Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Nonostante Clizia

Di

Editore: Mondadori

3.5
(243)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804527692 | Isbn-13: 9788804527695 | Data di pubblicazione: 

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Nonostante Clizia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Lazzaro Santandrea risorge, come il suo più illustre omonimo. E il kaos siscatena a Savona, Milano, nella lontana Sicilia e in una vicinissima Cina. ASavona scorrazzano un cadavere vestito da infermiere, un'infermiera in vestedi cadavere, un infermiere in abito da suora e i diabolici fratelli lanternatravestiti da donna. Mentre una Milano non più in festa è infestata da cinesiinvisibili e letali, da siculi marmorei e gessati e dalla consueta,inarrestabile corte dei miracoli di Lazzaro, mobilitata per tenere in vita ilsuo portabandiera. In una sarabanda di moda e modelle, medici e compari, baree baristi, il Lazzaro risorto deve dimostrare di essere vivo, nonostanteClizia.
Ordina per
  • 3

    Il caro Andrea G. inizia ad incimpare nel suo stile, si perde un po' dietro se stesso, e il romanzo paga questa ricerca ossessiva e ossessionata di stupire con la prosa virtuosa del nostro "genio". Una volta ci avrebbe messo 50 pagine in meno per scrivere questo romanzo e lo avrebbe fatto anche m ...continua

    Il caro Andrea G. inizia ad incimpare nel suo stile, si perde un po' dietro se stesso, e il romanzo paga questa ricerca ossessiva e ossessionata di stupire con la prosa virtuosa del nostro "genio". Una volta ci avrebbe messo 50 pagine in meno per scrivere questo romanzo e lo avrebbe fatto anche meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Luca_ingi

    Avendo letto i libri di Lazzaro Santandrea da un po' di tempo non me la sento di fare commenti specifici. So che li ricordo tutti con piacere, e ricordo soprattutto le risate, spesso incontenibili, che ho fatto sui vari mezzi pubblici. Ricordo anche la platea di passeggeri alquanto inquietati dal ...continua

    Avendo letto i libri di Lazzaro Santandrea da un po' di tempo non me la sento di fare commenti specifici. So che li ricordo tutti con piacere, e ricordo soprattutto le risate, spesso incontenibili, che ho fatto sui vari mezzi pubblici. Ricordo anche la platea di passeggeri alquanto inquietati dalle mie esternazioni!

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia stravagante che l’autore ci narra per autocelebrarsi, tuttavia una lettura piacevole.
    Lazzaro è un tronfio playboy, che si dipinge come un uomo coraggioso e spericolato, ma che in realtà è un incosciente baciato dalla fortuna. Vorrebbe che lo pensassimo un bello e dannato, ma è ...continua

    Una storia stravagante che l’autore ci narra per autocelebrarsi, tuttavia una lettura piacevole.
    Lazzaro è un tronfio playboy, che si dipinge come un uomo coraggioso e spericolato, ma che in realtà è un incosciente baciato dalla fortuna. Vorrebbe che lo pensassimo un bello e dannato, ma è un individuo appena appena affascinante. Da un evento paradossale viene catapultato in una storia altrettanto assurda dalla quale non trae nessun insegnamento, non ne capisce neanche il senso. E’ un uomo che non si fa domande e che non si preoccupa di darsi risposte, si vanta di vivere una vita sgregolata, che si può permettere grazie all’eredità lasciatagli da una zia, ma è anche un figlio affettuoso, un’anima gentile che con le sue stramberie ti strappa un sorriso. Le palline di Lush, per fare il bagno, sono state il massimo.
    Già dalle prime pagine, l’autore ci propina una serie di omicidi, profanazioni e sparizioni di cadaveri che sembrano essere la base di un noir molto appetitoso, ma che poi si riveleranno gustosi come una galletta di riso, anche se onestamente la fine che fa il cinese invisibile ha classe.
    Quello che mi ha portata a dare tre stelle a questo libro è lo stile dell’autore. Pinketts ama giocare con le parole, la sua è una narrazione serrata che rende quasi tangibile il susseguirsi dei pensieri nella sua testa, attraverso l’associazione di idee. Tuttavia con questo metodo talvolta l’autore diventa banale o spara delle grosse stupidaggini, ma lo perdoniamo perché molti dei suoi pensieri spesso ci sono appartenuti.
    L’unica nota veramente stonata è la foto “da Sopranos” nella quarta di copertina, dovrebbe denunciare il fotografo che gliel’ha fatta.
    Un libro da leggere sotto l’ombrellone o quando si ha voglia di una storia poco impegnativa.

    ha scritto il 

  • 1

    Dunque, il tizio piazza il suo bel faccione in copertina. E vabbé (eternamente grati a photoshop, comunque). Poi scrive cose tipo (testuale): "Morire sventrati non è una cosa da Kenzo, è una cosa del kazzo. [Il fine umorista]. E prosegue:
    "Essere vivo e, ogni tanto, avere ancora il dubbio di ...continua

    Dunque, il tizio piazza il suo bel faccione in copertina. E vabbé (eternamente grati a photoshop, comunque). Poi scrive cose tipo (testuale): "Morire sventrati non è una cosa da Kenzo, è una cosa del kazzo. [Il fine umorista]. E prosegue:
    "Essere vivo e, ogni tanto, avere ancora il dubbio di esser morto, non è una cosa da Krizia, è una cosa da Clizia." [veramente splendidi questi calembour, già mi vedo Queneau che si rivolta nella tomba dall'invidia... e il redattore che faceva? Aveva fatto harakiri leggendo 'sta roba?].
    Ma l'arcano si svela quando, inavvertitamente, vi cade l'occhio sulla foto della quarta di copertina. Dove il tizio, formato 15x21, si è fatto immortalare (ah ah ah) dentro una bara, con un sigaro in bocca, l'occhiaia pseudoscopaiola, la facies imbolsita del cinquantenne piacione, il rolex d'oro in primissimo piano e (tenetevi) un pessimo pigiama di seta cinese blu con dragoni gialli (il tutto perché nel libro si parla di tale Lazzaro che resuscita e poi a un certo punto incappa nella mafia cinese) (capito il sottile gioco di rimandi?).
    Come se non bastasse (harakiri sto per farlo io), l'autore cita se stesso nel testo (più e più volte), fa parlare il libro, e non contento scrive (su una trama incongrua e raffazzonata) una serie di emerite boiate sulle quali non mi dilungo perché finirei per nauseare anche voi.

    - Quindi come cavolo è successo che l'hai comprato? - Mi ha chiesto ale.
    - Eh, era su una bancarella a due euro.

    Un prezzo ESOSO.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande nuovo capitolo della saga di Lazzaro Santandrea, vengono rotti subito gli indugi derivanti dal capitolo precedente e finalmente Pinketts può giocarsi la carta "Lazzaro, vieni fuori"!
    Splendidi giochi di parole e coadiuvati da un'ottima trama noir inframezzata da situazioni comiche.
    ...continua

    Grande nuovo capitolo della saga di Lazzaro Santandrea, vengono rotti subito gli indugi derivanti dal capitolo precedente e finalmente Pinketts può giocarsi la carta "Lazzaro, vieni fuori"!
    Splendidi giochi di parole e coadiuvati da un'ottima trama noir inframezzata da situazioni comiche.
    Decisamente un buon lavoro, tra i migliori della saga!

    ha scritto il 

  • 4

    Era da un po' che non leggevo Pinketts, ma devo dire che il suo "senso della frase" è veramente impagabile. Devi prestare attenzione perchè altrimenti rischi di perdere qualche gioco di parole e questo purtroppo a volte ti distoglie dalla trama. In complesso comunque un bel libro, imperdibile ...continua

    Era da un po' che non leggevo Pinketts, ma devo dire che il suo "senso della frase" è veramente impagabile. Devi prestare attenzione perchè altrimenti rischi di perdere qualche gioco di parole e questo purtroppo a volte ti distoglie dalla trama. In complesso comunque un bel libro, imperdibile per chi ama Lazzaro Santandrea.

    ha scritto il