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Non mi ami ancora

By Jonathan Lethem

(83)

| Paperback | 9788856502282

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47 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    "Quando qualcuno vive in un mondo illusorio, non è necessariamente compito tuo tirarlo fuori. A meno che tu non ne abbia uno migliore da offrirgli in cambio".

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    Stefano said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rispetto agli ultimi romanzi di Jonathan Lethem Non mi ami ancora è un episodio minore, non fosse altro che per le sue dimensioni contenute, oltre che per il setting più limitato e un approccio che m'è parso più semplice e quotidiano alla narrazione ...(continue)

    Rispetto agli ultimi romanzi di Jonathan Lethem Non mi ami ancora è un episodio minore, non fosse altro che per le sue dimensioni contenute, oltre che per il setting più limitato e un approccio che m'è parso più semplice e quotidiano alla narrazione rispetto alla densità metaletteraria di Chronic City o all'intensità emotiva raggiunta ne La fortezza della solitudine.
    In Non mi ami ancora Lethem da spazio alla sua passione per rock e dintorni, oltre a ritornare sui temi fondanti la sua scrittura: arte e normalità, solitudine e meraviglia, disagio e integrazione.
    Il percorso che compie Lucinda, bassista di un'anonima band alla ricerca dell'occasione giusta, tra l'arte che le dà da mangiare e la crisi sentimentale che la indirizza tra le braccia di uno sconosciuto interlocutore telefonico, sarà anche sintomatico del vuoto in cui si muovono gli under trenta più o meno attivi culturalmente negli States ma, banalità per banalità, a me è parso soprattutto esemplare della necessità di mantenere attive curiosità e passione per non essere divorati dall'omologazione circostante. Senza scomodare i massimi sistemi, gli aspetti migliori del romanzo sono lo sguardo credibile sul sottobosco in cui fermentano le pulsioni del rock indipendente americano e, dal punto di vista strettamente letterario, c'è l'immersione nell'immaginario erotico-sentimentale della protagonista che dimostra, come se ce ne fosse ancora bisogno, tutto il talento autoriale di Jonathan Lethem.
     Ho letto Non mi ami ancora a poco tempo di distanza dal Despero di Gianluca Morozzi (vedi sotto). Potrebbe essere esercizio interessante confrontare l'approccio opposto a temi simili dei due autori. Per l'americano l'anima rock che distingue la sua storia suona consapevole, fredda e consolidata, mentre invece per l'italiano ha il sapore inconfondibile della nostalgia, guidato com'è dalle emozioni primarie, da rabbia e consolazione, nel tentativo estremo di fermare il tempo. Del resto il primo  racconta il rock nella sua età matura (Stati Uniti, oggi) mentre il secondo è ancora fermo alla sua adolescenza, con tutti i vantaggi della passione e i difetti tipici dell'età.
    Nel complesso non consiglierei Non mi ami ancora a chi già non conosce e apprezza Jonathan Lethem, ma io sono un fan, e come tale non ho potuto non gradire il romanzo.

    (Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.it/2013/03/letture-jonathan-le… )

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    Iguana Jo said on Mar 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La traduzione è buona, nostante qualche scelta lessicale un po' strana e un po' arcaicizzante (percalle, bovindo o calaverna).
    Il libro nel suo insieme mi è piaciuto, una storia un po' scalcagnata di musica, gioventù e amore. O forse semplicemente di ...(continue)

    La traduzione è buona, nostante qualche scelta lessicale un po' strana e un po' arcaicizzante (percalle, bovindo o calaverna).
    Il libro nel suo insieme mi è piaciuto, una storia un po' scalcagnata di musica, gioventù e amore. O forse semplicemente di vita, libertà espressiva e sentimenti.

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    Whisper said on Dec 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tiene ese toque a lo Bukowski, pero se queda a medias. Adoro y odio al mismo tiempo estas historias de realidad sin sentido, de dolor sin respuesta, y de esto que lees pero al final no te dejan algo a lo que pensar, si no que te dan ese atisbo de rea ...(continue)

    Tiene ese toque a lo Bukowski, pero se queda a medias. Adoro y odio al mismo tiempo estas historias de realidad sin sentido, de dolor sin respuesta, y de esto que lees pero al final no te dejan algo a lo que pensar, si no que te dan ese atisbo de realidad. Donde las cosas no son blanca o negras y la gente no es bondadosa ni malvada, simplemente personas... y aveces agradeces este tipo de libros porque te traen de vuelta a la realidad. Y si, esta realidad sucia como le llaman, porque aunque nos quieran hacer creer en los otros libros donde todo es sensual y tierno y sentimientos, aqui es todo mucho mas carnal, sucio, desagradable y humano.

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    Ignacia said on Aug 8, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Buono anche se non eccezionale. Ancora molta musica, ma la scena questa volta è Los Angeles non Brooklyn. Giovani, ma non giovanissimi; vite un po’ spostate, ma non più di tanto; molto sesso, ma anche buoni sentimenti. Nel complesso un libro piacevol ...(continue)

    Buono anche se non eccezionale. Ancora molta musica, ma la scena questa volta è Los Angeles non Brooklyn. Giovani, ma non giovanissimi; vite un po’ spostate, ma non più di tanto; molto sesso, ma anche buoni sentimenti. Nel complesso un libro piacevole, non troppo impegnativo. Quasi un libro “leggero” ma la vena paradossale e la brillantezza di scrittura lo mettono – appena – un gradino più su.

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    Celeste said on Jun 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che amarezza!!!
    Una band da quattro soldi composta da:
    - una bassista estremamente confusa alla ricerca del grande amore e di protezione, che si è portata a letto praticamente più della metà dei personaggi maschili del romanzo;
    - un chitarrista solit ...(continue)

    Che amarezza!!!
    Una band da quattro soldi composta da:
    - una bassista estremamente confusa alla ricerca del grande amore e di protezione, che si è portata a letto praticamente più della metà dei personaggi maschili del romanzo;
    - un chitarrista solitario con sgabello incorporato, ossessionato dalla ricerca dei particolari in un film che avrà visto almeno duecento volte,
    - una batterista dai contorni sfocati, che lavora in un sexy shop;
    - un cantante rapitore di canguri, che dovrebbe rappresentare il “belloccio” del gruppo.
    Di contorno uno pseudo artista con una calvizie incipiente, il suo ufficio reclami e il “reclamante” Carl, descritto come un maialino paffuto, completamente ricoperto di peli, che per vivere inventa slogan, e che, però, è "un mago del sesso".
    Si ubriacano, si fanno le canne, fanno sesso e sognano di diventare famosi.
    Una storia...boh...non trovo nemmeno una definizione.
    Magari rappresentativa del disagio che serpeggia tra i trentenni?
    Se fossi nata e vissuta negli Stati Uniti, direi che Lethem con questo suo romanzo potrebbe essere definito “il Fabio Volo de noantri”.
    Ritenterò con Lethem, magari sarò più fortunata...

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    Moky said on May 22, 2012 | 2 feedbacks

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