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Non ci sono solo le arance

Di

Editore: Mondadori (Omnibus)

3.6
(1097)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Polacco

Isbn-10: 8804386843 | Isbn-13: 9788804386841 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Ludovica Petta

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Adottata da una famiglia religiosissima della provincia inglese, Jeanette satutto della Bibbia ma poco del mondo. Benché non proprio innocente, ricamaminacciosi versetti preparandosi a un futuro da missionaria. Ma quando,adolescente, scopre una netta preferenza per il proprio sesso, quel timoratoequilibrio familiare va in pezzi. La madre, il pastore, l'intera comunità sibuttano sul demone che ha invaso Jeanette 'non più in grado di ascoltare laverità'.
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  • 2

    English at its best - 02 nov 14

    Potremmo chiamare queste righe viaggio per una trama sbagliata. Oppure non fidarsi delle appa-renze ed andare alle sostanze. Come sapete ho il vizio di non leggere (quasi) mai le quarte di co-pertina per non farmi influenzare nelle scelte. E di leggere le prefazioni dopo aver letto i libri. Di le ...continua

    Potremmo chiamare queste righe viaggio per una trama sbagliata. Oppure non fidarsi delle appa-renze ed andare alle sostanze. Come sapete ho il vizio di non leggere (quasi) mai le quarte di co-pertina per non farmi influenzare nelle scelte. E di leggere le prefazioni dopo aver letto i libri. Di leggiucchiare qua e là su riviste e giornali su titoli e nuove uscite. Insomma, il vizio di sentire poco gli altri, prima. Dopo no, dopo sono forse anche troppo logorroico. Ora, erano anni che i libri della Winterson circolavano sulle librerie italiane, ed a colpa dei titoli mi sentivo un po’ respinto. C’è questo di cui parlo ora e ce n’era un altro dal titolo “Il sesso delle ciliegie”. Ed è stato proprio questo a mandarmi fuori strada, che lo associavo ad un altro titolo che circolava più o meno nello stesso periodo che recitava “Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me solo i noccioli?”. Inoltre, mi fuorviava anche il nome che mi sembrava fasullo. Come se un lettore inglese andasse in giro per autori stranieri e si imbattesse in un libro dal titolo di frutta e scritto, che so da Giovannina Fi-glinverni. Io non lo comprerei, quasi mi sembrava un’emulazione della Kinsella. Finalmente, tutta-via, nella grande fucina dei suggerimenti di “Curarsi con…” esce questo titolo, nella mia onnivoracità lo acquisto. E confesso di aver rimpianto il tempo perso. Non che sia un capolavoro, anche se è senza dubbio un buon libro sopra la media. Ed è anche un libro dove si fatica ad entrare, con tutti i capitoli che rimandano a citazioni bibliche. Poi mi ha preso, fino all’ultimo capitolo che, al contrario, mi ha frenato un po’, abbassando leggermente il giudizio finale. Forse solo chi ha una buona conoscenza dei temi religiosi del vecchio testamento potrà godere fino in fondo del libro. La piccola Jeanette viene adottata da una famiglia molto religiosa dove abbiamo la presenza una madre ingombrante, ossessiva che cresce la figlia all’interno di un mondo fatto di canti liturgici, indovinelli sulla Bibbia e “arance”. Jeanette ha una “forzata vocazione” per diventare missionaria di Dio e qualsiasi problema, dubbio o incertezza si risolve mangiando un po’ di arance. Cresce quindi in una comunità bigotta, dove il Diavolo è ovunque e può manifestarsi in chiunque e in qualsiasi forma. Durante il periodo della sua adolescenza sarà proprio Jeanette a “essere posseduta dal demonio”, quando per la prima volta incontra l’amore e per lei è un amore puro e semplice. La madre e l’intera comunità hanno una reazione scomposta perché a Jeanette piacevano le persone sbagliate. Per carità! Persone in realtà degnissime sotto ogni aspetto, salvo che per un piccolo particolare: l’amore per un’altra donna era peccato! E cosa c’è di più efficace di un esorcismo, di rinchiuderla in una stanza buia e senza cibo per indebolire i demoni che hanno preso possesso della povera Jeanette? E poi ovviamente quando ormai è affamata e debilitata arriva la madre con un cesto di arance e tutta torna come prima!!! Di fronte a questo assurdo, psicologicamente violento e incomprensibile fanatismo Jeanette non riconosce più nessuno, non riconosce la madre, non riconosce tutte quelle persone che da sempre hanno fatto parte della sua vita, in tutto ciò non riconosce e non riesce a vedere neanche quel Dio che ama tanto e a cui non vuole rinunciare, ma in fondo non può rinunciare neanche a se stessa. Sarà proprio un’impresa ardua per Jeanette af-frontare un percorso interiore per trovare se stessa, per rispettarsi e farsi rispettare per quello che è, per scoprire che ci sono varie forme d’amore e quindi per ritornare al titolo “non ci sono solo le arance”!!! Ripeto la scrittura non è mia facile, iniziando in tono quasi giocoso, per poi farsi matura, anche se intervallata da racconti fantastici che, in tono di favola, ripercorrono i duri momenti della vita di Jeanette. Che non viene mai meno a sé stessa, in ogni momento. Questa è una delle tematiche forti del romanzo, oltre a quella dell’accettazione della propria sessualità e della sua di-fesa, sempre e comunque. Il messaggio finale, poi, molto semplicisticamente, potremmo riassu-merlo nella constatazione che non esiste solo il bene o solo il male, ma che la nostra vita è tutta una sfumatura di grigi. Una macedonia di tanti frutti diversi.

    ha scritto il 

  • 2

    Questa è una rilettura. Lo lessi la prima volta se non sbaglio più di dieci anni fa e ricordo che non mi piacque molto e non lo capii nemmeno. Così il mese scorso ho deciso di prenderlo dalla mia libreria e provare a vedere se questa volta l'esito potesse essere diverso. Bè, non è stato così. Ho ...continua

    Questa è una rilettura. Lo lessi la prima volta se non sbaglio più di dieci anni fa e ricordo che non mi piacque molto e non lo capii nemmeno. Così il mese scorso ho deciso di prenderlo dalla mia libreria e provare a vedere se questa volta l'esito potesse essere diverso. Bè, non è stato così. Ho apprezzato il tono ironico della scrittrice ma la storia in sé non ha suscitato il mio interesse, anzi mi ha annoiata.

    ha scritto il 

  • 4

    E' strano come a volte sia difficile spiegare perchè un libro ci sia piaciuto anzichè no. Questo romanzo della Winterson (il secondo letto, dopo "Scritto nel corpo") mi ha intenerita ed emozionata, mi ha fatto ridere (tanto), mi ha fatto indignare, e riflettere molto sul divario che esiste tra ci ...continua

    E' strano come a volte sia difficile spiegare perchè un libro ci sia piaciuto anzichè no. Questo romanzo della Winterson (il secondo letto, dopo "Scritto nel corpo") mi ha intenerita ed emozionata, mi ha fatto ridere (tanto), mi ha fatto indignare, e riflettere molto sul divario che esiste tra ciò che sentiamo di essere e ciò che sembriamo. Inaspettatamente bello.

    ha scritto il 

  • 3

    柳橙不是唯一的水果

    因為:英美文學界公認「小說經典」,獲選衛報「死前必讀的百大英文小說」。所以讓我很好奇的讀了這本書,但不曉得是不是因為教宗問題,或是因聖經只略知一二,以致讀完此書,雖內容大概懂,但卻無法感受到作者所要表達的意思。

    ha scritto il 

  • 1

    Started during a sleepless night.
    Read 66 pages out of 120. I have found no reason to keep on going even if there are less than 60 left.
    Easy reading, but nothing special, some names of musicians, poets, writers, scattered around just to give an impression of culture, some fables I di ...continua

    Started during a sleepless night.
    Read 66 pages out of 120. I have found no reason to keep on going even if there are less than 60 left.
    Easy reading, but nothing special, some names of musicians, poets, writers, scattered around just to give an impression of culture, some fables I did not really catch the purpose.
    In the 80’ an Adopted English girl has brought up by a fanatic Church follower mother who thinks she will become a missionary. A lot of weird characters’ around, among them a lesbian couple who run a newsagent’s shop where the girl at 7 is forbidden to go. As a teen the girl falls in love with
    ps It seems that in Italy this book had a greater success than in UK, and strangely the literally translation of the title is “there aren’t any oranges”. Probably the translator rewrote it. ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Jeanette Winterson has a very intriguing style; here it's a sort of blend of satire and fable or fairy tale, even. It's kind of a strange little novel, but enjoyable nonetheless. I was very impressed, considering this is her debut novel. I didn't like it quite as much as The Passion, by th ...continua

    Jeanette Winterson has a very intriguing style; here it's a sort of blend of satire and fable or fairy tale, even. It's kind of a strange little novel, but enjoyable nonetheless. I was very impressed, considering this is her debut novel. I didn't like it quite as much as The Passion, by the same author, but I would still definitely recommend it.

    ha scritto il 

  • 4

    Non ci sono solo le arance.

    "Così com'è non riesco a fermarmi, ho bisogno di una persona appassionata, pronta ad amarmi fino alla morte, che sappia che l'amore è forte quanto la morte e mi stia accanto per sempre. Una persona disposta a distruggermi e a farsi distruggere da me. Ci sono tante forme di passione e di af ...continua

    "Così com'è non riesco a fermarmi, ho bisogno di una persona appassionata, pronta ad amarmi fino alla morte, che sappia che l'amore è forte quanto la morte e mi stia accanto per sempre. Una persona disposta a distruggermi e a farsi distruggere da me. Ci sono tante forme di passione e di affetti; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere il loro nomi. Nominare è un processo lungo e difficile; tocca l'essenza stessa delle cose e implica potere. Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa? Solo chi conosce il tuo nome."

    ha scritto il 

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