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Non c'è sull'etichetta

Quello che mangiamo senza saperlo

Di

Editore: Einaudi

4.3
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806173065 | Isbn-13: 9788806173067 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Di Barbara C.

Genere: Business & Economics , Cooking, Food & Wine , Social Science

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Descrizione del libro
Non ci fidiamo più di ciò che mangiamo. Sbandiamo da una paura all'altra,mentre nel mondo le coltivazioni sono in crisi. Una manciata di rivenditori efornitori ha un controllo senza precedenti su alimenti che sono il più dellevolte adulterati. Felicity Lawrence segue in giro per il mondo la storia dialcuni dei cibi più comuni della nostra tavola, dalla fattoria finoall'industria e il bancone del supermercato; e scopre perché gli gli scartidel manzo finiscono nei polli, perché un terzo delle mele prodotte vienedistrutto, perché i vini hanno spesso lo stesso sapore... Senza tralasciarequegli intricati effetti della globalizzazione che sommano lo sfruttamento deilavoratori ai danni ambientali.
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  • 3

    Un reportage di forte impatto su tutto ciò che ignoriamo (a nostre spese)a proposito del cibo. L'autrice risale curiosa e precisa lungo le filiere della produzione alimentare inglese, ne emerge un quadro triste, a tratti scandaloso del settore agro-alimentare. Si va dallo sfruttamente del persona ...continua

    Un reportage di forte impatto su tutto ciò che ignoriamo (a nostre spese)a proposito del cibo. L'autrice risale curiosa e precisa lungo le filiere della produzione alimentare inglese, ne emerge un quadro triste, a tratti scandaloso del settore agro-alimentare. Si va dallo sfruttamente del personale impiegato nel settore avicolo (nella civilissima Europa) all'adulterazione dei cibi pronti, passando per le cifre di guadagno stratosferiche dei colossi dolciari (in primis Nestlè). Il cibo come specchio della nostra civiltà, una civiltà appariscente, tecnologica e poco attenta all'uomo e all'ambiente.

    ha scritto il 

  • 5

    Si fa presto a dire oligopolio

    Anzi, si fa presto a dire oligopolio/oligopsonio, visto che così in economia si definisce la posizione dominante di pochi soggetti su molti fornitori e su una miriade di clienti/fornitori.<br />Il fatto è che questo termine asettico non rende l'idea della brutalità e della truculenza con cu ...continua

    Anzi, si fa presto a dire oligopolio/oligopsonio, visto che così in economia si definisce la posizione dominante di pochi soggetti su molti fornitori e su una miriade di clienti/fornitori.<br />Il fatto è che questo termine asettico non rende l'idea della brutalità e della truculenza con cui tale posizione dominante è esercitata dalla grande distribuzione, in Gran Bretagna come altrove, in spregio a lavoratori, ambiente e terzo mondo.<br />Per dare un'idea più concreta si consiglia la lettura dei capitoli su pollo, mela, gamberetti, caffè e insalata.<br />Quando si torna al supermercato. il colpo d'occhio non è più quello di prima.

    ha scritto il 

  • 4

    tutto (o quasi) quello che sta dietro alla produzione industrializzata del cibo
    quello che tutti dovrebbero sapere prima di comperare un wrustel di pollo o una insalata già lavata, sempre che dopo averlo letto abbiate ancora voglia di comperare certe cose.
    L'autrice inviata della BBC a ...continua

    tutto (o quasi) quello che sta dietro alla produzione industrializzata del cibo
    quello che tutti dovrebbero sapere prima di comperare un wrustel di pollo o una insalata già lavata, sempre che dopo averlo letto abbiate ancora voglia di comperare certe cose.
    L'autrice inviata della BBC a causa di questo libro ha ricevuto svariate "pressioni" per cabiare o non dire certe cose

    ha scritto il 

  • 5

    Documentario nudo e creudo che mette luce sulle dinamiche e processi di produzione, allevamento e distribuzione di generi alimentari nel Regno Unito: semplicemente ripugnante, fa davvero passare l'appetito.
    Letto durante un lungo periodo di permanenza a Londra, è stato uno dei motivi per i q ...continua

    Documentario nudo e creudo che mette luce sulle dinamiche e processi di produzione, allevamento e distribuzione di generi alimentari nel Regno Unito: semplicemente ripugnante, fa davvero passare l'appetito.
    Letto durante un lungo periodo di permanenza a Londra, è stato uno dei motivi per i quali mi son convertita al vegetarianesimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un eccellente indagine che risale la filiera del cibo che consumiamo e si intrufola in temi ecologici, inerenti alla salute, sociali.<br />Lo sapevate che i gamberi a buon mercato che compriamo al super a due lire distruggono l'economia di larghe fasce costiere oltre a provocare danni eco ...continua

    Un eccellente indagine che risale la filiera del cibo che consumiamo e si intrufola in temi ecologici, inerenti alla salute, sociali.<br />Lo sapevate che i gamberi a buon mercato che compriamo al super a due lire distruggono l'economia di larghe fasce costiere oltre a provocare danni ecologici immani?<br />Lo sapevate che il pane venduto a buon mercato dai supermercati è ricco di tutto fuorchè di sani nutrienti?<br />Sebbene possa sembrare particolare l'organizzazione dei capitoli, essi riescono a contenere tutti i tristi risvolti della nostra alimentazione.<br />Ottima bibliografia, analisi lucidissime.<br />La giornalista collabora con L'Ecologist

    ha scritto il