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Non so se don Lorenzo

Di

Editore: Feltrinelli (Varia)

3.9
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807491214 | Isbn-13: 9788807491214 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Education & Teaching , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Sono nata a Firenze nel 1924 e per tutta la mia vita lavorativa sono stata insegnante di lettere nella scuola media. Sono andata in pensione a sessantasette anni. Devo confessare che ero un'insegnante identica alla destinataria della Lettera a una professoressa. I rimproveri che i ragazzi di Barbiana rivolgono a quell'insegnante me li meritavo tutti. Per questo non c'è una parola della Lettera che non sottoscriverei. L'incontro con la scuola di Barbiana e con don Milani ha scavato un solco nella mia vita. Mi son vista come non mi ero mai vista. E non solo come insegnante, ma come persona." Don Lorenzo Milani è stato una delle figure che nel Novecento hanno lasciato più tracce di sé, sia dal punto di vista dell'esperienza pedagogica e spirituale consumata in vita, sia dal punto di vista dell'eredità lasciata attraverso gli scritti e il vigore di un esempio a cui la distanza temporale restituisce complessità e profondità. Adele Corradi, che ha lavorato con lui nella sua scuola, non racconta la storia di don Milani. Come lei stessa dice in una breve nota, "chi la volesse conoscere dovrà rivolgersi altrove". In questo piccolo libro insegue piuttosto le tracce di un rapporto tanto coinvolgente quanto problematico e lo fa attraverso accensioni progressive di memoria. Don Lorenzo è sì il personaggio carismatico, sensibile, non di rado urtante (qualche volta persino antipatico), delle biografie, ma qui ci appare in una luce tutta affatto nuova.
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  • 4

    Nella dedica che don Lorenzo le scrive su 'Lettera a una professoressa', pubblicata nel maggio 1967, pochi giorni prima di morire, si legge: “Parte quarta. Poi finalmente trovammo una professoressa diversa da tutte le altre che ci ha fatto tanto del bene”.
    Figlia della buona borghesia fiore ...continua

    Nella dedica che don Lorenzo le scrive su 'Lettera a una professoressa', pubblicata nel maggio 1967, pochi giorni prima di morire, si legge: “Parte quarta. Poi finalmente trovammo una professoressa diversa da tutte le altre che ci ha fatto tanto del bene”.
    Figlia della buona borghesia fiorentina, Adele salì a Barbiana nel 1963, l' anno della scuola media unica, e finì per rimanervi anche oltre la morte di don Lorenzo, nel 1967. Solo dopo mezzo secolo ha deciso di affidare i suoi ricordi a un diario bellissimo, scritto senza il turibolo in mano. Un ritratto irrituale di uno dei personaggi più affascinanti del Novecento, tenerissimo e insolente, generoso e maschilista, ironico e capace di grande severità. Le memorie di Adele sono il frutto di una lunga sedimentazione di parole, immagini, luoghi, puntualizzati con la maggior precisione possibile. Lontane dall’ incenso e dall’ agiografia. Nel quasi mezzo secolo dalla morte tanti hanno ‘ sdottorato sul priore’ per dirla con Michele Gesualdi , scolaro ‘storico’ di Barbiana. Esaltazioni al limite del macchiettismo, spoliazioni , appropriazioni indebite hanno stravolto l’uomo e il prete Milani. E ancora , un fiume di aneddoti, male recepiti e male intesi…Adele Corradi non ha sdottorato: ha sottoposto al metodo della scrittura collettiva, al metodo di Barbiana, quello che voleva raccontare. Alla ricerca dell'essenziale, del significativo. Nelle situazioni descritte e nelle parole riportate, anche nelle più ‘personali’ c'è qualcosa di corale, di comunitario. Adele ha il grande pregio di non edulcorare quel che non le piace o non approva pienamente e proprio per questo restituisce verità e spessore al priore.

    Grazie ad Adele, aliena da ogni demagogia populista , ho ripreso in mano le Esperienze Pastorali e ritrovato pagine di notazioni spoglie, essenziali. Nessun autocompiacimento di letterato. Don Milani non condanna e non esalta, si limita a registrare e sobriamente a trascrivere ciò che giorno dopo giorno accade, ciò che ascolta e vede. La concretezza del pensiero si rafforza nella prosa, toscanamente secca, quasi ruvida.

    ha scritto il 

  • 4

    don lorenzo e adele (lo scemo e la cretina)

    Un santino un po' sciupato dagli anni e tutto gualcito a forza di leticarselo quello di quel rompicoglioni di don milani. Meno male che risorte fori l'Adele e con magico tocco lo fa resuscitare.

    ha scritto il 

  • 4

    Eccellente ritratto

    del celebre priore di Barbiana, tratteggiato da una professoressa che ha collaborato con lui e ha lavorato al suo fianco. Profondi gli spunti di riflessione sulla fede, sul ruolo dell'educazione, sull'affetto. Dopo avere letto Lettera a una Professoressa e le numerose polemiche che hanno accompag ...continua

    del celebre priore di Barbiana, tratteggiato da una professoressa che ha collaborato con lui e ha lavorato al suo fianco. Profondi gli spunti di riflessione sulla fede, sul ruolo dell'educazione, sull'affetto. Dopo avere letto Lettera a una Professoressa e le numerose polemiche che hanno accompagnato la figura del sacerdote in questi anni, il libro sa porre in luce aspetti di grande interesse e spessore di Don Milani.

    ha scritto il 

  • 4

    Non conoscevo Don Milani, nè come nè quanto si è impegnato nel sociale. Grazie all'autrice, ho cercato materiale sulla sua vita, le sue opere e....peccato che la vita gli sia stata negata così presto!

    ha scritto il 

  • 5

    La maestra di Barbiana

    Adele Corradi è la maestra, oggi ultraottantenne, che collaborò per un lungo periodo con la scuola di Barbiana di don Milani. Di mattina lavorava come insegnante nelle scuole pubbliche, il pomeriggio dava una mano al priore. E' la prima volta che scrive qualcosa su quell'esperienza così intensa e ...continua

    Adele Corradi è la maestra, oggi ultraottantenne, che collaborò per un lungo periodo con la scuola di Barbiana di don Milani. Di mattina lavorava come insegnante nelle scuole pubbliche, il pomeriggio dava una mano al priore. E' la prima volta che scrive qualcosa su quell'esperienza così intensa e così importante: lo fa proponendo sprazzi di memoria, senza un criterio cronologico, ma con notevole freschezza. Questo piccolo libro non è una storia della scuola di Barbiana, né un'analisi del lavoro di don Milani, ma un insieme di appunti e di spunti -colti molto da vicino - che restituisce con una certa efficacia il clima emotivo e culturale che circondava don Milani.

    ha scritto il