Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(9228)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Inglese , Ceco , Turco , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8817531960 | Isbn-13: 9788817531962 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dovrebbe essere illegale rovistare nelle parti più profonde del lettore. Se ha seppellito qualcosa laggiù non è detto che voglia ritrovarla. No, non vuole quasi mai. Ma se un libro può dissotterrare v ...continua

    Dovrebbe essere illegale rovistare nelle parti più profonde del lettore. Se ha seppellito qualcosa laggiù non è detto che voglia ritrovarla. No, non vuole quasi mai. Ma se un libro può dissotterrare vecchi scheletri, allora è un ottimo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Rilettura

    L'ho letto per la prima volta da ragazzina. Negli anni Novanta era un vero libro culto (soppiantato poi da "cento colpi di spazzola", poveri noi), letto da ragazzi, genitori, educatori, insegnanti. I ...continua

    L'ho letto per la prima volta da ragazzina. Negli anni Novanta era un vero libro culto (soppiantato poi da "cento colpi di spazzola", poveri noi), letto da ragazzi, genitori, educatori, insegnanti. I genitori vi cercavano risposte, gli educatori lo proponevano come lettura che doveva spingere lontani dalla droga inculcando l'orrore e lo spavento, noi lo leggevamo un po' sconvolti, considerando trasgressiva la sola lettura di tale scabroso argomento.
    . Io leggevo la sera, dopo cena: mia mamma controllava che avessi fatto i compiti e mio padre preparava gli ami per la pesca della domenica mattina e leggevo così, fra le mie cose semplici e familiari, dove l'idea che una ragazzina della mia età si prostituisse per spararsi la droga in vena mi sembrava perfino difficile da concepire.
    - - -
    L'ho riletto di recente, dopo aver visto su Youtube un documentario sulle famigerate "stanze del buco" e dei video sull'impennata di tossicodipendenza "venosa" fra i giovani europei.
    La storia, di per sè durissima, viene raccontata con una sincerità disarmante e molto dolorosa, anche se leggerlo a tredici anni e leggerlo a trenta è un po' diverso, naturalmente.
    Se prima mi impressionavano le descrizioni tecniche, per così dire, dell'attività del bucomane- che mi facevano inorridire- ora ad attirare la mia attenzione sono stati il senso di vuoto e la mancanza di valori, insieme alle scelte educative dei genitori del dopoguerra e all'ottusità spaventosa degli stessi.
    Ma io saprei riconoscere la tossicodipendenza ai primi stadi? Forse no. Forse sì.

    Ho fatto una ricerchina online per scoprire che fine hanno fatto i protagonisti della storia di Christiane: l'unico che sembra esserne uscito davvero e Detlef, che ora guida l'autobus della scuola. Immagino le mamme dei bambini che predono quell'autobus tutti i giorni protestare nell'ufficio del preside. "Ma proprio un drogato?". Eh sì, madame, proprio così. Mi sento più confusa che mai. Perchè ormai sono un'adulta che paga le tasse e si indigna se vede una siringa sul marciapiede e chiama i vigili se vede spacciare sotto la finestra, e una parte di me grida che chi è causa del suo mal pianga sè stesso.
    E poi c'è una parte di me che pensa a Chiristiane, e pensa che 13 anni siano un'età difficile, e se sei sola, il mondo fa di te un boccone.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questo libro quando ero alle medie e devo dire che se non ho mai avuto il desiderio o la curiosità di toccare alcuna droga è stato grazie a questo libro. Duro, crudo e molto doloroso. L'ho ri ...continua

    Ho letto questo libro quando ero alle medie e devo dire che se non ho mai avuto il desiderio o la curiosità di toccare alcuna droga è stato grazie a questo libro. Duro, crudo e molto doloroso. L'ho riletto in varie fasi della mia adolescenza e vita ed è la lettura che mi accompagnerà per sempre.

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro forte, crudo, vero.
    Le parole di Christiane sono così schiette e semplici che il lettore prova un forte senso di angoscia e di smarrimento.
    Ogni volta che chiudevo il libro dopo la mia ora di ...continua

    Un libro forte, crudo, vero.
    Le parole di Christiane sono così schiette e semplici che il lettore prova un forte senso di angoscia e di smarrimento.
    Ogni volta che chiudevo il libro dopo la mia ora di lettura dovevo prendermi 5 minuti per riprendermi.
    Mi sono talmente immedesimata da sentirmi perduta e con la coscienza a pezzi.
    Un libro che porta alla riflessione. Da leggere assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    É difficile creare un'opera non patetica quanto si parla di tossicodipendenza: il rischio di facili moralismi e pietismi sociologici é dietro l'angolo. Questo libro ci é riuscito. Lo stile é secco, il ...continua

    É difficile creare un'opera non patetica quanto si parla di tossicodipendenza: il rischio di facili moralismi e pietismi sociologici é dietro l'angolo. Questo libro ci é riuscito. Lo stile é secco, il reportage asciutto di un mondo disperato. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto all'età di tredici anni, lo ricordo come un vero e proprio pugno nello stomaco.
    Io che, ancora bambina, mi accingo ad affrontare una storia cruda e brutale, dolorosa, di una mia coetanea che cad ...continua

    Letto all'età di tredici anni, lo ricordo come un vero e proprio pugno nello stomaco.
    Io che, ancora bambina, mi accingo ad affrontare una storia cruda e brutale, dolorosa, di una mia coetanea che cade nel baratro della droga in una spirale distruttiva ... una storia che mi ha preso tantissimo e non ho mai dimenticato.
    Mi piacerebbe rileggerlo a distanza di quasi 25 anni per sentire la differenza delle sensazioni che potrebbe suscitarmi, o magari per rivivere le stesse emozioni sul ricordo della prima lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Penso: in questo libro leggo tanta disperazione.
    Penso: come si fa a distruggersi così?
    Penso: Christiane non riesce a chiedere aiuto, è disperata e cerca in tutti i modi un appiglio, ma nessuno lo c ...continua

    Penso: in questo libro leggo tanta disperazione.
    Penso: come si fa a distruggersi così?
    Penso: Christiane non riesce a chiedere aiuto, è disperata e cerca in tutti i modi un appiglio, ma nessuno lo capisce. E' possibile una cosa del genere? Si riesce così bene ad ingannare una persona?
    Penso: possibile che la forza di volontà non basti? Possibile che la morte sia l'unica via d'uscita visibile?
    Penso: a me non succederà mai, a me l'eroina fa paura, a me l'ago fa impressione.
    Penso: questo mondo è così lontano da me che a volte faccio fatica a capirlo. Ma poi penso che non è vero, che dal '70 ad oggi è cambiato poco e niente.
    Un libro sicuramente impegnativo, a tratti ti trascina un po' giù insieme alle storie di questa ragazzina così persa che non sai bene quale sentimento provare.

    ha scritto il 

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