Non sperate di liberarvi dei libri

Di ,

Editore: Bompiani

3.8
(297)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Francese , Inglese

Isbn-10: 8845262154 | Isbn-13: 9788845262159 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Maria Lorusso ; Curatore: Jean-Philippe de Tonnac

Disponibile anche come: eBook

Genere: Non-narrativa , Da consultazione , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio. (U.Eco)

"La gaia scienza: raramente l'espressione nietzschiana è stata così azzeccata per un libro... un libro sui libri! Dal papiro ai supporti elettronici, percorriamo duemila anni di storia del libro attraverso una discussione contemporaneamente erudita e divertente, colta e personale, filosofica e aneddotica, curiosa e gustosa. Passiamo attraverso tempi diversi e diversi luoghi; incontriamo persone reali insieme a personaggi inventati; vi troviamo l'elogio della stupidità, l'analisi della passione del collezionista, le ragioni per cui una certa epoca genera capolavori, il modo in cui funzionano la memoria e la classificazione di una biblioteca. Veniamo a sapere perché 'i polli ci hanno messo un secolo per imparare a non attraversare la strada' e perché 'la nostra conoscenza del passato è dovuta a dei cretini, degli imbecilli o degli avversari'. Insomma, godiamo della 'furia letteraria' di due appassionati che ci trascinano nella loro folle girandola in cui ogni giro sorprende, distrae, insegna. In questi tempi di oscurantismo galoppante, forse è il più bell'omaggio che si possa fare alla cultura e l'antidoto più efficace al disincanto."
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  • 2

    Eravamo tre amici al bar (cioè in biblioteca!)

    Forse questa conversazione a ruota libera tra Eco e Carriere non meritava un intero libro: certo, ci sono molte note gustose e aneddoti interessanti - specie nelle avventure di bibliofili di questi du ...continua

    Forse questa conversazione a ruota libera tra Eco e Carriere non meritava un intero libro: certo, ci sono molte note gustose e aneddoti interessanti - specie nelle avventure di bibliofili di questi due giganti della cultura. Però, insomma, i giudizi sulla sopravvivenza del libro nell'era digitale, i problemi dell'archiviazione digitale (stampa? CD? memorie Flash? …davvero, memorie Flash?), il dilemma della selezione delle informazioni nell'era di Internet sono tutte questione trattate ad un livello da elzeviro del Corriere o da Bustina di Minerva. D'accordo che ogni volta che Eco parla, vale la pena ascoltarlo, però, ecco, un libro intero da una sbobinatura di chiacchiere in libertà? mah….

    ha scritto il 

  • 5

    TEA FIR THREE NEL SALOTTINO BUONO

    Sì, c'è feticismo ed autocelebrazione, (nostalgia) dei libri cartacei e relativi aneddoti. Ho sempre amato i libri "di conversazione", e qui ci sono duetti e terzetti ...continua

    TEA FIR THREE NEL SALOTTINO BUONO

    Sì, c'è feticismo ed autocelebrazione, (nostalgia) dei libri cartacei e relativi aneddoti. Ho sempre amato i libri "di conversazione", e qui ci sono duetti e terzetti intriganti, salottieri e forse persino un po' spocchiosi. Il libro cartaceo non morirà; oppure, potrá morire l'oggetto libro ma non la lettura: e comunque, per scaramanzia, di questo ne posseggo solo una copia digitale…

    ha scritto il 

  • 4

    "Non sperate di liberarvi dei libri". Interessante.

    Un libro-conversazione tra Umberto Eco e Jean-Claude Carrière in cui i due, incalzati dalle domande di Jean-Philippe de Tonnac, discutono dei libri e dei modi di conservazione e trasmissione del saper ...continua

    Un libro-conversazione tra Umberto Eco e Jean-Claude Carrière in cui i due, incalzati dalle domande di Jean-Philippe de Tonnac, discutono dei libri e dei modi di conservazione e trasmissione del sapere. Si parla anche di ebook e nuove forme di libro. Per approfondire.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=TUqH2BC5yxI

    ha scritto il 

  • 0

    Imbarazzo:
    Stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come ...continua

    Imbarazzo:
    Stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come rispondere a quanto le è chiesto; anche, stato di disagio provocato da un sentimento di timore, di soggezione, di pudore, ecc.

    Così al secondo punto recita la voce del vocabolario Treccani, e queste sono le sensazioni che mi hanno accompagnato nella lettura di “Non sperate di liberarvi dei libri.”
    Il testo è costituito da una conversazione tra Eco e Carriere, bibliofili incalliti, che “mediati” da Jean – Philippe de Tonnac, (insomma, per lo più se ne stracatafottono del mediatore, vanno a ruota libera, a volta anche “ignorando” ciò che ha appena detto l’uno o l’altro) discutono intorno all’oggetto libro.
    (Discutono non è esatto, trovandosi in perfetta sintonia.
    Ci vuole un neologismo. “Simpòsiano” potrebbe essere perfetto)

    Gli arzilli zompettano dal problema della conservazione, della trasmissione, a quello della damnatio memoriae o della censura relativamente alla parola scritta nei libri ( papiri, pergamene, incunaboli, libri a stampa fino alle edizioni vendute coi giornali in edicola) infiocchettando i discorsi con riferimenti personali, legati a incontri, luoghi visitati, o a libri preziosi posseduti o desiderati, quando il riferimento non è ai trecentomila “esempi” dati da autori e libri che conoscono come le proprie tasche.
    (ne conoscessi uno su trenta potrei dirmi dottissima)
    Meno male che non ero presente alla loro conversazione.
    (Imbarazzo per soggezione).

    I professori parlano con fare sciolto come se stessero discutendo delle strategie migliori per fare i punti a briscola o a tressette, e se è vero che trasudano cultura da tutti i pori, ho avuto più volte la sensazione della presa per i fondelli, perché se da una parte di osservazioni interessanti ce ne sono varie (ma anche piuttosto ovvie, la verità, ad esempio non ci vuole un arco di scienza per capire che i supporti tecnologici su cui “registriamo” i libri hanno una vita molto più breve del libro cartaceo, diventano obsoleti presto, essendo legati alle macchine che consentono la “decodifica”, e anche quelle diventano presto obsolete), dall'altra più di una volta mi sono soffermata a pensare eccheccazzo.

    In fondo, sia Eco che Carriere hanno una non nascosta passiuncella per gli “errori” e per la bêtise, e non so perché leggendo mi sono più volte sentita “stupida” a leggere e soprattutto stupida a provare imbarazzo per soggezione.
    (imbarazzo per perplessità)
    Riporto solo uno dei passi la lettura del quale mi ha dato l’impressione di essere una specie di polletto.
    E’ un passaggio di Eco che riguarda il capitolo sulla damnatio memoriae.
    “Ho conosciuto un grande critico italiano di cui si diceva che portasse sfortuna. C’era una leggenda su di lui e forse lui stesso aveva finito con il giocarci sopra. Ancora oggi non viene mai citato in certi lavori in cui, pure, il suo ruolo non viene messo in discussione. E’ una forma di damnatio memorie. Per quel che mi riguarda, non ho mai evitato di citarlo.”
    Continua, il professor Eco, eppure non lo nomina mai.
    (ahemm)

    “Niente fermerà la vanità. “ – dice ancora Eco a proposito dei vanity press e delle varie forme di autopubblicazione.
    Verissimo.
    Eco e Carriere sono molto vanitosi.
    Se lo possono permettere certamente, ma io mi sento in imbarazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Curioso e stimolante

    I libri protagonisti di aneddoti curiosi, eruditi e di una discussione stimolante.
    Ottimi spunti di riflessione insieme a scoperte di libri rari, preziosi, dimenticati o da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto!!

    Libro perfetto da tutti i punti di vista! Scritto da due intellettuali in piena sinergia e affinità elettiva. Riporta moltissime citazioni, cita moltissimi libri rari e fa raffronti tra le varie civil ...continua

    Libro perfetto da tutti i punti di vista! Scritto da due intellettuali in piena sinergia e affinità elettiva. Riporta moltissime citazioni, cita moltissimi libri rari e fa raffronti tra le varie civiltà. Interessante la parte che riguarda l'evoluzione del libro. E' un libro che consigliato a chi ama i libri o chi vuole leggere un bel libro interessante e coinvolgente

    ha scritto il 

  • 4

    JCC: Solo una cosa resta ancora scritta a mano, ma non sempre: la ricetta medica.
    UE: La società ha inventato i farmacisti per decifrarle.
    Mica vero! Ormai il mio medico le stampa al computer le ricet ...continua

    JCC: Solo una cosa resta ancora scritta a mano, ma non sempre: la ricetta medica.
    UE: La società ha inventato i farmacisti per decifrarle.
    Mica vero! Ormai il mio medico le stampa al computer le ricette!!!

    Quando arriva la fede, si brucia la scienza. È più che un filtraggio, è una liquidazione con le fiamme. Il quadrato dell’ipotenusa deve sparire per sempre.

    Una biblioteca raccoglie i libri che possiamo leggere. O che potremmo leggere. Anche se poi non li leggeremo mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente affatto noioso, certo può appassionare solo se davvero si è interessati ad approfondire la materia del libro in quanto oggetto e la sua storia, ma c'è solo da restare a bocca aperta di fronte a ...continua

    Niente affatto noioso, certo può appassionare solo se davvero si è interessati ad approfondire la materia del libro in quanto oggetto e la sua storia, ma c'è solo da restare a bocca aperta di fronte all'erudizione dei due scrittori.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole excursus di Eco e del suo sodale sulla passione dei libri antichi e non. Nulla di nuovo, per carità ma piacevole e godibile. L'ho letto in due giorni godendo ache della nuova edizione bompia ...continua

    Piacevole excursus di Eco e del suo sodale sulla passione dei libri antichi e non. Nulla di nuovo, per carità ma piacevole e godibile. L'ho letto in due giorni godendo ache della nuova edizione bompiani che mi piace infinitmente.
    Non dice molto sul futuro del libro. Ma che importa?

    ha scritto il 

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