Non vi lascerò orfani

Di

Editore: Mondadori

3.4
(1913)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804585382 | Isbn-13: 9788804585381 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La sopravvivenza dei figli ai genitori è vista in tutte le tradizioni come un fatto naturale. A maggior ragione quando la scomparsa del genitore non lascia un piccolo orfano ma un orfano adulto. Eppure il dolore dell'orfano adulto non è meno intenso. L'opera di Daria Bignardi scava in questo dolore, lo analizza, lo racconta. La morte della madre è, insieme, il momento della sofferenza e quello del confronto con la prima vita altrui con la quale si è venuti a contatto - e quindi con la propria stessa vita: l'infanzia dei ricordi, l'adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l'irreale maturità. La morte di una madre ci fa sentire parte di una storia di famiglia, di un mondo, di una genealogia, addirittura di un periodo storico. E di un racconto: il racconto di queste pagine nelle quali sarà, per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, facilissimo riconoscersi.
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  • 5

    Apprezzo tantissimo Daria Bignardi, ha una scrittura molto piacevole che crea attorno al lettore una cupola in cui si riesce ad isolare e ogni suo libro scorre veloce come un venticello di primavera.
    ...continua

    Apprezzo tantissimo Daria Bignardi, ha una scrittura molto piacevole che crea attorno al lettore una cupola in cui si riesce ad isolare e ogni suo libro scorre veloce come un venticello di primavera.
    Tutti i suoi libri li ho letti in pochi giorni o perfino poche ore.

    Questo non è solo una storia bellissima ed una autobiografia. In più punti sono riuscita a rivedere me stessa nelle scelte di Daria, mia madre in quelle della sua e mi ha fatto maturare varie riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro che non potró piú dimenticare. La morte dei genitori era un tema molto lontano da me e ho iniziato a lggerlo con serenitá in un pomeriggio di inizio febbraio, dopo tre ore mi arriva la noti ...continua

    È un libro che non potró piú dimenticare. La morte dei genitori era un tema molto lontano da me e ho iniziato a lggerlo con serenitá in un pomeriggio di inizio febbraio, dopo tre ore mi arriva la notizia che mio padre si é sentito male e che lo hanno portato in rianimazione, dopo 5 giorni é morto.
    Ho ripreso in mano questo libro con grande fatica ma poi in ogni pagina mi sono rivista e ho pensato a non essere la sola a provare questo grande dolore.
    La vita ci dá sempre dei piccoli segnali e questo libro secondo me lo é stato.

    ha scritto il 

  • 5

    null

    Letto in una mattina soltanto, pagina dopo pagina mi ha sorpreso e catturato grazie ad una semplicità che non è quella dei libri stupidi, ma del tipo che ti entra dentro e ti trascina fino in fondo, a ...continua

    Letto in una mattina soltanto, pagina dopo pagina mi ha sorpreso e catturato grazie ad una semplicità che non è quella dei libri stupidi, ma del tipo che ti entra dentro e ti trascina fino in fondo, anche se non te l'aspettavi, anche se avevi altro da fare. Un viaggio commovente, ma anche divertente, nella storia di una famiglia e in particolare di una madre, intimo fin nel midollo ma nel quale molti si riconosceranno. Perché come nella maggior parte dei rapporti madre/figlia, nel libro c'è l'affetto, ma anche il conflitto, la rabbia, la frustrazione di un legame che, volenti o nolenti, non potrà essere eguagliato da nessun altro.
    La Bignardi scrive bene, e anche se è evidente che scrive per sé, per fissare le sue emozioni e farne un uso terapeutico, riesce a coinvolgere, senza che ci sia bisogno di un linguaggio ricercato o di un intreccio innovativo. Non trapela il desiderio di sentirsi dire che è brava: nulla è posticcio, nulla è di troppo, e qualunque donna con più di 30 anni che abbia sperimentato la vita di provincia si riconoscerà in certe situazioni, evocherà i ricordi di un mondo meno complesso, più ristretto, meno veloce di quello di oggi.
    A parte questo, la sensibilità non è da tutti, né la capacità di rendere memorabili personaggi e dinamiche tutt'altro che fuori dall'ordinario, e Daria ce le ha entrambe, ma forse alcuni lettori hanno troppi pregiudizi per ammetterlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconto autobiografico di Daria: ripercorre le vicende vissute con sua madre, fino a quando morirà e la lascerà orfana... Una commovente dedica alla madre, la mamma è sempre la mamma, e rimane sempre ...continua

    Racconto autobiografico di Daria: ripercorre le vicende vissute con sua madre, fino a quando morirà e la lascerà orfana... Una commovente dedica alla madre, la mamma è sempre la mamma, e rimane sempre nei nostri cuori...

    ha scritto il 

  • 0

    Posizione fetale

    Ho sempre qualche difficoltà a dare giudizi a biografie e racconti personali. Soprattutto quando sono delle piccole confessioni o segreti raccontati.
    Ultimamente per un motivo o per un altro sto legge ...continua

    Ho sempre qualche difficoltà a dare giudizi a biografie e racconti personali. Soprattutto quando sono delle piccole confessioni o segreti raccontati.
    Ultimamente per un motivo o per un altro sto leggendo molti libri di questo genere. Letture con il retrogusto di imbarazzo di chi spia la vita degli altri.
    E soprattutto i sentimenti degli altri.
    Letture che da un punto di vista potrebbero, anzi, dovrebbero facilitare a capire i propri, specie se tante sfumature sono simili. E la soluzione è a portata di pagina.
    Ma...
    Ma.
    Non sono brava ad essere indulgente con chi dovrei. Mi riesce meglio con chi non fa parte della mia cerchia. Dannazione! Perché già lo so che quel giorno sarà troppo tardi!

    Si dice che ci assume la posizione fetale ha la propensione a regredire nel mondo dell'infanzia. Appaiono forti all'esterno ma in realtà sono fragili e amano isolarsi dagli altri e ascoltare il rumore dei propri pensieri.
    http://www.youtube.com/watch?v=Oj0ORPxZPms

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è piaciuto per la sua sincerità e semplicità, che forse sono proprio le cose che da una come la Bignardi non ti aspetti. E invece tira fuori un ritratto di famiglia onesto e incredibil ...continua

    Questo libro mi è piaciuto per la sua sincerità e semplicità, che forse sono proprio le cose che da una come la Bignardi non ti aspetti. E invece tira fuori un ritratto di famiglia onesto e incredibilmente dettagliato (io della mia infanzia tutte quelle cose mica le ricordo), che si fa leggere bene e restituisce l'impressione di un'infanzia serena, coi valori di una volta, con due genitori che fanno del loro meglio senza nascondere vizi e difetti. Mi ha fatto riflettere su come oggi si voglia essere genitori perfetti, concedendo tutto ai figli e fingendosi migliori di quello che si è; mentre una volta essere genitori era una faccenda molto più spontanea e ai figli arrivava tutto, il bello e il brutto, ma non per questo amavano di meno i loro genitori. E poi l'importanza di avere dei fratelli, testimoni unici dell'insieme di eventi, persone, luoghi, modi di dire, ecc...che costituisce la mitologia familiare e necessari a tenerla in vita quando i genitori non ci sono più.

    ha scritto il 

  • 3

    Ritratto di famiglia

    È il secondo libro che abbia mai letto della Bignardi: ironia della sorte, ho letto per primo il penultimo libro in ordine di pubblicazione, “L’amore che ti meriti”, che mi ha affascinata, e poi quest ...continua

    È il secondo libro che abbia mai letto della Bignardi: ironia della sorte, ho letto per primo il penultimo libro in ordine di pubblicazione, “L’amore che ti meriti”, che mi ha affascinata, e poi questo, che è invece il primo e non mi ha totalmente soddisfatta. Non si tratta di un romanzo - come credevo - ma di una sorta di autobiografia, composta da una serie di aneddoti sulla famiglia Bignardi, dai genitori di Daria, ai nonni, per arrivare ai bisnonni. La morte della madre, avvenuta nel 2008, ha dato occasione all'autrice di lanciarsi in una lunga riflessione sulla storia della sua famiglia, a tratti davvero esilarante, a tratti un po’ “tirata” a mio parere: come se la Bignardi non sapesse come continuare il discorso e fosse andata a scomodare parenti vari e animali di famiglia pur di trovare qualcosa di cui parlare. Mi è venuto a noia anche l’uso di certi modi di dire dei suoi genitori, come “Devo star commodo, devo andare nelle stalle” del padre, o la madre che faceva tutto “senza guardare”. Se è vero che servono a caratterizzare il personaggio, la loro insistente ripetizione mi ha dato tanto l’impressione di un tappabuchi, per restare in tema con l’osservazione precedente. Emerge comunque tanto amore da questo libro, in particolare rispetto alla figura della madre, che doveva essere davvero un bel tipo: ammetto di aver pensato che io avrei detestato una donna simile, ma l’amore filiale supera anche queste cose, come lascia ben intendere la Bignardi.

    “Per quello soffriamo tanto quando ci muoiono i genitori: sappiamo bene che nessuno ci amerà mai più così”.

    Nel complesso il ritratto di questa famigliola è affettuoso e autoironico al tempo stesso, e la penna della Bignardi mordace come sempre, anche se credo che da questo primo libro sia davvero cresciuta come autrice.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro con tanti episodi che mi fanno ricordare eventi familiari della mia infanzia. Era il primo libro della Bignardi,che ho letto e vorrei ancora leggere altre di lei.

    ha scritto il 

  • 3

    inaspettato

    Mi aspettavo un romanzo e invece è una raccolta di memorie sulla storia della famiglia della Bignardi, che trae spunto della morte della madre, figura controversa nella vita della scrittrice, del rest ...continua

    Mi aspettavo un romanzo e invece è una raccolta di memorie sulla storia della famiglia della Bignardi, che trae spunto della morte della madre, figura controversa nella vita della scrittrice, del resto come ogni madre.
    Ho apprezzato il libro, anche se non era ciò che pensavo fosse.
    Non saprei se consigliarlo o regalarlo, non riesco bene ad identificarlo.
    Sicuramente scritto bene.

    ha scritto il 

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