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Non conosco il tuo nome

Di

Editore: Neri Pozza (Bloom; 35)

3.7
(372)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8854503142 | Isbn-13: 9788854503144 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Bortolussi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Tim è un uomo giovane e attraente, e il passare degli anni sembra avergli donato il fascino luminoso e intenso di un attore di teatro. La moglie Jane conserva intatto il suo amore per lui, e attraverso le piccole difficoltà di ogni giorno il loro matrimonio ha acquisito la forza di un vero legame, complice e sentimentale. Nonostante le lunghe ore passate in ufficio, Tim lavora con passione. È socio di un autorevole studio legale di Manhattan, e ciò che fa è importante per i colleghi e per se stesso. A casa, quando la figlia Becka si nasconde dietro la sua chitarra, con i capelli da rasta e un corpo che non ha ancora superato le rotondità paffute dell'infanzia, Tim riesce sempre a donarle le bugie oneste di un padre, convinto che la figlia sia la ragazza più bella del mondo. Tim ama sua moglie, la propria famiglia, il lavoro, la sua casa. Ma un giorno Tim si alza ed esce. Esce dalla casa, dalla famiglia, dall'ufficio, dalla calda dimora degli affetti, dell'amore, della sicurezza. Esce e inizia a camminare. Per non fermarsi mai più. La sua è una malattia che lo spinge a mettersi in marcia senza potersi arrestare, perdendosi nei meandri della città, nelle periferie, nei sobborghi, nelle strade di campagna. Fino a quando, senza forze, come in trance, crolla e si addormenta. Per ritrovarsi privo di memoria in un luogo sconosciuto, e chiamare e implorare la moglie perché lo venga a recuperare. È una malattia senza nome, insinuante, che non lascia scampo.
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  • 2

    Confermo la mia opinione circa la bravura di Ferris nello scrivere. Però anche questo testo non mi convince. La storia del protagonista che ha una malattia che lo porta a continuare a camminare fino ...continua

    Confermo la mia opinione circa la bravura di Ferris nello scrivere. Però anche questo testo non mi convince. La storia del protagonista che ha una malattia che lo porta a continuare a camminare fino allo sfinimento è interessante, originale ed è l'occasione per immergersi nel significato della propria vita e delle proprie relazioni. Ma doveva finire molto prima e a un certo punto si ha la sensazione che l'autore abbia allungato troppo il testo facendo così perdere la motivazione alla lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ciascuno scrutava l'essenziale mistero dell'altro, ma in quei momenti di silenzio si trasmettevano la comprensione di un altro mistero ancora più impossibile: il loro essere insieme, il ...continua

    "Ciascuno scrutava l'essenziale mistero dell'altro, ma in quei momenti di silenzio si trasmettevano la comprensione di un altro mistero ancora più impossibile: il loro essere insieme, il riconoscimento reciproco che entrambi avrebbero sopportato le direzioni ribelli che avevano preso e che entrambi, malgrado la loro inviolabile separatezza, sarebbero rimasti."

    ha scritto il 

  • 3

    "ciascuno scrutava l'essenziale mistero dell'altro, ma in quei momenti di silenzio si trasmettevano la comprensione di un altro mistero ancora più impossibile: il loro essere insieme, il ...continua

    "ciascuno scrutava l'essenziale mistero dell'altro, ma in quei momenti di silenzio si trasmettevano la comprensione di un altro mistero ancora più impossibile: il loro essere insieme, il riconoscimento reciproco che entrambi avrebbero sopportato le direzioni ribelli che avevano preso e che entrambi, malgrado la loro inviolabile separatezza, sarebbero rimasti." (J.Ferris, "Non conosco il tuo nome")

    ha scritto il 

  • 5

    Alla fine ci si accorge che il simbolo di questa storia è uno zaino: un peso sulle spalle attrezzato di dolore e di amore. Il messaggio di questo libro non é “l’amore vero vince su tutto”, ma ...continua

    Alla fine ci si accorge che il simbolo di questa storia è uno zaino: un peso sulle spalle attrezzato di dolore e di amore. Il messaggio di questo libro non é “l’amore vero vince su tutto”, ma “il dolore può travolgere tutto”. E infatti, qui, la sofferenza travolge vite, speranze, desideri, futuro. Qui il dolore si impasta con l’amore fino a diventare una materia unica e indistinguibile. Da un certo punto in poi, leggendo, ci si accorge che non vincerà nessuno, che non si compirà la “scelta giusta”, perché essa non esiste. Si seguirà, invece, la via che si sente come la sola possibile per dare senso e dignità a ciò che è incomprensibile e inaccettabile. Il confronto con il dolore è una sfida difficilissima per l’uomo, e guardarlo negli occhi è indispensabile per controllarlo. Ma a volte è il dolore che “addomestica” noi, e la sola cosa che resti da fare è proteggere almeno il significato di ciò che ci viene strappato, per proteggere noi stessi. Così, ostinarsi ad amare diventa atto di ribellione, una scelta che sfugge a qualunque giudizio e commento. Nessuna traccia di edulcorante in questo libro bellissimo e molto, molto duro, nessun monito, solo la realtà per quella che può diventare, con noi soggetti e oggetti di qualcosa che inceppa il nostro “unico giro di giostra”. Cosa ho pensato alla fine? Che l’amore può non vincere, che spesso non vince, ma può lottare fino all’ultimo e perdere sul filo del traguardo, e che perdere può essere meno importante della lotta, e che soffrire è sempre una maledettissima ingiustizia.

    ha scritto il 

  • 5

    E' difficile descrivere questo libro perché credo sia impossibile rendere quanto mi sia piaciuto e come mi abbia emozionato. Ma la storia di quest'uomo che non riesce a smettere di camminare mi è ...continua

    E' difficile descrivere questo libro perché credo sia impossibile rendere quanto mi sia piaciuto e come mi abbia emozionato. Ma la storia di quest'uomo che non riesce a smettere di camminare mi è rimasta dentro così come il dramma della moglie che non riesce a "fermarlo" nonostante il suo amore e di una figlia che cerca in qualche modo di comunicare con lui. Struggente e triste.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'occasione mancata

    Era partito molto bene.Il romanzo veleggiava verso la quarta stelletta senza alcuna difficoltà, anzi....poi, improvvisamente il racconto cambia registro e, pur rimanendo la scrittura scorrevole e ...continua

    Era partito molto bene.Il romanzo veleggiava verso la quarta stelletta senza alcuna difficoltà, anzi....poi, improvvisamente il racconto cambia registro e, pur rimanendo la scrittura scorrevole e piacevole, si modifica lo scenario e rimane solo il protagonista a combattere una battaglia persa in partenza, a vincere sul proprio fisico, ed è questa parte che non mi è piaciuta, avrei preferito che si concentrasse l'attenzione sui comprimari che avevano difficoltà a rapportarsi con la malattia di Tim eppure l'avevano accettata: emerge forte il rapporto d'amore tra Tim e Jane, nonostante tutto e nonostante lo stesso Tim. La trama è originale: narra di un uomo, avvocato di successo, che improvvisamente e senza che possa fare alcunchè, deve camminare per poi crollare stanco in qualsiasi luogo. Lì va la moglie, donna rassegnata eppure molto innamorata, a raccoglierlo quasi moribondo; molti i personaggi di contorno: la figlia che Tim quasi non conosce, ma la cui storia viene abbozzata e poi accantonata, i colleghi arrivisti e ambiziosi dello studio che attendono solo il passo falso, tutti i personaggi che l'uomo incontra nel suo peregrinare e infine i dottori che nulla hanno potuto difronte a questo problema medico o mentale non è dato sapere. Rimango dell'opinione che la letteratura americana, tranne alcune eccezioni, non mi piace molto, la trovo fredda e arida, nonostante la scrittura e lo stile narrativo siano impeccabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro ben scritto dall'inizio piacevole e scorrevole che potrebbe assomigliare a una tipica storia americana con avvocato di grido e cliente facoltoso ingiustamente accusato dell'omicidio della ...continua

    Un libro ben scritto dall'inizio piacevole e scorrevole che potrebbe assomigliare a una tipica storia americana con avvocato di grido e cliente facoltoso ingiustamente accusato dell'omicidio della moglie e possibile complotto dello psicopatico di turno. L'autore si salva da una storia che potrebbe essere scontata con un triplo salto mortale non perfettamente riuscito che porta la narrazione su un altro binario, molto diverso. Il libro è sicuramente bello ma manca dell'ingrediente segreto che dà quel qualcosa in più a una storia riuscita e che c'è nel suo bellissimo libro precedente "E poi siamo arrivati alla fine". Questo lo consiglio proprio a tutti, è un romanzo da non perdere, anche se è molto, molto diverso da questo. Come si è capito io lo preferisco uh milione di volte. Mi ha sorpreso e incantato. Forse per questo sono un po' severo con Non conosco il tuo nome che si destreggia un po' troppo tra banalità e eccentricità mediche tirando in ballo Dio, cosa che non mi dispiace in senso assoluto, anzi, ma in questa storia c'è qualcosa che non funziona alla perfezione. E da Ferris ormai mi aspetto la perfezione per le straordinarie capacità che ha già dimostrato.

    ha scritto il 

  • 5

    Io ho visto questa storia come una struggente metafora di tante (tutte?) le storie d'amore. No, di più: della condizione umana. L' invincibile e insondabile coazione a ripetere un comportamento, ...continua

    Io ho visto questa storia come una struggente metafora di tante (tutte?) le storie d'amore. No, di più: della condizione umana. L' invincibile e insondabile coazione a ripetere un comportamento, nonostante ci allontani da ciò che amiamo, che ci rende felici e sereni. Senza motivi, senza spiegazioni, senza consolazione. Un capolavoro.

    ha scritto il 

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