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Non c'è niente che fa male così

Di

Editore: La Tartaruga

4.2
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8877384719 | Isbn-13: 9788877384713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Caterina ha sei anni quando una tragedia sconvolge la sua vita, spazzando via la sua innocenza e peggiorando il difficile rapporto con la madre e quello impacciato con il padre. Undici anni dopo, in un diario ritrovato, scopre inaspettatamente l’identità del colpevole di ciò che è accaduto. Da quel momento Caterina sente di avere un’unica missione: conoscerlo e distruggerlo.
Lui è Marco, avvocato trentaseienne, un Peter Pan fallito, un marito mediocre e un pessimo padre, alla continua ricerca di qualsiasi emozione in grado di allentare la noia della sua vita perfettamente organizzata. Così, quando in una libreria incontra Caterina, apparentemente per caso, cede volentieri all’attrazione che prova per lei. Ma qualcosa sfugge di mano a entrambi, perché gli uomini non sono cose e i sentimenti sono ingovernabili per natura…
In un susseguirsi di colpi di scena, i segreti e le verità verranno a galla a poco a poco, gettando un’impietosa luce sui retroscena famigliari, sui pettegolezzi dei vicini e su tutto il mondo degli adulti, ora spettatori inconsapevoli, ora cinici burattinai.
Il ritratto di un’adolescenza malinconica e crudele, che non conosce mezze misure, capace di odiare e amare al medesimo tempo, con la stessa intensità. Un debutto aspro e struggente sul dolore della perdita, sulla paura di crescere, sul bisogno assoluto d’amore, su quanto la strada delle apparenze sia lastricata di errori e sul destino che, inesorabile, vince su tutto"
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  • 3

    Per quanto sia difficile emergere come scrittori con piccole case editrici e self-publishing, Amabile Giusti non vi suonerà come un nome totalmente sconosciuto: nel suo piccolo, la scrittrice calabrese – professione: avvocato – ha una foltissima schiera di fan che hanno cominciato ad amarla sopra ...continua

    Per quanto sia difficile emergere come scrittori con piccole case editrici e self-publishing, Amabile Giusti non vi suonerà come un nome totalmente sconosciuto: nel suo piccolo, la scrittrice calabrese – professione: avvocato – ha una foltissima schiera di fan che hanno cominciato ad amarla soprattutto dopo la pubblicazione di Cuore nero, per la Dalai Editore, e non l'hanno abbandonata dopo le vicissitudini editoriali che hanno accompagnato la serie iniziata con Odyssea, attualmente fuori catalogo. La Giusti è anzi riuscita, grazie all'auto-pubblicazione, a raggiungere un bel traguardo: il nove settembre pubblicherà infatti per Mondadori il suo ultimo chick-lit, Trent'anni e li dimostro, a cui facciamo certamente tanti auguri. In questa sede parleremo però del suo esordio letterario, il primissimo, venuto alla luce grazie a La tartaruga Edizioni. Il titolo, Non c'è niente che fa male così, denota da subito la sfumatura di dolore di cui la narrazione è pregna. Uso un termine così forte perché il libro si fa portavoce di una storia penosa, a tratti agghiacciante, che la Giusti non risparmia di rendere in maniera efficace. Ne è protagonista Caterina, una diciassettenne atipica e disincantata che la vita, malgrado la giovane età, ha già messo a dura prova. Segnata a soli sei anni dalla scomparsa della sorella, vissuta in un contesto famigliare ostile – la madre – o indifferente – il padre –, Caterina ha sviluppato una corazza fatta di vestiti sempre troppo larghi o informi, che le nascondono il bel corpo e il seno prosperoso, e di cinismo. Parca di sorrisi, vive nella derisione dei suoi coetanei e a scuola non brilla pur essendo acuta e intelligente. In questo quadro, a migliorare o forse peggiorare la situazione interviene Marco, avvocato trentaseienne con cui intrattiene una relazione. Marco è sposato e ha una figlia nata “da un errore”, ma non è un buon marito né un buon padre – e nemmeno un buon avvocato, dato che la sua vera ispirazione è la pittura e la professione gli è caduta fortunosamente tra capo e collo grazie al matrimonio. Complice la mia scarsa empatia con gli individui che stentano a prendere in mano le redini della propria vita, ipocriti fino al midollo, ho trovato Marco un personaggio odioso dall'inizio alla fine, incapace di dimostrare la maturità che ci si aspetterebbe da un uomo dalla sua età, e che forse compensa Caterina. Marco non si sforza di rendersi migliore o di rendere migliore la propria vita, tradisce la moglie ripetutamente senza alcun rispetto per lei, che d'altronde accetta questa situazione perché a sua volta inetta. Caterina appare per lo più una vittima, nonostante sembra che sia lei, soprattutto alla fine, a giostrare la situazione. Ma alle sue spalle, come alle spalle di ogni capitolo, c'è il fantasma di quella sorella morta, Loretta, che rivive nei flashback narrati dal punto di vista di Caterina, allora seienne. Amabile Giusti riesce a barcamenarsi bene nella gestione di questo POV, pur con qualche incertezza che comunque si riscontra in tutti i personaggi a lei troppo estranei. Il libro è infatti costruito su molteplici punti di vista, talvolta davvero sovrabbondanti, che rispecchiano quelli di ogni singolo personaggio presente nel libro – dalla madre di Caterina alla vicina di casa pettegola. Le incertezze a cui accennavo sono presenti ad esempio in Filo, diciassettenne eccentrico innamorato della nostra protagonista, che certe volte risulta un po' caricaturale nonostante la Giusti si sforzi di dargli un po' di spessore. Il cambio di registro tra un personaggio e l'altro è palese e diventa particolarmente poetico quando è la Caterina bambina a parlare, ma proprio qui la scrittura tentenna, in bilico tra la verosimiglianza e la forza comunicativa di cui la situazione necessita. Lo stile della Giusti è quindi vario, poliedrico, ma sempre ancorato a un modus di fondo che si riflette in periodi lunghi e complessi, talvolta roboanti ma raramente artificiosi – sicuramente sarebbe stato necessario un lavoro migliore di editing in alcune parti. La vicenda si legge con curiosità, complice anche la volontà di arrivare alla soluzione finale del destino della povera Loretta. Sono quasi assenti i punti morti, e anzi la storia incede malgrado la trama non presenti grossi sviluppi: l'autrice si concentra principalmente sull'introspezione psicologica, riuscendo, da questo punto di vista, a fare un lavoro magistrale. Pochi sono i personaggi che non hanno un margine di approfondimento e la Giusti riesce a dar vita a un corollario credibile, interessante, mai idealizzato e fortemente umano: ognuno, nel suo piccolo, è colpevole e contemporaneamente vittima. Ognuno è imperfetto, vile, incapace di rapportarsi con il mondo e con la vita. Non c'è niente che fa male così rappresenta quindi un buon esordio, una prova credibile e che non mancherà di conquistare il cuore di molti lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia recensione sul blog Wonderful Monster:


    E’ passato un pò di tempo da quando ho finito Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti. Un paio di mesi che sono serviti a riordinare le idee dopo aver terminato una delle letture più intense e struggenti degli ultimi tempi, scritta t ...continua

    La mia recensione sul blog Wonderful Monster:

    E’ passato un pò di tempo da quando ho finito Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti. Un paio di mesi che sono serviti a riordinare le idee dopo aver terminato una delle letture più intense e struggenti degli ultimi tempi, scritta talmente bene che il solo pensiero di dover “riscrivere” la storia per questa recensione mi creava notevole spavento, e tutt’ora sono convinta che non riuscirò a rendervi merito. Non scriverla per niente, però, non sarebbe giusto verso tutti coloro che ancora non hanno conosciuto e, quindi non possono apprezzare, questo libro. Ecco. La scriverò per voi. La protagonista della storia è Caterina, 17 anni e una non consueta voglia di estraniarsi dal mondo. Tutto quello che potrebbe definirla inizia con “non”: non è particolarmente carina, non è socievole, non ama la ... http://wonderfulmonsterbook.wordpress.com/2013/11/22/recensione-non-ce-niente-che-fa-male-cosi-di-amabile-giusti-la-tartaruga-edizioni/

    ha scritto il 

  • 5

    Se c'è un libro a cui non riesco a far a meno di pensare e soprattutto di consigliare a tutti i miei amici in questi giorni è proprio questo. Così che oggi lascio il mio pensiero anche a voi, amici lettori.
    Avevo scoperto lo stile di scrittura di Amabile già mesi fa con il famoso "Cuore Nero" e m ...continua

    Se c'è un libro a cui non riesco a far a meno di pensare e soprattutto di consigliare a tutti i miei amici in questi giorni è proprio questo. Così che oggi lascio il mio pensiero anche a voi, amici lettori. Avevo scoperto lo stile di scrittura di Amabile già mesi fa con il famoso "Cuore Nero" e me ne ero innamorata. Una scrittura che ammalia per la sua schiettezza e per i sentimenti struggenti che conquistano il cuore e l'anima del lettore. Quando ho avuto la possibilità di recuperare anche questa sua prima opera non ho esitato a leggerla e non ho dubitato nemmeno per un secondo delle doti di questa scrittrice che ammiro moltissimo.

    Non c'è niente che fa male così è stato pubblicato lo scorso 2009 dalla Casa Editrice La Tartaruga Edizioni. Romanzo d'esordio della bravissima autrice calabrese Amabile Giusti.

    "Non c'è niente che fa male così". Cosa vi aspettate da un titolo come questo? A cosa vi fa pensare? Sicuramente non al bucato steso al sole che sventola in ottobre con un cielo terso come quello raffigurato in copertina. Ma chissà che questa immagine, in fondo, non sia il fulcro, il cuore pulsante, il perno attorno a cui ruota tutto il romanzo. «Sul terrazzo, tra file di corde tese, le lenzuola penzolano attaccate con pinzette di plastica, e sono grandi e asciutte e sanno di sole e sapone, e siccome quassù c'è vento le senti muoversi e frusciare e sbattere l'un l'altra come se si dessero gli schiaffi...»

    Il titolo mi aveva fatto subito pensare all'amore. Perchè, sarete d'accordo con me, che esiste anche un lato dell'amore che provoca sentimenti intensi e profondi, ma anche dolore e rabbia se non viene ricambiato o viene tradito... E di amore si parla. «Dentro si sentiva a scaglie e a spicchi, come qualcosa che è stato aperto e non può più essere ricongiunto, e lui le mancava da morire, e perfino leggere le era difficile se a ogni riga si ricordava il suo sapore e le pareva di averlo ancora dentro il palato, ma non voleva permettergli di farla sentire così incompleta, non voleva più che senza di lui il giorno smettesse di avere senso.»

    Questo romanzo, la cui narrazione avviene come un flusso di emozioni appartenenti ai vari personaggi steso su carta, è quanto di più commovente mi potessi aspettare come esordio di un'autrice che già ammiro per la sua scrittura fluida e vera e che qui narra situazioni scottanti e purtroppo fin troppo reali.

    Due sorelle, Caterina e Loretta Rossi, con due caratteri opposti e con destini diversi ma strade non così differenti. Caterina più chiusa e solitaria, dall'espressione innocente, acerba e dai lunghi capelli castani e occhi neri. Loretta, la sorella più bella e più grande; delle due la preferita della madre. Il destino le farà innamorare, in tempi diversi, e per circostanze differenti, dello stesso uomo: Marco Preziosi. Dirvi di più su di lui non posso. Sta a voi scoprirlo e conoscerlo strada facendo. Vi prego solo di una cosa: aspettate a trarre conclusioni affrettate su quest'uomo. Va conosciuto e capito.

    Attorno a loro altri personaggi che, con le loro emozioni traboccanti dalle pagine, svolgono la loro parte in quel grande spettacolo creato dal destino. Filo, un coetaneo di Caterina che si innamora di lei ed a cui non manca una certa sagacia e schiettezza; caratteristico per la spiccata ironia che fa di se stesso. Adorabile. Che tenerezza mi ha fatto!

    «Oh. quanto a questo ci sono abituato. In genere le ragazze vengono con me perchè sono con l'acqua alla gola. Non farti scrupoli, affonda pure il coltello, tanto ho la pelle di plastica...»

    Giada ed Irma, rispettivamente la moglie manipolatrice e pronta a tutto pur di tenersi il marito e la figlioletta che non conosce l'affetto paterno e il valore della famiglia. Il Signor e la Signora Rossi, anch'essi con i loro caratteri alquanto differenti che contribuiscono ad aggiungere fili alla trama del racconto. La Signora Dattero! Chi vorrebbe una vicina di casa così?!? L'autrice ha portato all'esasperazione la figura della vecchietta "guardona" che non ha niente di meglio da fare che ricamare storie sulla vita degli altri, passando le giornate a spiare i movimenti dei suoi vicini di casa. E poi Augusto: quanto di più viscido, arrogante e presuntuoso si possa incontrare. Personaggi veri, reali.

    Tra salti nel passato e slanci nel presente, lo stile è talmente dettagliato e fluido, con l'utilizzo di molte metafore e similitudini, che leggendo è come se scorresse davanti agli occhi una pellicola a colori.

    «Il sole, stranamente tenace quella mattina, metteva insieme le forze dopo lunghi giorni di confino, raccoglieva drappelli di raggi e si scontrava con le cose proiettando ombre nette sulla strada.»

    L'autrice sa intrattenere i suoi lettori. Non svela tutte le sue carte, ma poco per volta, facendo aumentare i sospiri del lettore gradualmente. Fin dall'inizio ho capito che ci stava tacendo dei dettagli importanti per far in modo di svelarli solo in seguito, quando ormai avrei avuto il tempo necessario per immagazzinare tutte le informazioni utili a conoscere un pò meglio i protagonisti. È stata un'ottima soluzione perchè in questo modo, oltre ad aver creato quelle suspense necessaria per tenere i nostri occhi incollati alle pagine, si arriva alla conclusione con un grosso bagaglio di emozioni utili a comprendere le scelte e le azioni dei personaggi. Non nascondo che in alcune pagine mi son trovata con gli occhi lucidi... ed il personaggio di Caterina mi ha conquistata. Quante volte avrei voluto abbracciarla e stringerla forte! Quante volte avrei voluto scrollarla come una sorella maggiore!

    Destino? Fatalità? Spesso le cose non vanno come noi vorremmo... ma secondo il destino, niente accade per caso.

    Un romanzo genuino, spontaneo e attuale che conquisterà i vostri cuori; non potrete fare a meno di incoraggiare tutti a leggerlo per vedere dipinti nei loro occhi le stesse emozioni che avete provato voi. Unico, speciale ed indimenticabile. Grazie Amabile!

    ha scritto il 

  • 5

    Non ricordo perchè lo possiedo. Probabilmente lo comprai tempo fa per via del titolo. Ed è proprio grazie al titolo che l’ho letto in questo periodo molto buio e miserevole.


    Sì, ho guardato la libreria e l’ho visto, e ho subito pensato che in quel momento non ci fosse niente che mi potesse ...continua

    Non ricordo perchè lo possiedo. Probabilmente lo comprai tempo fa per via del titolo. Ed è proprio grazie al titolo che l’ho letto in questo periodo molto buio e miserevole.

    Sì, ho guardato la libreria e l’ho visto, e ho subito pensato che in quel momento non ci fosse niente che mi potesse fare male così come quello che stavo vivendo, così l’ho preso e l’ho iniziato. Non ricordavo di cosa parlasse. Ma dovevo leggerlo, con quel titolo, in quel giorno, dovevo farlo.

    Mi sono riscoperta ad odiarlo per un motivo che però non c’entrava niente con quello che stavo passando. Santo cielo questa recensione è peggio di Dynasty. Il motivo è presto detto, Marco. Il protagonista maschile. Io ho un problema con i Marco, in generale. Specialmente con i Marco di Bologna. Quindi ho sperato che, insomma, Marco potesse morire schiacciato da una pressa per carta da imballaggi. So che forse è un po’ eccessivo, ma se tu mi dici “Marco da Bologna” io bam, mi ritrovo con pericolosissimi istinti omicidi da gestire.

    Prosegue qua http://ladydarcy.wordpress.com/2011/08/11/amabile-giusti-non-ce-niente-che-fa-male-cosi/

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è VIVO. Vivo di pensieri, di emozioni, di sentimenti, di dubbi, di scelte, di amore, di cattiveria.. è un libro che palpita da solo, che sembra avere un cuore. Anzi, tanti cuori. Tante verità. Tante sfaccettature. Proprio come la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    devo dire che per le prime 80 pagine la lettura era lenta, un pò prolissa. Poi, continuando a leggere, la storia ha preso forma e il tutto si è delineato, dando conferma di una brava scrittrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Esordiente...ma capace di incantare come pochi

    Ho conosciuto quest'autrice prima ancora che pubblicasse su carta e le sue storie erano già magia sul web. Dolce e doloroso allo stesso tempo, mai banale, sempre sofferto ma con una luce di speranza; da leggere, da rileggere, da tenere in libreria. Spero davvero che sia il primo di una lunga seri ...continua

    Ho conosciuto quest'autrice prima ancora che pubblicasse su carta e le sue storie erano già magia sul web. Dolce e doloroso allo stesso tempo, mai banale, sempre sofferto ma con una luce di speranza; da leggere, da rileggere, da tenere in libreria. Spero davvero che sia il primo di una lunga serie, non vedo l'ora di avere tra le mani un'altra delle sue magie di parole.

    ha scritto il 

  • 0

    interrotto , ci soffro troppo

    quando si tratta di una bambina e di un adulto, e l'adulto ne approfitta e lei è candida ed ha un padre vittima, allora mi fa un po male andare avanti a leggere. Sicuramente è un libro che ha molto più da dire di quello di Scurati sullo stesso argomento, fa male, ed è già un ottimo risultato. ...continua

    quando si tratta di una bambina e di un adulto, e l'adulto ne approfitta e lei è candida ed ha un padre vittima, allora mi fa un po male andare avanti a leggere. Sicuramente è un libro che ha molto più da dire di quello di Scurati sullo stesso argomento, fa male, ed è già un ottimo risultato.

    ha scritto il