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Noi che ci vogliamo così bene

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(1293)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000028978 | Isbn-13: 9788807015014 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Ana, Maria, Isabel e Sara si prendono una vacanza da figli, mariti, lavoro e raccontano, si raccontano. E sono storie di resistenza, come quella della combattuta e combattiva Maria; di rinuncia, come quella di Sara che ha escluso di vivere con un uomo; di vuoto di ogni passione, come per Ana; o della schiavitù di marito e figli di Isabel. Ed è la storia anche di un Cile politicamente inquieto, tra la dittatura di Pinochet e la transizione ai tempi moderni.
E fra rabbia e ironia, pena e amore, le quattro donne rinvengono quella forza magicamente femminile che le unisce tra loro e alla Storia, e trovano il bandolo della matassa delle loro esistenze nella profezia di una vecchia guaritrice.
Il destino era già scritto nelle quattro carte: bastoni, ori, coppe, spade; e se l'avessero ascoltata, si sarebbero potuti risparmiare tante lacrime, molta solitudine, un miscuglio di tranquillanti e alcol, e parecchie altre croci.
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  • 3

    In un Cile politicamente martoriato dal regime dittatoriale di Pinochet e attraversato da profondi cambiamenti socio-politici, si innesca un intreccio di storie tutte al femminile. Quattro donne amiche da sempre narrano le loro esperienze di vita fatte di rinuncia, arrendevolezza, ma anche tenaci ...continua

    In un Cile politicamente martoriato dal regime dittatoriale di Pinochet e attraversato da profondi cambiamenti socio-politici, si innesca un intreccio di storie tutte al femminile. Quattro donne amiche da sempre narrano le loro esperienze di vita fatte di rinuncia, arrendevolezza, ma anche tenacia, determinazione e combattività. Aldilà dei diversi percorsi intrapresi, la sfida più grande sembra essere la conquista della serenità.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah!Le vicende vengono raccontate a volte in modo confusionario. Il personaggio di Maria l'ho trovato un po' scontato così come il concludersi del romanzo e della sua vicenda.
    Forse le vicende così come sono raccontate rispecchiano una visione del mondo femminile di quell'epoca. Comunque le ...continua

    Mah!Le vicende vengono raccontate a volte in modo confusionario. Il personaggio di Maria l'ho trovato un po' scontato così come il concludersi del romanzo e della sua vicenda.
    Forse le vicende così come sono raccontate rispecchiano una visione del mondo femminile di quell'epoca. Comunque leggerò altro della Serrano, magari qualcosa di un po' più recente...

    ha scritto il 

  • 3

    "È vero, erano passati dieci anni ed eravamo ancora lì, tutte e quattro, sempre noi quattro. Più grandi, più vecchie, più ferite, più sagge. E il lago, a farci da testimone. Di cosa?
    Non lo so … Di tutto. Racconti, discussioni, lacrime, risa. Chiusure. Di fasi? Di decadi? Maria mi avrebbe r ...continua

    "È vero, erano passati dieci anni ed eravamo ancora lì, tutte e quattro, sempre noi quattro. Più grandi, più vecchie, più ferite, più sagge. E il lago, a farci da testimone. Di cosa?
    Non lo so … Di tutto. Racconti, discussioni, lacrime, risa. Chiusure. Di fasi? Di decadi? Maria mi avrebbe risposto. Sintetizza Ana: D’Amore."
    Storia tutta al femminile quella di Marcela Serrano che apre uno squarcio non banale sulla situazione politica del Cile, a partire dalla dittatura militare degli anni '70 fino alla conquista della democrazia negli anni '90. Uno spaccato di storia (e di geografia)che viene filtrato dallo sguardo disincantato e dalle parole di quattro donne che hanno attraversato quegli anni in modi differenti. Interessante sicuramente dal punto di vista sociologico per gli intrecci, le relazioni e le rielaborazioni dei vissuti femminili; molti sono gli spunti e le rievocazioni, ma sono echi di un mondo per noi lontano, che incuriosisce, certo, ma che avvince forse solo a tratti, tanto la materia narrativa appare dispersa, quasi allentata.
    Insomma, per farla breve: un libro di media lunghezza (255 pagine) che sembra interminabile; fili narrativi abbandonati e poi ripresi quando si credevano ormai dimenticati, flashback e ritorni multipli perché le protagoniste sono quattro, narratrice compresa, ma il racconto non è fra loro equamente suddiviso, oh no! Alla fine rimane, oltre alla percezione di un certo humus del Sudamerica, l'idea precisa di un solo personaggio, che su tutti giganteggia: Marìa, donna bellissima, caliente, appassionata, forte, individualista, amante per vocazione e convinzione. Soltanto di Marìa seguiamo l'intera parabola e si tratta, probabilmente, dell'unico filo conduttore saldamente coeso dell'intero romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Noi che ci vogliamo così bene

    Le protagoniste di Noi che ci vogliamo così bene vivono, senza piegarsi, tutte le difficoltà che una donna di un paese non democratico e non sviluppato poteva incontrare negli anni ’70 e ‘80, e svolgono con orgoglio il ruolo di matriarche della società: «Alla fine, Ana, il nostro compito, il comp ...continua

    Le protagoniste di Noi che ci vogliamo così bene vivono, senza piegarsi, tutte le difficoltà che una donna di un paese non democratico e non sviluppato poteva incontrare negli anni ’70 e ‘80, e svolgono con orgoglio il ruolo di matriarche della società: «Alla fine, Ana, il nostro compito, il compito di noi donne, è quello di dare alla luce dei figli e di chiudere gli occhi di chi muore. Esattamente i due ruoli chiave dell’esistenza. Come se in realtà la storia dipendesse dalle nostre mani». http://salteditions.wordpress.com/2013/03/09/noi-che-ci-vogliamo-cosi-bene/

    ha scritto il 

  • 3

    Quattro amiche in vacanza.

    Una vita, quattro vite. La vita di quattro donne attraverso la storia cilena oppure la storia cilena attraverso la vita di quattro donne.
    Mi era piaciuto di più, L'ALBERGO DELLE DONNE TRISTI.
    Buone letture,
    BUONAVITA!

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo voglia di leggere un romanzo della Serrano,per conoscere questa scrittrice, e la scelta è ricaduta su questo volumetto. Non mi è piaciuto affatto. Lo stile narrativo non mi aggrada già di suo, in più il racconto è estremamente confusionario e farcito di storie di cui non riuscivo mai a tene ...continua

    Avevo voglia di leggere un romanzo della Serrano,per conoscere questa scrittrice, e la scelta è ricaduta su questo volumetto. Non mi è piaciuto affatto. Lo stile narrativo non mi aggrada già di suo, in più il racconto è estremamente confusionario e farcito di storie di cui non riuscivo mai a tenere il filo. Mi fanno un pò paura i libri così totalmente al femminile: spesso "stroppiano". E questo, a mio avviso, lo fa. Ridondante e superfluo. Bocciato!

    ha scritto il 

  • 4

    Ana, la narratrice, ci racconta la vita delle sue tre migliori amiche e delle loro sorelle inserendo racconti che riguardano tutte le donne. Così questo diventa un bellissimo romanzo corale dove però emergono le figure di Isabela e Maria.
    La prima vive una vita all'apparenza perfetta ma pri ...continua

    Ana, la narratrice, ci racconta la vita delle sue tre migliori amiche e delle loro sorelle inserendo racconti che riguardano tutte le donne. Così questo diventa un bellissimo romanzo corale dove però emergono le figure di Isabela e Maria.
    La prima vive una vita all'apparenza perfetta ma priva di passione ed è ormai sommersa dagli impegni della famiglia, la seconda ha una vita avventurosa tra amanti e amici, ma le manca un vero punto d'appoggio e infondo nasconde tanta insicurezza. Anche se è ambientato nel cile di 20 anni fa secondo me rimane attualissimo per come ritrae le nostre vite e la difficoltà di sentirsi realizzate.

    ha scritto il 

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