Non è un paese per vecchi

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(4442)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8806188194 | Isbn-13: 9788806188191 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Martina Testa

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Siamo al confine tra Texas e Messico, in un paese che ha abbandonato i vecchi valori per cadere in preda a una violenza cieca e incontrollata. Tale violenza si incarna in Anton Chigurh, un assassino psicopatico munito di un'arma micidiale e di una pericolosa filosofia della giustizia. Il suo avversario, un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente, è lo sceriffo Bell. Entrambi sono alla ricerca di Llewelyn Moss, un reduce del Vietnam che mentre cacciava antilopi sul Rio Grande si è ritrovato sul luogo affollato di cadaveri di una battaglia tra narcotrafficanti, e ha colto al volo un'occasione che si è rivelata troppo grande per lui. L'inseguimento si svolge lungo e oltre il confine, in un crescendo di suspense e violenza. Il destino di Moss, erede di tutti i cowboy di McCarthy e dei loro valori di dignità e onore, dipende da quale dei due inseguitori lo troverà per primo.
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  • 4

    “ … di sfortuna ce n'è tanta al mondo. Se non te ne vai prima del tempo , di sicuro ti becchi la tua parte. “

    Per chi , come me , abbia letto il romanzo solo dopo aver visto il film da esso tratto è quasi impossibile non visualizzare mentalmente il ridicolo caschetto di capelli e lo sguardo folle di Javier Ba ...continua

    Per chi , come me , abbia letto il romanzo solo dopo aver visto il film da esso tratto è quasi impossibile non visualizzare mentalmente il ridicolo caschetto di capelli e lo sguardo folle di Javier Bardem ogni volta che il personaggio dello psicopatico e sanguinario Chigurh entra in scena .
    Uno di quei casi nei quali mi riuscirebbe anche difficile esprimere un giudizio di preferenza per il libro rispetto al film (o viceversa) ma d'altra parte ciò è più che comprensibile quando la storia sia stata scritta da Cormac McCarthy e dietro alla macchina da presa ci siano registi del calibro dei fratelli Coen .
    Invece una nota di totale biasimo per la pessima qualità di questo ebook (e spero che il problema possa riguardare solo la mia versione ) talmente pieno di refusi tipografici e con una punteggiatura che eufemisticamente si potrebbe definire carente , da rendere spesso quasi difficoltosa la comprensione del testo.

    ha scritto il 

  • 4

    Con concisione di stile in un'attacco alla società americana l'A. in questo libro vede la decadenza americana e la descrive, questa è l’essenza dell’intero romanzo. E’ un’accusa esplicita agli effetti ...continua

    Con concisione di stile in un'attacco alla società americana l'A. in questo libro vede la decadenza americana e la descrive, questa è l’essenza dell’intero romanzo. E’ un’accusa esplicita agli effetti perversi che produce il denaro nella nostra società dove i giudizi etici sulla vita e la morte si fondono in uno schema perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro con sparatorie e inseguimenti ambientato al confine tra Texas e Messico? Nell'opera di Cormac McCarthy c'è anche questo elemento ovviamente, ma non solo. Sarebbe da folli fermarsi alla trama. ...continua

    Un libro con sparatorie e inseguimenti ambientato al confine tra Texas e Messico? Nell'opera di Cormac McCarthy c'è anche questo elemento ovviamente, ma non solo. Sarebbe da folli fermarsi alla trama.
    Considero 'Non è un paese per vecchi' come un'occasione per fare una profonda analisi su una società americana/umana in disfacimento. Crisi dei valori, logoramento della moralità, aumento della violenza e tanto altro. L'abilità dell'autore sta nel rendere tangibile questo forte senso di disagio, sia in maniera diretta che indiretta.
    Silenzio. Niente. Non lo so.
    Questo è uno di quei romanzi che una volta finito ti lascia colpito e affondato e con più dubbi di prima. Ti segna. Non tanto per gli eventi narrati, ma per il suo contenuto tra il cinicamente esplicito e il maleficamente nascosto. Angoscia. Smarrimento.
    Ammetto che alcune riflessioni finali, espresse dai flussi di coscienza dello sceriffo Bell, non le ho colte in pieno. Forse perché fatte da un uomo che ha molta più esperienza di vita sulle spalle rispetto al sottoscritto. Non lo so.

    Consiglio la lettura del libro... assolutamente! Il film non è malaccio (ha vinto solo qualche premio), però a mio avviso si perde troppo negli avvenimenti narrati nel romanzo e non approfondisce al meglio quello che c'è realmente da sapere.

    ha scritto il 

  • 3

    primo libro di McCarthy

    come è stato scritto questo libro? Definirlo asciutto è voler essere gentili. alcune frasi prese da sole non hanno proprio senso. Nel contesto si riesce a seguire il filo del discorso però mi è risult ...continua

    come è stato scritto questo libro? Definirlo asciutto è voler essere gentili. alcune frasi prese da sole non hanno proprio senso. Nel contesto si riesce a seguire il filo del discorso però mi è risultato pesante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non è un paese per vecchi, non è un libro qualunque

    Questo libro è un piccolo capolavoro. Lo dico subito, forte e chiaro. Lo dico dopo aver chiuso l’ultima pagina e mandato giù il classico groppo in gola di chi già sente la nostalgia della storia. Non ...continua

    Questo libro è un piccolo capolavoro. Lo dico subito, forte e chiaro. Lo dico dopo aver chiuso l’ultima pagina e mandato giù il classico groppo in gola di chi già sente la nostalgia della storia. Non so se esista un nome per questo, per quella particolare sensazione che alcuni libri danno, quella del salutare qualcosa che sai già che ti mancherà.

    Quanto sia preferibile arrivare a vedere il film solo dopo aver letto il relativo libro, beh, è cosa risaputa. Almeno per me. Cioè io farei sempre così. Ma il più delle volte si inciampa nella pellicola e poi si finisce a ficcare il naso nei paragrafi. Non ha fatto eccezione “Non è un paese per vecchi”, purtroppo. E dico purtroppo perchè letto il libro, se possibile, si arriva ad apprezzare ancor di più il pur bellissimo film dei fratelli Cohen.

    A loro, va detto, il merito di aver reso credo al meglio delle possibilità un qualcosa di difficile da portare sullo schermo con la stessa efficacia delle parole. Le parole, cazzarola. McCarthy mi aveva già colpito duro con “The Road, La Strada” e qui non fa nient’altro che infierire sulle emozioni e sull’immaginario del suo lettore, letteralmente spingendolo di testa dentro una storia che racconta di tempi che cambiano, di personaggi definiti con impressionante maestria da dialoghi secchi, pensieri e riflessioni taglienti e tempi, luoghi, incastrati in un jenga mai traballante.

    Anton Chigurh e lo sceriffo Ed Tom Dell sono due delle figure meglio contestualizzate e caratterizzate all’interno del libro, sono anche quelle che oggettivamente erano le più difficili da rendere in un film che volesse rimanere entro limiti temporali accettabili. I Cohen han dovuto far delle scelte e quindi si perdono tutte le bellissime riflessioni esistenziali di Dell, che incarna perfettamente lo spirito smarrito di un mondo “vecchio”, fondato su valori e tradizioni in collisione con l’evolversi della realtà del quotidiano. Un quotidiano truce, spietato, cui si trova ad assistere interrogandosi di riflesso su se stesso. Chigurh in tutto questo si erge ad emblema del Male. Un Male con la sua distorta scala di valori razionalizzata e forse proprio per questo ancor più inquietante e disturbante. La pazzia è di un solo uomo o del modo in cui stanno cambiando i tempi? Chigurh è l’unico personaggio senza dubbi in tutto il libro. Agisce secondo quelli che si potrebbero definire veri e propri principi, sorride davanti alle esitazioni delle sue vittime, ne è quasi divertito e questo si percepisce. Leggendo, dico. La sensazione di avere i suoi occhi piantati addosso mentre si spiega a poche parole diventa qualcosa di fisico e di vero, maledetto McCarthy mi hai fatto paura!

    Bellissimo libro, lo consiglierei a chiunque e la chiudo qui per non dire troppo. Anzi la faccio chiudere da una delle riflessioni del buon Ed Tom:

    "Qualche tempo fa ho letto sul giornale che certi insegnanti avevano ritrovato un sondaggio inviato negli anni Trenta a un certo numero di scuole di tutto il paese. Era stato fatto un questionario sui problemi dell’insegnamento nelle scuole. E loro hanno ritrovato i moduli compilati e spediti da ogni parte del paese, con le risposte alle domande. E i problemi più gravi che venivano fuori erano tipo che gli alunni parlavano in classe e correvano nei corridoi. O masticavano la gomma. O copiavano i compiti. Roba così. E allora avevano preso uno di quei moduli rimasto in bianco, ne avevano stampate un po’ di copie e le avevano mandate alle stesse scuole. Dopo quarant’anni. Be’, ecco le risposte. Stupri, incendi, assassini. Droga. Suicidi. E io ci penso a queste cose. Perchè il più delle volte, quando dico che il mondo sta andando alla malora, e di corsa, la gente mi fa un mezzo sorriso e mi dice che sono io che sto invecchiando. E che quello è uno dei sintomi. Ma per come la vedo io uno che non sa capire la differenza fra stuprare e ammazzare la gente e masticare la gomma in classe è messo molto peggio di me. E quarant’anni non sono mica così tanti. Magari fra altri quaranta la gente avrà aperto gli occhi. Sempre che non sia troppo tardi."

    ha scritto il 

  • 5

    L’altra faccia del sogno americano, della terra delle opportunità e del mito del successo è una realtà di violenza efferata e gratuita, insita in qualche modo nella storia ma che ormai non ha più alcu ...continua

    L’altra faccia del sogno americano, della terra delle opportunità e del mito del successo è una realtà di violenza efferata e gratuita, insita in qualche modo nella storia ma che ormai non ha più alcun limite. Una tragedia western dei giorni nostri dove a farne le spese sono due donne innocenti, oltre a un uomo che decide dall’oggi al domani di trasformare la propria vita in un’avventura suicida senza pensare alle conseguenze per chi lo ama. Ma è ancora una donna, la moglie dello sceriffo, la personalità che svela la forza della calma, l’unica che dà un po’ di sollievo e di speranza. L’assurdità della decisione finale del killer, sulla quale lo sceriffo non si dà pace, è la punta di un iceberg di un mondo di situazioni e personaggi minori apparentemente normali (il commesso del negozio di tende da campo che non può vendere un picchetto qualsiasi, il commesso del negozio di abbigliamento che serve con professionalità il protagonista senza vestiti) che hanno perso completamente il senso e sono sprofondati nel grottesco. Personaggi memorabili e dialoghi da antologia (la famosa scena del killer e dell’uomo dell’autogrill). Stile secco e tagliente come i colpi d’arma che abbondano nel romanzo, descrizioni particolareggiate che rappresentano con grande forza la drammaticità delle situazioni.

    ha scritto il 

  • 2

    Che la vita sia dura lo sappiamo praticamente sin da subito, sin da quando piangere per ottenere qualcosa inizia a non rivelarsi più efficace, e capiamo che per avere quello che vogliamo, ed essere ch ...continua

    Che la vita sia dura lo sappiamo praticamente sin da subito, sin da quando piangere per ottenere qualcosa inizia a non rivelarsi più efficace, e capiamo che per avere quello che vogliamo, ed essere chi siamo, dobbiamo lottare, contro noi stessi, contro gli altri, e contro il tempo, che inesorabilmente scorre e ci permette di capire, guardandoci indietro, chi siamo, da dove siamo venuti, cosa abbiamo fatto fino ad ora, e come siamo riusciti a realizzarlo.
    Se per un attimo proviamo a dimenticarci di questa lezione di vita, e prendiamo un libro di Cormac McCarthy come questo, "Non è un paese per vecchi", magari per evadere dalla nostra routine quotidiana, dal peso schiacciante dei nostri pensieri, dal semplice scorrere della vita, facciamo un buco nell'acqua. Non riusciamo proprio a distrarci, a non sentire il ticchettio dell'orologio biologico che avanza sempre in avanti, a non sentirci più che mai coinvolti nel gioco della vita - gioco difficilissimo, terribile, con regole durissime e alle quali non si può sfuggire - che ci vede protagonisti (e antagonisti degli altri, specie se questi sono senza scrupoli e vogliono soltanto farci fuori).
    Questo accade non perché nel libro in questione si parli di filosofia esistenzialista o di retorica sul bene e sul male, sulla vita e sulla morte. Ma perché l'autore è così bravo a farci calare nella mente e nelle azioni dei personaggi, che non possiamo non patire con loro, sfuggire con loro da colpi di pistola e di fucile, dormire in camere di motel incontrati sulla strada con il cuore in gola, e la paura di venire presi e uccisi da qualcuno che non vuole lasciarci in pace...
    Dal momento che in "Non è un paese per vecchi" incontriamo personaggi diversi tra loro, buoni e cattivi, vittime e carnefici, inseguiti e inseguitori, e che tutti vengono descritti minuziosamente - al punto da non riuscire per un attimo a capire chi sia il vero protagonista del romanzo, e da che parte stiamo - noi lettori ci troviamo coinvolti in situazioni che per fortuna sono soltanto finzioni. Fino a che non iniziamo a guardarci attorno, ad interrompere la lettura per respirare un attimo, giusto il tempo di assicurarci che non siamo nel Texas degli anni '80 ma nella nostra casa al mare in Calabria.
    La mia recensione sembra entusiastica, e in gran parte lo è, ma la lettura non è stata semplice. Nonostante la scrittura di McCarthy ricordi molto quella della Krisfof - secca, dura, spietata, decisa, senza fronzoli, senza virgolette che indichino i dialoghi dei personaggi - in certi passaggi ho dovuto soffermarmi più a lungo. Certamente per l'impatto emotivo di cui ho parlato poco fa, ma non solo: questo libro non rientra nei generi letterari che sono abituato a leggere e ad amare. Un noir? Un thriller? Un giallo? Una spy-story? Una specie di miscuglio di tutti questi generi.
    Se immaginare le scene narrate non è stato un problema - anzi, le vedi proprio, come se fossi al cinema o davanti alla tv - la mia difficoltà consisteva nel ricordarsi chi fosse chi. I nomi proprio non mi entravano in testa. Eppure non erano molti, e nemmeno difficili. Semplicemente credo che inizialmente la storia avesse bisogno di un po' di tempo per entrarmi dentro, insieme ai personaggi e alle ambientazioni. Ma aspettare, e nel frattempo abbandonarsi alla storia, ha prodotto i suoi frutti: un lettore appassionato ad una storia che non rientra nelle sue corde, ma che l'ha letta in meno di ventiquattro ore, e che ora ne parla con entusiasmo.
    Descrizioni minuziose dei pensieri, delle azioni dei personaggi e soprattutto delle ambientazioni rendono questo romanzo impossibile da non conquistare, facendo passare in secondo piano la trama - il che, per chi come me non è un appassionato del genere, è una cosa positiva.
    La trama va cercata su internet, perché io potrei svelare qualcosa, e sarebbe meglio ciò non accadesse. Più la trovate sintetica, meglio è.
    È giusto così.
    È giusto che come me vi buttiate alla cieca su questo imperdibile romanzo, per goderne i dialoghi (molto brevi e realistici, lontanissimi anni luce da quelli costruiti a tavolino, ma soprattutto prolissi, cui magari in genere siamo abituati), le riflessioni che di tanto in tanto compaiono, e - perchè no? - il brivido di eccitazione (e se ti immedesimi tanto nella storia anche di paura) che accompagna pedinamenti e sparatorie.
    Potrà deludere, come con diverse persone ha fatto, ma non potrà lasciare indifferenti. Anche già solo per il fatto che magari appare troppo crudele, troppo rude, troppo violento. Ma il mondo di cui parla McCarthy, che alla fin fine è il nostro, non solo appare così: è così. Crudele, rude, violento. Fatto di droga, sangue, soldi, pistole. Volendo anche di fortuna, ma solo a volte. Tutto quello che vogliamo immaginare di più spietato.
    Il mondo non è un paese per vecchi.

    ha scritto il 

  • 5

    Duro, crudo, senza pietà e senza tanti fronzoli.
    Come del resto lo è, troppo spesso, la vita.
    Alcuni potrebbero pensare che la visione del presente e del futuro che traspare dal libro sia troppo pessi ...continua

    Duro, crudo, senza pietà e senza tanti fronzoli.
    Come del resto lo è, troppo spesso, la vita.
    Alcuni potrebbero pensare che la visione del presente e del futuro che traspare dal libro sia troppo pessimistica, ma basta leggere un qualsiasi giornale (come ormai si rifiutano di fare alcuni dei protagonisti) per vedere come siamo messi. E, a conti fatti, non è proprio una posizione invidiabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "I guai cominciano quando si inizia a passare sopra alla maleducazione. Quando non si sente più dire Grazie e Per favore, vuol dire che la fine è vicina. Le ho detto: E' una cosa che va a toccare ogni ...continua

    "I guai cominciano quando si inizia a passare sopra alla maleducazione. Quando non si sente più dire Grazie e Per favore, vuol dire che la fine è vicina. Le ho detto: E' una cosa che va a toccare ogni strato sociale. L'ha sentita questa espressione, no? Ogni strato sociale. Alla fine si arriva a quella sorta di crollo dell'etica mercantile che lascia la gente morta ammazzata in mezzo al deserto dentro una macchina, e allora è troppo tardi."

    In questa citazione paradossale sta tutto il senso di questo romanzo, altrimenti insensato.
    Da dove si parte per arrivare fino dove arriva Cigurh, da dove si parte per fare in modo che vengano massacrati dei trafficanti di droga che hanno guadagni di milioni di dollari, da dove si parte perché anche chi è considerato onesto lo sia solo perché l'onestà ha un prezzo più alto e basta alzare il tiro perché anche Moss si corrompa.
    Si parte dall'educazione, dai rapporti, dal rispetto, queste sono le cose che vanno coltivate perché non si arrivi al fallimento di una società come quella descritta dall'autore.
    Libro etico, nonostante l'apparenza sia diversa, la violenza è solo l'ultimo stadio della malattia da qui non si torna più indietro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo di movimenti repentini, quelli incerti di chi fugge verso una vita migliore e quelli letali di colui che insegue, spregiudicato e inevitabile. E in questa atmosfera di morte, scorrono pagin ...continua

    Un romanzo di movimenti repentini, quelli incerti di chi fugge verso una vita migliore e quelli letali di colui che insegue, spregiudicato e inevitabile. E in questa atmosfera di morte, scorrono pagine di riflessioni bellissime di uno sceriffo nostalgico di un'epoca diversa, lontana, che forse non è mai esistita.
    Né più né meno, un capolavoro!

    ha scritto il 

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