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Non è un paese per vecchi

Di

Editore: Einaudi

4.1
(4325)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8806179675 | Isbn-13: 9788806179670 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovaneLlewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciandoantilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga edi soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda diuna spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffovecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munitodi una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a undestino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
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  • 5

    Vero

    Questa è la realtà, Dura e implacabile. Scritto senza fronzoli e con dialoghi netti questo romanzo è una vera lama che percorre il western moderno. Chigurh, l'assassino, è un personaggio che ho amato ...continua

    Questa è la realtà, Dura e implacabile. Scritto senza fronzoli e con dialoghi netti questo romanzo è una vera lama che percorre il western moderno. Chigurh, l'assassino, è un personaggio che ho amato particolarmente perchè in fondo in fondo tutti vorremmo essere come lui

    ha scritto il 

  • 5

    Una sorta di promessa dentro al cuore

    McCarthy scarnifica la realtà e ce la mostra in tutta la sua violenza. La narrazione è veloce, tesa. A rallentarne il ritmo sono i monologhi di uno dei tre personaggi principali della storia, il vecch ...continua

    McCarthy scarnifica la realtà e ce la mostra in tutta la sua violenza. La narrazione è veloce, tesa. A rallentarne il ritmo sono i monologhi di uno dei tre personaggi principali della storia, il vecchio sceriffo Bell.
    Ancora una volta, dopo La strada, devo constatare, con sorpresa, che ciò che più mi colpisce nei libri di McCarthy non è tanto l’aspetto della violenza insensata dell’uomo e della società, quanto lo spiraglio di speranza (forse altrettanto insensata) che permane tenacemente in sottofondo, che non si arrende e resiste strenuamente alla catastrofe.

    Quando uscivi dalla porta sul retro di quella casa, da un lato trovavi un abbeveratoio di pietra in mezzo alle erbacce. C’era un tubo zincato che scendeva dal tetto e l’abbeveratoio era quasi sempre pieno, e mi ricordo che una volta mi fermai lì, mi accovacciai, lo guardai e mi misi a pensare. Non so da quanto tempo stava lì. Cento anni. Duecento. Sulla pietra si vedevano le tracce dello scalpello. Era scavato nella pietra dura, lungo quasi due metri, largo suppergiù mezzo e profondo altrettanto. Scavato nella pietra a colpi di scalpello. E mi misi a pensare all’uomo che l’aveva fabbricato. Quel paese non aveva mai avuto periodi di pace particolarmente lunghi, a quanto ne sapevo io. Dopo di allora ho letto un po’ di libri di storia e mi che sa che di periodi di pace non ne ha avuto nessuno. Ma quell’uomo si era messo lì con una mazza e uno scalpello e aveva scavato un abbeveratoio di pietra che sarebbe potuto durare diecimila anni. E perché? In cosa credeva quel tizio? Di certo non credeva che non sarebbe mai cambiato nulla. Uno potrebbe anche pensare questo. Ma secondo me non poteva essere così ingenuo. Ci ho riflettuto tanto. Ci riflettei anche dopo essermene andato di lì quando la casa era ridotta a un mucchio di macerie. E ve lo dico, secondo me quell’abbeveratoio è ancora lì. Ci voleva ben altro per spostarlo, ve lo assicuro. E allora penso a quel tizio seduto lì con la mazza e lo scalpello, magari un paio d’ore dopo cena, non lo so. E devo dire che l’unica cosa che mi viene da pensare è che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. E io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. E’ la cosa che mi piacerebbe più di tutte.

    Forse lo sceriffo Bell è lo sconfitto. O forse ad essere sconfitto è proprio il mondo, che va da un’altra parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo

    Stile freddo, asciutto e tagliente, dialoghi veloci e concisi, personaggi verosimili. La trama è molto scorrevole e il libro si legge in poco tempo. Un romanzo da tenere stretto. Butto là una sensazio ...continua

    Stile freddo, asciutto e tagliente, dialoghi veloci e concisi, personaggi verosimili. La trama è molto scorrevole e il libro si legge in poco tempo. Un romanzo da tenere stretto. Butto là una sensazione: ingiustamente snobbato dalla critica diventerà un classico.

    ha scritto il 

  • 4

    Tanto terribile, quanto affascinante. Scritto benissimo, secco secco, senza mezzi termini, senza inutilità, ma ben lungi dall'essere sommario o superficiale. Narrazione cinematografica: mentre leggevo ...continua

    Tanto terribile, quanto affascinante. Scritto benissimo, secco secco, senza mezzi termini, senza inutilità, ma ben lungi dall'essere sommario o superficiale. Narrazione cinematografica: mentre leggevo, le immagini si generavano e scorrevano nella testa come davanti a uno schermo. E queste immagini erano così forti che quando vidi il film dei fratelli Cohen, è stato come vedere un'altra versione cinematografica dello stesso libro. Romanzo che si presta a differenti chiavi di lettura. Nel suo genere - ma poi di che genere è un romanzo di questo genere? western, azione, thriller, sociologico, psicologico...- un libro davvero molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro non è un thriller. Il thriller c'è...ma è secondario e dal mio punto di vista incompiuto. Questo libro è una riflessione sul dove sta andando la società. LIbro particolare, mi è piaciuto. ...continua

    Questo libro non è un thriller. Il thriller c'è...ma è secondario e dal mio punto di vista incompiuto. Questo libro è una riflessione sul dove sta andando la società. LIbro particolare, mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 3

    Una immagine dell'America odierna intrisa di violenza e lontana dai valori “pionieristici”: coraggio, onore, ecc. Ben scritto, ma pesantuccio anzichenò.

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio non intromettersi!!!

    Si può dire che questo libro cattura l'attenzione del lettore ed emoziona profondamente...
    Un paese che appare carico di promesse ed accattivante è in realtà abitato da delinquenti e con una carica di ...continua

    Si può dire che questo libro cattura l'attenzione del lettore ed emoziona profondamente...
    Un paese che appare carico di promesse ed accattivante è in realtà abitato da delinquenti e con una carica di violenza incredibile...
    In una di queste situazioni paradossali si inserisce il nostro personaggio che non è ricco e ritrovandosi davanti un sacco di soldi appartenuti alla malavita, se ne impossessa, credendo in tal modo di risolvere la sua non certo rosea situazione economica...Questo si rivelerà uno sbaglio madornale per il nostro protagonista, perchè un feroce serial killer inizierà a dargli la caccia per recuperare il bottino, facendo tabula rasa intorno a lui e uccidendo anche coloro che sono suoi amici e che l'hanno aiutato...L'amara fine ci dà un insegnamento crudo: meglio non averci a che fare con i delinquenti e sapersi accontentare dei nostri guadagni anche quando ci sembrano limitati o esigui...l'onestà paga comunque con la serenità e la pace.
    Molto suggestiva ed emozionante la trasposizione cinematografica che rende perfettamente l'idea che lo scrittore voleva trasmettere tramite questo libro.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha catturata come pensavo... Forse ho sbagliato il momento o forse, avendo già visto l'ottimo film che ne è stato tratto, la curiosità era al minimo... Comunque dell'autore ho letto "Trilogia d ...continua

    Non mi ha catturata come pensavo... Forse ho sbagliato il momento o forse, avendo già visto l'ottimo film che ne è stato tratto, la curiosità era al minimo... Comunque dell'autore ho letto "Trilogia della frontiera" che, benché angosciante, considero un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 1

    Del 2005.
    Ero in viaggio e quindi l'ho finito, ma appena ho visto che i dialoghi non sono segnalati dovevo abbandonarlo: una scelta di stile che mi fa subito capire che io e l'autore siamo distanti.
    Q ...continua

    Del 2005.
    Ero in viaggio e quindi l'ho finito, ma appena ho visto che i dialoghi non sono segnalati dovevo abbandonarlo: una scelta di stile che mi fa subito capire che io e l'autore siamo distanti.
    Qui poi la trama fa acqua sin dall'inizio (perché Moss torna indietro?) e prosegue sempre peggio. Così anche le riflessioni perdono di interesse.
    Infine: forse è ambientato nel 1985-1990, ma l'autore non lo dice (l'ho dedotto perché ci sono dei 40enni reduci dal Vietnam) e anche se il libro è del 2005. Non vorrei fosse uno "scarto" di quegli anni tirato fuori all'ultimo momento senza neanche una revisione. Con questa idea ho visto su Wikipedia che dal 1985 al 1992 non ha pubblicato nulla e comincio a pensare di averci azzeccato.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura di McCarthy mi affascina sempre, ma questo libro mi ha deluso. Lo sviluppo degli avvenimenti sembra quasi affrettato, sia nelle descrizioni che nelle motivazioni di quanto sta accadendo. ...continua

    La scrittura di McCarthy mi affascina sempre, ma questo libro mi ha deluso. Lo sviluppo degli avvenimenti sembra quasi affrettato, sia nelle descrizioni che nelle motivazioni di quanto sta accadendo. Interessante la parte introspettiva di quello che alla fine diventa il protagonista, ma il complesso non mi ha convinto per niente. Se è vero che è un romanzo che deve essere letto ad un livello più profondo del semplice sviluppo della vicenda, è anche vero che questa lascia troppi dubbi.
    Dopo aver letto "la strada" mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

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