Non avevo capito niente

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(4688)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8806197673 | Isbn-13: 9788806197674 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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    La versione di Vincenzo

    L'avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista del delizioso romanzo di Diego De Silva "Non avevo capito niente", è un eroe postmoderno. Erede letterario di Nathan Zuckerman, protagonista eponimo della ...continua

    L'avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista del delizioso romanzo di Diego De Silva "Non avevo capito niente", è un eroe postmoderno. Erede letterario di Nathan Zuckerman, protagonista eponimo della saga di Philip Roth e di Bartleby lo scrivano, si barcamena tra il lavoro da azzeccagarbugli ed una famiglia alla deriva formata da moglie psicologa che lo ha lasciato per uno scialbo architetto, un figlio antropologo in erba, che per la sua voglia di comprendere l'universo delinquenziale si ritrova spesso pestato a sangue e una figliastra dal nome impossibile, quando gli capitano due occasioni che non si possono rifiutare.
    Il plot narrativo di questo romanzo è molto esile ma è innervato da un caleidoscopio di invenzioni, sia narrative che linguistiche che diverte e affascina. Il simpatico avvocato, indeciso a tutto, alla fine si rivela vincente pur sottraendosi a tutte le lusinghe e tentazioni. Attraversando una città ostile che, come scrive il grande sociologo Marshall McLuhan nel suo saggio "Gli strumenti del comunicare "al suo confronto, qualsiasi giungla tropicale era quieta e tranquilla come una conigliera", il nostro eroe sfida le attenzioni della camorra e riesce a trovare un nuovo amore nella splendida collega Alessandra.
    Ricco di citazioni letterarie (tra cui è fulminante quella che paragona la "madeleine" proustiana alle deiezioni equine), cinematografiche e musicali, il libro, scritto e ideato come un ipertesto, è una continua fonte di divertimento ma non mancano gli spunti di impegno civile soprattutto
    contro il "cialtronismo" che soffoca le nostre vite.
    Se dovessi rinascere, non dico la vita intera, ma alcune orette le vivrei volentieri nei panni di Vincenzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Vincenzo Malinconico è un uomo che viene lasciato dalla moglie con un discorso banale. 'Non siamo più fatti per stare insieme', 'ormai è troppo tardi per tornare indietro' e frasi così... Ma è anche u ...continua

    Vincenzo Malinconico è un uomo che viene lasciato dalla moglie con un discorso banale. 'Non siamo più fatti per stare insieme', 'ormai è troppo tardi per tornare indietro' e frasi così... Ma è anche un avvocato discreto, che purtroppo non ha molto lavoro, e con un ufficio condiviso con altre persone. Un giorno però riceve una chiamata, che lo avvisa di un incarico in tribunale con una nomina d'ufficio. Si trova quindi a difendere Mimmo 'o Burzone pur non sapendo granché di diritto penale. Nel frattempo continua a pensare a sua moglie, che l'ha lasciato senza grandi spiegazioni, e ai suoi due figli che vede ogni tanto. La storia procede e tra ripensamenti e paura l'avvocato accetta di difendere Mimmo in udienza, anche se la vicenda gli appare strana. In udienza riesce ad avere successo e il suo cliente viene scarcerato. Nel frattempo si è guadagnato l'attenzione della donna più bella di tutto il tribunale, Alessandra, ed i due iniziano una storia d'amore. Alla fine del libro anche Vincenzo riuscirà ad essere felice!
    Non so dire se mi è piaciuto oppure no questo libro, però posso dire che molte volte l'ho trovato troppo pieno di fronzoli. Nel senso che dice troppe cose, magari anche inutili, che personalmente mi rendevano noiosa la lettura. Preferivo mille volte i momenti in cui c'erano dei dialoghi. Complessivamente comunque la storia mi ha incuriosito e sapendo che ci sono altri libri che dovrebbero essere il seguito, sono curiosa di leggerli. Comunque l'avvocato mi ha ispirato molta simpatia, sono entrata in empatia con il personaggio, provando felicità nel momento in cui la provava lui, così come con la tristezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Dicono che la felicità si trova nelle piccole cose. Sapeste l'infelicità.

    Piccolo, divertente, ironico, leggero racconto dell'Italia e degli italiani di oggi e di domani, dei loro sentimenti, paure e contraddizioni. Si legge velocemente e lascia qualche piccola riflessione ...continua

    Piccolo, divertente, ironico, leggero racconto dell'Italia e degli italiani di oggi e di domani, dei loro sentimenti, paure e contraddizioni. Si legge velocemente e lascia qualche piccola riflessione per nulla pesante ma incisiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto piacevole, non lo definirei divertente ma senza dubbio leggero.
    Premetto che letture su avvocati fatte bene (tralascio i legal thriller che sono altra cosa) si contano sulle dita di una ma ...continua

    Libro molto piacevole, non lo definirei divertente ma senza dubbio leggero.
    Premetto che letture su avvocati fatte bene (tralascio i legal thriller che sono altra cosa) si contano sulle dita di una mano, ma inserirei questo libro fra i consigli per un giovane studente di giurisprudenza/praticante/giovane avvocato, soprattutto per la franchezza e la realtà con cui rappresenta il mondo legale.
    Per altri lettori resta comunque una lettura molto piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    E' uno di quei libri che leggendolo ti aspetti la RAI ci giri una miniserie tipo l'Ispettore Coliandro in versione Un giorno in Pretura. Che ce lo vedrei pure bene Morelli nel ruolo dell'Avv. Malincon ...continua

    E' uno di quei libri che leggendolo ti aspetti la RAI ci giri una miniserie tipo l'Ispettore Coliandro in versione Un giorno in Pretura. Che ce lo vedrei pure bene Morelli nel ruolo dell'Avv. Malinconico e Nicoletta Romanoff in quello della fighissima Alessandra Penserini, per dirne due.
    Non è una lettura che ti cambia la vita, ma è leggera e divertente. Se non siete avvocati, lo sconsiglio, potrebbe annoiarvi, sopratutto se siete architetti (ne uscite malissimo :D), ma se avete per amico un "giovane" avvocato quarantenne, è il regalo perfetto, ci descrive benissimo! (però che sia uno con uno spiccato senso dell'umorismo, mi raccomando).

    ha scritto il 

  • 5

    La recensione completa sul blog "La lettrice sulle nuvole"

    https://lalettricesullenuvole.blogspot.it/2016/09/recensione-non-avevo-capito-niente-di.html

    Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i de ...continua

    https://lalettricesullenuvole.blogspot.it/2016/09/recensione-non-avevo-capito-niente-di.html

    Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi.
    Vincenzo Malinconico è il protagonista di questo libro. E' un avvocato che arranca fra piccoli risarcimenti e poco altro per arrivare a fine mese e divide il suo ufficio con altre persone, in uno stabile non proprio lussuoso. Ha quarantadue anni, è divorziato ma ogni tanto va a letto con l'ex moglie. Ha due figli: Alagia, (sì, proprio così si chiama) di cui non è padre biologico ma lo è di fatto e Alfredo, che a sedici anni coltiva la passione per il giornalismo e cerca di indagare dentro ai fatti, con conseguenze non sempre felici.
    La sua carriera subisce un brusco scossone quando gli chiedono di essere il difensore d'ufficio di un uomo legato alla camorra. Tra episodi strani, rigurgiti di coscienza e fatti non proprio chiari, Vincenzo riuscirà finalmente a tirare fuori il coraggio e a dare una svolta anche alla sua vita oltre che alla sua carriera.
    Certe volte penso che quando alzi la testa, e cominci a muovere le cose e a chiedere, invece di subire tutto praticando il minimo sindacale di resistenza (che poi è il mio modo di vivere), la realtà ti nota. Acquista un po' di stima nei tuoi confronti e ti rende la vita più facile.
    Avevo già letto Terapia di coppia per amanti di questo talentuoso scrittore e, come per quello, la trama di per sé non è fondamentale. Il fulcro qui è Vincenzo, la sua vita, i piccoli drammi che lo accomunano a chi legge. Una vita che si è immaginata diversa, una professione che quando si studia prospetta grandi cose, ma a conti fatti è quasi umiliante. Un matrimonio che non ha funzionato, ma a cui si è ancora legati.
    Avevo paura del confronto, dopo un personaggio così simpatico come Modesto Fracasso di Terapia di coppia per amanti, ma Vincenzo Malinconico è riuscito a conquistarmi in pieno. La sua caratterizzazione è splendida, sembra quasi che parli proprio con te mentre ti racconta tutte le sue paturnie. E' un uomo all'apparenza mediocre, che ha paura di parlare, ha paura di decidere, ha paura di vivere, di osare. Ma quando finalmente lo fa vorresti entrare nel libro e abbracciarlo per quanto sei coinvolto.

    ... continua sul blog

    ha scritto il 

  • 4

    “Sono un uomo – outlet. E gli outlet, in quanto rientrano nel campionario della stagione passata, vivono male il rapporto con l’attualità. Si sentono scaduti, scelti per ripiego. Se qualcuno ci vuole, ...continua

    “Sono un uomo – outlet. E gli outlet, in quanto rientrano nel campionario della stagione passata, vivono male il rapporto con l’attualità. Si sentono scaduti, scelti per ripiego. Se qualcuno ci vuole, è perché siamo in saldo”.
    “Certe volte penso, ma lo penso veramente, che bisognerebbe piantarla con questa storia del parlare. Perché tanto non serve a niente. Non è questione di capirsi, fare fatica a ritrovarsi sulle cose; non è questo. E’ che nessuna conversazione regge l’argomento per più di un paio di battute; è la pertinenza, il problema”.

    ha scritto il 

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