Nitton åttiofyra, 1984

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4.5
(33214)

Language: Svenska | Number of Pages: 283 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) English , French , Spanish , Russian , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Norwegian , Catalan , Dutch , Japanese , Hungarian , Polish , Slovenian , Greek , Basque , Galego , Czech , Danish , Indian (Hindi) , Turkish

Isbn-10: 9174862995 | Isbn-13: 9789174862997 | Publish date: 

Även tillgänglig som: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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  • 5

    Uno sguardo "distopico" sul mondo che sarà, o che è stato, o che è. Perché la gente ci avvisa da decenni e noi non stiamo mai a sentire? Vorrà dire che mi metterò comoda per vedere avverarsi nella rea ...fortsätt

    Uno sguardo "distopico" sul mondo che sarà, o che è stato, o che è. Perché la gente ci avvisa da decenni e noi non stiamo mai a sentire? Vorrà dire che mi metterò comoda per vedere avverarsi nella realtà la storia di Orwell. Magari sarà all'altezza del libro.

    sagt den 

  • 4

    重疊的1984

    看完此書,很難不聯想到文革時期的中國。
    控制人的方式驚人的類似,只不過中國用饑餓來壓制,老大哥則用性。
    對於思想的恐懼,似乎是兩者的共通點,
    思考可以產生的化學作用,寬廣到所有掌權者都應該害怕,
    對於「移除思想」這件事,令人感到恐怖的是...
    1984是本書,文革則是歷史。

    人類的殘酷,往往遠超乎想像。

    sagt den 

  • 2

    Il libro che ha previsto il grande successo dei reality show.

    "Georgie Orwell con 60 anni di anticipo aveva
    previsto il successo dei [I]reality show[/I], a cominciare
    ovviamente dal Grande Fratello, format esportato in
    quasi ogni paese del mondo, proseguendo fin ...fortsätt

    "Georgie Orwell con 60 anni di anticipo aveva
    previsto il successo dei [I]reality show[/I], a cominciare
    ovviamente dal Grande Fratello, format esportato in
    quasi ogni paese del mondo, proseguendo fino ai
    picchi d'audience della National Security Agency,
    programma poi messo in difficoltà dalle rivelazioni
    di Edgard Snowden, parte delle maestranze dello
    studio televisivo stesso."

    da "Alcune note su una non entità" di Umbertone Bieco

    sagt den 

  • 5

    ORWELL is watching you

    This is a tough book, the toughest I’ve read and possibly one of the toughest ever written. It’s a book you should read when you’re actually ready for it, because you’re in for a huge blow.

    I was surp ...fortsätt

    This is a tough book, the toughest I’ve read and possibly one of the toughest ever written. It’s a book you should read when you’re actually ready for it, because you’re in for a huge blow.

    I was surprised to see that so many details of what Orwell described as the “ultimate dictatorship” were actually true and so many of the strategies and dynamics he portrayed actually happened in many former-communist countries. What he described as Thought Police, Thoughtcrime and mind/reality control may not have happened exactly as he foresaw, but the techniques and protocols actually enforced in many countries were very similar, the fear-ridden and sick society he described resembles so much what you can now read in essays from historians and memoirs from dissidents. What surprised me even more is that he wrote this between 1946/1948 – how could he know so much then about what was already happening in some areas of the world and was about to happen in years to come? Yes, the purges in USSR had already occurred – Orwell himself experienced something similar relating to his affiliation with the POUM Spanish Communist Party during the Spanish Civil War and he may have well read Arthur Koestler – but still, how could he know?

    But apart from that, his bleak view on humanity, even leaving aside Communism and its fall, is still striking and relevant. Probably even more so, now that (most) ideology-based-governments have failed and collapsed and indifference, selfishness, greed and lust for power are the distinctive features of our society.

    This book is actually an essay in the form of a novel – a gripping and mind-blowing novel at that. What really matters here is not merely a historical analysis of what actually happened or what may have happened in the decades Orwell was writing about, or what may still happen, for that matter. What Orwell really offers here is a prophetic vision focusing on the (im)balance of power and strength, on control exerted on the individuals by elites worldwide, in any historical era, whatever the political (or religious!) stance. The issue here is human nature, instinct, identity, the power of memory and its distortion, exploitation and manipulation. It’s about violence and weakness, about our own will/(in?)ability to stay alive, to preserve our identity and freedom, to remain conscious and not become just hollow shells. If only he could see us now.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Ho finto di leggere 1984, direi finalmente, perché me lo tiravo dietro da un sacco di tempo. Ho letto le ultime pagine mentre ero sul treno, e appena ho chiuso il libro mi sono sentita, a primo impatt ...fortsätt

    Ho finto di leggere 1984, direi finalmente, perché me lo tiravo dietro da un sacco di tempo. Ho letto le ultime pagine mentre ero sul treno, e appena ho chiuso il libro mi sono sentita, a primo impatto, svuotata di tutto, proprio come Winston Smith. Forse la sensazione era ulteriormente amplificata dal fatto che avevo in testa le cuffie grandi, con la musica spenta, e sentivo tutti i rumori ovattati. Mi sono guardata intorno e c'erano due ragazzi con il computer sulle gambe e tutto il resto delle persone con il telefono in mano: purtroppo sì, ero l'unica con un libro sulle ginocchia. A primo impatto mi sono spaventata, non che non mi fossi mai accorta dell'abuso della tecnologia sui mezzi pubblici, ma questo libro mi ha lasciata sensibile. La mia prof di italiano ci parla spesso della tecnologia che sta entrando nelle nostra vite sempre di più, quasi prepotentemente. Ad esempio è un ossimoro che io stia scrivendo queste cose su una tastiera di un computer.
    Per quanto riguarda il contenuto del libro, mi ha turbata il continuare a mettere l'accento sul controllo delle masse senza che esse si accorgano di essere oppresse e non si rivoltano. È una situazione che è successa in passato ed è presente tutto'ora anche da noi, per fortuna non in maniera così portata all'eccesso come in 1984. È molto presente, però, qui la manipolazione delle masse e sempre nella loro, o per meglio dire “nostra” ignoranza. Pensandoci mi sale un senso di panico nell'immaginare di non poter più pensare perché controllata totalmente da “qualcuno”, e ancora di più pensare che potrebbe avvenire senza che me ne possa rendere conto.
    “Nel nostro mondo non esisteranno altri sentimenti che la paura, il furore, il trionfo, l'automortificazione. Tutto il resto verrà distrutto, completamente distrutto. […] Abbiamo abolito i legami tra figli e genitori, tra uomo e uomo, tra uomo e donna.” Il fatto di poter fondare il mondo sull'odio è una cosa che già sta avvenendo, già è avvenuto e non riesco a concepirlo. Ma nel libro lo spiegano come fare in modo che tutto ciò avvenga, e credo che io stessa nel mio piccolo e su due piedi non riuscirei a trovare delle falle in un sistema così complesso.
    "Non ci sarà più arte, più letteratura, più scienza […] Ma ci sarà sempre l'ubriacatura del potere, che crescerà e si perfezionerà costantemente, e costantemente diverrà più raffinata e sottile. Sempre, a ogni momento, ci sarà il brivido della vittoria, la sensazione di vivido piacere che si ha nel calpestare un nemico disarmato.” Ritrovo Schopehauer in questa citazione, che dice che l'uomo è l'unico animale che gode del dolore altrui ed è crudele, ma filosofia a parte, è un concetto che possiamo ritrovare nella vita di tutti i giorni e in cui tutti siamo rimasti coinvolti o di cui siamo rimasti vittime.
    “Certe volte minacciano di fare certe cose... Certe cose che non si possono sopportare in nessun modo, che non si riesce nemmeno a pensare. E allora si dice: non lo fate a me […] Forse, dopo, si può anche far finta che era soltanto un trucco, e che s'era detto solo per farli smettere, e che non si voleva proprio dirlo sul serio. Ma non è vero. Mentre succede, si dice sul serio. […] si vuole che succeda all'altra persona. Non importa un cavolo fottuto di quanto possa soffrire. Importa solo di se stessi” Mi fa rimanere delusa pensare che questa è la stessa persona che qualche pagina indietro diceva “ti amo”e che venga distrutta all'interno di sè così. E non importa che siano solo delle pagine stampate, è l'entrare nella storia, immedesimarsi nei personaggi che fa capire davvero dall'interno un libro e i suoi meccanismi.

    sagt den 

  • 3

    Per certi versi visionario, geniali le intuizioni di parlascrivi e teleschermo. Ripetitivo, paranoico e angosciante nell'esasperazione del partito. Finale inaspettato.

    sagt den 

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