Non è un paese per vecchi

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.1
(4622)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8806179675 | Isbn-13: 9788806179670 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
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  • 2

    Pesante

    Pesante, pesante, pesante. Di McCarthy avevo già letto (anni fa) La strada, e già lì il suo stile non mi era particolarmente piaciuto. Salvo almeno la trama, fino a 50 pagine dalla fine, poi il disast ...continua

    Pesante, pesante, pesante. Di McCarthy avevo già letto (anni fa) La strada, e già lì il suo stile non mi era particolarmente piaciuto. Salvo almeno la trama, fino a 50 pagine dalla fine, poi il disastro.

    ha scritto il 

  • 4

    Laconico e riflessivo, asciutto come il deserto. Mi piace come descrive quell'America, mi piacciono i suoi dialoghi senza virgolette, mi piacciono le sequenze piene di dettagli inutili ma con improvvi ...continua

    Laconico e riflessivo, asciutto come il deserto. Mi piace come descrive quell'America, mi piacciono i suoi dialoghi senza virgolette, mi piacciono le sequenze piene di dettagli inutili ma con improvvisi vuoti narrativi da riempire con l'immaginazione. Adoro la Trilogia della frontiera e La strada e sono felice di aggiungere questo libro vicino a loro sul mio scaffale.

    ha scritto il 

  • 5

    Prosa scarna, ridotta all’osso; dialoghi fulminanti, incisivi; ritmo teso, serrato, adrenalinico, e tre protagonisti indimenticabili: il primo impegnato in una fuga senza tregua, nel disperato tentati ...continua

    Prosa scarna, ridotta all’osso; dialoghi fulminanti, incisivi; ritmo teso, serrato, adrenalinico, e tre protagonisti indimenticabili: il primo impegnato in una fuga senza tregua, nel disperato tentativo di salvarsi la vita e guadagnarsi un futuro migliore; il secondo – terribile – inarrestabile, inesorabile come il destino, come la morte; il terzo, anziano, un uomo giusto ma ormai scoraggiato, sconfitto.
    E’ davvero un uomo sconfitto lo sceriffo Bell? Io non lo credo. Colui che impara ad attraversare la vita con tutte le sue contraddizioni e mantiene “una sorta di promessa dentro il cuore”, è un uomo che ha vinto, anche se ha perso.
    McCarthy sembra in grado di sfornare solo capolavori.

    ha scritto il 

  • 1

    Non è un libro per vecchi (né per giovani).

    Solita furbata americana da due soldi intrisa di luoghi comuni e globuli rossi.Neanche i vecchi sceriffi si salvano quando tentano l'esistenzialismo a buon mercato e la descrizione accurata di pag. 73 ...continua

    Solita furbata americana da due soldi intrisa di luoghi comuni e globuli rossi.Neanche i vecchi sceriffi si salvano quando tentano l'esistenzialismo a buon mercato e la descrizione accurata di pag. 73 è imperdonabile:manca il colore del tavolo di formica e cromo al centro della stanza, anche se sappiamo che sopra c'era una scatola di cereali.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è sfortuna per tutti

    Nonostante l'abbondanza di morti ammazzati, non si ha l'impressione di leggere un thriller, un giallo o un noir. Aleggia tra le pagine una sorta di impotente e filosofica disperazione, un senso di ine ...continua

    Nonostante l'abbondanza di morti ammazzati, non si ha l'impressione di leggere un thriller, un giallo o un noir. Aleggia tra le pagine una sorta di impotente e filosofica disperazione, un senso di inevitabilità e di decadenza. C'è uno sceriffo malinconico, travolto da una realtà sempre più violenta e incontrollabile. Un reduce del Vietnam, che si trova per caso nei guai e cerca di uscirne in modo del tutto anticonvenzionale. Un assassino psicopatico, che, implacabile, fa tutto quello che il suo personale codice gli suggerisce , e può essere fermato solo dal caso. Come dice uno dei protagonisti, tutti avranno la loro dose di sfortuna, se vivranno abbastanza a lungo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: una borsa piena di dollari in movimento, vari personaggi buoni e cattivi al suo inseguimento, una scia di cadaveri disseminati lungo la trama, un paese in declino governato da soldi, armi ...continua

    Ingredienti: una borsa piena di dollari in movimento, vari personaggi buoni e cattivi al suo inseguimento, una scia di cadaveri disseminati lungo la trama, un paese in declino governato da soldi, armi e droga.
    Consigliato: a chi cerca un ritratto a tinte fosche delle terre di frontiera, agli amanti del genere western con sceriffi e fuorilegge.

    ha scritto il 

  • 5

    “Si era già sentito così ma era passato tanto tempo dall’ultima volta. Era la sconfitta. Era la sensazione di essere stato battuto. Una sensazione più amara della morte.”

    Un dramma esistenzialista, un trattato sull’ineluttabilità del destino, una condanna dura e spietata sulla deriva dei valori morali; paradossalmente l’unico a sopravvivere alla mattanza, che prende il ...continua

    Un dramma esistenzialista, un trattato sull’ineluttabilità del destino, una condanna dura e spietata sulla deriva dei valori morali; paradossalmente l’unico a sopravvivere alla mattanza, che prende il via dal regolamento di conti tra i corrieri della droga, è il personaggio negativo per eccellenza, un killer psicopatico, emblematico prodotto di una società non più in grado, tra soldi e droga, di fornire risposte adeguate alle future generazioni.
    È il dramma dello stesso Sceriffo che non riesce a scorgere il necessario ricambio generazionale di un paese in cui la deriva morale ha ampiamente sostituito quei valori intrinseci con altri più concreti; il suo spaesamento e la sua impossibilità nel far fronte all’ondata di violenza generata da nuovi e più sanguinosi dei, saranno la causa delle sua resa definitiva al costante sovvertimento di valori che per tre generazioni hanno costituito il punto di riferimento della sua famiglia; un mondo che trasforma le sue strade e piazze in surreali palcoscenici per sparatorie alla luce del giorno offrendo sacrifici sotto forma di cadaveri, devastati da armi sempre più sofisticate, è un mondo in cui il vecchio sceriffo non si riconosce più, la sua uscita di scena sarà ancora più amara per non essere riuscito a evitare neanche la morte di colui che, con il suo patetico gesto di tornare sulla scena del massacro dopo essersi appropriato dei soldi, per portare acqua all’unico sopravvissuto, rappresenta uno dei pochi segni di speranza che McCarthy concede in questo incedere di delirante violenza.
    Come al solito la condanna verso un genere umano che non sa regolare le proprie pulsioni, che siano morali o omicide, è totale, non bastano piccoli e vaghi segni di speranza disseminati a fatica per operare un riscatto sempre più difficile a intravedersi. L’anziano sceriffo con la sua resa, tra i mille dubbi esistenziali che l’accompagnano, sancirà un punto di non ritorno su una strada sempre più difficile da percorrere per uomini a cui verranno a mancare le più elementari certezze…

    ha scritto il 

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