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Non vi lascerò orfani

Di

Editore: Mondadori

3.5
(1770)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804585382 | Isbn-13: 9788804585381 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La sopravvivenza dei figli ai genitori è vista in tutte le tradizioni come un fatto naturale. A maggior ragione quando la scomparsa del genitore non lascia un piccolo orfano ma un orfano adulto. Eppure il dolore dell'orfano adulto non è meno intenso. L'opera di Daria Bignardi scava in questo dolore, lo analizza, lo racconta. La morte della madre è, insieme, il momento della sofferenza e quello del confronto con la prima vita altrui con la quale si è venuti a contatto - e quindi con la propria stessa vita: l'infanzia dei ricordi, l'adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l'irreale maturità. La morte di una madre ci fa sentire parte di una storia di famiglia, di un mondo, di una genealogia, addirittura di un periodo storico. E di un racconto: il racconto di queste pagine nelle quali sarà, per chiunque, pur nell'assoluta singolarità della voce narrante, facilissimo riconoscersi.
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  • 0

    Tanto ormai è così che è andata

    Storia della famiglia di Daria Bignardi raccontata dalla stessa a partire dalla morte della madre che è insieme momento di dolore e occasione per ripercorrere la sua vita e in parte anche quella della sua famiglia.


    "Un comportamento tipico della mamma era fare una sfuriata, magari darmi ...continua

    Storia della famiglia di Daria Bignardi raccontata dalla stessa a partire dalla morte della madre che è insieme momento di dolore e occasione per ripercorrere la sua vita e in parte anche quella della sua famiglia.

    "Un comportamento tipico della mamma era fare una sfuriata, magari darmi una sberla e poi, pentita, portarmi a spasso e comprarmi un regalo. Sono cresciuta con la convinzione che amore e dolore siano inscindibili l'uno dall'altro: un'impronta impossibile da cancellare, ma che cerco di non trasmettere. Se ci riesco, non lo so."

    Non sarà un libro che farà la storia della letteratura ma secondo me la Bignardi è riuscita a raccontare con spontaneità e amore la sua famiglia. L'ho trovato diretto, sincero e pieno di vita. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 0

    Intenso

    È davvero un libro intenso che mi ha emozionato. La descrizione dell'amore imprescindibile che lega genitori e figli è qualcosa in cui ognuno può riconoscersi, soprattutto nel momento doloroso in cui non ci sono più e restano solo i ricordi più vivi che mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Letto in poche ore, a parte qualche slancio che rimane fine a se stesso ho trovato la narrazione piuttosto distaccata e metodica. E' la biografia di una famiglia, personalmente mi ha entusiasmata ben poco.

    ha scritto il 

  • 3

    ”Questo è la morte…è la vita con tutti i suoi ricordi. E amore.” affermazione che ci affranca dall’incubo di sprofondare nel ‘nulla’ più totale, perché questo è l’effetto generato dalla scomparsa definitiva di chi è stato accanto a noi, nel bene e nel male, soprattutto se il legame è talme ...continua

    ”Questo è la morte…è la vita con tutti i suoi ricordi. E amore.” affermazione che ci affranca dall’incubo di sprofondare nel ‘nulla’ più totale, perché questo è l’effetto generato dalla scomparsa definitiva di chi è stato accanto a noi, nel bene e nel male, soprattutto se il legame è talmente forte da lasciare attoniti e privi di quelle certezze, purché ci siano, su cui si basa la crescita individuale.
    Al passato si guarda, così, solo se il vuoto del presente deve essere colmato per riuscire ad affrontare, da ”orfani adulti”, il futuro che, invece, rischia di essere pieno di ombre che, però, potranno essere ignorate grazie all’energia dell’amore, sempre che in esso si possa credere senza dubbio alcuno. E l’autrice non rivela, in questo, nessuna esitazione, anzi…

    ” Sono cresciuta con la convinzione che amore e dolore siano inscindibili l’uno dall’altro”.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho comprato il libro senza sapere di cosa parlasse.
    Per cui non ero minimamente pronta ad affrontare la descrizione della storia familiare della Bignardi.
    E nel turbinio di nomi (che ho ho fatto fatica a ricordare) ho perso più volte di vista il rapporto fra la Bignardi e la madre.

    ...continua

    Ho comprato il libro senza sapere di cosa parlasse.
    Per cui non ero minimamente pronta ad affrontare la descrizione della storia familiare della Bignardi.
    E nel turbinio di nomi (che ho ho fatto fatica a ricordare) ho perso più volte di vista il rapporto fra la Bignardi e la madre.

    ha scritto il 

  • 3

    Il "Lessico Famigliare" della Bignardi

    Carino, forse poteva meritare 4 stelle, se non fosse che l'ho trovato un po' una brutta scopiazzatura della grande Natalia Ginzburg. In questa sua autobiografia ha voluto sottolineare gli aspetti più significativi della sua famiglia: innanzitutto il lessico appunto (le frasi tipiche che in ogni f ...continua

    Carino, forse poteva meritare 4 stelle, se non fosse che l'ho trovato un po' una brutta scopiazzatura della grande Natalia Ginzburg. In questa sua autobiografia ha voluto sottolineare gli aspetti più significativi della sua famiglia: innanzitutto il lessico appunto (le frasi tipiche che in ogni famiglia si sentono fin da bambini), parentele varie (tra cui un nonno ex-banchiere che perse tutto nella crisi del '29, una suora missionaria uccisa in Africa, ecc.) e, sopra tutti, la figura della sua mamma, con un carattere così difficile, talvolta insopportabile, ma poi tanto rimpianta. In qualche passaggio mi ci sono un po' ritrovata e, prima ancora si sapere che era nata il 1° di luglio, avrei giurato che fosse del segno del cancro... In altri momenti invece mi sono riconosciuta in Daria, nella difficoltà del rapporto con una madre ansiosa, che doveva sempre sapere se la figlia era arrivata sana e salva da qualche viaggio. Inoltre ho apprezzato particolarmente alcune riflessioni sui tempi passati (lei è più giovane di me)che condivido. Insomma, tutto sommato consigliabile, anche se la Bignardi donna non eccelle in simpatia e di certo non è un capolavoro, ma si può leggere (non ha controindicazioni!).

    ha scritto il 

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