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Non si muore tutte le mattine

By Vinicio Capossela

(787)

| Paperback | 9788807818844

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Book Description

Una stagione all'inferno. Dove l'inferno è l'io di chi racconta e insieme lascena, metropolitana, suburbana, in cui si muove, accompagnato dall'amico disempre, Nutless e dall'amico alcolico e diabolico, Chinaski. Si procedemuovendo dal centro verso l'esterno, dal chiuso di uno scantinato versContinue

Una stagione all'inferno. Dove l'inferno è l'io di chi racconta e insieme lascena, metropolitana, suburbana, in cui si muove, accompagnato dall'amico disempre, Nutless e dall'amico alcolico e diabolico, Chinaski. Si procedemuovendo dal centro verso l'esterno, dal chiuso di uno scantinato verso ilquartiere e poi verso l'angoscia delle tangenziali, della piana "ipermercata",e verso un surreale interregno dove tutto può accadere. Oltre, vi è solo ilviaggio, un viaggio lungo le strade defraudate di storia e di vita della"Balcanìa", verso i confini estremi di "Stanbùl", nelle taverne in cui lamusica del rebetico riconferma vitalità e sconfitta. Epopea di perdenti,unica razza che ha potuto conoscere la grandezza e la bellezza.

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    "Ho letto le prime pagine, e sinceramente non mi è piaciuto..."

    ...Questo sono andato a dire all'autore stesso mentre bevevamo whiskey e birra. Scemo due volte, uno perchè come un cretino credevo di capire un libro dalle prime pagine, due perchè quelle prime pagine manco le avevo capite.
    Fortunatamente, ho ben pensato di ricominciarlo. E allora si, che sono riu ... (continue)

    ...Questo sono andato a dire all'autore stesso mentre bevevamo whiskey e birra. Scemo due volte, uno perchè come un cretino credevo di capire un libro dalle prime pagine, due perchè quelle prime pagine manco le avevo capite.
    Fortunatamente, ho ben pensato di ricominciarlo. E allora si, che sono riuscito a farmene un'idea.
    Non è un libro facile. Né tantomeno un libro veramente libro. Non si legge rilassandosi e non basta conoscere il Capossela cantautore.
    E’ questo un libro che mostra Capossela così come è, vale a dire un accrocchio di letteratura (e letterature) che trova una sua declinazione anche nella produzione musicale.
    L’autore in questo lavoro si rivela una persona intelligente e una personalità complessa, articolata attraverso la modulazione e l’appropriazione indebita di quelli che sono i suoi modelli di riferimento quali Fante, Bukowski, Celine, Kerouac, Anderson. Da loro prende una certa visione della realtà e di un particolare modo di raccontarla. Un modo fatto di immagini e scenari narrati di getto ma sorretti da una severissima costruzione di pensieri. Capossela è uno di quegli autori che ha mangiucchiato la lezione degli ermetici per cui quando usa una parola, o una collana di parole atte a formare un’espressione, lega e tira a sé una serie molteplice di significati e significanti creando un crocevia di pensieri, simboli e sensazioni. “Essere nell’imbuto”, “berciare patuano”, “afferrato dalla notte come un gendarme”, “le forbici dei grandi orologi”, “avere la camera a sud” sono solo alcune della miriade pressoché infinita che abbondano nel testo, come del resto straripano nelle sue canzoni.
    Il punto è proprio questo: chi ascolta i versi della canzone spesso fa a meno di andare a cercare il significato imo e immerso nelle profondità della parola perché alleggerito dal fascino della musica stessa, mentre invece ritrovarsele davanti nel libro, dilatate fino ai massimi livelli tanto da costruirci capitoli (e capitolazioni) sopra, da al lettore più ingenuo quella sensazione di spaesamento e pesantezza che si può provare quando si procede in una lettura monca della corretta interpretazione di questi piccoli castelli ermetici.
    Il libro è strettamente personale, e i capitoli sembrano più che altro frammenti e monologhi (molto, ma molto) interiori. L’autore, più che offrire una chiave di lettura, sembra piuttosto chiedere di allinearsi gentilmente alla sua, tuttavia - si badi bene - non per arroganza, ma per il bisogno di raccontare in toto questi scenari, da bere ed apprezzare “nella loro bruciante pienezza”, così come sono stati vissuti.
    Di sicuro, in linea generale, non è un libro che può piacere a chi non conosce Capossela, così come è possibile che chi lo conosca e apprezzi come cantante non lo approvi come scrittore (nonostante – e qui nasce il mio dubbio e la mia perplessità, anche contro l'ex me che inizialmente non aveva apprezzato – i concetti e le parole siano sempre quelli).
    E’ un libro a immersione, da leggere con lo scafandro. Si gira e rigira sempre intorno alle stesse vie che di volta in volta diventano più calde e più assetate di storie, da vivere e raccontare. E prendono così forma le strade del Chiavicone, le liti del murazzo, i lamieroni, la torre d’acquedotto. Fumi di Karelias ed effluvi di morne che spirano da lontano, la patafisica di Ubu che va a braccetto con i sollevatori bulgari, e, commovente come non mai, il lampione Sans Souci.
    Questo testo è tutto il discorso che Capossela vorrebbe fare dietro ogni canzone, soprattutto considerando che la canzone è spesso il sunto, il “best of” dell’ampio ragionamento che l’ha creata. E’ bello perché rivela il senso di ogni singola parola, la storia di ogni strofa, il perché di ogni musica. Ed è sicuramente scritto bene, perché l’autore è più che capace di farlo. Forse sfugge ai normali canoni che possono definire uno “scrittore”, ma basta dare uno sguardo a decine di altri grandi autori che similmente rovesciano queste regole.
    Capossela è uno scrittore a mitraglia, a raffiche. Scorre rapido anche se non sempre lineare e fa grossi buchi nella memoria, punta dritto a ferire tempo e spazio e una volta squarciati li rabbercia insieme accostando le visioni tra l’altro. Per poi porsi di fronte a suddette visioni, guardarle, viverle e solo talvolta cercarne il senso.

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    il_signor_D said on Dec 23, 2011 | Add your feedback

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    Non si muore tutte le mattine non è un romanzo vero e proprio ma è libro un po’ diverso dagli altri per via del suo stile narrativo, privo di una vera e propria trama. L’autore stesso lo spiega ai lettori quando nelle prime pagine del libro, nel capitolo Elogio della quantità, scrive: “Vorrei che qu ... (continue)

    Non si muore tutte le mattine non è un romanzo vero e proprio ma è libro un po’ diverso dagli altri per via del suo stile narrativo, privo di una vera e propria trama. L’autore stesso lo spiega ai lettori quando nelle prime pagine del libro, nel capitolo Elogio della quantità, scrive: “Vorrei che queste pagine si potessero prendere a etto, sfuse, a capitoli, a ognuno la parte che gli serve, come dal macellaio”.

    Ogni capitolo del libro, in effetti, è sganciato da quello precedente e da quello seguente e offe al lettore la possibilità di esplorare luoghi nuovi e del tutto inaspettati. Il titolo di ogni capitolo, inoltre, è costituito generalmente da un sostantivo che tenta di descriverne l’essenza; il pensiero, l’idea o magari il ricordo che c’è dietro il narrato.

    Proprio per questa sua narrazione caratteristica i lettori si dividono: c’è chi, questo primo libro di Vinicio Capossela lo considera un capolavoro e chi, al contrario, lo reputa pesante e di difficile lettura. Ciò che è certo è che esso rappresenta una vera e propria finestra aperta sul mondo di questo apprezzato artista.

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    Respiravamoforte said on Jun 3, 2011 | Add your feedback

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    rutilante, poetico, imprevedibile...cioè Vinicio.

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    jenani said on Nov 27, 2007 about the Others edition | Add your feedback

  • Finalmente sono risuscito a finirlo… e non è stato facile.
    È un libro denso, pieno di idee, poesia, sentimenti, storie.. pure troppo. Il problema iniziale è che viene presentato sotto la dicitura “Romanzo”. Ora, a casa mia, un romanzo racconta una storia con un inizio, uno svolgimento (per quanto p ... (continue)

    Finalmente sono risuscito a finirlo… e non è stato facile.
    È un libro denso, pieno di idee, poesia, sentimenti, storie.. pure troppo. Il problema iniziale è che viene presentato sotto la dicitura “Romanzo”. Ora, a casa mia, un romanzo racconta una storia con un inizio, uno svolgimento (per quanto possa essere contorto e frammentato) e una fine. Qui non c’è niente di questo genere: sono in realtà una serie di racconti slegati tra loro che spaziano tra luoghi, personaggi e epoche diverse: Napoleone, Waterloo, la guerra in Bosnia, le strade e autostrade della “bassa”, Salonicco, Istanbul, ecc.
    Sono pagine dense, a volte di non facile lettura, ma non si può non apprezzare la capacità dell’autore di rendere poetiche e piene di magia anche semplici vicende di vita quotidiana (provate a leggere di quando il Nostro si rompe una caviglia e viene portato al Pronto Soccorso).
    Morale: libro consigliato, ma da leggere con molta calma e concentrazione.

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    Fabio Novecento said on Feb 7, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Libri Italiani
  • Paperback 333 Pages
  • ISBN-10: 8807818841
  • ISBN-13: 9788807818844
  • Publisher: Feltrinelli
  • Pub date: Jan 01, 2006
  • Also available as: Others
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