimo racconto. Non c’è alcun alieno, né un mostro, né un vampiro, né un fantasma, solo l’orrore reale di una malattia terminale che potrebbe colpire ognuno di noi. Stephen King ha voluto accomiatarsi con un racconto veritiero, molto dolce ma al contempo tristissimo, un racconto pieno di paure, di debolezze, di fragilità.
    In definitiva una raccolta indubbiamente interessante, con alti e bassi come accade spesso quando si ha davanti racconti diversi l’uno dall’altro, ma l’ho apprezzata molto più dei suoi tanto decantati romanzi.
    Consigliato.

    “Non imboccate la strada che passa per Jerusalem's Lot
    Specialmente dopo il calar del buio.
    C'è una bambina che si aggira da quelle parti.
    E credo stia ancora aspettando di dare il bacio della buonanotte.”

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    Banshee said on Aug 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ma quanti film hanno tratto da questa raccolta di racconti?
    Racconto preferito: Quitters,inc
    ,Qualcosa di non indimenticabile c'è, ma tutto il resto è Stephen King di buona annata,lo si divora.

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    Generale Vulneraria said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    TOP 5

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence!
    5- Io sono la porta
    4- Jerusalem's Lot
    3- A volte ritornano
    2- Il bicchiere della staffa
    1- I figli ...(continue)

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence!
    5- Io sono la porta
    4- Jerusalem's Lot
    3- A volte ritornano
    2- Il bicchiere della staffa
    1- I figli del grano

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    chiaba said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

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