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Non c'è silenzio che non abbia fine

Di

Editore: Rizzoli

4.2
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 718 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817044520 | Isbn-13: 9788817044523 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Peri

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Privata di ogni forma di libertà, e con essa di ogni cosa a cui tenevo; separata a forza dai miei figli, da mia madre, dalla mia vita e dai miei sogni; incatenata per il collo a un albero senza potermi muovere, senza avere il permesso di scegliere se parlare o tacere, di mangiare o di bere, e ne ...continua

    "Privata di ogni forma di libertà, e con essa di ogni cosa a cui tenevo; separata a forza dai miei figli, da mia madre, dalla mia vita e dai miei sogni; incatenata per il collo a un albero senza potermi muovere, senza avere il permesso di scegliere se parlare o tacere, di mangiare o di bere, e neppure di provvedere alle necessità più elementari del mio corpo; vittima dell'umiliazione più infamante, conservavo pur sempre la più preziosa delle libertà, una libertà che nessuno avrebbe mai potuto portarmi via: la libertà di decidere chi volevo essere".

    ha scritto il 

  • 4

    Non c’è silenzio che non abbia fine è un mattonazzo da 700 pagine in cui Ingrid Betancourt descrive i suoi sei, interminabili, anni prigioniera delle FARC. Si tratta di una lettura complessa in cui la Betancourt racchiude la realtà colombiana, la struttura delle FARC, i suoi anni di prigionia, le ...continua

    Non c’è silenzio che non abbia fine è un mattonazzo da 700 pagine in cui Ingrid Betancourt descrive i suoi sei, interminabili, anni prigioniera delle FARC. Si tratta di una lettura complessa in cui la Betancourt racchiude la realtà colombiana, la struttura delle FARC, i suoi anni di prigionia, le sue paure, la sua forza, le innumerevoli prove che ha dovuto affrontare, le meraviglie e le atrocità dell’animo umano.
    I sei anni di prigionia l’hanno messa alla prova fisicamente (insetti di tutti i tipi, condizioni igieniche inesistenti, medicine negate, catene al collo, marce estenuanti nella foresta, umidità e piogge prolungate,…) e, soprattutto, moralmente (continue umiliazioni, disprezzo, cattiveria anche da parte di chi in fondo era solo un prigioniero come lei, noia, inattività,…). Trova la forza di resistere nei messaggi radiofonici che la madre non ha mai smesso di mandarle, nella fede incrollabile, nell’amicizia con Lucho.
    Le parole dedicate alle FARC non sono mai superflue, servono a far capire a chi legge la follia di questa organizzazione e la realtà nascosta sotto tante belle parole rivoluzionarie. Quando descrive le bassezze dell’animo umano lo fa sempre con una profonda pietà, unita alla rabbia di dover imparare a ingoiare in silenzio, senza poter dire ciò che si pensa davvero. Tanti i momenti di dolore profondo che entrano dentro al lettore e lasciano il segno.
    Un gran bel libro, uno di quelli che di porti dentro anche dopo aver voltato l’ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho appena chiuso questo volumone di circa 800 pagine, che ho letteralmente divorato, trascorrendo notti insonni. Ho vissuto 24 ore al giorno immersa nella jungla amazzonica con Ingrid Bétancourt, non riuscivo a lasciarla, mi sentivo in colpa per essere nel mio letto sotto il piumone, al riparo da ...continua

    Ho appena chiuso questo volumone di circa 800 pagine, che ho letteralmente divorato, trascorrendo notti insonni. Ho vissuto 24 ore al giorno immersa nella jungla amazzonica con Ingrid Bétancourt, non riuscivo a lasciarla, mi sentivo in colpa per essere nel mio letto sotto il piumone, al riparo da ogni avversità. Ora che ho finito di leggere i suoi ricordi, mi sono tuffata in Rete per raccogliere più notizie possibili sul dopo-liberazione e lì, puntualmente, ho visto avverarsi i miei timori: le sue sofferenze sono continuate.
    Sono andata alla ricerca delle nuove vite dei suoi compagni di sventura.
    E’ stato peggio di quanto mi potessi aspettare.
    Mentre seguivo il corso della storia del suo rapimento, mi ripromettevo di cercare e leggere la biografia scritta da una delle sue compagne. Visto che sono state rapite insieme e che lavoravano insieme, mi aveva sorpreso che di questa compagna Ingrid parlasse così poco. Mi sono detta “ci sarà un’altra verità”.
    Ora non sono più così sicura di volerla leggere, mentre sono certa di volermi tuffare negli altri due libri di memorie scritti dalla Bétancourt. Almeno io, non la voglio tradire.

    ha scritto il 

  • 4

    prigionia

    Sono pagine spesso dure che sanno mettere a fuoco tutte le meschinità dell'essere umano, del rapitore, del prigioniero, del gruppo. Legami sottili tra compagni e tra aguzzini e vittime, le ore che scorrono lente ed noiose, le condizioni igieniche ridotte al minimo e quelle psicologiche completame ...continua

    Sono pagine spesso dure che sanno mettere a fuoco tutte le meschinità dell'essere umano, del rapitore, del prigioniero, del gruppo. Legami sottili tra compagni e tra aguzzini e vittime, le ore che scorrono lente ed noiose, le condizioni igieniche ridotte al minimo e quelle psicologiche completamente in frantumi.
    Viene da chiedersi come si fa a resistere così tanto tempo e quanto deve essere terribile la totale privazione di ogni libertà e di ogni contatto con il mondo, con la propria famiglia, con i figli che crescono...
    6 anni di prigionia sono estenuanti da raccontare e da leggere ma sono una testimonianza viva che sa arrivare dritta al punto. Lo consiglio

    ha scritto il 

  • 5

    ...Bellissimo!!! ...5 stelline sono poche...


    Appena ho chiuso il libro mi sono precipitata a mettere 5 stelline, ma poi ho pensato che paragonarlo a tanti altri libri che ho letto e a cui ho dato il massimo non era giusto. Ci tengo a dire che se mi fosse stata data la possibi ...continua

    ...Bellissimo!!! ...5 stelline sono poche...

    Appena ho chiuso il libro mi sono precipitata a mettere 5 stelline, ma poi ho pensato che paragonarlo a tanti altri libri che ho letto e a cui ho dato il massimo non era giusto. Ci tengo a dire che se mi fosse stata data la possibilità ne avrei messe anche dieci! Perchè questa, ragazzi, è vita vera!

    Un inno alla speranza e al desiderio di libertà! Un'esperienza che non sembra avere fine! La storia di una donna a cui è stato strappato tutto, ma che nonostante tutto non rinuncia a lottare per ciò in cui crede anche quando tutto sembra perduto!

    Non ci sono parole per descriverlo! Bisogna leggerlo!!!

    ha scritto il 

  • 4

    difficile immaginare tutti gli anni di prigionia passati nella giungla, ma gli episodi raccontati lasciano poco spazio alla immaginazione e descrivono i rapporti con i carcerieri e tra carcerati con le difficoltà fisiche, pscicologiche e mentali. ...sempre con la speranza di uscirne.

    ha scritto il 

  • 5

    La libertà è il mio ossigeno.

    Questa storia mi ha colpito profondamente.
    Provo una ammirazione immensa per questa Donna che nonostante l'assurda prova a cui è stata sottoposta in condizioni estreme è riuscita a mantenere intatta la propria dignità, la propria fede e non ha mai perso la speranza di riconquistare la Liber ...continua

    Questa storia mi ha colpito profondamente.
    Provo una ammirazione immensa per questa Donna che nonostante l'assurda prova a cui è stata sottoposta in condizioni estreme è riuscita a mantenere intatta la propria dignità, la propria fede e non ha mai perso la speranza di riconquistare la Libertà.
    Della libertà non dovrebbe mai essere privato nessuno.
    Bellissima lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    di grande insegnamento!

    Che forza di volontà!!! Al di là della vicenda personale molto toccante, trovo straordinario come in una situazione impossibile come quella vissuta, la Betancourt abbia sempre cercato la razionalità e la speranza, sia nella sue azioni sia nei suoi pensieri. Il messaggio è forte è chiaro: non arre ...continua

    Che forza di volontà!!! Al di là della vicenda personale molto toccante, trovo straordinario come in una situazione impossibile come quella vissuta, la Betancourt abbia sempre cercato la razionalità e la speranza, sia nella sue azioni sia nei suoi pensieri. Il messaggio è forte è chiaro: non arrendersi mai mai mai! Anche se si perde una battaglia si può sempre vincere la guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    memorie di prigionia

    un libro che ti avvince più di un romanzo. scopri che ti ricordavi una storia diversa perché all'epoca dei fatti l'avevi distrattamente seguita sui giornali o in tv ma senza coinvolgimento emotivo perché come tutte le storie che capitano dall'altra parte del mondo paiono tanto lontane. ne ho rica ...continua

    un libro che ti avvince più di un romanzo. scopri che ti ricordavi una storia diversa perché all'epoca dei fatti l'avevi distrattamente seguita sui giornali o in tv ma senza coinvolgimento emotivo perché come tutte le storie che capitano dall'altra parte del mondo paiono tanto lontane. ne ho ricavato una grande ammirazione per questa donna fiera e coraggiosa fino a rischiare la morte pur di non piegarsi alle umiliazioni. la forza d'animo, il carattere, la fede, la solidarietà e non so quanti altri aspetti di lei mi hanno toccato il cuore. Il convincimento che nonostante tutto il male subito non avrebbe mai ucciso nessuno per non diventare come i suoi aguzzini. E come è amaro accorgersi quanto è facile passare dalla parte degli oppressi a quella degli oppressori... bastano le armi e dei prigionieri da "accudire".

    ha scritto il