Non c'è niente che fa male così

Di

Editore: La Tartaruga

3.9
(70)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 231 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8877384719 | Isbn-13: 9788877384713 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"Caterina ha sei anni quando una tragedia sconvolge la sua vita, spazzando via la sua innocenza e peggiorando il difficile rapporto con la madre e quello impacciato con il padre. Undici anni dopo, in un diario ritrovato, scopre inaspettatamente l’identità del colpevole di ciò che è accaduto. Da quel momento Caterina sente di avere un’unica missione: conoscerlo e distruggerlo.Lui è Marco, avvocato trentaseienne, un Peter Pan fallito, un marito mediocre e un pessimo padre, alla continua ricerca di qualsiasi emozione in grado di allentare la noia della sua vita perfettamente organizzata. Così, quando in una libreria incontra Caterina, apparentemente per caso, cede volentieri all’attrazione che prova per lei. Ma qualcosa sfugge di mano a entrambi, perché gli uomini non sono cose e i sentimenti sono ingovernabili per natura…In un susseguirsi di colpi di scena, i segreti e le verità verranno a galla a poco a poco, gettando un’impietosa luce sui retroscena famigliari, sui pettegolezzi dei vicini e su tutto il mondo degli adulti, ora spettatori inconsapevoli, ora cinici burattinai.Il ritratto di un’adolescenza malinconica e crudele, che non conosce mezze misure, capace di odiare e amare al medesimo tempo, con la stessa intensità. Un debutto aspro e struggente sul dolore della perdita, sulla paura di crescere, sul bisogno assoluto d’amore, su quanto la strada delle apparenze sia lastricata di errori e sul destino che, inesorabile, vince su tutto"
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  • 4

    Lettura piacevole e coninvolgente

    Un libro che mi ha piacevolmente colpito...la lettura scivola via senza annoiare mai e la storia spesso presenta piccoli colpi di scena che proprio non ti aspetti...personalemnte non sono riuscito ad ...continua

    Un libro che mi ha piacevolmente colpito...la lettura scivola via senza annoiare mai e la storia spesso presenta piccoli colpi di scena che proprio non ti aspetti...personalemnte non sono riuscito ad immedesimarmi in nessuno dei personaggi...ma poco importa...romanzo consigliato

    ha scritto il 

  • 2

    ma quante parole inutili!

    Un'accozzaglia di parole e frasi inutili, ripetizioni di storie perché raccontante da due diversi personaggi, frasi che non stanno in piedi, che non hanno alcun significato, vorrebbero essere poetiche ...continua

    Un'accozzaglia di parole e frasi inutili, ripetizioni di storie perché raccontante da due diversi personaggi, frasi che non stanno in piedi, che non hanno alcun significato, vorrebbero essere poetiche, ma non lo sono, sono soltanto fini a se stesse, allungano un brodo già lungo di per sé. Fino al 75% il libro è NOIOSO, si salva nell'ultima parte fin troppo drammatica.
    Non credo sia possibile dare 5 stelle ad un libro retorico, inutile e noioso così.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, finalmente un libro intenso ,i personaggi tratteggiati in modo stupendo anche se avrei dato un po' più di spazio a Filo , che prometteva bene ma poi è praticamente scomparso...un finale forse u ...continua

    Bello, finalmente un libro intenso ,i personaggi tratteggiati in modo stupendo anche se avrei dato un po' più di spazio a Filo , che prometteva bene ma poi è praticamente scomparso...un finale forse un po' frettoloso ma tutto sommato lo reputo comunque un buon romanzo

    ha scritto il 

  • 5

    E’ bello, bello, bello, bello.

    La Giusti è straordinaria scrive con la stessa maestria young adult, fantasy, chick lit e romance storico. E’ la dimostrazione che quando sai scrivere non puoi farne a meno. La Rainbow Rowell è quasi ...continua

    La Giusti è straordinaria scrive con la stessa maestria young adult, fantasy, chick lit e romance storico. E’ la dimostrazione che quando sai scrivere non puoi farne a meno. La Rainbow Rowell è quasi banale al suo cospetto e pure vende libri, apprezzatissima, in tutto il mondo. Spero che essere l’autrice della sceneggiatura dell’ultimo film di Bisio le dia la popolarità che merita e che i suoi libri vengano tradotti anche all’estero. In bocca al lupo.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi piace moltissimo lo stile di Amabile Giusti, nella mia testa è come una farfalla che si posa sulla carta e lascia delle parole leggere leggere ma che messe insieme formano delle storie che leggere ...continua

    Mi piace moltissimo lo stile di Amabile Giusti, nella mia testa è come una farfalla che si posa sulla carta e lascia delle parole leggere leggere ma che messe insieme formano delle storie che leggere non sono, anzi sono complicate e ricche di risvolti e vicissitudini. In questo caso troviamo una storia d’amore tra una giovanissima studentessa e un padre di famiglia. Dal mio punto di vista è una storia più realistica di tante altre: troviamo inquietudini, difficoltà e debolezze, soffriamo insieme ai protagonisti ma non manca mai il tocco ironico che contraddistingue la nostra autrice e che me la fa apprezzare sempre di più. Riusciamo ad immedesimarci in entrambi i ruoli e ad affezionarci ai personaggi senza giudicare le loro azioni, vogliamo solo sapere come andrà a finire.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto sia difficile emergere come scrittori con piccole case editrici e self-publishing, Amabile Giusti non vi suonerà come un nome totalmente sconosciuto: nel suo piccolo, la scrittrice calabres ...continua

    Per quanto sia difficile emergere come scrittori con piccole case editrici e self-publishing, Amabile Giusti non vi suonerà come un nome totalmente sconosciuto: nel suo piccolo, la scrittrice calabrese – professione: avvocato – ha una foltissima schiera di fan che hanno cominciato ad amarla soprattutto dopo la pubblicazione di Cuore nero, per la Dalai Editore, e non l'hanno abbandonata dopo le vicissitudini editoriali che hanno accompagnato la serie iniziata con Odyssea, attualmente fuori catalogo. La Giusti è anzi riuscita, grazie all'auto-pubblicazione, a raggiungere un bel traguardo: il nove settembre pubblicherà infatti per Mondadori il suo ultimo chick-lit, Trent'anni e li dimostro, a cui facciamo certamente tanti auguri.
    In questa sede parleremo però del suo esordio letterario, il primissimo, venuto alla luce grazie a La tartaruga Edizioni.
    Il titolo, Non c'è niente che fa male così, denota da subito la sfumatura di dolore di cui la narrazione è pregna. Uso un termine così forte perché il libro si fa portavoce di una storia penosa, a tratti agghiacciante, che la Giusti non risparmia di rendere in maniera efficace. Ne è protagonista Caterina, una diciassettenne atipica e disincantata che la vita, malgrado la giovane età, ha già messo a dura prova. Segnata a soli sei anni dalla scomparsa della sorella, vissuta in un contesto famigliare ostile – la madre – o indifferente – il padre –, Caterina ha sviluppato una corazza fatta di vestiti sempre troppo larghi o informi, che le nascondono il bel corpo e il seno prosperoso, e di cinismo. Parca di sorrisi, vive nella derisione dei suoi coetanei e a scuola non brilla pur essendo acuta e intelligente. In questo quadro, a migliorare o forse peggiorare la situazione interviene Marco, avvocato trentaseienne con cui intrattiene una relazione. Marco è sposato e ha una figlia nata “da un errore”, ma non è un buon marito né un buon padre – e nemmeno un buon avvocato, dato che la sua vera ispirazione è la pittura e la professione gli è caduta fortunosamente tra capo e collo grazie al matrimonio.
    Complice la mia scarsa empatia con gli individui che stentano a prendere in mano le redini della propria vita, ipocriti fino al midollo, ho trovato Marco un personaggio odioso dall'inizio alla fine, incapace di dimostrare la maturità che ci si aspetterebbe da un uomo dalla sua età, e che forse compensa Caterina. Marco non si sforza di rendersi migliore o di rendere migliore la propria vita, tradisce la moglie ripetutamente senza alcun rispetto per lei, che d'altronde accetta questa situazione perché a sua volta inetta. Caterina appare per lo più una vittima, nonostante sembra che sia lei, soprattutto alla fine, a giostrare la situazione. Ma alle sue spalle, come alle spalle di ogni capitolo, c'è il fantasma di quella sorella morta, Loretta, che rivive nei flashback narrati dal punto di vista di Caterina, allora seienne. Amabile Giusti riesce a barcamenarsi bene nella gestione di questo POV, pur con qualche incertezza che comunque si riscontra in tutti i personaggi a lei troppo estranei. Il libro è infatti costruito su molteplici punti di vista, talvolta davvero sovrabbondanti, che rispecchiano quelli di ogni singolo personaggio presente nel libro – dalla madre di Caterina alla vicina di casa pettegola. Le incertezze a cui accennavo sono presenti ad esempio in Filo, diciassettenne eccentrico innamorato della nostra protagonista, che certe volte risulta un po' caricaturale nonostante la Giusti si sforzi di dargli un po' di spessore. Il cambio di registro tra un personaggio e l'altro è palese e diventa particolarmente poetico quando è la Caterina bambina a parlare, ma proprio qui la scrittura tentenna, in bilico tra la verosimiglianza e la forza comunicativa di cui la situazione necessita.
    Lo stile della Giusti è quindi vario, poliedrico, ma sempre ancorato a un modus di fondo che si riflette in periodi lunghi e complessi, talvolta roboanti ma raramente artificiosi – sicuramente sarebbe stato necessario un lavoro migliore di editing in alcune parti.
    La vicenda si legge con curiosità, complice anche la volontà di arrivare alla soluzione finale del destino della povera Loretta. Sono quasi assenti i punti morti, e anzi la storia incede malgrado la trama non presenti grossi sviluppi: l'autrice si concentra principalmente sull'introspezione psicologica, riuscendo, da questo punto di vista, a fare un lavoro magistrale. Pochi sono i personaggi che non hanno un margine di approfondimento e la Giusti riesce a dar vita a un corollario credibile, interessante, mai idealizzato e fortemente umano: ognuno, nel suo piccolo, è colpevole e contemporaneamente vittima. Ognuno è imperfetto, vile, incapace di rapportarsi con il mondo e con la vita.
    Non c'è niente che fa male così rappresenta quindi un buon esordio, una prova credibile e che non mancherà di conquistare il cuore di molti lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    La mia recensione sul blog Wonderful Monster:

    E’ passato un pò di tempo da quando ho finito Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti. Un paio di mesi che sono serviti a riordinare le idee do ...continua

    La mia recensione sul blog Wonderful Monster:

    E’ passato un pò di tempo da quando ho finito Non c’è niente che fa male così di Amabile Giusti. Un paio di mesi che sono serviti a riordinare le idee dopo aver terminato una delle letture più intense e struggenti degli ultimi tempi, scritta talmente bene che il solo pensiero di dover “riscrivere” la storia per questa recensione mi creava notevole spavento, e tutt’ora sono convinta che non riuscirò a rendervi merito. Non scriverla per niente, però, non sarebbe giusto verso tutti coloro che ancora non hanno conosciuto e, quindi non possono apprezzare, questo libro. Ecco. La scriverò per voi.
    La protagonista della storia è Caterina, 17 anni e una non consueta voglia di estraniarsi dal mondo. Tutto quello che potrebbe definirla inizia con “non”: non è particolarmente carina, non è socievole, non ama la ... http://wonderfulmonsterbook.wordpress.com/2013/11/22/recensione-non-ce-niente-che-fa-male-cosi-di-amabile-giusti-la-tartaruga-edizioni/

    ha scritto il 

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