Nord e Sud

Di

Editore: Jo March (Atlantide)

4.3
(860)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale , Polacco

Isbn-10: 8890607602 | Isbn-13: 9788890607608 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marisa Sestito , Laura Pecoraro ; Curatore: Valeria Mastroianni , Lorenza Ricci ; Prefazione: Marisa Sestito

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Nel salotto londinese degli Shaw, in Harley Street a Londra, la giovane Margaret Hale osserva con distacco, e velato rimpianto al contempo, quel mondo di lustrini, balli e convenevoli sociali che si è ridestato intorno alla famiglia per festeggiare le nozze della cugina Edith. La giovane donna ha trascorso in quella casa, affidata alle cure di zia Shaw, una giovinezza spensierata e agiata, eppure tanto lontana dalla semplicità di costumi e dalla raffinatezza culturale della famiglia di origine che vive nel paesino di Helstone, nel cuore più fiabesco e incontaminato dell’Hampshire, nel Sud dell’Inghilterra. Il matrimonio della cugina segna uno spartiacque nella vita di Margaret, che può far ritorno a una vita autentica nella canonica di campagna, di cui il padre è reverendo. Margaret trova un appagamento totale, incrinato solamente dalla proposta di matrimonio del giovane avvocato Henry Lennox, suo amico londinese e cognato della cugina. Non immagina in realtà quanto lieve sia questo genere di turbamento rispetto ai disagi e alle difficoltà reali che di lì a poco avrebbe vissuto. La permanenza a Helstone, difatti, è breve: il signor Hale, lacerato da dubbi religiosi, decide di lasciare l’incarico ecclesiastico e la canonica. Angosciato da una scelta inevitabile per la sua coscienza ma vergognosa agli occhi della società, decide di trasferirsi con la famiglia in un luogo del tutto distante dallo Hampshire, al Nord, nella città manifatturiera di Milton-Northern dove l’amico Bell ha delle proprietà. Il trasferimento è repentino e traumatico: Milton è sporca e caotica, le ciminiere, segnali di una civiltà industriale manifatturiera viva e fiorente, sono distribuite per tutta la città, ricoperta da una soffocante coltre di fumo. A Milton gli Hale non hanno altri amici se non i Thornton, affittuari del signor Bell; il signor Thornton, giovane industriale che si è fatto da sé, titolare di uno dei più importanti cotonifici di Milton, austero e controllato, prende lezioni sui classici dal signor Hale e si imbatte nell’irruente carattere di Margaret, rimanendone subito folgorato per la bellezza pur essendone spiazzato dalla fiera determinazione, inconsueta per una donna...
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  • 3

    orgoglio, pregiudizio e potere operaio

    l'ideale sarebbe darne in mano circa 1/3 a emilio isgrò (*). cancellazione sistematica delle parole: non vedo altra strada per certe inutili prolissità. e infatti ci ho messo tipo 3 mesi e mezzo per p ...continua

    l'ideale sarebbe darne in mano circa 1/3 a emilio isgrò (*). cancellazione sistematica delle parole: non vedo altra strada per certe inutili prolissità. e infatti ci ho messo tipo 3 mesi e mezzo per portare a termine questo romanzone col titolo da colossal metro-goldwyn-mayer, e stazza adeguata.
    anche perché l'intreccio d'ammòre ricalca con risibili variazioni gli orgogliosi pregiudizi scritti 40 anni prima, salvo che margaret hale sa il fatto suo ma non è liz bennet. e col piffero che john thornton ha un briciolo del fascino di fitzwilliam darcy.
    molto meno approssimate invece le parti sociali del plot, le uniche che valgono la terza stella e si capisce benissimo sono quel che maggiormente importa all'autrice: le condizioni operaie, i tumulti, le dinamiche di classe e le prove tecniche di sindacalizzazione nell'inghilterra di metà ottocento.
    quanto alla definizione, così volentieri frequentata, di elizabeth gaskell «erede di jane austen», non scherziamo. chiederò a un avvocato se vi siano gli estremi per la perseguibilità d'ufficio del reato.

    (*)
    http://www.nuoviargomenti.net/poesie/poesia-arte-del-segno-su-emilio-isgro/

    ha scritto il 

  • 4

    probabilmente a lungo andare, nel proseguire la lettura, il romanzo può deludere le aspettative e darci la conferma di essere di fronte a un "classico minore". Dell'autrice ho preferito Mary Barton, s ...continua

    probabilmente a lungo andare, nel proseguire la lettura, il romanzo può deludere le aspettative e darci la conferma di essere di fronte a un "classico minore". Dell'autrice ho preferito Mary Barton, se non altro perché era costruito in maniera più efficace, con un suo climax, mentre Nord e Sud scema pian piano. In ogni caso un ottimo romanzo, a mio avviso soprattutto nella prima parte, quello appunto del confronto tra "nord" e "sud".

    ha scritto il 

  • 4

    Illuminante

    La rivoluzione industriale inglese vista con gli occhi di una giovane donna della campagna. Lo sporco, l'inquinamento, la disperazione di non avere un lavoro, ma anche la voglia di crescere, riscattar ...continua

    La rivoluzione industriale inglese vista con gli occhi di una giovane donna della campagna. Lo sporco, l'inquinamento, la disperazione di non avere un lavoro, ma anche la voglia di crescere, riscattarsi, crearsi una posizione. La storia d'amore mi è sembrata solo un pretesto per raccontare ai lettori di un mondo che cambia, senza la paura di sporcarsi in mezzo ai vicoli, alla miseria, allo squallore. La Gaskell ci mostra tutto questo con estrema sensibilità, tratteggiando personaggi profondi, sfaccettati, che non hanno paura di cambiare idea. Un romanzo davvero potente, peccato solo che nel finale perda troppo tempo, si potevano risparmiare almeno 50 pagine di lungaggini e magari trovare un modo meno frettoloso di concludere la vicenda.

    ha scritto il 

  • 3

    Delusione.
    Forse le mie aspettative erano troppo alte, secondo me questo romanzo è stato eccessivamente sopravvalutato: non è male ma non si può certo dire che sia eccellente o che sia alla pari di ro ...continua

    Delusione.
    Forse le mie aspettative erano troppo alte, secondo me questo romanzo è stato eccessivamente sopravvalutato: non è male ma non si può certo dire che sia eccellente o che sia alla pari di romanzi come quelli di Jane Austen o Charlotte Bronte, né tantomeno di Dickens!
    Nella prima parte l'ho trovato troppo incentrato sul tema della religione, l'avrei preferito invece più descrittivo e concentrato sul contesto storico-sociale. Andando avanti diventa fortunatamente più scorrevole e ci si comincia ad addentrare nella storia. Quella di Margaret è una storia lunga e piuttosto ripetitiva, nulla di sorprendente.
    Il finale mi ha lasciato del tutto insoddisfatta, mi sono chiesta se lo fosse davvero; insomma una storia comunque interessante ma portata avanti troppo a lungo senza arrivare ad una conclusione.
    E' raro che accada ma questa volta posso affermare con certezza che ho preferito di gran lunga la mini-serie della BBC al libro.

    ha scritto il 

  • 2

    La cugina porella della Austen

    Alla fine di questo classicone della letteratura inglese solo recentemente approdato in Italia mi rimarrà soprattutto il ricordo della fatica e dell'irritazione con cui ho dovuto lottare per uscire da ...continua

    Alla fine di questo classicone della letteratura inglese solo recentemente approdato in Italia mi rimarrà soprattutto il ricordo della fatica e dell'irritazione con cui ho dovuto lottare per uscire dal pantano della prima parte.

    Tutto sommato sono contenta di essere arrivata alla parola fine delle troppo lunghe e troppo artificiose peripezie di Margaret, anche se la sua iniziale passività - correlata da alcune uscite raggelanti dei suoi genitori - mi scatenava dentro i peggiori istinti omicidi. Il suo lui poi è un bambinone presuntuoso costantemente mortificato nell'orgoglio: volevo abbracciarlo.

    Della Gaskell mi sono fatta l'idea che sia una versione meno talentuosa della Austen e delle sue amiche Brontë: ci prova anche a imbastire l'amore e l'equivoco e lo struggimento, ma non è abbastanza sgamata e risulta spesso molto artificiosa e costruita.

    Insomma, sono più Team ragazze sfigate di campagna: Thomas Hardy.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo un romanzo stupendo, e invece è solo un romanzo mediamente interessante, con una storia stiracchiata che di più non si può e un finale al contrario sbrigativo, che dà poca soddisfazione a ...continua

    Mi aspettavo un romanzo stupendo, e invece è solo un romanzo mediamente interessante, con una storia stiracchiata che di più non si può e un finale al contrario sbrigativo, che dà poca soddisfazione al lettore. Ci ho messo un mese per finirlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Una vera delusione

    Devo ammettere che, rispetto alle aspettative che avevo (forse troppo alte), il romanzo della Gaskell mi ha un po' deluso, mi aspettavo un libro molto più coinvolgente. Non ho visto prima la serie del ...continua

    Devo ammettere che, rispetto alle aspettative che avevo (forse troppo alte), il romanzo della Gaskell mi ha un po' deluso, mi aspettavo un libro molto più coinvolgente. Non ho visto prima la serie della BBC proprio per leggere il libro senza vincoli all'immaginazione ma ho trovato la storia inutilmente prolissa, visti i pochi reali avvenimenti narrati 500 e passa pagine mi sembrano un po' troppe, tanto più che anche della storia inglese di quel periodo non si viene a sapere molto. E' un libro abbastanza carino e piacevole ma non un capolavoro ai livelli di "Orgoglio e pregiudizio" a cui viene spesso paragonato. Rispetto, invece, ad alcune critiche che ho letto in tal senso, ho trovato la traduzione nel complesso ottima anche se ammetto di non averlo mai letto in lingua originale.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella storia, interessante il contrasto tra nord e sud e tra vecchio e nuovo, tra chi vive di rendita e chi di "solo" lavoro. I personaggi sono descritti benissimo. Se avete amato come me "orgoglio e ...continua

    Bella storia, interessante il contrasto tra nord e sud e tra vecchio e nuovo, tra chi vive di rendita e chi di "solo" lavoro. I personaggi sono descritti benissimo. Se avete amato come me "orgoglio e pregiudizio" ma anche Dickens leggetelo.

    Sono un po' perplessa riguardo la traduzione, il libro pare non tradotto benissimo ma io ho potuto leggere solo un mobi scaricato senza prefazione... quindi forse la versione che ho scaricato aveva degli errori...

    ha scritto il 

  • 3

    Buon libro (ma non eccezionale)

    Comincio col dire che ho letto questo libro con - forse - troppe aspettative, anche a seguito di vari commenti letti qui. Da austeniana convinta, ero convinta dai "rumours" di aver trovato una scrittr ...continua

    Comincio col dire che ho letto questo libro con - forse - troppe aspettative, anche a seguito di vari commenti letti qui. Da austeniana convinta, ero convinta dai "rumours" di aver trovato una scrittrice che fosse una sorta di sorella-collega putativa della mia autrice preferita, per poi rendermi conto nella lettura che forse le mie convinzioni erano state un po' alterate da false speranze. Comunque. Il libro è scritto molto bene, e il panorama storico-sociale in cui si muovono i personaggi è la parte che sicuramente regge di più; i confronti verbali e i rapporti fra i personaggi fanno emergere la realtà lavorativa dell'epoca, e spingono ad una riflessione continua su un certo tipo di società che non ho trovato rappresentato spesso in letteratura (certamente per delle mie lacune). Ho sempre immaginato l'epoca vittoriana più come la Austen la racconta, fatta di pizzi, salotti e merletti, e il pregio di questo libro è sicuramente quello di avermi offerto una prospettiva "finalmente" diversa.
    Per contro, non posso fare a meno di essere un tantino delusa dalla storia d'amore che, come alcuni hanno sottolineato, è solo un sottotesto, quasi una parentesi.
    Basti notare la risoluzione finale, ovvero come l'autrice decide di suggellare il rapporto tra i due protagonisti: c'è poco approfondimento, laddove dei chiarimenti si sarebbero resi necessari per un vero lieto fine.
    Ringrazio la casa editrice Jo March per aver riportato alla luce questo romanzo che, in ogni caso, è stato per troppo tempo dimenticato dagli editori italiani, e rischiava davvero di perdersi nelle polveri del tempo. Già è stato per me difficile accaparrarmi questo volume! Ristampatelo!

    ha scritto il 

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