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Noi che non siamo come le altre

Di

Editore: TEA

3.4
(302)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 380 | Formato: Altri

Isbn-10: 8850208367 | Isbn-13: 9788850208364 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Bovaia

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Maria è stata abbandonata da poco. Raquel si è vista costretta a lasciare ilsuo amante, un uomo sposato. Elsa non riesce a superare il trauma di unostupro e Susi quello della morte del fratello. Le quattro vivono sole, senzalegami sentimentali, si mantengono, hanno una carriera a cui pensare, econdividono la stessa città, che è solo un alveare caotico e anonimo in cuinessuno si conosce e mostra il minimo interesse per i problemi degli altri.
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  • 1

    Deludente. Storie di donne con vite disastrate che si incontrano e si intrecciano fra loro... ma i racconti sono separati e gli intrecci non sono chiari. Non c'è trama, non c'è senso: solo amarezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono storie di donne al "limite". Donne deluse, abbandonate, donne piene di complessi e di disperazione: donne sole.
    Ed ognuna di loro reagisce alla sua insoddisfazione in un modo diverso, attraverso elaborazioni mentali che lasciano incantato chi le guarda attraverso le pagine deliziose di quest ...continua

    Sono storie di donne al "limite". Donne deluse, abbandonate, donne piene di complessi e di disperazione: donne sole. Ed ognuna di loro reagisce alla sua insoddisfazione in un modo diverso, attraverso elaborazioni mentali che lasciano incantato chi le guarda attraverso le pagine deliziose di questa autrice anticonformista. Niente da criticare rispetto allo stile crudo della scrittura, niente da ridire sul coraggio di rappresentare i pensieri e i comportamenti delle quattro protagoniste. Forse la nota dolente è il finale (mannaggia!) che lascia scontenti, vista la velocità con cui arriva... Questo romanzo è un'opportunità per spiare l'universo femminile attraverso i limiti emotivi e le disinibizioni di queste inconsuete (ed assolutamente affascinanti) protagoniste, che si ostinano con tutta la loro forza ad inseguire una felicità dannatamente difficile da raggiungere, ma da cui non sanno prescindere. L'insoddisfazione e la sofferenza che tutte manifestano ha portata diversa, poichè "era assurdo paragonare le sventure, tutte le pene sono enormi nella loro immensità", ma tutte cercano di rispondere con estrema audacia per arginare quella insalubre tristezza, anestetizzando l'angoscia e la paura dell'abbandono. E' il classico romanzo-scoperta, per capire e per capirsi...

    ha scritto il 

  • 3

    Tre è la media fra i vari racconti. Alcuni mi sono piaciuti molto, altri per niente. E' interessante la scelta del titolo, ti viene da chiederti chi siano queste "altre", considerato che si parla di donne molto diverse fra loro. Ma immagino che le altre siano tutte quelle che non sono la protagon ...continua

    Tre è la media fra i vari racconti. Alcuni mi sono piaciuti molto, altri per niente. E' interessante la scelta del titolo, ti viene da chiederti chi siano queste "altre", considerato che si parla di donne molto diverse fra loro. Ma immagino che le altre siano tutte quelle che non sono la protagonista di turno. E' anche un po' un modo di dire, in fondo ognuno/a si sente sempre unico nei proprio sentimenti e nelle proprie relazioni, e mettere i racconti accanto ti fa vedere che poi, tutto sommato, siamo tutte uguali e tutte diverse.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ci sono storie di donne (e anche di uomini) che si intrecciano in questo libro di racconti...e le altre di cui si parla quali sono? A mio parere sono quelle che un'incredula Raquel guarda dall'esterno : sono quelle che hanno sofferto poco, che sono riuscite a farsi sposare, ingravidare e mantener ...continua

    Ci sono storie di donne (e anche di uomini) che si intrecciano in questo libro di racconti...e le altre di cui si parla quali sono? A mio parere sono quelle che un'incredula Raquel guarda dall'esterno : sono quelle che hanno sofferto poco, che sono riuscite a farsi sposare, ingravidare e mantenere da un uomo...sono quelle che, però, non sono così angeliche (o angelicate) come si credeva perché in fondo in ogni donna ce ne sono altre mille...Per quello ho dato 4 stelle invece di 3. Anche se i racconti riuniti in questo libro non sono così eccelsi (la Etxebarria sa fare di meglio)il messaggio fnale che mi ha lasciato mi è piaciuto, così come mi è piaciuta Raquel, così forte e fragile...

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto solo il primo racconto, ma sinceramente non mi sento spinta a proseguire visto che lo stile di scrittura rasenta l'Harmony. Forse il brillante e vivace prologo dell'autrice è la cosa migliore del libro...

    ha scritto il 

  • 2

    ...ma sì che siete come le altre!

    Una raccolta deludente da un'autrice che sa scrivere molto meglio di così. Racconti pruriginosi che dovrebbero illustrare l'immaginario erotico ed amoroso femminile e invece rasentano la soglia del grottesco, con personaggi improbabili stile Harmony in salsa piccante. Dopo un bel libro come "Cosm ...continua

    Una raccolta deludente da un'autrice che sa scrivere molto meglio di così. Racconti pruriginosi che dovrebbero illustrare l'immaginario erotico ed amoroso femminile e invece rasentano la soglia del grottesco, con personaggi improbabili stile Harmony in salsa piccante. Dopo un bel libro come "Cosmofobia" mi aspettavo decisamente di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Si parte bene: con un prologo in cui è facile riconoscersi.
    Poi il libro si frammenta in varie storie.
    Tutte molto crude, sessualmente esplicite e a tratti terribilmente noiose (tratti molto lunghi purtroppo...)
    L'argomento sarebbe più che interessante (la sofferenza d'amore, la difficoltà di col ...continua

    Si parte bene: con un prologo in cui è facile riconoscersi. Poi il libro si frammenta in varie storie. Tutte molto crude, sessualmente esplicite e a tratti terribilmente noiose (tratti molto lunghi purtroppo...) L'argomento sarebbe più che interessante (la sofferenza d'amore, la difficoltà di coltivare rapporti umani, il sesso visto come lo vede la maggior parte delle persone oggi), ma vale davvero la pena di sorbirsi quasi 400 pagine di fantasie della Etxebarria? "Noi che non siamo come le altre", no...c'è anche chi nella sofferenza sa destreggiarsi meglio. Fintamente introspettivo, estremamente erotico...

    Euforia. Tormento. Notti insonni. Giorni d'inerzia. Sogna ad occhi aperti davanti al computer. Immagina cosa dirgli, o cosa avrebbe già dovuto dirgli. Cosa gli dirà al prossimo incontro. Corre stupidi rischi. Dice sciocchezze. Ride troppo. Parla di cose che dovrebbe tenere per sè. Rivela segreti. Qualcosa che le ha detto lui riecheggia ancora nelle orecchie. Se chiude gli occhi vede il suo sorriso. Conserva i biglietti del film che hanno visto insieme. Cosa ne penserebbe lui del libro che sta leggendo? Un profumo risveglia una catena infinita din ricordi. Una canzone la fa singhiozzare. Piange in media cento lacrime al giorno. E dorme, secondo le sue stime, all'incirca quattro ore per notte. Perde l'appetito, ma poi a volte le capita di assaltare il frigo alle sei di mattina. Crede di scorgerlo nel buio dei bar e poi capisce di essersi sbagliata. Scrive il suo nome su tovagliolini sporchi e le tremano le mani quando risponde al telefono. Il pulsare del sangue le rimbomba nelle orecchie. Una telefonata potrebbe aprirle le porte del paradiso. Se passeggia al suo fianco, le sembra sempre di cadere e deve fare uno sforzo per ricordare come diavolo si fa a camminare. Si cambia d'abito davanti allo specchio settantasette volte prima di ogni appuntamento. Si scopre a imitare espressioni che gli ha copiato. A ripetere frasi nelle sue conversazioni. Mangia cioccolata. Soppesa ogni istante del tempo passato insieme. Enumera i suoi difetti per non idealizzarlo. E finisce per pensare che i suoi pregi sono abbaglianti. Legge libri di auto-aiuto che non gli piacerebbero. Sui romanzi tristi versa calde lacrime. Il più impercettibile dei suoi gesti le fa raggelare il sangue. Teme che la chimica non possa fare niente per lei.

    L'immagine non è nello specchio, bensì nell'occhio di chi guarda. L'immagine che percepiamo di noi stessi dipende dalla nostra audacia o dalla capacità di accettarci, nello stesso modo in cui l'immagine del passato dipende da come interpretiamo la memoria, da quanto si perde nella revisione di una storia.

    Lei capì per la prima volta che la sua storia con Miguel era definitivamente, irrimediabilmente finita, per quanto lei lo amasse o credesse di amarlo. Tutto quello che Maria e Miguel avevano fatto in passato non costituiva che una prova, un preparativo, una specie di abbozzo infantile di quello che doveva venire. Davanti a Maria si estendeva un immenso territorio inesplorato, un viaggio senza mappe, senza bussola nè guida, in cui Miguel non avrebbe mai potuto accompagnarla.

    L'angoscia esercita una certa presa sull'oggetto delle nostre ambasce, una presa più forte persino della serenità. Finiamo sempre per amare ciò che più temiamo.

    ha scritto il 

  • 3

    Quattro donne, quattro storie diverse, raccontate con spigliatezza a tratti, in altri la lettura diventa noiosa. Sesso etero/lesbo, talora ambiguità in donne che alla fine non mi sembrano tanto dissimili dalle altre.

    ha scritto il 

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