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Non fare la cosa giusta

Di

Editore: Perdisa Pop

3.9
(59)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: eBook

Isbn-10: 8883725336 | Isbn-13: 9788883725333 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Claudio Roveri è un informatore medico scientifico. Conduce una vita di apparenze. Apparentemente è un professionista affermato, ha una famiglia felice, nessun motivo per non sentirsi soddisfatto. In realtà le cose non vanno così bene. Claudio Roveri cova il disagio. Odia Bologna, che è diventata una città così diversa da come se la ricordava. Negri, punkabbestia e zingari ai semafori, e quella sensazione di degrado che ha ogni volta che cammina per il centro. Claudio odia, ma non fa nulla. Si rifugia nella famiglia, negli amici di sempre, nel lavoro. Fino a quando decide di reagire, assecondando la sua vera natura. Asciutto, affilato, coinvolgente, “Non fare la cosa giusta” conferma il talento di Alessandro Berselli e la sua capacità di non fermarsi allo sguardo superficiale della contemporaneità.
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  • 4

    Doloroso. Angosciante. Come una spina sotto pelle. Ma non puoi abbandonarlo.E poi ritorna, come una musica triste. Gran bella scrittura, vivace, vivida, guizzante, nonostante le tematiche.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere un commento su questo libro non è facile. In apparenza inizia come una normalissima storia familiare, con un padre, una madre ed una figlia adolescente. E fin oltre la metà sembra proprio ...continua

    Scrivere un commento su questo libro non è facile. In apparenza inizia come una normalissima storia familiare, con un padre, una madre ed una figlia adolescente. E fin oltre la metà sembra proprio tutto ordinario e quotidiano, poi ecco che la normalità diventa qualcosa di devastante, qualcosa che annichilisce e che fa pensare che una persona da un momento all'altro può cambiare totalmente, che la sua vita non è più quella di prima, che quello su cui si basava tutta la sua esistenza ha perso le fondamenta e tutto crolla come un castello di sabbia. Alla fine capisci che non fare la cosa giusta può diventare il tuo motto, ma non sempre appaga, così come la vendetta a volte sembra la via più facile e risolutiva, ma non lo è per niente e ti lascia un vuoto dentro incolmabile.

    ha scritto il 

  • 0

    Nel profondo degli abissi

    Ho appena letto l'ultima pagina. Gli occhi leggermente lucidi, la mano nervosa a toccarmi il viso per le ultime 40 pagine, silenzio totale intorno. Per quel senso di disturbo che mi ha accompagnata ...continua

    Ho appena letto l'ultima pagina. Gli occhi leggermente lucidi, la mano nervosa a toccarmi il viso per le ultime 40 pagine, silenzio totale intorno. Per quel senso di disturbo che mi ha accompagnata dall'inizio alla fine, per l'inquietudine che non mi ha dato scampo, per la rabbia, la crudeltà, per il male di vivere che investe il protagonista, per quel semaforo che continua a rimanere rosso e scatena la follia (follia che potrebbe essere di tutti noi), per le tenebre che avvolgono il Roveri, ecco per tutto questo , "meriterebbe" 4 stelle ma... ... Ma ho percepito per tutto il romanzo la totale mancanza di "Amore". pag. 113...porre sempre e comunque la ricerca del proprio piacere come sistema di vita ti allontana dagli altri, soprattutto da quelli che ti vogliono bene sul serio. Non è l'elogio dell'abnegazione, Claudio, è solo che non si può prescindere da quello che ci sta intorno. Siamo parte di qualcosa, non schegge impazzite che si muovono per conto loro Ecco. L'Amore. L'Amore per un figlio. Non si può mai sapere quale sia veramente la cosa giusta. Lo si spera, amando e l'amore vuol dire anche sacrificio, vuol dire anche dedizione, vuol dire anche donare il proprio tempo, vuol dire tutto. E il Roveri fin dall'inizio del romanzo mi ha irritata, mi ha irritata nel profondo. L'ho trovato totalmente manchevole nei confronti della figlia e della moglie. Semplicemente tre persone che convivevano sotto lo stesso tetto. Nella prima parte mi sono arrabbiata più volte, ho provato un forte senso di fastidio e mi sono trovata a dialogare da sola con il protagonista, inalberata, quasi fosse vero...forse, diciamo pure senza "forse" il fatto di essere genitore mi ha - pur cercando di estraniarmi - influenzata più del dovuto. E per questo motivo e per quello scritto sopra, non metterò alcuna stella perché una sarebbe troppo poco e 4 sarebbero esagerate e poi lo stile dell'autore, i capitoli brevi , incisivi, ad effetto mi hanno colpita. E fatto male. Effetto simile me lo fece "Mani nude" della Barbato (pur trovandoci di fronte a due stili e trame completamente differenti) : mi fece soffrire, tanto, arrabbiare, troppo ma direi una bugia dichiarando che la lettura mi abbia lasciata indifferente. E Berselli non mi ha lasciata indifferente, tutt'altro. E' disturbante. E' nero. E' buio.

    ha scritto il 

  • 2

    se tendenzialmente ti deprimi: cambia llbro

    Mi aspettavo di leggere un giallo, anche la copertina è gialla. Mi sono ritrovata invece in un viaggio di pazzia interiore dove per fortuna le pagine mi hanno lasciato distante. Non è una giallo, ...continua

    Mi aspettavo di leggere un giallo, anche la copertina è gialla. Mi sono ritrovata invece in un viaggio di pazzia interiore dove per fortuna le pagine mi hanno lasciato distante. Non è una giallo, ma è quello che cinematograficamente diremmo un "drammatico"

    ha scritto il 

  • 4

    quattro* e mezzo

    Sono rimasta annichilita dalla normalità dei personaggi del romanzo: niente di straordinario, niente di eclatante, tutto così ... ordinario. E' inquietante vedere a cosa può portare una vita ...continua

    Sono rimasta annichilita dalla normalità dei personaggi del romanzo: niente di straordinario, niente di eclatante, tutto così ... ordinario. E' inquietante vedere a cosa può portare una vita normale, il "seguire le regole", rispettare "la morale" specialmente quando poi ti accade qualcosa che ti fa chiedere "perché?". Ho letto nel libro il realizzarsi dell'anima nera che sta in ognuno di noi. Chiunque potrebbe comportarsi così, allora?!

    ha scritto il 

  • 0

    Quando l’istinto uccide

    Non ho mai tradito tua madre. Non che non ci abbia mai pensato, non sono mica un santo. E’ solo che alla fine ho sempre fatto prevalere il senso di responsabilità. L’etica della famiglia, se ...continua

    Non ho mai tradito tua madre. Non che non ci abbia mai pensato, non sono mica un santo. E’ solo che alla fine ho sempre fatto prevalere il senso di responsabilità. L’etica della famiglia, se così la vogliamo chiamare. Senso di responsabilità, etica della famiglia, parole di un marito, di un padre che, compiuti quarant’anni, si ritrova a fare i conti con la frustrazione, con il disagio di chi non sa più quale direzione prenderà la sua vita. In apparenza Claudio Roveri è un rispettato informatore medico che conduce una vita regolare: sposato con Fabiana, di professione avvocato, ha con lei una figlia, ...Continua a leggere su Pub-lettori alla spina http://www.pubzine.eu/2012/02/29/quando-listinto-uccide/

    ha scritto il 

  • 4

    Un coccio aguzzo ed affilato: questo libro ferisce e turba profondamente. Tutto arriva dalla testa del suo protagonista: Claudio Roveri, quarantenne rappresentante farmaceutico bolognese, che ...continua

    Un coccio aguzzo ed affilato: questo libro ferisce e turba profondamente. Tutto arriva dalla testa del suo protagonista: Claudio Roveri, quarantenne rappresentante farmaceutico bolognese, che realizza di non sentirsi per niente parte della vita che ha costruito. Sopratutto la famiglia e' il centro delle sue impietose elucubrazioni: la stanca relazione con la moglie e il superficiale rapporto con l'unica figlia, dove regna un'assoluta ipocrisia, un po' per comodo, abitudine, ruolo/ aspettative sociali. I pensieri di Claudio sono amarissimi e taglienti, fanno pensare davvero, muovendo scomodi interrogativi. Un accadimento molto forte, circa a meta' testo, lo divide nettamente in "prima" e "dopo"; qui l'Autore dimostra notevole abilita', pur introducendo un marcato elemento di giallo nel racconto, a mantenere il flusso di pensieri di Roveri in netto primo piano. Claudio e' ormai avviluppato in una spirale emotiva sempre piu' stretta e claustrofobica, tanto che, a tratti, il suo diventa quasi un delirio. Frasi brevi e dirette ben rendono il continuo fluire d'argomenti nella mente dell'uomo e la scelta di strutturare l'intera narrazione sotto forma di lettera alla figlia ne rafforza l'impatto. Dispiace che opere valide come questa rimangano confinate in piccole realtà editoriali!

    ha scritto il 

  • 4

    Come già in precedenti lavori, Berselli resta fedele alla sua linea narrativa puntata sulla banalità del male. I suoi personaggi, in questo romanzo come anche in "Cattivo", sono persone ...continua

    Come già in precedenti lavori, Berselli resta fedele alla sua linea narrativa puntata sulla banalità del male. I suoi personaggi, in questo romanzo come anche in "Cattivo", sono persone normalissime, vicine a noi. Ci somigliano, forse siamo noi stessi, eppure sull'onda della noia, dell'abitudine, di una malcompresa frustrazione giungono a compiere atti che, leggendoli sul giornale, sarebbero i primi a condannare. In un romanzo che neanche per un attimo concede al lettore la possibilità di illudersi che tutto andrà per il meglio, che mai permette un pensiero consolatorio, Berselli ci racconta la discesa all'inferno di Claudio quarantenne che ha tutto: lavoro, successo, una bella moglie, una figlia. E proprio per questo ritiene di non avere nulla, di aver rinunciato alla propria libertà. Gli verrà restituita ad un prezzo altissimo e quando scoprirà, troppo tardi, di non aver fatto la cosa giusta.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro c’è la disperazione più feroce. Non riesco ad immaginare sofferenza più atroce di quella che può provare un genitore che perde un figlio perché essa annienta la persona, ...continua

    In questo libro c’è la disperazione più feroce. Non riesco ad immaginare sofferenza più atroce di quella che può provare un genitore che perde un figlio perché essa annienta la persona, proprio come la morte, ma la costringe in vita nella più efferata delle situazioni. Non so che effetto possa fare sui lettori Claudio, con il suo ridicolo razzismo. Io non sono riuscita a volergli male. Sì perché è quasi comico il suo modo di “odiare” il prossimo. In fondo non è altro che una manifestazione della sua degenerazione. Nel libro si coglie il passaggio dalla frustrazione alla pazzia. Man mano che egli realizza la consapevolezza dell’irreversibilità del prodotto dei suoi fallimenti e della irredimibilità dei suoi sensi di colpa, il peso della vita gli diventa insostenibile ed esonda nella follia.

    ha scritto il