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Non mi uccidere

La trilogia di Mirta-Luna, volume 1

Di

Editore: Piemme

3.4
(695)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 427 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838475571 | Isbn-13: 9788838475573 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Mirta ha vent'anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l'eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta.
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  • 2

    .......delusione!

    Da appassionata di letture vampiriche qual sono, non potevo non leggere un'autrice italiana considerata il top nel genere. Che errore!!! Comprati tutti e tre, ho fatto una faticaccia solo per finire il primo! Lo stile di scrittura è sperimentale, quasi vecchio, fuori stile: tutte queste frasi bre ...continua

    Da appassionata di letture vampiriche qual sono, non potevo non leggere un'autrice italiana considerata il top nel genere. Che errore!!! Comprati tutti e tre, ho fatto una faticaccia solo per finire il primo! Lo stile di scrittura è sperimentale, quasi vecchio, fuori stile: tutte queste frasi brevi al posto di creare immagini nella mia testa mi hanno irritato in maniera sconcertante. L'unica fase interessante del libro è l'ultima parte: quindi il resto è un peso inenarrabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Trovato per caso in una bancarella e subito aveva attirato in me attenzione. Mi piaceva sia la trama che la copertina. E leggendolo ho subito voluto sapere come andava a finire. Mi piace dove e' stato ambientato visto che ora vivo in umbria rileggere posti vicini a me...

    ha scritto il 

  • 2

    Scrittura particolare (notevole l'uso espressivo della punteggiatura in alcuni punti); a tratti ripetitivo e prevedibile; prende un po' di ritmo a narrazione inoltrata; ambientato in Umbria, epicentro il Subasio.
    Credo che prima o poi leggerò comunque anche i rimanenti episodi della trilogi ...continua

    Scrittura particolare (notevole l'uso espressivo della punteggiatura in alcuni punti); a tratti ripetitivo e prevedibile; prende un po' di ritmo a narrazione inoltrata; ambientato in Umbria, epicentro il Subasio.
    Credo che prima o poi leggerò comunque anche i rimanenti episodi della trilogia.

    ha scritto il 

  • 0

    E' un horror perfetto per chi ama uno stile di scrittura non convenzionale. A tratti, però, risulta straniante, se non addirittura difficile da seguire. Sicuramente, nel bene o nel male, colpisce.

    ha scritto il 

  • 1

    Della Palazzolo avevo letto "Nel bosco di Aus": la trama non è nelle mie corde, ma lo stile narrativo mi ha intrigata parecchio, con le frasi monche quasi a seguire il flusso dei pensieri della protagonista. Mi ha colpita anche il senso di inquietudine strisciante, la sensazione di un pericolo in ...continua

    Della Palazzolo avevo letto "Nel bosco di Aus": la trama non è nelle mie corde, ma lo stile narrativo mi ha intrigata parecchio, con le frasi monche quasi a seguire il flusso dei pensieri della protagonista. Mi ha colpita anche il senso di inquietudine strisciante, la sensazione di un pericolo intangibile eppure vicino, decisamente angosciante. "Non mi uccidere" è nato sei anni prima e, pur immaginando un'opera meno matura, vi ho trovato decisamente poco di quello che mi era piaciuto dell'opera più recente.

    Il romanzo si apre su un doppio funerale, quello di Mirta e di Roberto, giovani innamorati morti improvvisamente in un incidente. Il punto di vista si sposta subito dal narratore onnisciente alla prima persona di Mirta, che si risveglia da quello che sarebbe dovuto essere il suo sonno eterno. Ovviamente confusa, cerca di capire cosa le sia capitato, ripercorrendo con la memoria gli avvenimenti del suo passato recente.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/01/speciale-horror-non-mi-uccidere-chiara.html

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigante e profondo

    Una trilogia che ho letto con molto piacere un po' di tempo fa.
    Questo primo romanzo si presenta nel complesso gestito con un ritmo lento solo in apparenza, caratterizzato da un registro stilistico originale che reinventa la costruzione delle frasi e l'uso della punteggiatura per enfatizzar ...continua

    Una trilogia che ho letto con molto piacere un po' di tempo fa.
    Questo primo romanzo si presenta nel complesso gestito con un ritmo lento solo in apparenza, caratterizzato da un registro stilistico originale che reinventa la costruzione delle frasi e l'uso della punteggiatura per enfatizzare il tono narrativo.
    Il ritmo compassato, costruito principalmente sul dialogo-monologo di quel che resta di Mirta con la nascente personalità di Luna, ci permette di entrare in profondità in questo personaggio complesso e decisamente molto più articolato di quanto può apparire a una lettura superficiale. Mirta è la classica ragazza-bene a cui non manca davvero nulla e che non ha alcun problema rilevante nella vita. Nonostante l'apparente superficialità, però, il continuo esplorare nei pensieri, nelle paure e nei sogni di Mirta ci aiuta ad intuire tutto il potenziale inespresso che troverà la luce nelle vestigia di Luna.
    I costanti monologhi, che possono a momenti risultare pesanti o sconclusionati, persino contraddittori, ci fanno immergere completamente negli eccessi paranoici di Mirta, nei suoi attacchi di panico, nei suoi slanci di coraggio e temerarietà, rendendoci un po' sopramorti insieme a lei.
    Lo stile narrativo presenta un vocabolario ricco e molto sensoriale. Le frasi spezzate da punti fermi continui possono risultare disorientanti - addirittura irritanti - all'inizio, come i dialoghi privi della classica punteggiatura cui siamo abituati, ma procedendo con la lettura ci si abitua. Soprattutto perché le posizioni innovative dei punti fermi non sono piantate a caso ma con lo scopo ben preciso di creare una visione grafica della frammentazione dei pensieri causata dal panico.
    Nel complesso ho trovato il libro molto ben realizzato, nonostante alcuni punti statici abbiano reso la lettura un po' meno scorrevole, si tratta comunque di un'opera che presenta un suo spessore artistico e una profondissima analisi psicologica dei personaggi, elemento molto raro, di solito, nei fantasy, soprattutto quelli a sfondo dark.

    ha scritto il 

  • 3

    piccoli zombi crescono

    E se una morta ventenne del centroitalia del duemila uscisse dalla tomba? Come si sentirebbe? Cosa proverebbe? Come cambierebbe la sua personalità rispetto a quando era viva? Riuscirebbe ad accettare questa condizione,quale senso ci troverebbe? Ho apprezzato che "Non mi uccidere" si sviluppi cerc ...continua

    E se una morta ventenne del centroitalia del duemila uscisse dalla tomba? Come si sentirebbe? Cosa proverebbe? Come cambierebbe la sua personalità rispetto a quando era viva? Riuscirebbe ad accettare questa condizione,quale senso ci troverebbe? Ho apprezzato che "Non mi uccidere" si sviluppi cercando di rispondere a queste domande. Ho apprezzato anche la misura con cui si affrontano la violenza e il sangue, con crudezza ma evitando il compiacimento e la truculenza gratuita.
    Ci sono secondo me molte belle scene di suspence e d'azione, e è interessante come si svelano a Mirta retroscena della propria morte, e dei rapporti con Robin e col gruppo di amici.
    Invece non ho apprezzato di dover leggere tutti ma proprio tutti i pensierini della protagonista minuto per minuto, lo svolgersi di ragionamenti anche elementari e banali... avrei preferito di quando in quando emergere dallo stream of consciousness e procedere saltellando sulle pietre della sintesi.
    Ma soprattutto non mi ha convinto affatto questo Amore inossidabile per il co-morto Robin. Come se l'amore fosse di una sostanza diversa dalle altre emozioni e spinte del nostro animo. Cioè una è tornata dalla morte, come amico immaginario ci ha nientemeno che Wittgenstein, vola, mena, ammazza, sbrana vivi un tot di amici e conoscenti, e ancora sospira per il belloccio maudit di provincia come quando era una ingenua mammoletta... Addirittur,a mentre par di capire che molti tornino dalla morte per rabbia, lei sarebbe tornata per amore? Non so, mi ha molto rovinato la lettura, rendendomela stucchevole.
    Infine, un dubbio.
    Per me è stato deludente che il libro si concludesse in modo così poco risolutivo, tipo fine primo episodio: soprattutto, dopo che Mirta ce l'ha menata per tutto il libro con Robin, dov'è dove non è risorge non risorge ecc. si lascia in sospeso proprio questo... Ma anche se il romanzo è il primo di una trilogia, non dovrebbero sciogliersi almeno le linee narrative principali? Cioè, non è che uno dovrebbe comprarsi il secondo volume per sapere come va a finire il primo, ma per ritornare in quel mondo, se gli è piaciuto?

    ha scritto il 

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