Non avevo capito niente

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(4593)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 312 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese

Isbn-10: 8806197673 | Isbn-13: 9788806197674 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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  • 4

    Cade in un momento preciso della vita dove posso dire "non avevo capito niente". Posso prendere e fare mia più di una frase che dice lo scrittore.. insomma calza a pennello. Io ho trovato questo libro ...continua

    Cade in un momento preciso della vita dove posso dire "non avevo capito niente". Posso prendere e fare mia più di una frase che dice lo scrittore.. insomma calza a pennello. Io ho trovato questo libro proprio gradevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Sergio Rubini nel ruolo dell'avvocato Malinconico....

    Devo essere sincero, non mi aspettavo molto da questo libro. Pensavo fosse l'ennesima storiella di avvocati, indagini e processi. Invece no. Questo è un libro esilarante e profondo al tempo stesso, ch ...continua

    Devo essere sincero, non mi aspettavo molto da questo libro. Pensavo fosse l'ennesima storiella di avvocati, indagini e processi. Invece no. Questo è un libro esilarante e profondo al tempo stesso, che si lascia leggere a grande velocità. Sergio Rubini nel ruolo dell'avvocato Malinconico....

    ha scritto il 

  • 2

    libro mediocre che si legge di corsa per arrivare alla fine con un protagonista narrante che racconta storie personali di scarso interesse, intramezzate qua e la da considerazioni che c'entrano piutto ...continua

    libro mediocre che si legge di corsa per arrivare alla fine con un protagonista narrante che racconta storie personali di scarso interesse, intramezzate qua e la da considerazioni che c'entrano piuttosto poco

    ha scritto il 

  • 4

    Le paturnie di un avvocato

    Vincenzo Malinconico modesto avvocato ma ottimo filosofo. Chi cerca principalmente la trama la storia da telefilm tipo law and order, ha sbagliato libro. La storia gli avvenimenti sono da contorno ai ...continua

    Vincenzo Malinconico modesto avvocato ma ottimo filosofo. Chi cerca principalmente la trama la storia da telefilm tipo law and order, ha sbagliato libro. La storia gli avvenimenti sono da contorno ai pensieri filosofici e alle paturnie di Malinconico. Un libro che ti fa riflettere sul valore dell'amore e della vita in genere. Come affrontare i problemi dei figli i cambiamenti il lavoro e come è vivere in una città dove a volte si pensa che la camorra sia una cosa normale.
    Riflessivo ironico e, appunto, malinconico

    ha scritto il 

  • 5

    Non avevo capito niente

    Vincenzo Malinconico ha quarantadue anni, una moglie che lo sta lasciando, due figli più svegli di lui e un lavoro, quello di avvocato, da cui cerca di ottenere benessere economico e prestigio sociale ...continua

    Vincenzo Malinconico ha quarantadue anni, una moglie che lo sta lasciando, due figli più svegli di lui e un lavoro, quello di avvocato, da cui cerca di ottenere benessere economico e prestigio sociale, ma dal quale ricava solo fallimenti e un costante abbassamento del livello dell’autostima.
    Guardandolo arrancare tra i corridoi e le aule del tribunale di Napoli, mentre rimbalza tra bizzarri camorristi e un'affascinante collega, tra il rabberciato arredamento svedese del suo studiolo e quello, ben più costoso e patinato di ambigui bar di quartiere che è costretto a frequentare, scopriamo un antieroe alle prese con se stesso e con una vita che lo spinge sempre di più in mare aperto, contro onde beffarde che cercano di sommergerlo e dalle quali si difende rimanendo aggrappato alla sua frangibile zattera fatta di tenerezza e autoironia.
    Malinconico passa le giornate cercando maldestramente di riempire i lunghi archi temporali che collegano impegni lavorativi sempre più radi, e così si trascina, indolente e senza meta, di telefonata in appuntamento. Ma, soprattutto, Malinconico è un assiduo frequentatore di sé stesso. Impiega una buona fetta del proprio tempo a intessere lucidi monologhi stralunati nei quali si interroga continuamente, si prende allegramente in giro, rimugina sui propri errori e prevede l’arrivo puntuale di un esercito di sensi di colpa che non elude, anzi, aspetta con scanzonata rassegnazione e lascia che incidano senza indulgenza la sua coscienza già piuttosto malridotta, come un serial killer che lascia indizi in giro, nella speranza di essere catturato.
    In queste esilaranti digressioni, in cui non mancano omaggi al Bret Easton Ellis di American Psyco (nelle recensioni musicali, non nelle vivisezioni di cadaveri!), Malinconico sfoggia contemporaneamente verve comica e profondità di pensiero. E diventa difficile non empatizzare con questo combattente remissivo che fa sganasciare dalle risate e, allo stesso tempo, illumina e spiazza per le sue acute riflessioni filosofiche su alcuni dei temi centrali della vita: l’amore, soprattutto, quello che fa male e quello che accende; i rapporti tra genitori e figli, la ricerca di sé stessi e della felicità, forse non così lontana come possa sembrare...
    Scegliendo l’azzardo del difficile registro umoristico e coniugandolo con parole che provengono direttamente dal proprio vissuto personale, Diego De Silva diverte e appassiona, prende in giro la vita e, allo stesso tempo, la stringe forte. E risiede proprio nella fusione di questi due elementi l'originale cifra stilistica di questo romanzo sorprendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura piacevole!

    Leggo recensioni molto contrastanti tra loro... personalmente devo dire che mi è sembrata una lettura molto piacevole e divertente, anche se in alcuni punti un po' lenta.
    La mia recensione completa qu ...continua

    Leggo recensioni molto contrastanti tra loro... personalmente devo dire che mi è sembrata una lettura molto piacevole e divertente, anche se in alcuni punti un po' lenta.
    La mia recensione completa qui: http://laserelegge.blogspot.it/2016/02/non-avevo-capito-niente.html

    ha scritto il 

  • 3

    La prima volta di Malinconico

    Non so, forse il fatto di aver letto prima l'ultimo libro di De Silva (Terapia di coppia per amanti) mi ha in parte creato aspettative che qui non ho trovato corrisposte. Un libro bello e piacevole, m ...continua

    Non so, forse il fatto di aver letto prima l'ultimo libro di De Silva (Terapia di coppia per amanti) mi ha in parte creato aspettative che qui non ho trovato corrisposte. Un libro bello e piacevole, ma lontano dagli spettacoli pirotecnici che mi attendevo. Per il resto una prima parte più lenta e legnosa, nella seconda si dispiegano le ali e ci sono tratti davvero notevoli. Sulla mancanza di trama credo non si possa che rispettare una scelta esplicita e consapevole. Una pausa e poi passiamo agli altri due titoli dell'avvocato Malinconico.

    ha scritto il 

  • 0

    un bel passatempo

    piacevole e divertente, soprattutto per i giuristi di ogni tipo. Si poteva fare di più con la storia, lasciare qualche segno più marcato...però tutto sommato è un romanzo senza pretese che si legge se ...continua

    piacevole e divertente, soprattutto per i giuristi di ogni tipo. Si poteva fare di più con la storia, lasciare qualche segno più marcato...però tutto sommato è un romanzo senza pretese che si legge senza fatica.

    ha scritto il 

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