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Non sperate di liberarvi dei libri

Di ,

Editore: Bompiani

3.8
(268)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845262154 | Isbn-13: 9788845262159 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Maria Lorusso ; Curatore: Jean-Philippe de Tonnac

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction , Da consultazione , Social Science

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Descrizione del libro
Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio. (U.Eco)

"La gaia scienza: raramente l'espressione nietzschiana è stata così azzeccata per un libro... un libro sui libri! Dal papiro ai supporti elettronici, percorriamo duemila anni di storia del libro attraverso una discussione contemporaneamente erudita e divertente, colta e personale, filosofica e aneddotica, curiosa e gustosa. Passiamo attraverso tempi diversi e diversi luoghi; incontriamo persone reali insieme a personaggi inventati; vi troviamo l'elogio della stupidità, l'analisi della passione del collezionista, le ragioni per cui una certa epoca genera capolavori, il modo in cui funzionano la memoria e la classificazione di una biblioteca. Veniamo a sapere perché 'i polli ci hanno messo un secolo per imparare a non attraversare la strada' e perché 'la nostra conoscenza del passato è dovuta a dei cretini, degli imbecilli o degli avversari'. Insomma, godiamo della 'furia letteraria' di due appassionati che ci trascinano nella loro folle girandola in cui ogni giro sorprende, distrae, insegna. In questi tempi di oscurantismo galoppante, forse è il più bell'omaggio che si possa fare alla cultura e l'antidoto più efficace al disincanto."
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  • 0

    Imbarazzo:
    Stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come ...continua

    Imbarazzo:
    Stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come rispondere a quanto le è chiesto; anche, stato di disagio provocato da un sentimento di timore, di soggezione, di pudore, ecc.

    Così al secondo punto recita la voce del vocabolario Treccani, e queste sono le sensazioni che mi hanno accompagnato nella lettura di “Non sperate di liberarvi dei libri.”
    Il testo è costituito da una conversazione tra Eco e Carriere, bibliofili incalliti, che “mediati” da Jean – Philippe de Tonnac, (insomma, per lo più se ne stracatafottono del mediatore, vanno a ruota libera, a volta anche “ignorando” ciò che ha appena detto l’uno o l’altro) discutono intorno all’oggetto libro.
    (Discutono non è esatto, trovandosi in perfetta sintonia.
    Ci vuole un neologismo. “Simpòsiano” potrebbe essere perfetto)

    Gli arzilli zompettano dal problema della conservazione, della trasmissione, a quello della damnatio memoriae o della censura relativamente alla parola scritta nei libri ( papiri, pergamene, incunaboli, libri a stampa fino alle edizioni vendute coi giornali in edicola) infiocchettando i discorsi con riferimenti personali, legati a incontri, luoghi visitati, o a libri preziosi posseduti o desiderati, quando il riferimento non è ai trecentomila “esempi” dati da autori e libri che conoscono come le proprie tasche.
    (ne conoscessi uno su trenta potrei dirmi dottissima)
    Meno male che non ero presente alla loro conversazione.
    (Imbarazzo per soggezione).

    I professori parlano con fare sciolto come se stessero discutendo delle strategie migliori per fare i punti a briscola o a tressette, e se è vero che trasudano cultura da tutti i pori, ho avuto più volte la sensazione della presa per i fondelli, perché se da una parte di osservazioni interessanti ce ne sono varie (ma anche piuttosto ovvie, la verità, ad esempio non ci vuole un arco di scienza per capire che i supporti tecnologici su cui “registriamo” i libri hanno una vita molto più breve del libro cartaceo, diventano obsoleti presto, essendo legati alle macchine che consentono la “decodifica”, e anche quelle diventano presto obsolete), dall'altra più di una volta mi sono soffermata a pensare eccheccazzo.

    In fondo, sia Eco che Carriere hanno una non nascosta passiuncella per gli “errori” e per la bêtise, e non so perché leggendo mi sono più volte sentita “stupida” a leggere e soprattutto stupida a provare imbarazzo per soggezione.
    (imbarazzo per perplessità)
    Riporto solo uno dei passi la lettura del quale mi ha dato l’impressione di essere una specie di polletto.
    E’ un passaggio di Eco che riguarda il capitolo sulla damnatio memoriae.
    “Ho conosciuto un grande critico italiano di cui si diceva che portasse sfortuna. C’era una leggenda su di lui e forse lui stesso aveva finito con il giocarci sopra. Ancora oggi non viene mai citato in certi lavori in cui, pure, il suo ruolo non viene messo in discussione. E’ una forma di damnatio memorie. Per quel che mi riguarda, non ho mai evitato di citarlo.”
    Continua, il professor Eco, eppure non lo nomina mai.
    (ahemm)

    “Niente fermerà la vanità. “ – dice ancora Eco a proposito dei vanity press e delle varie forme di autopubblicazione.
    Verissimo.
    Eco e Carriere sono molto vanitosi.
    Se lo possono permettere certamente, ma io mi sento in imbarazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Curioso e stimolante

    I libri protagonisti di aneddoti curiosi, eruditi e di una discussione stimolante.
    Ottimi spunti di riflessione insieme a scoperte di libri rari, preziosi, dimenticati o da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto!!

    Libro perfetto da tutti i punti di vista! Scritto da due intellettuali in piena sinergia e affinità elettiva. Riporta moltissime citazioni, cita moltissimi libri rari e fa raffronti tra le varie civil ...continua

    Libro perfetto da tutti i punti di vista! Scritto da due intellettuali in piena sinergia e affinità elettiva. Riporta moltissime citazioni, cita moltissimi libri rari e fa raffronti tra le varie civiltà. Interessante la parte che riguarda l'evoluzione del libro. E' un libro che consigliato a chi ama i libri o chi vuole leggere un bel libro interessante e coinvolgente

    ha scritto il 

  • 4

    JCC: Solo una cosa resta ancora scritta a mano, ma non sempre: la ricetta medica.
    UE: La società ha inventato i farmacisti per decifrarle.
    Mica vero! Ormai il mio medico le stampa al computer le ricet ...continua

    JCC: Solo una cosa resta ancora scritta a mano, ma non sempre: la ricetta medica.
    UE: La società ha inventato i farmacisti per decifrarle.
    Mica vero! Ormai il mio medico le stampa al computer le ricette!!!

    Quando arriva la fede, si brucia la scienza. È più che un filtraggio, è una liquidazione con le fiamme. Il quadrato dell’ipotenusa deve sparire per sempre.

    Una biblioteca raccoglie i libri che possiamo leggere. O che potremmo leggere. Anche se poi non li leggeremo mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente affatto noioso, certo può appassionare solo se davvero si è interessati ad approfondire la materia del libro in quanto oggetto e la sua storia, ma c'è solo da restare a bocca aperta di fronte a ...continua

    Niente affatto noioso, certo può appassionare solo se davvero si è interessati ad approfondire la materia del libro in quanto oggetto e la sua storia, ma c'è solo da restare a bocca aperta di fronte all'erudizione dei due scrittori.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole excursus di Eco e del suo sodale sulla passione dei libri antichi e non. Nulla di nuovo, per carità ma piacevole e godibile. L'ho letto in due giorni godendo ache della nuova edizione bompia ...continua

    Piacevole excursus di Eco e del suo sodale sulla passione dei libri antichi e non. Nulla di nuovo, per carità ma piacevole e godibile. L'ho letto in due giorni godendo ache della nuova edizione bompiani che mi piace infinitmente.
    Non dice molto sul futuro del libro. Ma che importa?

    ha scritto il 

  • 0

    Per chi ama i cari libri cartacei...

    Oltre che una brillante, colta e divertente conversazione sui libri e il futuro della lettura, questo libro raccoglie tanti aneddoti ed esperienze di Carriere ed Eco come professionisti e bibliofili.
    ...continua

    Oltre che una brillante, colta e divertente conversazione sui libri e il futuro della lettura, questo libro raccoglie tanti aneddoti ed esperienze di Carriere ed Eco come professionisti e bibliofili.
    Si legge piacevolmente in modo scorrevole. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 2

    Tante le suggestioni interessanti, abbandonate a sè stesse, alla deriva, alle onde.
    Alla bonaccia di un mare di noia.
    Quel che avrebbe potuto, ed in alcuni casi sembra essere un coinvolgente tributo ...continua

    Tante le suggestioni interessanti, abbandonate a sè stesse, alla deriva, alle onde.
    Alla bonaccia di un mare di noia.
    Quel che avrebbe potuto, ed in alcuni casi sembra essere un coinvolgente tributo all'oggetto libro, si risolve nella maggioranza delle occasioni in un confronto tra due eruditi che fanno sfoggio della propria cultura e della propria costosissima collezione di incunaboli quasi a rimarcare una inaccessibilità di un certo sapere ai comuni mortali. Come due bambini che giocano a chi ce l'ha più lungo risultano a tratti teneramente patetici. L'oggetto libro in questo caso non vale a mio avviso il suo prezzo.

    ha scritto il 

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