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Night Shift

By Stephen King

(41)

| Paperback | 9780450042683

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Book Description

226 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di breve o media lunghezza.
    Questa raccolta è una miniera ...(continue)

    Questo libro conferma la mia attuale (personalissima) impressione su King: che la misura in cui da il meglio di sé sia non tanto quella del romanzo lungo alla "It", quanto quella della storia di breve o media lunghezza.
    Questa raccolta è una miniera di ottimi racconti, che spaziano dall'horror sovrannaturale, a quello psicologico, a storie che di orrorifico hanno ben poco, se si esclude la dimensione dell'orrore quotidiano (fra questi "L'ultimo piolo", uno dei miei preferiti in assoluto). L'elemento che li accomuna è sicuramente quello dell'introspezione psicologica: uno dei doni di King, che in poche pagine riesce sempre a tratteggiare caratteri reali, vivi e memorabili.
    Alcuni racconti non mi hanno convinta del tutto (Materia Grigia e La falciatrice in particolare... perché, Stephen, PERCHE'?), ma non bastano a inficiare il mio giudizio sull'opera, che invece di saziare la mia curiosità di leggere altro King (dopo la full immersion di questa estate) la ha ulteriormente alimentata.
    Quattro stelline e mezzo.

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    Sonia Gabriev said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    “Uccidere me? Amico, credevo lo sapessi...io sono già morto"

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale.
    Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene tutti i racconti, sia brevi che lunghi, più famosi di K ...(continue)

    King ci sa fare con i racconti. Con i romanzi lunghi no, è troppo dispersivo e prolisso per me, ma quella del racconto è la sua dimensione ideale.
    Nata nel lontano 1978, questa raccolta contiene tutti i racconti, sia brevi che lunghi, più famosi di King, un totale di venti racconti, alcuni agghiaccianti, alcuni macabri, altri profondamente tristi e suggestivi.
    Il primo della raccolta è Jerusalem’s Lot, il racconto più lungo dell’intera raccolta e dal sapore lovercraftiano(King ha ammesso di essersi volutamente ispirato al genio di Providence), con protagonista una casa maledetta e l’evocazione di immonde creature che abitano nei suoi sotterranei.
    Il secondo è Secondo turno di notte, il più mediocre dell’intera raccolta, anche se piuttosto cupo e claustrofobico, un racconto nel quale King si avvale della sua fobia nei confronti dei roditori, paura che lo accompagna da sempre.
    Risacca Notturna è un racconto particolare, infatti manca sia di un inizio che di una fine. Si svolge lungo una decina di pagina e ci presenta un mondo apocalittico, dove il genere umano è stato decimato da un’epidemia di influenza. Un racconto molto semplice quanto angosciante e terribilmente malinconico, permeato da un senso di ineluttabilità che non ti abbandona fino alla fine.
    Io sono la porta mi ha ricordato molto “la moglie dell’astronauta” con protagonista Johnny Depp. Altro racconto angosciante e claustrofobico con un finale inatteso.
    Il compressore è il secondo racconto mediocre della raccolta…non che sia scritto male, ma è proprio il soggetto in sé che non mi ha convinta. Protagonista è una macchina industriale che sembra avere una certa predilezione per il sangue degli esseri umani. Il racconto altro non è che un lungo esorcismo nei confronti di una macchina stiratrice affinché sputi fuori il demone che si è impossessata di lei…troppo inverosimile.
    Il baubau è molto simile a una fiaba nera, protagonista è la classica fobia infantile, quella dell’uomo nero, del mostro cattivo che viene dal buio a prendere i bambini che si comportano male. Una storiella macabra e dal finale tutto sommato divertente.
    Materia Grigia è il racconto più splatter dell’intera raccolta, molto più adatto a un pubblico di ragazzi per i suoi effettacci sanguinolenti, ma tutto sommato godibile.
    Campo di battaglia è il terzo racconto mediocre della raccolta, racconto che non mi ha minimamente coinvolta, ha una trama priva di interesse e una narrazione piuttosto scialba(nessuna descrizione, nessun personaggio interessante.
    Camion ricorda un po’ Duel e Christine, la macchina infernale, un racconto dove le macchine prendono il sopravvento sugli uomini e tentano di ucciderli.
    A volte ritornano, il racconto che da il titolo all’intera opera, è il più rappresentativo oltre che il più angosciante della raccolta, un racconto ben riuscito, ben descritto negli incubi del professor Norman. Il migliore della serie insieme a Jerusalem’s Lot.
    Primavera da fragole è un racconto lugubre e malinconico, in cui il protagonista narra le terribile e macabre vicende che avvengono nel campus dove vive durante la cosiddetta “primavera delle fragole” che si presenta ogni otto anni e consiste in un innalzamento della temperatura in pieno inverno e la neve inizia così a a sciogliersi.
    Il finale è piuttosto scontato, ma l’atmosfera cupa e di profonda tristezza che si respira me lo hanno fatto apprezzare molto.
    Il cornicione è il racconto più originale, uno di quelli che si ricordano nel tempo.
    La falciatrice invece è un racconto piuttosto banale e insignificante, il quarto più brutto della raccolta, un racconto che si salva solo per la magistrale descrizione dell’operaio.
    Quitters. Inc è un racconto adatto ai fumatori incalliti, protagonista è una ditta specializzata nel far smettere di fumare anche i fumatori più assidui, un racconto decisamente molto divertente e brillante.
    So di che cosa hai bisogno
    Racconto carino ma niente di più, con un finale piuttosto scialbo e frettoloso che appiattisce un po’ tutta la narrazione, ma che tutto sommato fa riflettere molto, soprattutto se ci si sente perennemente in secondo piano nella vita.
    I Figli Del Grano l’avevo già letto nella raccolta “Horroriana”…come scrissi all’epoca mi colpì molto, un racconto che fu fonte d’ispirazione a Fritz Kiersch per il suo film del 1984, “Grano rosso sangue” e ha una storia molto originale, che unisce perfettamente fantascienza, horror e superstizione religiosa.
    Un racconto mistico, che mi ha ricordato non poco uno dei capolavori della letteratura mondiale, “il signore delle mosche” di William Golding, ho provato la stessa angoscia, lo stesso terrore davanti alla follia di quel gruppo di ragazzi e bambini.
    Il finale poi è di una bellezza unica, triste e terribile allo stesso tempo.
    L’ultimo piolo è un racconto molto maturo e di fortissimo impatto emotivo, una breve storia che ci fa capire come spesso siamo troppo presi dai nostri impegni quotidiani senza preoccuparci minimamente delle persone che ci sono accanto.
    L’uomo che amava i fiori è un racconto breve di sole sei pagine e il protagonista è un ragazzo che passeggia per la strada con aria talmente imbambolata che i passanti lo prendono per uno che si è preso una bella cotta.
    Il bicchiere della staffa è il seguito di Jerusalem’s lot e il prequel de “le notti di Salem”. Un racconto molto inquietante e suggestivo.
    La donna nella stanza è l’ultimo racconto. Non c’è alcun alieno, né un mostro, né un vampiro, né un fantasma, solo l’orrore reale di una malattia terminale che potrebbe colpire ognuno di noi. Stephen King ha voluto accomiatarsi con un racconto veritiero, molto dolce ma al contempo tristissimo, un racconto pieno di paure, di debolezze, di fragilità.
    In definitiva una raccolta indubbiamente interessante, con alti e bassi come accade spesso quando si ha davanti racconti diversi l’uno dall’altro, ma l’ho apprezzata molto più dei suoi tanto decantati romanzi.
    Consigliato.

    “Non imboccate la strada che passa per Jerusalem's Lot
    Specialmente dopo il calar del buio.
    C'è una bambina che si aggira da quelle parti.
    E credo stia ancora aspettando di dare il bacio della buonanotte.”

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    Banshee said on Aug 25, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ma quanti film hanno tratto da questa raccolta di racconti?
    Racconto preferito: Quitters,inc
    ,Qualcosa di non indimenticabile c'è, ma tutto il resto è Stephen King di buona annata,lo si divora.

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    Generale Vulneraria said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    TOP 5

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence!
    5- Io sono la porta
    4- Jerusalem's Lot
    3- A volte ritornano
    2- Il bicchiere della staffa
    1- I figli ...(continue)

    Bella raccolta di racconti dello Stefano... Adesso scatta la Top 5 dei miei preferiti, rigorosamente in ordine decrescente per aumentare la suspence!
    5- Io sono la porta
    4- Jerusalem's Lot
    3- A volte ritornano
    2- Il bicchiere della staffa
    1- I figli del grano

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    chiaba said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi dispiace riconoscere che forse hanno ragione i numerosi fan di King che affermano che con il tempo si è un po' rammollito.
    Questa è la sua prima raccolta di racconti, ed è strepitosa, niente a che vedere con le ultime.
    Tra i racconti più memorabi ...(continue)

    Mi dispiace riconoscere che forse hanno ragione i numerosi fan di King che affermano che con il tempo si è un po' rammollito.
    Questa è la sua prima raccolta di racconti, ed è strepitosa, niente a che vedere con le ultime.
    Tra i racconti più memorabili: "Jerusalem's Lot" (se avete letto tutti i libri annessi e connessi a questo paese maledetto, non potrete non amarlo, consigliatissimo anche ai fan di Lovecraft), "Risacca notturna" (spin-off de "L'ombra dello scorpione"?), "A volte ritornano" e "Il cornicione".
    Tutti i racconti però sono ottimi, assolutamente consigliato!

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    Nefastus (Libreria in costruzione) said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Devo ammetterlo: questa è stata la prima volta in assoluto che mi sono trovata in difficoltà con un libro del mio beneamato Re. La lettura è proceduta con grande lentezza e solo dopo la metà la situazione si è davvero sbloccata. Di solito i racconti ...(continue)

    Devo ammetterlo: questa è stata la prima volta in assoluto che mi sono trovata in difficoltà con un libro del mio beneamato Re. La lettura è proceduta con grande lentezza e solo dopo la metà la situazione si è davvero sbloccata. Di solito i racconti mi piacciono e di King ne ho pure letti e apprezzati diversi, ma questa raccolta proprio non mi ha preso.
    Nel complesso, salvo solo A volte ritornano, Il cornicione, La falciatrice, So di che cosa hai bisogno, I figli del grano, e Il bicchiere della staffa.

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    PuccaChan ~ solo ebooks said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

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