Non è un paese per vecchi

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(4482)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8806188194 | Isbn-13: 9788806188191 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Siamo al confine tra Texas e Messico, in un paese che ha abbandonato i vecchi valori per cadere in preda a una violenza cieca e incontrollata. Tale violenza si incarna in Anton Chigurh, un assassino psicopatico munito di un'arma micidiale e di una pericolosa filosofia della giustizia. Il suo avversario, un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente, è lo sceriffo Bell. Entrambi sono alla ricerca di Llewelyn Moss, un reduce del Vietnam che mentre cacciava antilopi sul Rio Grande si è ritrovato sul luogo affollato di cadaveri di una battaglia tra narcotrafficanti, e ha colto al volo un'occasione che si è rivelata troppo grande per lui. L'inseguimento si svolge lungo e oltre il confine, in un crescendo di suspense e violenza. Il destino di Moss, erede di tutti i cowboy di McCarthy e dei loro valori di dignità e onore, dipende da quale dei due inseguitori lo troverà per primo.
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  • 3

    boh

    Sarà che ho trovato i dialoghi molto confusionari, inseriti in mezzo a descrizioni o alla narrazione senza traccia di segni ortografici, di virgole, senza andare a capo, senza far capire al volo chi s ...continua

    Sarà che ho trovato i dialoghi molto confusionari, inseriti in mezzo a descrizioni o alla narrazione senza traccia di segni ortografici, di virgole, senza andare a capo, senza far capire al volo chi sta parlando, ma non ho compreso il senso di tutto ciò. Personaggi belli, questo sì, ma che diamine succede?
    No forse non è lo stile che fa per me! Se non hai voglia di andare a capo o di aprire delle virgolette, fallo fare dagli editor.
    Spesso troppe descrizioni di quello che fanno i protagonisti. Show, don't tell, dovrebbe essere.

    ha scritto il 

  • 2

    sulla carta le storie di McCarthy avrebbero tutto per piacermi, il suo stile però proprio non riesco a farmelo scendere. Odio i minuziosi elenchi di piccole azioni, le immense ellissi, i dialoghi comp ...continua

    sulla carta le storie di McCarthy avrebbero tutto per piacermi, il suo stile però proprio non riesco a farmelo scendere. Odio i minuziosi elenchi di piccole azioni, le immense ellissi, i dialoghi compiaciuti, l'idea di dio che fa capolino entro ogni finale. Dopo questo e dopo La strada smetterò di farmi ingannare dalle quarte dei suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    "poi mi dirai se anche tu intravedi una fiammella di speranza tra il ritmo incalzante,la spietatezza,la ferocia,l'amarezza,la storia d'amore raccontati in questo romanzo"

    così un grande cuore neroazzu ...continua

    "poi mi dirai se anche tu intravedi una fiammella di speranza tra il ritmo incalzante,la spietatezza,la ferocia,l'amarezza,la storia d'amore raccontati in questo romanzo"

    così un grande cuore neroazzurro mi presentava questo libro,suo graditissimo omaggio. la fiammella c'è e meno male dico io perchè tra sangue,dolore e sparatorie è quasi indispensabile per arrivare fino in fondo.
    storia bellissima nonostante la durezza

    ha scritto il 

  • 4

    “ … di sfortuna ce n'è tanta al mondo. Se non te ne vai prima del tempo , di sicuro ti becchi la tua parte. “

    Per chi , come me , abbia letto il romanzo solo dopo aver visto il film da esso tratto è quasi impossibile non visualizzare mentalmente il ridicolo caschetto di capelli e lo sguardo folle di Javier Ba ...continua

    Per chi , come me , abbia letto il romanzo solo dopo aver visto il film da esso tratto è quasi impossibile non visualizzare mentalmente il ridicolo caschetto di capelli e lo sguardo folle di Javier Bardem ogni volta che il personaggio dello psicopatico e sanguinario Chigurh entra in scena .
    Uno di quei casi nei quali mi riuscirebbe anche difficile esprimere un giudizio di preferenza per il libro rispetto al film (o viceversa) ma d'altra parte ciò è più che comprensibile quando la storia sia stata scritta da Cormac McCarthy e dietro alla macchina da presa ci siano registi del calibro dei fratelli Coen .
    Invece una nota di totale biasimo per la pessima qualità di questo ebook (e spero che il problema possa riguardare solo la mia versione ) talmente pieno di refusi tipografici e con una punteggiatura che eufemisticamente si potrebbe definire carente , da rendere spesso quasi difficoltosa la comprensione del testo.

    ha scritto il 

  • 4

    Con concisione di stile in un'attacco alla società americana l'A. in questo libro vede la decadenza americana e la descrive, questa è l’essenza dell’intero romanzo. E’ un’accusa esplicita agli effetti ...continua

    Con concisione di stile in un'attacco alla società americana l'A. in questo libro vede la decadenza americana e la descrive, questa è l’essenza dell’intero romanzo. E’ un’accusa esplicita agli effetti perversi che produce il denaro nella nostra società dove i giudizi etici sulla vita e la morte si fondono in uno schema perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro con sparatorie e inseguimenti ambientato al confine tra Texas e Messico? Nell'opera di Cormac McCarthy c'è anche questo elemento ovviamente, ma non solo. Sarebbe da folli fermarsi alla trama. ...continua

    Un libro con sparatorie e inseguimenti ambientato al confine tra Texas e Messico? Nell'opera di Cormac McCarthy c'è anche questo elemento ovviamente, ma non solo. Sarebbe da folli fermarsi alla trama.
    Considero 'Non è un paese per vecchi' come un'occasione per fare una profonda analisi su una società americana/umana in disfacimento. Crisi dei valori, logoramento della moralità, aumento della violenza e tanto altro. L'abilità dell'autore sta nel rendere tangibile questo forte senso di disagio, sia in maniera diretta che indiretta.
    Silenzio. Niente. Non lo so.
    Questo è uno di quei romanzi che una volta finito ti lascia colpito e affondato e con più dubbi di prima. Ti segna. Non tanto per gli eventi narrati, ma per il suo contenuto tra il cinicamente esplicito e il maleficamente nascosto. Angoscia. Smarrimento.
    Ammetto che alcune riflessioni finali, espresse dai flussi di coscienza dello sceriffo Bell, non le ho colte in pieno. Forse perché fatte da un uomo che ha molta più esperienza di vita sulle spalle rispetto al sottoscritto. Non lo so.

    Consiglio la lettura del libro... assolutamente! Il film non è malaccio (ha vinto solo qualche premio), però a mio avviso si perde troppo negli avvenimenti narrati nel romanzo e non approfondisce al meglio quello che c'è realmente da sapere.

    ha scritto il 

  • 3

    primo libro di McCarthy

    come è stato scritto questo libro? Definirlo asciutto è voler essere gentili. alcune frasi prese da sole non hanno proprio senso. Nel contesto si riesce a seguire il filo del discorso però mi è risult ...continua

    come è stato scritto questo libro? Definirlo asciutto è voler essere gentili. alcune frasi prese da sole non hanno proprio senso. Nel contesto si riesce a seguire il filo del discorso però mi è risultato pesante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non è un paese per vecchi, non è un libro qualunque

    Questo libro è un piccolo capolavoro. Lo dico subito, forte e chiaro. Lo dico dopo aver chiuso l’ultima pagina e mandato giù il classico groppo in gola di chi già sente la nostalgia della storia. Non ...continua

    Questo libro è un piccolo capolavoro. Lo dico subito, forte e chiaro. Lo dico dopo aver chiuso l’ultima pagina e mandato giù il classico groppo in gola di chi già sente la nostalgia della storia. Non so se esista un nome per questo, per quella particolare sensazione che alcuni libri danno, quella del salutare qualcosa che sai già che ti mancherà.

    Quanto sia preferibile arrivare a vedere il film solo dopo aver letto il relativo libro, beh, è cosa risaputa. Almeno per me. Cioè io farei sempre così. Ma il più delle volte si inciampa nella pellicola e poi si finisce a ficcare il naso nei paragrafi. Non ha fatto eccezione “Non è un paese per vecchi”, purtroppo. E dico purtroppo perchè letto il libro, se possibile, si arriva ad apprezzare ancor di più il pur bellissimo film dei fratelli Cohen.

    A loro, va detto, il merito di aver reso credo al meglio delle possibilità un qualcosa di difficile da portare sullo schermo con la stessa efficacia delle parole. Le parole, cazzarola. McCarthy mi aveva già colpito duro con “The Road, La Strada” e qui non fa nient’altro che infierire sulle emozioni e sull’immaginario del suo lettore, letteralmente spingendolo di testa dentro una storia che racconta di tempi che cambiano, di personaggi definiti con impressionante maestria da dialoghi secchi, pensieri e riflessioni taglienti e tempi, luoghi, incastrati in un jenga mai traballante.

    Anton Chigurh e lo sceriffo Ed Tom Dell sono due delle figure meglio contestualizzate e caratterizzate all’interno del libro, sono anche quelle che oggettivamente erano le più difficili da rendere in un film che volesse rimanere entro limiti temporali accettabili. I Cohen han dovuto far delle scelte e quindi si perdono tutte le bellissime riflessioni esistenziali di Dell, che incarna perfettamente lo spirito smarrito di un mondo “vecchio”, fondato su valori e tradizioni in collisione con l’evolversi della realtà del quotidiano. Un quotidiano truce, spietato, cui si trova ad assistere interrogandosi di riflesso su se stesso. Chigurh in tutto questo si erge ad emblema del Male. Un Male con la sua distorta scala di valori razionalizzata e forse proprio per questo ancor più inquietante e disturbante. La pazzia è di un solo uomo o del modo in cui stanno cambiando i tempi? Chigurh è l’unico personaggio senza dubbi in tutto il libro. Agisce secondo quelli che si potrebbero definire veri e propri principi, sorride davanti alle esitazioni delle sue vittime, ne è quasi divertito e questo si percepisce. Leggendo, dico. La sensazione di avere i suoi occhi piantati addosso mentre si spiega a poche parole diventa qualcosa di fisico e di vero, maledetto McCarthy mi hai fatto paura!

    Bellissimo libro, lo consiglierei a chiunque e la chiudo qui per non dire troppo. Anzi la faccio chiudere da una delle riflessioni del buon Ed Tom:

    "Qualche tempo fa ho letto sul giornale che certi insegnanti avevano ritrovato un sondaggio inviato negli anni Trenta a un certo numero di scuole di tutto il paese. Era stato fatto un questionario sui problemi dell’insegnamento nelle scuole. E loro hanno ritrovato i moduli compilati e spediti da ogni parte del paese, con le risposte alle domande. E i problemi più gravi che venivano fuori erano tipo che gli alunni parlavano in classe e correvano nei corridoi. O masticavano la gomma. O copiavano i compiti. Roba così. E allora avevano preso uno di quei moduli rimasto in bianco, ne avevano stampate un po’ di copie e le avevano mandate alle stesse scuole. Dopo quarant’anni. Be’, ecco le risposte. Stupri, incendi, assassini. Droga. Suicidi. E io ci penso a queste cose. Perchè il più delle volte, quando dico che il mondo sta andando alla malora, e di corsa, la gente mi fa un mezzo sorriso e mi dice che sono io che sto invecchiando. E che quello è uno dei sintomi. Ma per come la vedo io uno che non sa capire la differenza fra stuprare e ammazzare la gente e masticare la gomma in classe è messo molto peggio di me. E quarant’anni non sono mica così tanti. Magari fra altri quaranta la gente avrà aperto gli occhi. Sempre che non sia troppo tardi."

    ha scritto il 

  • 5

    L’altra faccia del sogno americano, della terra delle opportunità e del mito del successo è una realtà di violenza efferata e gratuita, insita in qualche modo nella storia ma che ormai non ha più alcu ...continua

    L’altra faccia del sogno americano, della terra delle opportunità e del mito del successo è una realtà di violenza efferata e gratuita, insita in qualche modo nella storia ma che ormai non ha più alcun limite. Una tragedia western dei giorni nostri dove a farne le spese sono due donne innocenti, oltre a un uomo che decide dall’oggi al domani di trasformare la propria vita in un’avventura suicida senza pensare alle conseguenze per chi lo ama. Ma è ancora una donna, la moglie dello sceriffo, la personalità che svela la forza della calma, l’unica che dà un po’ di sollievo e di speranza. L’assurdità della decisione finale del killer, sulla quale lo sceriffo non si dà pace, è la punta di un iceberg di un mondo di situazioni e personaggi minori apparentemente normali (il commesso del negozio di tende da campo che non può vendere un picchetto qualsiasi, il commesso del negozio di abbigliamento che serve con professionalità il protagonista senza vestiti) che hanno perso completamente il senso e sono sprofondati nel grottesco. Personaggi memorabili e dialoghi da antologia (la famosa scena del killer e dell’uomo dell’autogrill). Stile secco e tagliente come i colpi d’arma che abbondano nel romanzo, descrizioni particolareggiate che rappresentano con grande forza la drammaticità delle situazioni.

    ha scritto il 

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