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Nomi, cognomi e infami

Di

Editore: Edizioni Ambiente

3.9
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896238374 | Isbn-13: 9788896238370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Crime , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
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  • 4

    Riscrivo la dedica iniziale di Dario Fo, che riassume con sapienza il lavoro di Giulio Cavalli ed il senso di questo libro:

    «In un dialogo in catalano antico fra un contadino
    e un giullare che si lamentava per le angherie e le minacce
    subite di continuo ad opera di sconosciuti ...continua

    Riscrivo la dedica iniziale di Dario Fo, che riassume con sapienza il lavoro di Giulio Cavalli ed il senso di questo libro:

    «In un dialogo in catalano antico fra un contadino
    e un giullare che si lamentava per le angherie e le minacce
    subite di continuo ad opera di sconosciuti, il villano
    chiedeva al fabulatore: “Ma di cosa ti minacciano?”.
    Il giullare rispondeva: “Addirittura di spaccarmi la testa”
    e il villano commentava: “Accidenti! Devi avere un gran
    cervello in quel cranio! È quello che fa paura ai mascalzoni
    e ai tiranni. Vuol dire anche che sai far ridere
    delle loro angherie: la risata è l’atto più insopportabile per
    i potenti e i prepotenti. Hai tutta la mia ammirazione.
    Grazie”. così terminò il villano offrendo al giullare
    un calice di vino e la sua colazione.
    A nostra volta, Franca e io,
    ti diciamo caro Giulio: Grazie.»
    Dario Fo

    ha scritto il 

  • 5

    Devo dire che questo è il miglior libro che ho letto fin'ora uscito per la serie Verdenero.
    Giulio Cavalli ci regala il suo impegno e la sua vita sottoscorta con un'energia che è simile a cadere in una passione travolgente e farsene trascinare scivolando nel suo gorgo più profondo.
    Pu ...continua

    Devo dire che questo è il miglior libro che ho letto fin'ora uscito per la serie Verdenero.
    Giulio Cavalli ci regala il suo impegno e la sua vita sottoscorta con un'energia che è simile a cadere in una passione travolgente e farsene trascinare scivolando nel suo gorgo più profondo.
    Può un libro he parla di mafia, o delle cinque lettere come la chiama Giulio Cavalli, fare questo effetto?
    Evidentemente si se dall'altra parte c'è una persona profondamente toccata ed impegnata, che vive come una necessità imprescindibile il parlare delle cinque lettere, soprattutto restituendole l'ironia, la risata che uccide.
    Una storia che Giulio Cavalli certamente impara da Peppino Impastato, che porta avanti idealmente ripartendo proprio dal punto in cui Impastato fu interrotto.
    Una storia o più storie narrate in parallelo, personaggi noti e personaggi dimenticati che hanno pagato duramente la loro lotta alle cinque lettere.
    Alcuni erano uomini dello stato (Falcone, Borsellino, Bruno Caccia), ma altri con lo stato non avevano nulla a che fare. Peppe Diana era un prete e Pippo Fava era un attore/giornalista.
    Sia Peppe Diana che Pippo Fava, come prima di loro Peppino Impastato, sono la testimonianza, insieme a molti altri purtroppo, che la parola è un'arma potentissima che le cinque lettere non sonno tollerare e gestire. E' un'arma sfuggente ed insinuante. Resta dentro un'ansa del cervello o nello spigolo di un'anima, ben nascosta e quando nessuno se l'aspetta ecco che salta fuori con effetti che possono essere dirompenti. Nle libro di Cavalli di queste parole ce ne sono tante.
    Una ad esempio è quando Cavalli riporta l'elenco degli oggetti rinvenuti durante il blitz realizzato per catturare Provenzano.
    Chiunque, penso, abbia un'idea mitica (o almeno l'aveva) di queste latitanze durate decenni. Chiunque si era immaginato che questi boss imprendibili vivessero in case nascoste ma con ogni comodità a disposizione. La storia ci ha raccontato una realtà diversa, di gente che viveva in casupole poco più grandi di un ovile con dentro assolutamente nulla di una casa di un potente.
    Nella maggior parte dei casi niente castelli e jacuzzi, ma muri a calce e sedie scomodo di legno, una branda per letto.
    Poi forse anche questo cambia in concomitanza con il salto di qualità che le cinque lettere compiono.
    Ma insomma alla fine della lista degli oggetti ritrovati Cavalli conclude con quel sorriso che si vorrebbe spento: "Una latitanza con gli oggetti di una dgenza". Ed è incredibile come l'immagine evochi fortemente ed esattamente la povertà di questa gentaglia a cui è lasciato il governo ormai di gran parte del nostro stato.

    ha scritto il 

  • 5

    Alcuni passaggi fanno letteralmente venire la pelle d'oca, o il groppo in gola, per il coraggio e l'amore e la rabbia, che a tratti sono tre toni di una voce sola. una sensazione strana, quella che si prova davanti a persone così "grandi" come Cavalli. Era intimorita dalla scrittura su uno spetta ...continua

    Alcuni passaggi fanno letteralmente venire la pelle d'oca, o il groppo in gola, per il coraggio e l'amore e la rabbia, che a tratti sono tre toni di una voce sola. una sensazione strana, quella che si prova davanti a persone così "grandi" come Cavalli. Era intimorita dalla scrittura su uno spettacolo teatrale, ma mi sbagliavo, ne vale la pena! Ora vorrei solo poter vedere i suoi spettacoli!

    ha scritto il 

  • 4

    Massimo rispetto

    Massimo rispetto per il lavoro di denuncia di Giulio Cavalli nei confronti delle mafie che, come confermato da questo libro, raggiunge i risultati migliori con i suoi spettacoli teatrali.
    Il capitolo "A 100 passi dal Duomo" vale da solo il prezzo del biglietto!

    ha scritto il 

  • 4

    questo libro racchiude alcuni testi teatrali di Giulio Cavalli, ognuno introdotto dallo stesso autore che ne racconta la genesi artistica e la matrice storica, sociale, civile. si parla di mafia ed antimafia di ieri e di oggi, al sud come al nord. i testi non sono portatori di rivelazioni partico ...continua

    questo libro racchiude alcuni testi teatrali di Giulio Cavalli, ognuno introdotto dallo stesso autore che ne racconta la genesi artistica e la matrice storica, sociale, civile. si parla di mafia ed antimafia di ieri e di oggi, al sud come al nord. i testi non sono portatori di rivelazioni particolari, raccontano storie spesso già note (seppur mai abbastanza diffuse) e appaiono, soprattutto, come veicoli di un preciso messaggio di impegno civile, perfettamente sintetizzato in queste poche righe: "C'è un articolo della Costituzione che mi ha segnato, è l'articolo 4, al secondo paragrafo, che dice <Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società>. Quindi l'indifferenza è incostituzionale." poche parole rivelatrici del Giulio Cavalli uomo, della sua interpretazione del mestiere di attore, della sua idea di cittadinanza attiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono parole che fanno fatica ad uscire, quelle di Giulio, si leggono con fatica, si pronunciano con fatica, si pensano con fatica. Il suo è uno stile di scrittura faticoso, che arranca sotto il peso di quello che racconta. Storie che si intrecciano sul cammino di una vita, passato e presente che ...continua

    Sono parole che fanno fatica ad uscire, quelle di Giulio, si leggono con fatica, si pronunciano con fatica, si pensano con fatica. Il suo è uno stile di scrittura faticoso, che arranca sotto il peso di quello che racconta. Storie che si intrecciano sul cammino di una vita, passato e presente che si legano più che mai per scoprire e affrontare il futuro. Quelle parole fanno ridere per non piangere, e fanno piangere perchè non si può riderne.
    Sì, mi sono innamorata delle sue parole.

    ha scritto il