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Noi credevamo

By Anna Banti, Enzo Siciliano (Afterword)

(98)

| Paperback | 9788804603849

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Book Description

È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l'ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l'attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l'impresa dei Mille viContinue

È il 1883. Chiuso nella sua casa torinese, l'ormai settantenne don Domenico Lopresti. gentiluomo calabrese di incrollabile credo repubblicano, inizia a scrivere le proprie memorie, ripercorrendo l'attività politica clandestina, i dodici anni trascorsi nelle carceri borboniche, l'impresa dei Mille vissuta a fianco di Garibaldi, infine l'impiego presso le dogane del Regno unitario. Scrive con rabbia, di nascosto, quasi se ne vergognasse, spinto dalla necessità di frugare nel proprio passato per "rovesciarsi come un guanto": ne trae amarezza e disillusione. Antimonarchico, assiste al crollo dei suoi ideali risorgimentali e si abbandona ai ricordi di una vita raminga fitta di amicizie, tradimenti, speranze e delusioni: una vicissitudine umana di grande fascino che si fonde con le vicende di tutta una nazione dall'inizio dell'Ottocento ai primi anni del governo unitario, dando vita a un grandioso affresco tratteggiato con prosa compatta dalla leggera mimesi ottocentesca.

4 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    Non dovremmo dimenticare che per molti l'unità d'Italia è stata una tragica beffa, e il Savoia solo un padrone diverso (come d'altronde si è dimostrato).
    L'argomento è tristissimo e disarmante, ma la scrittura è perfetta.

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    Caterina G said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Bello, ma che pessimismo!

    In questo libro sono raccontate le vicissitudini di un vecchio calabrese, Domenico Lopresti, che ha dedicato la sua vita agli ideali risorgimentali.

    Ormai anziano trova nella scrittura - più per se stesso che per gli altri - il modo di ripercorre la sua vita.

    Non so perché (forse perché di recen ... (continue)

    In questo libro sono raccontate le vicissitudini di un vecchio calabrese, Domenico Lopresti, che ha dedicato la sua vita agli ideali risorgimentali.

    Ormai anziano trova nella scrittura - più per se stesso che per gli altri - il modo di ripercorre la sua vita.

    Non so perché (forse perché di recente da questo libro hanno tratto un film, che non ho visto), ma mi immaginavo qualcosa di più avventuroso, un libro d'azione.

    Invece di azione ce n'è pochina e anche questa raccontata in modo "piatto", non c'è esaltazione. Anzi, tutto è spento a cominciare dagli ideali che in gioventù avevano motivato il protagonista, che è diventato un vecchio pessimista.

    La repubblica non c'è, c'è ancora la monarchia. Ai borboni sono subentrati i Savoia, ma non è cambiato nulla: il sud non ha avuto alcun riscatto, anzi! Il protagonista si è sposato con una donna che chiaramente non ama e cui non è molto amato. Abita a Torino, una città che non gli piace (neanche gli fa schifo, gli è indifferente). Sono piuttosto aridi anche i suoi sentimenti nei confronti dei figli, avuti in tardissima età.

    Gli ideali ai quali Lopresti ha dedicato la sua vita, non sono stati realizzati. Perfino il suo idolo, Garibaldi, viene ricordato da Lopresti per la sua bassa statura.

    C'è chi, in questo libro, ha visto una critica alla resistenza e ai suoi valori e in effetti, le similitudini ci sono. Sia nel Risorgimento, sia durante Resistenza molte persone hanno dedicato la propria vita alla speranza di un grande cambiamento positivo per la storia e per l'umanità.

    E in entrambi i casi, a distanza di una 20ina d'anni - il libro è del 1967, quindi 22 anni dopo la Resistenza - i protagonisti di questi periodi storici si trovano a vivere in un paese nuovo, ma che non corrisponde molto a quello ideale che avevano immaginato.

    In ogni caso, sia o non sia una critica alla Resistenza, questo libro è certamente una critica l'idealismo.

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    G Sonego said on Dec 8, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    -Da questo libro è tratto il nuovo film di Mario Martone, in concorso al 67° Festival del Cinema di Venezia --- "Noi credevamo" è il frutto di una penna rigorosa e avvedutissima; le righe e le parole di questo libro fluiscono dalla mano esperta di chi ha fatto dell’arte, con la sua miriade di volti, ... (continue)

    -Da questo libro è tratto il nuovo film di Mario Martone, in concorso al 67° Festival del Cinema di Venezia --- "Noi credevamo" è il frutto di una penna rigorosa e avvedutissima; le righe e le parole di questo libro fluiscono dalla mano esperta di chi ha fatto dell’arte, con la sua miriade di volti, una ragione di vita. E allora ecco tutto il Risorgimento italiano, partendo da bravi accenni dei moti del ’48, attraverso l'origine dell'idea di Unità, il compimento della stessa e il conseguente disinganno finale. Protagonista è l’illusione di un popolo che sperava nella “rinascita” di una paese avvilito da una monarchia e da un clero vessatori e accentratori; status di un disincanto consapevole ed avvilito, da cui questo amaro titolo "Noi credevamo". La voce narrante è quella di un uomo “ignoto”, nato da una famiglia per bene e benestante - un popolano qualunque rispetto ai nomi notissimi di Castromediano, Poerio, Pisacane, Mazzini, Garibaldi ecc.- don Domenico, nella cui figura di uomo impeccabile e seriosa si incarna il seme involontario del senso di giustizia; e questo seme, crescendo, sboccerà, inevitabilmente, in un patriottismo dai caratteri forti e ben delineati, che ha origini lontane e fortemente radicate.

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    Roberto said on May 13, 2011 | Add your feedback

  • Attratto dall'ambientazione storica, l'unificazione dell'Italia, e dal punto di vista del romanzo, un calabrese democratico, mi sono lanciato nella lettura di questo romanzo che purtroppo non è riuscito ad appassionarmi come speravo.
    La parte centrale del racconto che si svolge durante l'avventura ... (continue)

    Attratto dall'ambientazione storica, l'unificazione dell'Italia, e dal punto di vista del romanzo, un calabrese democratico, mi sono lanciato nella lettura di questo romanzo che purtroppo non è riuscito ad appassionarmi come speravo.
    La parte centrale del racconto che si svolge durante l'avventura nel Sud Italia di Garibaldi è affascinante ed avvincente mentre il resto del racconto fatto di vicende personali del protagonista mi ha lasciato quasi del tutto indifferente.

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    SpawnVD said on Feb 15, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (98)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 348 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8804603844
  • ISBN-13: 9788804603849
  • Publisher: Mondadori (Oscar scrittori moderni)
  • Pub date: Aug 24, 2010
  • Also available as: Mass Market Paperback and Hardcover
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