Non dire notte

Di

Editore: Feltrinelli - Universale Economica 2000

3.4
(1000)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8807720000 | Isbn-13: 9788807720000 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Amos Oz riesce a portarti dentro il quotidiano e dentro le relazioni con noncuranza. Racconta senza raccontare: è la vita stessa che penetra nel lettore . Non c'è nulla di eccezionale in questa coppi ...continua

    Amos Oz riesce a portarti dentro il quotidiano e dentro le relazioni con noncuranza. Racconta senza raccontare: è la vita stessa che penetra nel lettore . Non c'è nulla di eccezionale in questa coppia Theo e Noa ,nulla di speciale da raccontare eppure si viene avvolti da un'atmosfera di intimità, si viene ammaliati dal vivere quotidiano e lento di una cittadina qualsiasi . E' una grande scrittura capace di elevare l'animo. " Guarda il giorno che muore e aspetta : chissà che cosa promette l'ultima luce, che cosa ha in serbo" E' il senso delle cose, il senso dell'esistenza a impregnare le pagine dei suoi libri e a renderli grandi.

    ha scritto il 

  • 3

    asciugare il sentimentalismo

    "L'unica via per aiutarla è non cercare di aiutarla. Solo diventare piccoli. Congelarsi. Confondersi con il muro. Fermi. Davvero la finestra c'è ed è rimasta aperta? Davvero spero che voli fuori? Oppu ...continua

    "L'unica via per aiutarla è non cercare di aiutarla. Solo diventare piccoli. Congelarsi. Confondersi con il muro. Fermi. Davvero la finestra c'è ed è rimasta aperta? Davvero spero che voli fuori? Oppure sto in agguato, fermo, la fisso dal buio con gli occhi pietrificati, in attesa che crolli sfinita. Allora potrò piegarmi e prendermi cura di lei come all'inizio. Sin dall'inizio."
    Amoz Oz "Non dire notte"
    In una nuova cittadina ai confini con il deserto israeliano, una coppia matura trascorre la quotidianità tra progetti da realizzare, tradimenti di poca importanza, sintonie profonde. Al di là di ogni silenzio, di ogni differenza, ci sono scelte sagge di riflessione e conciliazione.
    Storia breve, trama semplice quasi pretestuosa. Prosa lenta e affascinante che Oz, dichiaratamente, cerca di "suonare come geometria, di asciugare il sentimentalismo, altrimenti viene stucchevole come marmellata di prugne che tra l'altro detesto"

    ha scritto il 

  • 4

    null

    Il senso del titolo è racchiuso (ben nascosto) in uno dei tanti racconti nel racconto, e fa riferimento alla parola che, in arabo, significa "notte". Ma non si limita a questo, perché si tratta di un ...continua

    Il senso del titolo è racchiuso (ben nascosto) in uno dei tanti racconti nel racconto, e fa riferimento alla parola che, in arabo, significa "notte". Ma non si limita a questo, perché si tratta di un libro molto notturno: di riflessioni al chiaro di luna nel deserto, di insonnie più o meno chiarificatrici, di ombre più che di luci, di frammenti più che di interi.
    L'ho ricevuto in regalo, e ho iniziato ad immergermici senza nemmeno leggere la quarta di copertina, restandone spesso spiazzata, poi sorpresa, e infine ammirata.
    Non conoscevo Oz, e non so se questo romanzo sia un suo romanzo tipico o abbia degli aspetti divergenti rispetto al resto della sua bibliografia, ma di certo mi ha colpito. Un lettore distratto potrebbe trovarlo incomprensibile, inconcludente, noioso. Se ci si limita alla trama è insipido e deludente, ma andando oltre, la percezione è quella di un affresco via via più efficace di una cittadina israeliana in cui accadono tante cose (o, più spesso, non accadono tante cose) e si alternano vicende di vite diversissime, alcune solo tratteggiate, altre meglio definite. Alla fine del libro (e non all'inizio, non a caso) c'è un pignolo elenco di personaggi, che somiglia più a un ringraziamento per la partecipazione che a una presentazione (che, appunto, sarebbe stata all'inizio). Oso dire che tutti questi caratteri, che si stagliano più o meno nitidamente contro l'aridità del paesaggio di Tel Kedar, ricordano le voci di Spoon River, ognuna con la sua piccola o grande storia da narrare. I protagonisti principali sono solo due dei tanti volti di questa storia, fatta di divagazioni e aneddoti, percorsi circolari, decisioni mai prese, occasioni non colte (anche Theo, nella prima pagina del libro, "ha ormai fatto quel che poteva fare, d'ora in poi aspetterà").
    È un libro di emozioni e dissolvenze, senza un vero centro, un continuum di nomi, cose e luoghi che o si ama o si odia.

    ha scritto il 

  • 5

    "Questo è il deserto nelle notti d'estate: antico. Indifferente. Vitreo. Né morto né vivo. Presente."

    Uno scorcio di vita di Theo e Noa: Lui un uomo un po' spento e un po' stanco, che resta a guardare da spettatore attento ma distante le passioni e le testarde "lotte" di questa sua compagna giovane e ...continua

    Uno scorcio di vita di Theo e Noa: Lui un uomo un po' spento e un po' stanco, che resta a guardare da spettatore attento ma distante le passioni e le testarde "lotte" di questa sua compagna giovane e ancora piena di ideali. Tutto intorno i loro silenzi, le loro discussioni, il loro amore che ancora li unisce malgrado qualche tradimento e qualche stanchezza. E poi c'è il deserto, e la polvere, e la luce e le immagini splendide di quella terra e di quelle città così maltrattate, così piene di contraddizioni, e di guerre, e di battaglie....Meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Adoro le traduzioni di Elena Loewenthal, rende in modo meraviglioso le atmosfere un po' tristi, un po' dimesse di Oz.
    Certo non un libro di azione, ma chi ne ha bisogno? Un libro di sentimenti, non tu ...continua

    Adoro le traduzioni di Elena Loewenthal, rende in modo meraviglioso le atmosfere un po' tristi, un po' dimesse di Oz.
    Certo non un libro di azione, ma chi ne ha bisogno? Un libro di sentimenti, non tutti positivi, di atmosfere, di sensazioni. L'ho qualificato con quattro stelle solo perché, in alcuni passi, è un po' lento e prolisso, ma anche questo fa parte del clima del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia inconsistente scritta con talento.

    Oz ce la mette tutta per rendere odioso il suo paese, i suoi abitanti, la sua eterna emergenza, persino il paesaggio. Tutto è ostile, spoglio, meschino. ...continua

    Una storia inconsistente scritta con talento.

    Oz ce la mette tutta per rendere odioso il suo paese, i suoi abitanti, la sua eterna emergenza, persino il paesaggio. Tutto è ostile, spoglio, meschino.

    D'altra parte, uno che ripudia il nome paterno (Oz è nom de plume) è uomo pratico di rancori.

    ha scritto il 

  • 1

    L'incipit è bellissimo: già con la prima pagina si respira un'atmosfera struggente, di attesa. Si respira aria di deserto (siamo a Tel Kedar, una piccola cittadina nel deserto del Negev) aria stanca, ...continua

    L'incipit è bellissimo: già con la prima pagina si respira un'atmosfera struggente, di attesa. Si respira aria di deserto (siamo a Tel Kedar, una piccola cittadina nel deserto del Negev) aria stanca, priva di energia, l'aria di chi si lascia vivere.... Peccato che, da lì in poi, la trama non decolli e quello che sembrava un capolavoro di introspezione e di analisi di un quotidiano fatto di guardie e filo spinato, si sia rivelato di una pesantezza e inconsistenza indicibili...e nemmeno la narrazione a due voci dei protagonisti rende il ritmo della lettura più sostenibile...

    ha scritto il 

  • 2

    Una Palla !

    Solo pochi credo siano riusciti a finire questo noioso e tristissimo romanzo in cui due personaggi inconsistenti si muovono inutilmente in una situazione banale e surreale allo stesso tempo. Lasciate ...continua

    Solo pochi credo siano riusciti a finire questo noioso e tristissimo romanzo in cui due personaggi inconsistenti si muovono inutilmente in una situazione banale e surreale allo stesso tempo. Lasciate perdere!

    ha scritto il 

  • 3

    bello, ma...

    Una delle più belle opere di Oz, purtroppo ha un centinaio di pagine in più. Una sana forbice avrebbe concentrato la bellezza di queste pagine.

    ha scritto il 

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