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Non siamo stato noi

corsivi e racconti

Di

Editore: Savelli

3.9
(49)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000019477 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Luigi Manconi

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 0

    Questi racconti/liste/prove/intenzioni danno l'impressione di aprire la pagina del libro di esercizi del giovane Benni. Sono piccole prove letterarie, scritte con un occhio al telegiornale e l'altro pieno di giovinezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Sembra preistoria, gli anni 70 e l'impegno politico, la satira e il clima di tensione stemperato in immagini surreali nel Benni del tempo che fu, un Gianni Rodari da adulti che guarda all'Italia all'inizio dello sfascio. Felice di averlo trovato.

    ha scritto il 

  • 4

    Nei secoli fedeli (a noi stessi)

    Questo libro me l'ha regalato Corrado nel '78, c'è la dedica, ma chi cazzo è Corrado?
    Vabbè Corrà, grazie del regalo, chiunque tu sia.
    Con la scusa di inserirlo in Anobii oggi ho riletto buona parte di queste pagine e mi sono stupito, che a distanza di trentadue anni, l'Italia sia cam ...continua

    Questo libro me l'ha regalato Corrado nel '78, c'è la dedica, ma chi cazzo è Corrado?
    Vabbè Corrà, grazie del regalo, chiunque tu sia.
    Con la scusa di inserirlo in Anobii oggi ho riletto buona parte di queste pagine e mi sono stupito, che a distanza di trentadue anni, l'Italia sia cambiata così poco. Basterebbe cambiare il nome di un politico da una parte e qualche riferimento a fatti dall'altra (sarebbe quasi sufficiente cambiare solamente le date di riferimento e i titoli dei capitoli). Ancora strepitosa la "morte di Aspero Cimoni". E regge ancora, nonostante i tempi e il nuovo linguaggio televisivo, sempre più degradato, il "diario di un intellettuale", un esempio piccolo piccolo:
    " ore 11,30 - Dibattito in sala Grande palazzo Rosso con Eco e Ferrarotti su linguaggio giovanile. Sbagliato tutto, entrato in sala Rossa Palazzo Grande, accortomi subito stupore auditorio appena inziato a dire "Perché in fondo intercalare con cazzo è un mezzo per entrare in sintonia". Era un convegno di venditori di enciclopedie a domicilio."
    E non dovete farvi sfuggire in "Prima della riforma" il confronto tra studenti di diverse tendenze politiche ad un esame universitario, oggi basterebbe cambiare le etichette di appartenza e ancora funzionerebbe tutto come una volta.
    Insomma si può rileggere proprio perchè dopo tutto 'sto tempo non è cambiato quasi nulla nei costumi, nella politica, nei politici, nell'onestà, nulla nella cultura degli italiani. Tutto questo fa ridere, certo, ma a me viene da piangere... e manco poco.

    ha scritto il