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Non è un paese per vecchie

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(156)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807171945 | Isbn-13: 9788807171949 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Music , Social Science

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Descrizione del libro
Loredana Lipperini continua la sua indagine. Dopo Ancora dalla parte delle bambine, un altro libro sul femminile e sulla discriminazione: di genere e anagrafica. Le “bambine” mostravano una società standardizzata. Adesso lo sguardo si sposta su un mondo che non accetta l’invecchiamento.

“I vecchi sono numeri. Numeri che ci fanno paura, come quell’uno su tre che riguarda la percentuale di anziani che abiteranno il nostro paese di qui ai prossimi anni. Numeri che, più raramente, ci consolano in una notizia in cronaca regionale, ricordandoci che la vita si è allungata. I vecchi danno fastidio. È sempre stato così: ma adesso, e soprattutto nel nostro paese, avviene qualcosa di diverso. C’è una sola generazione. A new kind of generation. Quella dei cinquanta-sessantenni. Le altre devono adeguarsi. O svanire.”
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  • 3

    sempre giovani e belle!!?

    una riflessione sulle donne attempate e non che purtroppo non hanno spazio nella nostra societa'.
    se si e' giovani e belle allora si:le porte si aprono(almeno alcune) ma dopo gli anta c'e' spazio sol ...continua

    una riflessione sulle donne attempate e non che purtroppo non hanno spazio nella nostra societa'.
    se si e' giovani e belle allora si:le porte si aprono(almeno alcune) ma dopo gli anta c'e' spazio solo per gli uomini.
    la strada e' ancora luuuunga....per la parita' completa e totale dei due sessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro libro intelligente della Lipperini

    Ottima analisi di che cosa vuol dire essere vecchie, del perché lo si rifiuta con tanto accanimento, perché lo si accetta solo a patto di rifugiarsi in un'illusione di gioventú. Da leggere per tutte l ...continua

    Ottima analisi di che cosa vuol dire essere vecchie, del perché lo si rifiuta con tanto accanimento, perché lo si accetta solo a patto di rifugiarsi in un'illusione di gioventú. Da leggere per tutte le over 50. Le altre non lo capiscono.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un vero piacere intellettuale leggere i libri della Lipperini. I vecchi dovrebbero leggere questo saggio, ma dovrebbero leggerlo soprattutto quelli che non sono vecchi o che si rifiutano di definir ...continua

    E' un vero piacere intellettuale leggere i libri della Lipperini. I vecchi dovrebbero leggere questo saggio, ma dovrebbero leggerlo soprattutto quelli che non sono vecchi o che si rifiutano di definirsi tali. Avevo bisogno di una lettura così su questo tema.

    ha scritto il 

  • 3

    La prima parte del libro è veramente amara: l’Italia non è un Paese per vecchie ma neanche per vecchi (maschi). La prospettiva di genere è in questo caso secondaria al problema principale: viviamo in ...continua

    La prima parte del libro è veramente amara: l’Italia non è un Paese per vecchie ma neanche per vecchi (maschi). La prospettiva di genere è in questo caso secondaria al problema principale: viviamo in una società che ripudia la vecchiaia e il pensiero della morte.
    Soltanto tre stelle perché, dopo “ancora dalla parte delle bambine” mi aspettavo un libro con altrettanti spunti di riflessione e ispirazione. Questo semplicemente ha meno contenuti e meno approfonditi, tanti dati ma poche riflessioni. Mi è piaciuta molto la parte sul tabù della morte.
    E amo la facilità con cui la Lipperini si muove da un argomento all’altro, usando tanti fatti concreti.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà che la prima parte, sulla vita in Italia dei vecchi, mi ha angosciata tanto, ma mi sembra una fredda statistica, dati che non vengono sviluppati (o meglio, la Lipperini ci dice cosa "non va" in q ...continua

    Sarà che la prima parte, sulla vita in Italia dei vecchi, mi ha angosciata tanto, ma mi sembra una fredda statistica, dati che non vengono sviluppati (o meglio, la Lipperini ci dice cosa "non va" in quei dati, ma è come se mettesse sempre più carne a cuocere senza poi tirarne fuori un discorso unico, riassuntivo e che vada oltre i dati). Ho tanto apprezzato la seconda parte (divisione fatta arbitrariamente da me, eh), sulla non-presenza e tentativi di mascherare, nei mass-media, la morte.
    3 stelle che per me non è "così così" come dice Anobii ma 7.

    ha scritto il 

  • 3

    non abbiamo nulla da perdere

    I vecchi non hanno futuro, ma sono molto liberi nel presente e in molti abbiamo ancora una inesauribile voglia di cambiare.
    Titolo ingannevole, presenta un po' disordinatamente problemi sociali ,però ...continua

    I vecchi non hanno futuro, ma sono molto liberi nel presente e in molti abbiamo ancora una inesauribile voglia di cambiare.
    Titolo ingannevole, presenta un po' disordinatamente problemi sociali ,però ricco di citazioni che invitano ad altre, più consistenti, letture.

    ha scritto il 

  • 0

    Una sera a Bologna e tre tabù: la vecchiaia, il morire, le classi sociali

    Sabato 11 dicembre 2010 abbiamo presentato al Modo Infoshop di Bologna, insieme all’autrice e alla semiologa Giovanna Cosenza, il libro di Loredana Lipperini Non è un paese per vecchie (Feltrinelli, 2 ...continua

    Sabato 11 dicembre 2010 abbiamo presentato al Modo Infoshop di Bologna, insieme all’autrice e alla semiologa Giovanna Cosenza, il libro di Loredana Lipperini Non è un paese per vecchie (Feltrinelli, 2010).
    La discussione, durata un paio d’ore, ha collegato fra loro tre tabù, tre interdizioni, tre rimozioni che oggi orientano il discorso pubblico. Tre cose di cui si deve parlare il meno possibile: la vecchiaia, il morire e la divisione della società in classi. Per questa “griglia” sono passati molti argomenti: l’omologazione dei corpi e delle facce, l’obbligo sociale a fingersi giovani e a essere stronzi, la demitizzazione dei “fantastici anni ’60″, la raffigurazione (o l’assenza) delle donne anziane nella letteratura, la necessità di ritrovare rituali del morire e del lutto etc. Numerosi i riferimenti, diretti e indiretti, alle lotte in corso, a cominciare – com’è ovvio – da quella degli studenti.
    Ecco l’audio della serata, diviso in cinque capitoli, ciascuno con il suo abstract.
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2324

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà il paese non è per vecchi in generale, senza distinzioni di genere, semmai, tanto per cambiare, per le donne è un po' peggio. Abbastanza triste vedere quello che ci aspetta, ma nello stesso ...continua

    In realtà il paese non è per vecchi in generale, senza distinzioni di genere, semmai, tanto per cambiare, per le donne è un po' peggio. Abbastanza triste vedere quello che ci aspetta, ma nello stesso tempo aiuta ad essere più indulgenti con i vecchi, quelli veri e più arrabbiati con i finti giovani, che non lasciano spazio a chi giovane lo è veramente. E una consapevolezza: Tutti lì dobbiamo finire.

    ha scritto il 

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