Non è stagione

Di

Editore: Sellerio (La memoria)

3.8
(1092)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8838932883 | Isbn-13: 9788838932885 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Non è stagione?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Terzo della saga Schiavone. A Manzini piacciono Camilleri e i giallisti svedesi, aumentano gli intrecci di narrazione, tipico dei narratori del nord Europa. La narrazione è perfino più matura dei prec ...continua

    Terzo della saga Schiavone. A Manzini piacciono Camilleri e i giallisti svedesi, aumentano gli intrecci di narrazione, tipico dei narratori del nord Europa. La narrazione è perfino più matura dei precedenti, con la suspence e l'azione del poliziesco, lo finirò presto, questo e la saga tutta.

    ha scritto il 

  • 3

    CONTRADDITTORIO

    personaggi simpatici, interessanti, ma un po' macchiettistici, poco sfumati. intrigo interessante davvero, ma con qualche tratto di inverosimiglianza. troppo tragico il colpo finale (così tragico da ...continua

    personaggi simpatici, interessanti, ma un po' macchiettistici, poco sfumati. intrigo interessante davvero, ma con qualche tratto di inverosimiglianza. troppo tragico il colpo finale (così tragico da sfiorare il ridicolo)

    ha scritto il 

  • 4

    Commerciale, ma avvincente

    Ad Aosta Chiara Berguet, diciottenne figlia di un industriale nel ramo delle costruzioni, è scomparsa. A dare l’allarme è un’amica della ragazza, mentre la famiglia nega. Per questo Rocco Schiavone, v ...continua

    Ad Aosta Chiara Berguet, diciottenne figlia di un industriale nel ramo delle costruzioni, è scomparsa. A dare l’allarme è un’amica della ragazza, mentre la famiglia nega. Per questo Rocco Schiavone, vicequestore romano trasferito nella Vallée x punizione, pensa si tratti di un rapimento a scopo di riscatto. E scopre un racket di usura, ma anche nell’ambiente privilegiato, dove il denaro è quasi tutto, c’è qualcosa da nascondere. Il destino dei ricchi e dei più disperati può incrociarsi. Il giallo è semplice, e x questo piacevolmente verosimile. Il libro vive più sulla caratterizzazione dei protagonisti e sull’ambientazione che sull’indagine poliziesca. Rocco è un personaggio tormentato, perseguitato da un tragico destino che sembra accanirsi sulle persone vicine a lui x acuire i suoi sensi di colpa. E’ un poliziotto fuori dagli schemi, arrogante, maleducato, prepotente, a volte violento e corrotto. Non è simpatico, eppure il suo personaggio è coinvolgente e intrigante, è impossibile non parteggiare x lui. Manzini ha una scrittura piacevole, scorrevole, a tratti divertente ma calca troppo la mano sulla caratterizzazione dei personaggi, rischiando di trasformarli in macchiette, come Deruta e D’Intino, due agenti così stupidi che sembrano usciti da una raccolta di barzellette sui carabinieri. Anche il tormentone su alcune caratteristiche di Rocco è troppo insistente: le Clarks, il loden, le sigarette scroccate al suo collaboratore Italo Pierron, lo spinello mattutino in ufficio. Ostinarsi a usare un abbigliamento inadeguato in montagna durante una nevicata fuori stagione è segno di cocciutaggine, non certo d’intelligenza. I romanzi di Manzini sono capaci di vita autonoma, ma sequenziali: riprendono dalla fine del precedente, come una storia a puntate dal sapore d’iniziativa commerciale. E’ meglio leggerli x ordine, per non perdere i particolari. C’è qualcosa di sgradevole, come in Rocco, eppure non si vede l’ora di leggere il successivo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il vicequestore Schiavone è alle prese con la scomparsa di Chiara, 18enne figlia di buona famiglia, che scompare nel nulla una domenica sera come altre. Con i suoi metodi spicci e poco ortodossi riusc ...continua

    Il vicequestore Schiavone è alle prese con la scomparsa di Chiara, 18enne figlia di buona famiglia, che scompare nel nulla una domenica sera come altre. Con i suoi metodi spicci e poco ortodossi riuscirà a trovare il filo sottile che lega la scomparsa di Chiara, un tragico incidente stradale, i loschi affari di un negozio del centro e la crisi economica di una società di costruzioni.
    Rocco galleggia ancora nell'avvicendarsi delle sue storie personali:il ricordo onnipresente di Maria, l'addio di Nora ed il coinvolgimento con Anna, donna seducente e volitiva.
    L'arrivo quasi per gioco dell'amica Adele ed il gioco della sorte che ritorna giocherà un brutto tiro a Schiavone, obbligato a fare i conti col suo passato... nei prossimi romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Rocco chiuse la telefonata e contemporaneamente aprì il suo cassetto delle «preghiere laiche quotidiane», come aveva ribattezzato il suo bisogno giornaliero di marijuana...
    Coprì la cornetta e chiese ...continua

    Rocco chiuse la telefonata e contemporaneamente aprì il suo cassetto delle «preghiere laiche quotidiane», come aveva ribattezzato il suo bisogno giornaliero di marijuana...
    Coprì la cornetta e chiese a Italo: «Quant’è?».
    «37.000 mila euro».
    «Sì, abbiamo trovato anche delle banconote. 20.000 euro... piccolo taglio...»

    ha scritto il 

  • 4

    Non è stagione

    Rocco Schiavone "quasi" meglio di Montalbano, se non altro per la sua indole che definire anticonformista al sistema è forse riduttivo. Cinico all'inverosimile, brusco con i sottoposti, parigrado e fi ...continua

    Rocco Schiavone "quasi" meglio di Montalbano, se non altro per la sua indole che definire anticonformista al sistema è forse riduttivo. Cinico all'inverosimile, brusco con i sottoposti, parigrado e financo con i suoi superiori, tanto da lasciare questi ultimi spesso e volentieri all'oscuro delle sue azioni investigative. Un personaggio fuori dagli schemi abituali, che vive nel rimorso e nel ricordo della moglie, tanto da "vederla" gironzolare per casa e parlarci ancora.
    Questi romanzi si leggono che è un piacere.
    Avanti il prossimo.

    ha scritto il 

  • 0

    Non è aria, povero Rocco

    Tornare a leggere Schiavone dopo averlo visto con la faccia da Giallini non è stato semplice, ma la carta stampata attrae sempre e quindi rieccoci ad Aosta tra scarpe bagnate, donne sbagliate nel lett ...continua

    Tornare a leggere Schiavone dopo averlo visto con la faccia da Giallini non è stato semplice, ma la carta stampata attrae sempre e quindi rieccoci ad Aosta tra scarpe bagnate, donne sbagliate nel letto, mogli indimenticate e neve in primavera. Bastano poche pagine e si è di nuovo coinvolti dai modi spicci del vicequestore, dalla provincia e la sua facciata perbenista che cozza con la realtà, dai soldi che girano nei posti sbagliati. Non si riesce a smettere di leggere fino a che le cose non tornano a posto, il lieto fine non torna e ci siamo quasi....ma la vita non è mai semplice e le cose si complicano di nuovo....alla prossima Manzini, mica può finire così....

    ha scritto il 

Ordina per