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Non tutti i bastardi sono di Vienna

By Andrea Molesini

(1060)

| Softcover | 9788838925009

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Book Description

«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribu Continue

«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io... e questo ragazzo... facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia». Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch’esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell’area geografica e nell’arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l’andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell’età; la giovane Giulia, procace e un po’ folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l’insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall’impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria. E resta un senso di basso orizzonte, una claustrofobia, che persiste ironicamente nel contrasto con lo spazio immenso delle operazioni di guerra.

156 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il mio commento, ponderato e meditato è: "Boh!"
    Molesini racconta una storia, la racconta bene ma non è riuscito a farmi provare empatia per i personaggi (tranne forse il nonno) o interesse per lo spaccato di vita al tempo di guerra... e dire che il ...(continue)

    Il mio commento, ponderato e meditato è: "Boh!"
    Molesini racconta una storia, la racconta bene ma non è riuscito a farmi provare empatia per i personaggi (tranne forse il nonno) o interesse per lo spaccato di vita al tempo di guerra... e dire che il materiale c'era.
    Non scrive male, ma in alcuni punti le descrizioni (ad esempio dei boschi) mi sono sembrate piatte.
    Insomma, non male ma non credo che mi ricorderò qualcosa tra 3/5 anni.

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    Theut said on Jul 23, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    “….e poi si dice che gli italiani non hanno il senso dello Stato! Ma è lo Stato che non ha il senso degli italiani”.
    C’è il nonno Guglielmo, le cui sentenze sono fulminanti. “Agli stupidi piace mettere la stupidità in vetrina, e non c’è nie ...(continue)

    “….e poi si dice che gli italiani non hanno il senso dello Stato! Ma è lo Stato che non ha il senso degli italiani”.
    C’è il nonno Guglielmo, le cui sentenze sono fulminanti. “Agli stupidi piace mettere la stupidità in vetrina, e non c’è niente di meglio della parola per questo”. C’è la nonna Nancy, appassionata collezionista di apparecchi per clisteri di ogni tipo. A dispetto dei suoi settant’anni, era alta e dritta, forte e bella, una pantera canuta. C’è la zia Maria o Donna Maria, bella e fiera, che non disdegna la corte degli uomini, specialmente se affascinanti ufficiali. C’è Paolo, che racconta la storia, adolescente inquieto, orfano di entrambi i genitori, cresciuto a Villa Spada con i nonni e la zia. Feci il giro del parco, l’aria mi pungeva gli occhi e mi accendeva la mente, pensavo al discorso del nonno. “Bisogna imparare a tirar calci”. Sono troppo buono e mite, pensavo.
    E poi i servi: la cuoca tuttofare Teresa, la figlia Loretta, piacente ma di scarso intelletto, il custode Renato, in realtà un maggiore del regio esercito. E ancora Giulia …matta, bella, rossa. Uno schiaffo di lentiggini. E Don Lorenzo, il parroco dall’alito che uccide. In poche pagine Andrea Molesini ci presenta tutti o quasi i personaggi in commedia. Che sarebbe una bella e pruriginosa commedia nella campagna trevigiana – …i signori – in quegli anni, almeno – non finivano in gattabuia, e non erano nemmeno matti, semmai eccentrici: un signore era cleptomane, non ladro, e una signora ninfomane, mai puttana - se non ci fosse di mezzo il dramma della Grande Guerra e la splendida villa non fosse occupata e adibita a comando nemico dagli austroungarici.
    Il libro è il bildungsroman di Paolo nei mesi seguenti la capitolazione di Caporetto, con la convivenza forzata tra gli occupanti e i padroni, il mesto e sgangherato tentativo di questi di ottenere informazioni da trasmettere alle truppe italiane oltre Piave. Mentre il cibo scarseggia e la fame si fa sentire (Teresa si ingegna a cucinare anche con gatti e ratti….), si instaura una sorta di reciproco rispetto tra gli ufficiali austriaci e la famiglia Spada. Il barone, quando usciva dal suo ufficio, una stanza al piano terra, sul lato più distante dalla strada, passava del tempo con noi: con la zia – in paese già si chiacchierava – ma anche con me e il nonno – Solo la nonna si teneva alla larga: era rimasta fedele all’idea di opporre all’invasore la sua cortese scortesia. Non mancano gli episodi di violenza, mentre l’epilogo della vicenda della famiglia di Paolo lascia intravedere un filo di speranza in più rispetto a quanto, sullo sfondo, ci mostra la Storia con la s maiuscola. E così la mattanza si porterà via razza e rango, e le grandi nazioni si faranno più piccole, e non è detto che questo farà il mondo migliore.
    Mi sono deciso a leggere “Non tutti i bastardi sono di Vienna” dopo aver conosciuto l’autore ad una presentazione torinese. In genere mi tengo lontano dai libri che vincono i premi – e glielo dissi al momento di porre l’autografo sulla mia copia – ma in quella occasione era stato convincente. Dimenticavo, il titolo, che potrebbe dare origine a un tormentone (in realtà tanti bastardi sono di Torino ecc…..), si riferisce a una frase di don Lorenzo nel momento in cui accoppa un grosso topo da far cucinare.
    Il vero guaio è che a generali cretini potrebbero succedere sergenti cretini.

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    Riccardo Caldara said on Jul 21, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' il pensiero di quello che non vivremo o del passato non vissuto...che pesa sullo stomaco?

    NON TUTTI BASTARDI SONO DI VIENNA-Andrea Molesini-Sellerio-Premio Campiello 2011
    Romanzo storico ambientato durante la prima guerra mondiale in cui si narrano le vicissitudini della famiglia Spada durante la disfatta di Caporetto.
    Il cèo Paolo raccon ...(continue)

    NON TUTTI BASTARDI SONO DI VIENNA-Andrea Molesini-Sellerio-Premio Campiello 2011
    Romanzo storico ambientato durante la prima guerra mondiale in cui si narrano le vicissitudini della famiglia Spada durante la disfatta di Caporetto.
    Il cèo Paolo racconta l'insediamento delle truppe austriache nella sua villa, Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave.In questa villa vivono il nonno Guglielmo, la nonna Nancy, signora molto colta e dal pugno di ferro, la zia Maria che gestisce la Villa, la giovane Giulia amata dal giovane Paolo, la cuoca Teresa con la figlia Loretta e il custode Renato.Si racconta la barbarie perpetrate dal comando militare nemico, la violenza sulle donne del posto e la voglia di rivalsa da parte dei componenti della famiglia Spada.
    Un romanzo di guerra ma anche di speranza, una lettura faticosa per il periodo storico che si mantiene sempre sullo stesso ritmo senza nè alti e nè bassi.
    Sicuramente Molesini è un autore di alto livello che denota come il Campiello risulti essere un premio di gran lunga superiore allo strega.
    Voto 4/5

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    Miccoli Riccardo said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un grande romanzo storico, dallo stile molto gradevole, preciso, appassionante. Una storia che ti immerge nell’atmosfera di un momento che chi ha vissuto cerca inutilmente di dimenticare mentre chi non l’ha visto con i propri occhi, come me, può cono ...(continue)

    Un grande romanzo storico, dallo stile molto gradevole, preciso, appassionante. Una storia che ti immerge nell’atmosfera di un momento che chi ha vissuto cerca inutilmente di dimenticare mentre chi non l’ha visto con i propri occhi, come me, può conoscere grazie alle fedeli ricostruzioni ambientali e psicologiche dell’autore. Una gradevole scoperta. La storia mi ha coinvolta più di quanto mi aspettassi e anche questo libro l’ho letto piuttosto in fretta: avevo voglia di sapere come sarebbe andato a finire, cosa ne sarebbe stato dei personaggi e soprattutto se le mie aspettative sarebbero state soddisfatte fino alla fine. Ed è stato proprio così.

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    Chiara said on Feb 10, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1060)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Softcover 363 Pages
  • ISBN-10: 8838925003
  • ISBN-13: 9788838925009
  • Publisher: Sellerio (La memoria, 829)
  • Publish date: 2010-01-01
  • Also available as: Paperback , eBook
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