Non pensare all'elefante!

Di

Editore: Fusi Orari

4.1
(129)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Altri

Isbn-10: 8889674156 | Isbn-13: 9788889674154 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Tortorella

Genere: Non-narrativa , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
In ogni confronto, vince chi riesce a imporre il suo linguaggio. Negli StatiUniti la destra americana ci è riuscita, la sinistra no. L'autore, linguista,compie nel testo un'analisi chiara del ruolo chiave del linguaggio nellacompetizione tra i partiti, e cerca di spiegare alla sinistra come far capire ipropri valori all'elettore. E cercare di convincerlo.
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    Una lettura obbligata per chi vuole comprendere un po' meglio la politica americana e più in generale la comunicazione politica. Un libro che offre molti spunti di riflessione soprattutto per chi oper ...continua

    Una lettura obbligata per chi vuole comprendere un po' meglio la politica americana e più in generale la comunicazione politica. Un libro che offre molti spunti di riflessione soprattutto per chi opera nel campo delle relazioni pubbliche.

    ha scritto il 

  • 4

    Avete mai pensato quanto sia difficile non pensare ad un elefante?

    Ricolmo di intuizioni mai banali, il saggio di Lakoff, appare tuttavia un po' troppo disorganico, reso colloso dall' evidente appiccicaticcia sensazione che si tratti di interventi rimescolati nel cor ...continua

    Ricolmo di intuizioni mai banali, il saggio di Lakoff, appare tuttavia un po' troppo disorganico, reso colloso dall' evidente appiccicaticcia sensazione che si tratti di interventi rimescolati nel corso degli anni e riordinati per farne un libro "unicum", che in realtà "unicum" non è. La ricerca di Lakoff riesce comunque a tenere il lettore su alti standard di attenzione proponendo ai "democratici" una linea di rilancio fondata sull' identità del partito e dei suoi valori. Scritto prima dell' elezioni di Obama (2008), forse anticipa le vincenti strategie del primo presidente nero nella storia degli Usa.

    ha scritto il 

  • 4

    In ogni sfida politica vince chi riesce a comunicare i suoi valori fondamentali e imporre il suo linguaggio. La destra sa farlo, la sinistra no. Ma non è mai troppo tardi per imparare. Con più di 240m ...continua

    In ogni sfida politica vince chi riesce a comunicare i suoi valori fondamentali e imporre il suo linguaggio. La destra sa farlo, la sinistra no. Ma non è mai troppo tardi per imparare. Con più di 240mila copie vendute negli Stati Uniti, Non pensare all'elefante! è un caso editoriale che ha rivoluzionato il dibattito politico: non è solo un'analisi chiara e appassionante del ruolo chiave del linguaggio nella competizione tra i partiti, ma anche il primo manuale che spiega alla sinistra come far capire i propri valori all'elettore. E convincerlo. L'edizione italiana è arricchita dalla prefazione di Ferruccio de Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, e da un piccolo dizionario politico di Guido Moltedo, giornalista di Europa.

    ha scritto il 

  • 4

    Nei giorni della formazione del nuovo governo, per la sinistra, si è parlato di vittoria solo nelle alte schiere, quelle che parlano attraverso il tubo catodico; più spesso sono circolate espressioni ...continua

    Nei giorni della formazione del nuovo governo, per la sinistra, si è parlato di vittoria solo nelle alte schiere, quelle che parlano attraverso il tubo catodico; più spesso sono circolate espressioni come “mezzo successo” o “non-sconfitta”. Grave ed irritante errore, da parte dei rappresentanti, non ammettere che qualcosa non ha funzionato, che il berlusconismo ha superato la prova plebiscitaria a cui lo si voleva sottoposto alla vigilia del voto, che la coalizione di sinistra ha fallito sul piano della comunicazione, se ha ottenuto una così risicata maggioranza (peraltro, al Senato, solo grazie alla “porcata della legge elettorale”, Calderoli dixit) nonostante le previsioni entusiastiche. Prezioso documento per cercare di capire come mai la destra sa farsi capire e preferire (anche mentendo) mentre la sinistra annaspa livida di rabbia sulle candide poltrone vespiane è un libro di George Lakoff, pubblicato negli Usa nel 2004 e il febbraio di quest’anno in Italia: Non pensare all’elefante! raccoglie tra le sue pagine interventi, lezioni e discorsi tenuti nel 2004 dal docente di scienze cognitive e linguistica all’università di Berkeley, California. Lakoff, sulla base delle teorie cognitive che insegna, spiega che parlare agli elettori significa presentare innanzitutto dei frames, degli schemi linguistici, all’interno dei quali si muovano rapidamente le idee guida della propria politica e, consolidati i quali, tali idee diventeranno immediate e rievocabili con poche, efficaci parole anziché lunghi e poco fruibili monologhi. La destra conservatrice americana sa sfruttare i propri frame, li impone da diversi anni e i cittadini vi si identificano; così è semplice, ad esempio, parlare di “sgravi fiscali” e far percepire il senso di liberazione dato dall’eliminazione delle tasse, tacendo, sia ben chiaro, l’importanza fondamentale che riveste il contribuire per ottenere servizi sociali, soprattutto per le famiglie meno ricche. Consolidato il frame che identifica il presidente e il governo con il padre di famiglia severo ma responsabile e che sa cos’è bene per i figli, i repubblicani non devono legittimare il proprio operato e Bush, dopo aver sopravanzato l’autorità dell’Onu e invaso l’Iraq, può dire «non ci serve il permesso scritto di nessuno» vale a dire: noi siamo il genitore, decidiamo noi cosa è bene. Trovare analogie con la situazione italiana degli ultimi anni è fin troppo facile ma lo diventa ancor di più quando Lakoff spiega gli errori dei progressisti statunitensi; essi perdono tempo a screditare gli avversari, bollandoli come bugiardi o, peggio, come stupidi, senza considerare che la verità di per sé non basta se non la si presenta come funzionale al proprio programma. Occorre ragionare strategicamente e a lungo termine e non secondo manovre immediate ma fini a se stesse, considerando anche che gli elettori, piaccia oppure no, scelgono secondo valori in cui identificarsi, quindi non necessariamente per il proprio interesse. Per parlare e agire con forza si deve essere e non solo fingere di essere uniti ma, per farlo, serve «Non pensare all’elefante»: finiamola di rincorrere la destra, di parlare come lei credendo di farci capire e facendo, invece, il suo gioco dando valore ai suoi frame (vedi “sgravi fiscali”); creiamo il nostro linguaggio che esprima i nostri valori e facciamolo conoscere a tutti e, poiché ci vuole tempo, cominciamo oggi.

    George Lakoff
    Non pensare all’elefante!
    Prefazione di Ferruccio de Bortoli
    Postfazione di Guido Moltedo
    (Fusi orari) I libri di Internazionale €12,00

    ha scritto il 

  • 5

    Americanata alla fine

    Eccezionale la prima parte, sulla linguistica e sociologia.... la metafora della nazione come famiglia ecc ecc.
    La parte finale invece è molto un'americanata... della serie: le 10 cose da fare per vin ...continua

    Eccezionale la prima parte, sulla linguistica e sociologia.... la metafora della nazione come famiglia ecc ecc.
    La parte finale invece è molto un'americanata... della serie: le 10 cose da fare per vincere...
    ma vale comunque la pena leggerlo

    ha scritto il 

  • 4

    Non confondete un buon libro con una panacea di tutti i mali!

    Ritengo questo libro, utile oltre che molto interessante.
    Il primo capitolo è di carattere generale e questo lo rende molto applicabile anche alla realtà Europea, se non Italiana. Il resto ruota molto ...continua

    Ritengo questo libro, utile oltre che molto interessante.
    Il primo capitolo è di carattere generale e questo lo rende molto applicabile anche alla realtà Europea, se non Italiana. Il resto ruota molto attorno all'universo del linguaggio politico USA che per quanto pensiate è ancora molto lontano dal nostro, soprattutto per il diverso peso che negli stati uniti hanno determinate istanze che da noi sono anche (o ancora) trascurabili.
    Chiunque abbia da consigliarmi un libro sullo stesso filo ma più basato sulla politica in Italia verrà da me copiosamente ringraziato.
    Chiudo con un consiglio: Questo è e rimane un libro di un esperto di linguaggio e di comunicazione politica, non considerate questo come la panacea di ogni male. La politica è anche comunicazione non solo comunicazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Che rabbia...

    Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro avrebbe scosso come un terremoto il dibattito politico italiano e i partiti attualmente all'opposizione.

    Considerato lo stato attuale ...continua

    Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro avrebbe scosso come un terremoto il dibattito politico italiano e i partiti attualmente all'opposizione.

    Considerato lo stato attuale dei fatti dobbiamo invece constatare ulteriormente che quel dibattere è solo una parvenza di vita.

    Agli elettori non interessa il programma ma le idee, gli ideali, i valori e la visione del mondo che questi esprimono. La destra americana per prima l'hai intuito e con umiltà ha cominciato a istituire scuole e dibattiti interni che hanno dato come frutto la vittoria di Reagan, Bush padre e figlio.

    Non è un caso se i progressisti si sono ritrovati per un decennio nella posizione di dover inseguire i concorrenti, incalzati dalle formule magiche (padroni a casa propria, sgravi fiscali, matrimoni gay, guerra giusta, etc.) che questi tiravan fuori dal cilindro come niente fosse.

    Negli Stati Uniti il predominio retorico dei repubblicani ha trovato un concorrente in Obama, in Italia il discorso conservatore non ha rivali. Si rincorre la destra sul suo territorio utilizzando degli schemi mentali che già per il fatto di essere evocati presumono una certa visione del mondo.

    Se si modifica il titolo in "Non pensare a Berlusconi!" si ha tra le mani il programma di lavoro di tutta l'opposizione politica italiana. Perché essere "contro" è facile e in alcuni casi doveroso ma prima di tutto occorre essere "per" qualcosa e bisogna magari saperlo spiegare.

    ha scritto il