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Nikolajewka: c'ero anch'io

(9)

| Hardcover

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Book Description

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    Le stelle non valutano stile, struttura ed altri ambaradam. Valutano solo il valore delle testimonianze. Alto nel 1972 quando lo lessi la prima volta. Ancora più significativo oggi che sono tutti morti e, quel che è peggio, quasi sempre dimenticati. ...(continue)

    Le stelle non valutano stile, struttura ed altri ambaradam. Valutano solo il valore delle testimonianze. Alto nel 1972 quando lo lessi la prima volta. Ancora più significativo oggi che sono tutti morti e, quel che è peggio, quasi sempre dimenticati.

    Raccolta di testimonianza di sopravvissuti alla ritirata di Russia.
    Bedeschi andò in giro o scrisse a quel pugnetto di uomini, resti dell’A.R.M.I.R. I numeri sono impressionanti.
    Chi rispose all’appello è dentro questo libro, da leggersi un po’ alla volta.

    L’unico ritornato della mia città che ha lasciato testimonianza (non so se ve ne fossero altri) era cugino di un mio collega. Lo conobbi quasi all’epoca in cui lessi il libro. Non glielo chiesi ma avrà avuto scarpe speciali, visto che camminava senza stampelle ed era senza le dieci dita dei piedi. Che si era tagliato da solo con una lametta nel tentativo di sopravvivere alla cancrena da congelamento.

    Niikolajewka oggi si chiama Livenka. E’ il punto in cui i nostri militari in ritirata riuscirono (e quasi non si capisce neanche ora come) a sfondare le linee russe. Avevano solo fame, sete, freddo, disorganizzazione. Non avevano indumenti adatti, collegamenti, armi e munizioni.

    Alcuni sentirono il generale Reverberi gridare, lanciandosi verso il terrapieno della ferrovia dove erano i russi “”Avanti Julia, che si va in Italia””. Alcuni videro la massa di uomini correre come pazzi verso la ferrovia. Alcuni corsero per non rimanere soli.
    Ma come disse un ragazzo “”E’ stata la vittoria della disperazione, della rabbia, della voglia di tornare a casa. O si passava o si moriva.””
    Gli stessi russi non capirono come fu che ‘sti disgraziati avessero potuto sfondare ed uscire dalla sacca.

    Ma è nella nostra natura essere piccoli nella vita quotidiana e quando facciamo gli invasori. Grandi quando nessuno crede si possa esserlo. Vedi El Alamein o Cefalonia.

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    Anina e "gambette di pollo" sotto i 5000 ... said on May 5, 2012 | 5 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (9)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Hardcover 669 Pages
  • Publisher: Mursia (Testimonianze fra cronaca e storia, 57)
  • Publish date: 1972-xx-xx
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