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Noa Noa: profumo

Di

Editore: Mattioli 1885

3.9
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 101 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862610440 | Isbn-13: 9788862610445 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franca Brea ; Curatore: Charles Morice

Genere: Art, Architecture & Photography , Biography , Travel

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Descrizione del libro
Nel 1893, di ritorno dal primo viaggio in Polinesia, Gauguin affida le sue impressioni alle pagine di un diario che intitola semplicemente Noa Noa. Tralasciando gli aspetti più problematici della sua permanenza sull'isola di Tahiti, Gauguin racconta la gente, le tradizioni, le meraviglie naturali. Nelle pagine rivivono così profumi, ritmi e silenzi, e quei colori brillanti già catturati nelle tele, quasi a spiegare in parole un'arte che è soprattutto ricerca di una bellezza autentica, incontaminata.
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  • 4

    Spesso si indaga la cosiddetta letteratura post-coloniale, ma è un peccato che nello studio del rapporto fra l'"io" europeo e l'"altro" - indigeno delle nuove terre, non venga mai presa in considerazione questa piccola preziosa testimonianza. Paul Gaugain, in questa sorta di diario, ci fa dono de ...continua

    Spesso si indaga la cosiddetta letteratura post-coloniale, ma è un peccato che nello studio del rapporto fra l'"io" europeo e l'"altro" - indigeno delle nuove terre, non venga mai presa in considerazione questa piccola preziosa testimonianza. Paul Gaugain, in questa sorta di diario, ci fa dono della sua esperienza nei mari del Sud: scopriamo così le impressioni e le reazioni del pittore a questo nuovo mondo e la sua progressiva metamorfosi. Profumi intensi, colori sgargianti, corpi nudi, il sapore della terra e del mare: ecco un'isola che ancora non è stata corrotta del tutto dall'uomo europero; come nei suoi quadri più celebri, l'artista ci mostra quella primigenia scintilla vitale che il vecchio "civilizzato" e illuminato continente ha ormai estinto per sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo libro prezioso.


    Credo proprio che Jotepha sia il primo uomo al mondo che mi abbia parlato così, in quel linguaggio da selvaggio o da bambino, perché bisogna essere l'uno o l'altro per pensare che un artista sia davvero un uomo utile.


    La felicità è così estranea ...continua

    Un piccolo libro prezioso.

    Credo proprio che Jotepha sia il primo uomo al mondo che mi abbia parlato così, in quel linguaggio da selvaggio o da bambino, perché bisogna essere l'uno o l'altro per pensare che un artista sia davvero un uomo utile.

    La felicità è così estranea al tempo che ne sopprime il ricordo. So solo che tutto è buono perché tutto è bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro metterà addosso ai lettori la voglia matta
    di andare a verificare se là è il paradiso...a me che son
    pigro ha ricordato il mio amore per W.S.Maugham...che è
    comunque molto vicino alla mia idea di eden.

    ha scritto il 

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